giovedì 19 marzo 2026

TRASFORMISMO, VIZIO ITALIANO




Nel leggere questo post pubblicato dal nostro Vicesindaco il 17 marzo scorso, in occasione della Festa dell’Unità d’Italia, sono saltato sulla sedia.

Nel marzo 2011, lo scomparso cavalier Franco Begni, presidente delle Associazioni d’Arma clarensi, per commemorare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, chiedeva sommessamente all’Amministrazione Comunale il permesso di organizzare “un piccolo corteo con alzabandiera che non ledesse Sindaco e Amministrazione”. 

Su incarico del Sindaco di allora, Campodonico convocò in Comune il cavalier Begni per comunicargli che di corteo, benché piccolo, non se ne parlava, e meno che meno si sarebbe potuta utilizzare la banda cittadina. Al massimo, e solo perché in Comune erano buoni e magnanimi acconsentivano a un “piccolo” alzabandiera, senza tanti clamori.

E infatti, la Festa che tanto seguito ebbe in tutta Italia, a Chiari si svolse in un clima del tutto surreale. I rappresentanti delle Associazioni d’Arma raggiunsero Piazza Martiri della Libertà in ordine sparso, mentre un cielo livido sembrava minacciare pioggia. Niente banda, niente tromba, neppure un piffero. Come sfregio estremo da praticare a una festa non voluta, non gradita, anzi detestata, addirittura non fecero  trovare la fascia tricolore della Repubblica Italiana, simbolo di prestigio, autorità, potere, mai disdegnata, anzi esibita in ogni avvenimento. In quella occasione però no. Tant’è che Begni dichiarò dispiaciuto: il Vicesindaco Luca Seneci mi ha detto che sarebbe andato a prenderla. L’abbiamo aspettato una decina di minuti sotto la pioggia, ma poi è ritornato fra noi senza la fascia”. In nessun paese è andata così (dal Giornale di Brescia 18/3/2011) .


Oggi, a distanza di 15 anni da quegli avvenimenti, il nostro Vicesindaco si dichiara orgoglioso “della nostra identità nazionale e delle nostre radici” e in un afflato di vero patriottismo grida: “Viva l’Italia”. 

Resta però solo da capire che fine abbia fatto la Padania, la patria ideale di cui l’ex Sindaco ed ex Senatore Mazzatorta diceva di essere cittadino. Dov’è andata a finire la terra dei nostri padri, da difendere a tutti i costi dall’invasione dei barbari, la Roma ladrona di bossiana memoria? Tutto superato, tutto dimenticato? 

La nuova Lega di Salvini, non più rinchiusa nei ristretti ambiti lombardi, è diventata nazional popolare e tutti, dall’ultimo militante al primo dirigente, ora esprimono amor di patria, non più padana, ma veracemente italiana. Per cui con loro gridiamo “Viva l’Italia!”, viva il trasformismo. 



domenica 8 marzo 2026

SINDACO, C'È POSTA PER TE

Mi dispiace che in un giorno di festa debba venire ancora a parlare di “monnezza”.

I sacchetti che vedete in foto, sono lì da almeno 8 giorni. Il luogo è il percorso ciclopedonale Carlo Collodi:




Questi altri, di giorni ne hanno visti almeno 20. Il luogo sempre lo stesso, via Caravaggi Guido:




Bene. Farò come ultimamente usa fare il nostro Sindaco. Vi lascio tempo per ritirate questi sacchetti e per scusarvi fino alle 12:00 di domani.

A parte le “perculazioni”, mi domando se le parole dette e le promesse fatte abbiano ancora senso.


Il Sindaco aveva promesso che il 2026 sarebbe stato l’anno della fine dell’impunità e che gli “sporchignoni”, come lui dice, avrebbero pagato caro il loro pervicace mancato rispetto delle regole del vivere civile.

Si può sapere di grazia se qualcuno di questi irriducibili insozzatori è stato pescato con il sacco o la sportina nelle mani mentre di soppiatto li stava depositando in qualche angolo di strada?

Si può sapere se l’accorato richiamo alla denuncia fatto dal Sindaco ha portato a qualche significativo risultato?

Da quello che si vede per le strade sembrerebbe di no.


La città continua a essere sporca. Vie, marciapiedi, parcheggi, fossi, parchi pubblici, e perfino il sagrato della Chiesa, sono pieni di piccoli e grandi rifiuti che danno l’idea di una trascuratezza insostenibile. 






Quando parli di queste cose ti dicono che lo fai perché rosichi, perché non ti vuoi rassegnare al fatto di aver perso le elezioni. Faccio notare che dalle elezioni sono passati quasi due anni e che l’attuale compagine quelle elezioni le ha vinte anche promettendo di risolvere alla radice il problema dei rifiuti abbandonati. Sono passati 21 mesi e non io, non la minoranza consiliare, ma lo stesso Sindaco, gli stessi componenti del CdA di Chiari Servizi sono costretti ad ammettere che l’abbandono dei rifiuti non è più “arginabile”.

Se poi si pensa che basti zittire l’opposizione per risolvere la questione, allora continuiamo a consolarci con gli sproloqui del Sindaco che lasciano il tempo che trovano e che non spostano di un millimetro il problema.