martedì 20 febbraio 2018

SCUOLE - COME VINCERE AL SUPER ENALOTTO


Nel corso di un memorabile discorso tenuto in Consiglio Comunale, un rappresentante della minoranza ha affermato che gli attuali Amministratori sono bravi come quelli che hanno vinto al Super Enalotto. Cioè, hanno fatto una scommessa e gli è andata bene. 
Questo concetto della politica vista come azzardo piuttosto che come lavoro serio di proposta, programmazione e realizzazione, è tipico di molti “uomini del fare” che hanno lasciato sul territorio innumerevoli progetti incompiuti e disastri perfettamente realizzati.

Chiari - Cantiere Scuola Martiri

I soldi arrivati a Chiari per le scuole, tanti soldi, non cadono dal cielo, né ce li ha portati Babbo Natale o la Fata Turchina. Sono soldi che nascono da un serio progetto ideato e portato avanti dal Governo Renzi e proseguito dal Governo Gentiloni. Se non ci fosse stata l’idea di investire sulla scuola da parte di quei governi, oggi non avremmo a Chiari 10 milioni di euro, come non li avrebbero in tantissimi Comuni d’Italia.
Il Governo Berlusconi, per rimediare in qualche modo all’abisso in cui ci stava cacciando, tagliò alla scuola ben 8 miliardi di euro. Il Governo Renzi, dopo aver tirato su la nave che stava affondando,  decise che il settore dove dovevano essere messi più soldi era quello dell’Istruzione. Fu così che nacque la Buona Scuola e l’investimento di oltre 10 miliardi per rinnovare e mettere in sicurezza le scuole italiane, attingendo a finanziamenti europei e altri fondi già stanziati, ma mai utilizzati.

Chiari - Cantiere Scuola
Qualcuno oggi dice che quei soldi sarebbero arrivati in ogni caso, chiunque fosse stato al governo. No, non è così. I soldi vengono destinati a questo o quel comparto secondo le scelte strategiche che ogni governo fa. 
I governi Berlusconi per la scuola non hanno fatto niente, anzi come detto prima hanno tolto. Lo stesso ha fatto  l’Amministrazione Mazzatorta a Chiari. 
Il fantomatico progetto di cui qualcuno ha parlato in questi giorni senza cognizione di causa, prevedeva un polo scolastico a nord di Chiari in via Cologne che sarebbe stato realizzato con i proventi della vendita dei terreni dove oggi sorgono le scuole Martiri, Morcelli, Turla, San Giovanni, infanzia Pedersoli. Al loro posto sarebbero sorti 7 condomini di 8 piani ciascuno. Insomma una bellissima speculazione immobiliare, alla faccia dei genitori costretti a portare tutti i giorni i loro figli oltre la ferrovia.
Qualcuno poi si lamenta del fatto che a Chiari siano arrivati tanti soldi. Manca poco che ci si debba scusare. La verità è che la nostra città può solo essere orgogliosa di essere riuscita a intercettare così rilevanti finanziamenti nel momento più propizio. Può essere orgogliosa l’Amministrazione Vizzardi per i progetti preparati per tempo, che si adeguano perfettamente ai complessi scolastici già esistenti, senza spreco di suolo e senza spostare la popolazione scolastica in zone esterne al paese, lontana quindi da importanti servizi per alunni e insegnanti. Progetti avanzati e strategici apprezzati anche a livello regionale. Insomma, un lavoro di squadra che dà l'idea di cosa debba essere la politica quando essa è indirizzata al bene comune e non agli interessi di pochi.
Forte dei successi passati, c’è chi oggi ha la pretesa di fare la morale e imporre la sua tabella di marcia. Bene. Quando saranno in grado di portare a casa 10 milioni di euro, con o senza SuperEnalotto, allora saranno autorizzati a realizzare i loro progetti e stabilire, sempre che ne siano capaci, quello che deve e non deve essere fatto. Fino a quel momento stiano buoni e calmi.


martedì 6 febbraio 2018

SCUOLE - 10 MILIONI DI CHIACCHIERE

A Chiari, i rappresentanti della minoranza si stanno preparando per il Consiglio Comunale dell’8 febbraio come se dovessero andare alla guerra. Se avessero utilizzato tanta determinazione quando governavano la città forse non saremmo andati incontro a molteplici e rovinosi disastri. Dopo aver fatto tante chiacchiere inconcludenti, oggi hanno la pretesa di imporre la loro agenda a una Amministrazione che è riuscita a portare a Chiari ben 10 milioni di euro dallo Stato e altri 2,5 milioni dalla Provincia, tutti da utilizzare per le scuole dei nostri ragazzi.

Chiari - Cantiere Scuola Martiri

Si riconoscesse almeno questo, cioè che i soldi assegnati sono una cosa buona e che, dopo tanto discutere, si possono finalmente realizzare progetti utili per la città. Niente. Sulle loro pagine, non troverete neppure una virgola di tutto questo. C’è solo l’eco di un fastidio, di una rivalsa, un desiderio di mettere i bastoni fra le ruote, di allungare i tempi in discussioni inutili e oziose, di contrastare un progetto. Altra cosa è la civile protesta dei genitori degli alunni della Varisco. Le loro preoccupazioni anche se non condivisibili sono comprensibili e non possono essere liquidate con una semplice alzata di spalle.
Tuttavia, mi sembra irragionevole pensare che il tema principale della discussione debba essere il Varisco o il Turla o il Morcelli presi singolarmente, quando qui e ora si sta ponendo mano a un progetto complessivo e organico di sistemazione delle scuole di Chiari? Queste sono cose che capitano una volta ogni 50 anni o forse più. Guardare al proprio piccolo particulare, mentre è in corso una rivoluzione che cambierà la situazione per i prossimi decenni, è del tutto assurdo. 

Chiari - Lavori in corso al Cantiere della Scuola Martiri

Si dice: “Quello che avete intenzione di fare non era contenuto nei vostri programmi”. Tesi alquanto bizzarra se portata avanti da chi voleva fare un polo scolastico a nord di Chiari senza che quel progetto fosse incluso nel suo programma di governo. I programmi elettorali contengono proposte di massima e si uniformano alle mutate condizioni. Nel programma della coalizione che ha vinto le elezioni nel 2014 il primo punto riguardava le scuole. Scuole da costruire a ridosso del centro, vicino a servizi fondamentali per ragazzi e insegnanti (Biblioteca, Pinacoteca, Musei Civici, Comune). Questo diceva il programma di coalizione e questo si sta realizzando.
La variabile sta nella fonte del finanziamento. La fortuna ha voluto che si potessero utilizzare risorse che non pesano sulla città, essendo a carico dello Stato (Stato non Regione come qualcuno ha asserito) e che fossero destinate tanto alle scuole primarie che secondarie. Una situazione di tale abbondanza che dovrebbe renderci orgogliosi. Perché se è vero che i fondi sono stati resi disponibili dal Governo - la tanto deprecata Buona Scuola a Chiari ha dato buoni frutti -, è altrettanto vero che l’Amministrazione Comunale si è trovata pronta ad accettare la sfida e a presentare progetti seri, credibili, innovativi. Altro che “scuola capannone” come qualcuno afferma!

Chiari - Cantiere Scuola Martiri
Invece no. Si assiste sgomenti a polemiche astruse, a proposte inconcepibili che pretendono di mantenere i ragazzi in scuole vecchie, malsicure e senza quei servizi essenziali per una moderna didattica. Si arriva al punto di fare polemica anche sullo spostamento provvisorio dei ragazzi dal Morcelli al Turla in attesa che venga pronto l’allargamento del Toscanini, non tenendo conto che l’area dove oggi insiste il Morcelli è indispensabile al nuovo Polo Scolastico in termini di verde da utilizzare per la scuola e di parcheggi del tutto necessari in quel contesto.
L’Amministrazione Comunale ha il suo progetto. Lo si può condividere o meno, ma sicuramente ha tutto il diritto di attuarlo e non saranno certamente le chiacchiere di una minoranza rancorosa e petulante che riusciranno a fermarla.


venerdì 2 febbraio 2018

SCUOLA - CAPACITÀ DI GUARDARE LONTANO

Capisco che l’assegnazione di 10 milioni di euro a Chiari per l’ampliamento e la messa in sicurezza delle sue scuole possa fare schiumare di rabbia coloro che hanno scommesso sul fallimento della nostra città. Sono gli stessi che avendo avuto il comando per ben 10 anni, li hanno trascorsi in uno sperpero infinito di soldi pubblici, passando da mirabolanti progetti mai realizzati a disastrosi fallimenti. Sono sempre quelli che finiti i soldi del Comune si sono dati a saccheggiare le antiche Fondazioni ridotte ormai a gusci vuoti.
Eppure se avessero un minimo di amor proprio e un po’ di cura per la loro città, dovrebbero essere contenti, al pari nostro, di questa opportunità che si è aperta pur in un momento così difficile. Dieci milioni di euro dallo Stato più altri due milioni e mezzo dalla Provincia, non capita di vederli tutti i giorni. Forse c’entra il caso, forse la fortuna, ma una cosa è bene dirla: se non ci fossero stati i decreti dei Governi Renzi e Gentiloni che hanno attivato fondi Bei e altre risorse già stanziate ma non utilizzate, oggi non avremmo queste disponibilità. 



Sono soldi avuti in deroga al patto di stabilità interno e quindi doppiamente preziosi. Sia perché sono stati concessi in un momento di ristrettezze finanziarie, con oneri a carico dello Stato, sia perché arrivano a Chiari come in altre città, ma non in tutti i Comuni d’Italia. 
L’amministrazione Vizzardi ha avuto il merito di farsi trovare pronta all’appuntamento, con progetti credibili e soluzioni innovative. E se il valore dei progetti è stato determinante per il successo di entrambe le operazioni, altrettanto si può dire del contesto in cui questi progetti sono stati ideati. Il contesto è quello urbano, con il centro storico nelle immediate vicinanze, con servizi facilmente fruibili sia dai ragazzi che dagli insegnanti (Biblioteca, Pinacoteca, Musei Civici, Municipio).


Chiari - Cantiere della Scuola di Viale Mellini

Ci si aspetterebbe che la discussione fosse incentrata sul modo migliore di impiegare queste preziose risorse, vigilando affinché le scuole vengano ristrutturate in tempi brevi per evitare eccessivi disagi ai ragazzi e alle loro famiglie. Invece l’attenzione è maldestramente indirizzata ad altro. Per togliere valenza a questa scelta che avrà un peso molto importante negli anni futuri, si alimenta una polemica pretestuosa sulla scuola Varisco, definita come esempio di buona scuola da salvaguardare. 
Che il metodo didattico praticato alla Varisco sia valido, non ho motivo di negarlo. In quella scuola ci ha studiato mia figlia e so bene il valore di quell’insegnamento, che peraltro potrà continuare con gli stessi insegnanti, ma in un contesto più ricco e stimolante grazie alla possibilità di sfruttare tutte le opportunità (palestra, laboratori, auditorium, vicinanza a biblioteca, pinacoteca, prima difficilmente raggiungibili ecc.) che la nuova scuola offre.
Mi sorprende invece l’entusiasmo attuale di alcuni che in passato hanno spesso storto il naso e mal sopportato una scuola fuori dagli schemi e ritenuta un po’ troppo innovatrice. Fa piacere che si sia cambiato parere.
Chiari - Scuola Primaria Varisco
Tuttavia il problema non è il metodo, ma il contenitore. Il plesso della scuola Varisco è vecchio di 90 anni, costruito al pari di altri nel circondario di Chiari in un’altra “era”. La sua struttura non è più rispondente alle “Linee guida ministeriali per l’edilizia scolastica”, in quanto vecchia, inadeguata e carente sotto molti profili (mensa, laboratori, palestra). È una scuola che costa mantenerla e ancora più tenerla in efficienza. Solo per adeguarla ai moderni sistemi antisismici e antincendio si dovrebbero impiegare tante risorse che forse si farebbe prima a buttarla giù e costruirne una nuova.
Tenendo conto di tutte queste problematiche e della scarsità di risorse che affligge oggi gli enti locali, non si capisce come degli amministratori possano concepire l’idea che, costruite delle scuole nuove ed efficienti, i ragazzi continuino a rimanere nelle vecchie, con tutti i rischi che ognuno di noi può immaginare.
Cosa succederebbe se cadesse un controsoffitto in testa ai ragazzi, o scoppiasse un incendio, o ci fosse un terremoto, cosa non più tanto remota? Il primo che andrebbero a prendere sarebbe il Sindaco e non certamente i nostri rivoluzionari Consiglieri. E lo farebbero a maggior ragione in quanto avendo una scuola nuova, con moderni sistemi antisismici e antincendio, ha deciso di far rimanere i ragazzi in una scuola vecchia e per nulla sicura.


Chiari - Cantiere della Scuola di Viale Mellini







martedì 23 gennaio 2018

LA SCUOLA AL TEMPO DI MAZZATORTA

Vi ricordate la scuola al tempo di Mazzatorta? Il tema è stato un vero tormentone, superato forse dalla fantastica operazione del Polo della Cultura.
Come ogni clarense sa, le nostre scuole sono vecchie, inadeguate e necessitano di urgenti interventi prima che cadano a pezzi. Questa esigenza era già presente all’inizio dell’avventura del centrodestra, ma Mazzatorta e soci hanno preferito buttare una montagna di soldi pubblici in rotonde e pavé, piuttosto che investirli nel rifacimento delle scuole. Ognuno è libero di fare le sue scelte. L’attuale Amministrazione ha scelto la scuola. La scuola è istruzione, crescita, sviluppo. Una comunità che investe nella scuola investe sul proprio futuro.


Chiari - Scuole Martiri - Morcelli - Toscanini



Per il centrodestra evidentemente la scuola non rappresentava un problema da risolvere. Infatti nel programma presentato alla città nel 2004 non esisteva un punto che la riguardasse. Essa divenne di cogente attualità solo nel 2007 quando alcuni impresari avanzarono alla Giunta una precisa proposta. In cambio di una scuola tutta nuova a nord di Chiari, voi ci cedete l’area dove oggi sorge l’Istituto Martiri. Per farne che? Costruire dei magnifici condomini a 7 piani. 
Parlare di speculazione vergognosa può sembrare azzardato, ma non è cosa  molto lontana dal vero. Sta di fatto che i genitori insorsero e si ribellò anche una parte della giunta con la motivazione che la proposta non era contenuta nel programma di coalizione. 
La crisi fu tanto grave che il sindaco rassegnò le dimissioni, rientrate solo con la firma di una lista di cose da attuare e la testa su un piatto d’argento dell’assessore all’istruzione.
Superata la crisi, il problema venne messo da parte. 
Ancora nel marzo 2010 l’ex assessore Piantoni parlava di scuola, affermando che “è in via di pubblicazione un bando di concorso per la progettazione di un nuovo Polo scolastico”, ma si capiva che non era molto convinto. Infatti il problema di fondo era dove reperire i soldi. Come si poteva riuscire a finanziare quel progetto se tutto ciò che era disponibile era stato speso in un piano delirante di rotonde e una faraonica ristrutturazione dell’ex Comune?

Chiari - Rotonda in rifacimento












Ecco allora, deus ex machina, entrare in campo don Alberto e i suoi rutilanti programmi per movimentare i polverosi capitali delle secolari Fondazioni. Uno di questi prevedeva la modifica dello statuto dell’Istituto Morcelliano con l’indicazione  dell’istruzione come fine statutario e una cessione della metà del patrimonio della Fondazione al Comune con la formula della “donazione modale”.
La Regione Lombardia rigettò questa proposta ritenendo “la donazione del patrimonio immobiliare ad altri enti pubblici o privati, non ammissibile in quanto potenzialmente suscettibile di produrre una diminuzione patrimoniale tale da compromettere la capacità dell’Ente di realizzare le finalità statutarie, provocandone così il rischio di estinzione”.
Chiusa questa via, se ne cercò un’altra che non sollevasse obiezioni. La Fondazione, in cambio della possibilità di costruire il Campo da Golf, si impegnava ad ampliare la scuola Toscanini (12 aule, 4 laboratori e un’eventuale mensa). La scuola sarebbe rimasta di sua proprietà.

Progetto scuola di via Roccafranca
Le cose però non andarono per il verso giusto. Non solo perché la nuova scuola, così come prevista dallo studio preliminare di fattibilità non corrispondeva alle “Linee guida ministeriali per l’edilizia scolastica” ma anche e soprattutto perché i genitori dei ragazzi del Turla si rifiutavano di mandare i loro figli in una “scuola loculo”, per nulla rispondente alle esigenze della nuova didattica.
Anche in questo caso ci furono forti ripercussioni di carattere politico. Le dimissioni di un assessore che andò via sbattendo la porta, una delibera del Consiglio Comunale che bocciò il progetto Golf, un ricorso al Tar della Fondazione, una nuova delibera per approvare il progetto, gli stracci che volarono in una maggioranza dilaniata. Il trasferimento di don Alberto ad altra sede e la fine del mandato posero fine a questa intricata vicenda.
E le scuole?
Dopo tante parole e progetti fumosi, il problema delle scuole a Chiari lo sta risolvendo in modo convincente e definitivo l’attuale Amministrazione, grazie ai fondi messi a disposizione dai Governi Renzi e Gentiloni tramite la BEI (Banca Europea Investimenti).  Con un intervento complessivo di 9,5 miliardi, sono stati aperti in tutta Italia 7235 cantieri e finanziate 303 nuove scuole. A Chiari, oltre ai 5 milioni già arrivati per l'Istituto Martiri, ne arriveranno altri 5 per l'Istituto Toscanini, ai quali si aggiungeranno più di 2 milioni provenienti dalla Provincia e destinati all'Istituto Einaudi. Un investimento di proporzioni mai viste nella nostra città.


Interventi sulla scuola dei governi di centrosinistra
È curioso rilevare come la soluzione definitiva di un annoso problema come quello delle scuole di Chiari venga risolto con l’intervento di quell’Europa che alcuni partiti e movimenti - Lega e M5S in testa - considerano come la fonte di tutti i nostri mali. Riprendendo quanto scrive il PD clarense l’Europa è anche questo: opportunità da cogliere se si è in grado di farlo”. Vero, e l’Amministrazione Vizzardi, con un sapiente gioco di squadra ha saputo cogliere questa opportunità.


Il cantiere della scuola di viale Mellini


mercoledì 17 gennaio 2018

LA SCUOLA DELLE POLEMICHE

Mentre giorno dopo giorno prende corpo il progetto di potenziamento della scuola di viale Mellini, scuola moderna, di qualità e con tutti gli standard per una didattica al passo con i tempi, dalle parti del Santellone si anima una forte polemica per l’annunciata chiusura della scuola Varisco.

Il cantiere per il potenziamento della Scuola di viale Mellini
Noi italiani siamo un popolo strano. Vorremmo tutto sotto casa: l’ospedale, la scuola, la caserma dei Carabinieri, il Comune, il supermercato ecc. ecc. Fare quattro passi per raggiungere la sede di questi servizi diventa un problema e se ci impediscono di entrare in centro nei giorni di mercato, apriti cielo. 
Che questi atteggiamenti li assumano i cittadini interessati è un conto, che la carica alla polemica la suonino i rappresentanti delle forze politiche di minoranza è altra cosa.
Questi signori che oggi si strappano le vesti per il Varisco, ieri per la nuova scuola hanno fatto tante chiacchiere, ma FATTI ZERO. Nel 2007 avevano messo in piedi un progetto dissennato che anche un bambino dell’asilo avrebbe capito che si trattava di una vergognosa speculazione. Giù la scuola, vendita dell’area e puff, al posto del Mellini tre bellissimi condomini di 7 piani. La scuola? In una zona totalmente sganciata dal contesto urbano e da tutti i servizi (ad esempio biblioteca) di cui una scuola ha bisogno e troppo prossima alla zona industriale. 
Se fosse andato a buon fine quel progetto, tra parentesi non presente in alcun programma elettorale, non avremmo  poche decine di bambini che arriveranno a Chiari con tanto di Scuolabus, ma centinaia di mamme e nonni che sarebbero stati costretti a portare i loro figli o nipoti a scuola oltre la ferrovia con i propri mezzi.
Oggi quegli stessi, dimentichi di quanto hanno proposto pochi anni fa, dimentichi delle esigenze di bilancio, alzano le barricate e incendiano gli animi di genitori e commercianti. A proposito, quanti esercizi commerciali hanno chiuso per la fantastica e costosissima operazione del Polo della Cultura? 
I fatti però sono più forti delle polemiche. A Chiari sta sorgendo qualcosa di importante. Una scuola all’avanguardia sotto ogni punto di vista. Non solo per la didattica, ma anche dal punto di vista del consumo energetico e della sicurezza antisismica. 

Chiari - Cantiere Istituto Martiri di viale Mellini
In essa i nostri ragazzi potranno fare - nei laboratori, nelle serre, negli spazi comuni - tutte quelle cose che un diritto allo studio avanzato dovrebbe dare, potranno sperimentare tutto quello che la Giunta precedente ha solo promesso e mai mantenuto. Compito dell’attuale Giunta è quello di parlare ai residenti del Santellone e spiegare i motivi che spingono a questa non facile decisione. È un principio di trasparenza che va sempre attuato quando ci sono in campo interessi più che legittimi.

P.S. - Forse le barricate dovremmo farle noi, per quei 2milioni che avrebbe dovuto versare al Comune l’Istituto Morcelliano. Se i precedenti Amministratori, oggi animati da spirito rivoluzionario, avessero preteso una fideiussione rilasciata da primaria banca e non da una fantomatica finanziaria, forse oggi avremmo potuto ingrandire il Toscanini e renderlo più idoneo alle esigenze dei ragazzi. Invece ci toccherà assistere all’ennesima pagliacciata di gente molto esperta a vendere chiacchiere e fare molti danni.

mercoledì 13 dicembre 2017

IERI e OGGI



Queste due immagini, apparentemente simili, appartengono non solo a due stagioni diverse, ma anche a due concezioni diverse dell'amministrazione della cosa pubblica e della politica.
Da una parte abbiamo un cinema teatro, rimasto nel cuore e nel ricordo dei cittadini clarensi, che viene buttato giù dall'oggi al domani per costruire al suo posto un mega complesso commerciale che avrebbe dovuto ospitare al suo interno, secondo le parole dell'allora Sindaco Mazzatorta, "il più importante e suggestivo contenitore culturale degli ultimi 50 anni". Il contenitore è morto ancora prima di nascere e con esso i sogni di gloria di una Giunta dissennata e sprecona.
Oggi, al suo posto, c'è un desolato parcheggio, "impreziosito" da un inguardabile "propileo" elevato dai cosiddetti "uomini del fare" a suggello di una stagione di fallimenti. Proporrei di attaccarci una targa commemorativa per ammonire i posteri su quello che non dovrebbe essere mai fatto da un'Amministrazione Comunale.
Nella seconda immagine, c'è sempre una ruspa (tanto cara a Salvini) che movimenta terra in quello che è il più grande cantiere mai aperto a Chiari. Più di 8 milioni di euro investiti per potenziare il complesso scolastico di viale Mellini, utile ai nostri ragazzi e alla città tutta.


Dopo l'ampliamento della mensa e la costruzione di un'area verde esterna a gradoni, si sta ora procedendo all'innalzamento dei piloni prefabbricati del nuovo complesso. La struttura, come è possibile rilevare dalle foto, è imponente.
Cinque, di quegli 8 milioni, vengono da finanziamenti europei a fondo perduto accesi dal  governo Renzi. La Buona Scuola a Chiari ha portato buoni frutti a dispetto di coloro che pensano che in Italia vada tutto male. È possibile realizzare ancora buoni progetti solo se si ha di mira il bene comune  e non le mire speculative dei soliti noti.


venerdì 20 ottobre 2017

MAGLI MASANIELLO

La campagna elettorale che verrà sarà tra le più dure degli ultimi trenta anni. Tutti i partiti stanno affilando le armi e molti quotidiani e giornali si preparano a prendere posizione. 
A Chiari ad accendere le polveri ci ha pensato il Giornale di Chiari e il suo  direttore/editore Massimiliano Magli che in un memorabile editoriale parla in toni sarcastici e corrosivi dello “Ius Soli”.

Estratto dell'editoriale de Il Giornale di Chiari dell'ottobre 2017

Il problema epocale della migrazione di milioni di persone e dell’affermazione dei diritti dei tanti stranieri i cui figli sono nati o cresciuti in Italia, è rappresentato da Magli come una barzelletta. L’intenzione è quella di mettere alla berlina esponenti del PD che si sono permessi di fare lo sciopero della fame per spingere il Parlamento a discutere della questione.

Si capisce però subito che il problema dello Ius Soli è solo un pretesto. L’intento di  Magli è quello di  consumare l’ennesima vendetta nei confronti del PD reo di non si sa quali crimini.
Il direttorone, non ha peli sulla lingua ed entra nella polemica senza timori reverenziali. “Scopriamo le carte. Scopriamo un paese, lasciamo le carte prendiamo i bastoni”. Questa è la mirabile apertura dell’editoriale del novello Masaniello. I bastoni dovrebbero essere alzati contro chi “racconta la storia del Pil che cresce, a dispetto di una povertà che invece aumenta”. Certo, i bastoni sono virtuali e il ricorso alla forza da evitare (per non andare in galera),  ma siamo a Brescia, la città delle dieci giornate, e quei bastoni da “figuràti” potrebbero trasformarsi “chissà” in bastoni “più duri”.  Insomma, una chiamata alle armi in piena regola che riporta alla mente la “rivolta del pane” di manzoniana memoria o la “guerra dei cafoni”. Tutto oro per le bocche buone di Lega e 5 Stelle. 

La rivolta del pane da I Promessi Sposi
E allora - continua Magli - le carte scoperte della politica che abbiamo sono quelle di politici con milioni di redditi nella loro vita, facenti parte peraltro del più «povero» partito d’Italia (il Pd, che invece di milioni di euro ne incassa ogni anno con le nostre tasse), che decidono di fare lo sciopero della fame per lo Ius Soli”.
Lasciando perdere per carità di patria la forma, per Magli gli aderenti al Partito Democratico dovrebbero essere dei nullatenenti, forse anche pezzenti e straccioni. D’altra parte, in altra sede, ebbe a scrivere che non si capacitava di come un partito come il PD non potesse permettersi di pagare uno “spazio autogestito” sul suo giornale. Perché, diciamolo chiaro, il periodico che lui dirige e di cui è anche editore (più raccoglitore di pubblicità che giornale), sopravvive grazie ai soldi sborsati dalle varie Amministrazioni Comunali per avere spazio sia sui giornali della catena che su Brescia Oggi, quotidiano per il quale il nostro scrive. D’altra parte fu lui stesso ad affermarlo rivolto ai sindaci della zona: “Vorremmo essere il vostro megafono”. Basta pagare e Magli diventa il megafono anche del diavolo. Senza quei soldi il suo bel giornale avrebbe qualche difficoltà a sopravvivere. il PD di Chiari che la “marchetta” si è rifiutata di pagarla, ha avuto sempre una pessima stampa. Alla faccia della deontologia professionale. 
Custodisco nel cassetto della mia scrivania il numero dell’ottobre 2013 del Giornale di Chiari in cui il grande direttore dedicò ben tre pagine, dico tre,  del suo fogliaccio a una requisitoria nei confronti del PD.  Il tutto partiva da una conferenza stampa organizzata dal Partito Democratico in avvio della campagna elettorale delle comunali 2014. In quella sede si parlò anche degli arresti di Enio Moretti, accusato e poi condannato in primo grado e in appello per “associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale”. 

Estratto dell'editoriale de Il Giornale di Chiari dell'ottobre 2013
Questo fatto indispettì molto il direttore Magli che sbottò: “Quelli del PD si sono presi una bella giornata di sole, successivamente all’arresto di Enio Moretti…A Moretti gli si potrà dare del delinquente qualora venisse condannato, ma intanto non si può”.
E infatti quelli del PD non dissero né allora né dopo che Moretti era un delinquente, ma sollevarono un problema di opportunità politica, cosa che a Magli diventa abbastanza difficile da capire.  D’altronde, come fa a comprendere queste cose un giornalista che è stato per lunghi anni il “megafono” del Sindaco e Senatore Sandro Mazzatorta al di là di ogni ragionevole decenza?
Fa strano sentir parlare dei redditi milionari dei politici del PD e dei milioni che il PD incassa ogni anno con le tasse dei contribuenti, quando il partito che è stato accusato di aver usato per fini impropri soldi pubblici (ben 48 milioni di euro, non noccioline), è proprio la Lega Nord. Proprio quel partito che Magli ha supportato, appoggiato e sostenuto con i suoi articoli, i suoi editoriali e le sue indimenticabili interviste dalle pagine del Giornale di Chiari e da quelle di Brescia Oggi. 


Ma di questo vero scandalo sul suo giornale non vi è traccia. Quando c’è di mezzo la Lega il nostro Masaniello, il nostro fustigatore dei potenti, diventa afono, si distrae, guarda da un’altra parte.

P.S. 
  1. I soldi che incassa il PD sono sì soldi dei contribuenti, ma solo di coloro che decidono di devolvere il 2 per mille dell’Irpef a questo partito. È una devoluzione libera che può essere fatta nei confronti di qualsiasi partito. Cosa trovi Magli di tanto disdicevole in questo è difficile da comprendere.
  2. Non si riesce a capire perché il PD - fino a prova contraria principale partito della coalizione che governa attualmente Chiari - debba consentire il finanziamento con soldi pubblici del giornale di cui è editore Massimiliano Magli. Tale finanziamento opera sia attraverso la pubblicazione su tale giornale della cosiddetta informazione istituzionale (perché il Comune non usa con più frequenza Amministrazione Trasparente?), sia attraverso la pubblicità di Chiari Servizi. Che interesse può mai avere Chiari Servizi di farsi pubblicità a Chiari, considerato che risulta operatore unico di importanti servizi resi alla popolazione della città? Molti cittadini di Chiari votano PD e non comprendono il motivo per il quale debbano dare i loro soldi a un mensile che periodicamente getta fango addosso al loro partito di riferimento. Qui la libertà di opinione non c’entra proprio niente. C’entrano semmai il risentimento astioso e la ritorsione ingiustificata.

martedì 15 agosto 2017

VICENDA CAMPODONICO

- Non tutto il male viene per nuocere -

Quella che sembrava una brutta pagina, scritta da una politica che quasi sempre dà di sé un’immagine pessima, si è trasformata, nello spazio di pochi giorni, in qualcosa di positivo.
Ieri, su sua espressa richiesta, ho avuto un incontro con il Consigliere Comunale Roberto Campodonico che mi ha porto le sue scuse per le parole offensive pronunciate al mio indirizzo in pubblica piazza, in un attacco d’ira del tutto incontrollato.

Il Consigliere Comunale Roberto Campodonico
Riconoscere i propri errori da parte di uomini che hanno responsabilità politiche, è cosa alquanto rara. Non è mai facile chiedere scusa, meno che meno a un avversario politico che è stato sempre molto critico nei tuoi confronti.
Spero che questa vicenda serva a svelenire il clima politico che negli ultimi tempi a Chiari è stato abbastanza rovente.

Poiché mi è stato chiesto, nei prossimi giorni provvederò a ritirare la querela presentata alla Procura della Repubblica il 10 di questo mese.