mercoledì 11 febbraio 2026

STRANIERI d' ITALIA


 Stamattina, sul muro esterno di una casa situata sulla ciclopedonale Gianni Rodari, si leggeva questa vergognosa scritta.



Da quella strada, tutti i giorni passano bambini che vanno a scuola (primaria, materna, asilo nido) accompagnati dalle loro mamme o dai loro papà. Buona parte di questi bambini, ancorché nati in Italia, sono di origine straniera. Cosa possono pensare di noi queste persone? Come si possono sentire di fronte a questi sentimenti xenofobi, per non dire razzisti? 

Eppure si tratta di persone perfettamente integrate nella nostra città. Gente che sgobba e si guadagna la vita con impegno e sacrificio, lavorando nelle nostre imprese, facendo essi stessi impresa (nell’edilizia, nella ristorazione, nel commercio), per non parlare di quelle che accudiscono i nostri anziani e che ci aiutano nella cura della casa.

Eppure perseveriamo con questi comportamenti odiosi.

Si dirà: ”Sono i soliti imbecilli”. Sarà. Tuttavia questi sentimenti vengono incoraggiati e supportati da prese di posizione e scelte di partiti politici e pubblici Amministratori. 

Non so se ricordate. In passato su questo blog, ebbi modo di stigmatizzare alcune odiose decisioni del Sindaco di allora (leggi qui), per non parlare di post e commenti pubblicati su siti di partito (leggi qui) e di sceneggiate sul tema organizzate dalla Lega (leggi qui).

Pensavamo che il tempo riuscisse a stemperare quelle paure, quei risentimenti, quelle avversioni. E invece no.

Il Parco giochi di fronte alla Biblioteca Comunale diventa Giargiapark e i bambini, in maggioranza di origini straniere, sono chiamati in modo sprezzante, figli di giargianesi. 

È così odiato quel parco, che l’Amministrazione Comunale ha in animo di smantellarlo. Se ne taglia una parte con la scusa di creare un dispenser dell’Acqua del Sindaco e di sacchi per la Raccolta Differenziata, si troverà qualche altra scusa per eliminarlo del tutto. 

Perché diciamolo, questa Amministrazione del fare niente, ha solo in mente di prendersi meriti che non ha e di eliminare servizi non graditi per motivazioni ideologiche. Si è fatto così per il Bagno Pubblico Automatizzato, come per le panchine di Piazza delle Erbe. 

Gli esteti dell’armonia saranno contenti: una piazza ridotta a triste parcheggio e con fili elettrici penzolanti su una antica fontana che non è più tale. Alla faccia di chi diceva che togliere le panchine era solo una decisione momentanea e che dopo le feste natalizie, sarebbe ritornato tutto come prima. Tutto come prima? Certo, anche per la xenofobia e per il razzismo. 

Forse è venuto il momento per i partiti e le liste progressiste di prendere coscienza dell’errore fatto due anni fa. È ora di fare pace con se stessi e con gli altri. Chiari non merita di sprofondare in anni di irrilevanza e mala politica.

Nessun commento:

Posta un commento