lunedì 8 febbraio 2010
sabato 6 febbraio 2010
Il leader Carismatico


Il leader carismatico che cattura l'attenzione, si offre a rassicurante garanzia per il presente e l'immediato futuro. Sembra che scenda dal cielo, non che sorga dalla palude politica. L'appeal della sua figura è tale che eventuali ombre etiche non hanno peso.
Il "sarkozysmo", il "putinismo", lo "zapaterismo", il "berlusconismo" e via dicendo, sono fenomeni che sembrano dare una certa stabilità al sistema sociale e politico. Invece il prezzo è alto, come vediamo in Italia: l'avvilimento del dialogo politico ridotto a battibecco, la povertà di valori sociali, la spinta all'individualismo invece che alla solidarietà.
A questo punto che fare?
In questi momenti bisogna restare fedeli ai valori, agli ideali,continuare a vivere la cittadinanza come partecipazione. E' l'unico modo per lasciare al futuro fondamenta solide. Perché prima o poi i leader carismatici spariscono come la storia ci ha dimostrato. E allora il vero personaggio forte della storia sarà un popolo che vive l'impegno civile come servizio, sono gli uomini di buona volontà che cercano l'unità e si giocano tutto per costruirla.
venerdì 5 febbraio 2010
Manifestazione PD
Sabato 6 febbraio 2010
dalle ore 9,30 alle ore 12,00
a Chiari in viale Mazzini
all'altezza del monumento al Bersagliere
MANIFESTAZIONE DEL PD
sul cosiddetto
POLO della CULTURA

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mercoledì 3 febbraio 2010
Un caffè con... Intervista immaginaria al Sindaco di Chiari
In occasione della visita alla nostra città della gradita ospite Sua Eccellenza il Prefetto di Brescia, Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace, siamo andati a intervistare il Sindaco di Chiari, Senatore Sandro Mazzatorta. Il Sindaco ci riceve in una discreta saletta del Caffè Letter
ario, una delle opere realizzate dalla sua Amministrazione.
Giornalista – Sindaco, secondo lei questa visita ufficiale del Prefetto di Brescia è testimonianza dell’importanza assunta dalla nostra città nel panorama provinciale?
Sindaco – Parlare di panorama provinciale è assolutamente riduttivo. Dopo sei anni di nostra Amministrazione, la città ha assunto un ruolo primario non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. La visita di Sua Eccellenza il Prefetto è la consacrazione di questo ruolo.
G. – Quale sarà il programma della visita?
S. – Questa sarà l’occasione per far conoscere e illustrare a Sua Eccellenza, il risultato di eccellenza (mi si scusi il bisticcio di parole) di alcune opere pubbliche realizzate negli ultimi anni .
G. – Ce le vuole illustrare?
S. - Volentieri. Partiremo innanzitutto dal nostro “fiore all’occhiello”: il Polo della Cultura. Questa grandiosa struttura realizzata in tempi da record secondo uno stringente cronoprogramma, costituisce il punto di riferimento per chi in Italia e oserei dire nel mondo, vuole fare cultura in modo del tutto nuovo.
G. - Effettivamente è una struttura che ci invidiano in molti.
S. – Esattamente. Un progetto originale che ha portato alla nostra città straordinari benefici a costi zero. Non vorrei esagerare, ma sono certo che il Polo della Cultura diventerà presto un nuovo Centro Pompidou.
G. – E il Nuovo Museo della città?
S. – Vede, la nostra politica è quella di fare della cultura il nucleo centrale del nostro operare. Se il Polo della Cultura è una luminosa freccia lanciata verso il futuro, il Nuovo Museo della città è la
plastica rappresentazione di quello che siamo e siamo stati. Quello che siamo attraverso gli straordinari progetti, realizzati e da realizzare, esposti nel fantastico Urban Center, quello che siamo stati attraverso i reperti archeologici di enorme importanza scoperti recentemente in Piazza Zanardelli.
G. – Si riferisce agli scheletri dei nostri antenati?
S. – Esattamente. Scheletri che data la loro peculiarità custodiamo gelosamente negli armadi.
G. – Connesso alla cultura c’è il grande tema dell’istruzione dei giovani.
S. – Guardi, le politiche giovanili sono il nucleo centrale del nostro operare. Per i nostri giovani abbiamo ideato e costruito un Polo Scolastico che rappresenta un esperimento straordinariamente innovativo nel panorama europeo, un vero e proprio Polo del Sapere dove allevare la futura classe dirigente.
G. – Qualcuno però lamenta la vicinanza a una grande fabbrica che...
S. – Guardi, si tratta dei soliti disfattisti che non hanno a cuore il bene della città. I nostri giovani si forgeranno alla fucina del sapere e trafileranno i loro polmoni alla densa ed energetica aria padana, per meglio affrontare i futuri impegni della vita.
G. – Sindaco ci parli dello sviluppo urbanistico della nostra città.
S. – Chiari è una città che si sta sviluppando in armonia con la natura. Avrò il piacere di condurre Sua Eccellenza in una visita guidata a quello che ormai i clarensi chiamano comunemente “Chiari due”. E’ un progetto che mi rende particolarmente orgoglioso e che dà l’idea di quello che può fare, mi si scusi il bisticcio di parole, la “politica del fare”.
G. – Parliamo del nuovo insediamento di via Roccafranca?
S. – Esattamente. Lì c’era una cava d’inerti che rappresenteva un problema. Grazie alla nostra iniziativa e alla collaborazione di una prestigiosa e intraprendente azienda locale, il problema è diventato un’opportunità. Dove c’era un’enorme voragine, ora c’è un grande e rivoluzionario centro commerciale, ristoranti, bar, palestre, bookshop, centri benessere. In superficie si sviluppa l’incantevole e innovativo quartiere di “Chiari due”, con i suoi eleganti palazzi di nuova concezione, le sue aiuole sempre fiorite, le sue colorate panchine, parco giochi, piste ciclabili, campi di basket e pallavolo, giochi di bocce e quant’altro possa rendere godibile la vita dei residenti e non solo.
G. – D’estate, nel grande anfiteatro, si tiene il “Chiari festival”.
S. – Esattamente. Una rassegna voluta fortissimamente da questa Amministrazione e che è diventata un appuntamento fisso di tutte le più importanti compagnie teatrali italiane e straniere.
G. – E i problemi di sicurezza? L’insediamento è abbastanza distante dal Centro Storico.
S. – Guardi la nostra politica è quella di fare della sicurezza del cittadino il nucleo centrale del nostro operare. Come lei saprà abbiamo opportunamente spostato la Caserma dei Carabinieri in quella zona sia per dare al Comando di Chiari una sede più adeguata (come d’altra parte fatto con la Caserma della Guardia di Finanza), sia per tutelare la sicurezza dei cittadini che abitano a “Chiari due”. Oggi Chiari, grazie anche a un aereo della Polizia Locale che controlla costantemente il territorio, è la città più sicura d’Italia.
G. – Ho notato che gli abitanti di Chiari passeggiano per le strade della città sino a tarda sera e sembra che non ne vogliano sapere di rientrare nelle loro case.
S. – Esattamente. E ciò grazie alla politica sulla sicurezza che ha improntato l’attività di questa Amministrazione e che è il nucleo centrale del nostro operare. Guardi, penso di concludere la visita guidata di Sua Eccellenza il Prefetto con un aperitivo che prenderemo comodamente seduti nella sala d’aspetto della Stazione Ferroviaria. Considero la Stazione l’emblema della nostra attività amministrativa. Tutti ricorderanno cos’era questa stazione. Un posto di degrado estremo, luogo di ritrovo di una microcriminalità dilagante, di ubriachi e barboni, luogo di spaccio di droga e di prostituzione. Grazie alla puntuale e costante attività della nostra Polizia Locale dislocata nel nuovissimo e funzionale Distaccamento, grazie alla vigi
lanza dei nostri “osservatori volontari”, questo luogo in poco tempo è diventato un salotto: il salotto della città, la nostra vetrina.
G. – E’ veramente sorprendente.
S. – Esattamente. Qui la gente aspetta il treno, in un ambiente pulito e confortevole, discorrendo amabilmente e serenamente. Qui gli innumerevoli turisti si informano sulle opportunità che offre la nostra città negli ampi locali dell’Urban Center costruito sull’esempio di analoghe esperienze della metropolitana londinese, qui si respira un’aria nuova.
G. – L’aria di una città diretta verso il futuro.
S. – Esattamente. Il futuro è già alle nostre porte e noi ne siamo gli artefici.
G. – E’ avvenuto tutto così rapidamente...
S. – Esattamente, Guardi, è stato realizzato tutto così in fretta, che la realtà alcune volte mi appare come un sogno, una visione, un miraggio. Come se tutto dovesse appartenere alla fantasia e svanire fra le nebbie di un triste risveglio. Ma non è così, vero? So che non è così. Non può essere così. Non può, non può, non può...
ario, una delle opere realizzate dalla sua Amministrazione.Giornalista – Sindaco, secondo lei questa visita ufficiale del Prefetto di Brescia è testimonianza dell’importanza assunta dalla nostra città nel panorama provinciale?
Sindaco – Parlare di panorama provinciale è assolutamente riduttivo. Dopo sei anni di nostra Amministrazione, la città ha assunto un ruolo primario non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. La visita di Sua Eccellenza il Prefetto è la consacrazione di questo ruolo.
G. – Quale sarà il programma della visita?
S. – Questa sarà l’occasione per far conoscere e illustrare a Sua Eccellenza, il risultato di eccellenza (mi si scusi il bisticcio di parole) di alcune opere pubbliche realizzate negli ultimi anni .
G. – Ce le vuole illustrare?

S. - Volentieri. Partiremo innanzitutto dal nostro “fiore all’occhiello”: il Polo della Cultura. Questa grandiosa struttura realizzata in tempi da record secondo uno stringente cronoprogramma, costituisce il punto di riferimento per chi in Italia e oserei dire nel mondo, vuole fare cultura in modo del tutto nuovo.
G. - Effettivamente è una struttura che ci invidiano in molti.
S. – Esattamente. Un progetto originale che ha portato alla nostra città straordinari benefici a costi zero. Non vorrei esagerare, ma sono certo che il Polo della Cultura diventerà presto un nuovo Centro Pompidou.
G. – E il Nuovo Museo della città?
S. – Vede, la nostra politica è quella di fare della cultura il nucleo centrale del nostro operare. Se il Polo della Cultura è una luminosa freccia lanciata verso il futuro, il Nuovo Museo della città è la
plastica rappresentazione di quello che siamo e siamo stati. Quello che siamo attraverso gli straordinari progetti, realizzati e da realizzare, esposti nel fantastico Urban Center, quello che siamo stati attraverso i reperti archeologici di enorme importanza scoperti recentemente in Piazza Zanardelli.G. – Si riferisce agli scheletri dei nostri antenati?
S. – Esattamente. Scheletri che data la loro peculiarità custodiamo gelosamente negli armadi.
G. – Connesso alla cultura c’è il grande tema dell’istruzione dei giovani.
S. – Guardi, le politiche giovanili sono il nucleo centrale del nostro operare. Per i nostri giovani abbiamo ideato e costruito un Polo Scolastico che rappresenta un esperimento straordinariamente innovativo nel panorama europeo, un vero e proprio Polo del Sapere dove allevare la futura classe dirigente.
G. – Qualcuno però lamenta la vicinanza a una grande fabbrica che...
S. – Guardi, si tratta dei soliti disfattisti che non hanno a cuore il bene della città. I nostri giovani si forgeranno alla fucina del sapere e trafileranno i loro polmoni alla densa ed energetica aria padana, per meglio affrontare i futuri impegni della vita.
G. – Sindaco ci parli dello sviluppo urbanistico della nostra città.
S. – Chiari è una città che si sta sviluppando in armonia con la natura. Avrò il piacere di condurre Sua Eccellenza in una visita guidata a quello che ormai i clarensi chiamano comunemente “Chiari due”. E’ un progetto che mi rende particolarmente orgoglioso e che dà l’idea di quello che può fare, mi si scusi il bisticcio di parole, la “politica del fare”.
G. – Parliamo del nuovo insediamento di via Roccafranca?
S. – Esattamente. Lì c’era una cava d’inerti che rappresenteva un problema. Grazie alla nostra iniziativa e alla collaborazione di una prestigiosa e intraprendente azienda locale, il problema è diventato un’opportunità. Dove c’era un’enorme voragine, ora c’è un grande e rivoluzionario centro commerciale, ristoranti, bar, palestre, bookshop, centri benessere. In superficie si sviluppa l’incantevole e innovativo quartiere di “Chiari due”, con i suoi eleganti palazzi di nuova concezione, le sue aiuole sempre fiorite, le sue colorate panchine, parco giochi, piste ciclabili, campi di basket e pallavolo, giochi di bocce e quant’altro possa rendere godibile la vita dei residenti e non solo.
G. – D’estate, nel grande anfiteatro, si tiene il “Chiari festival”.
S. – Esattamente. Una rassegna voluta fortissimamente da questa Amministrazione e che è diventata un appuntamento fisso di tutte le più importanti compagnie teatrali italiane e straniere.
G. – E i problemi di sicurezza? L’insediamento è abbastanza distante dal Centro Storico.
S. – Guardi la nostra politica è quella di fare della sicurezza del cittadino il nucleo centrale del nostro operare. Come lei saprà abbiamo opportunamente spostato la Caserma dei Carabinieri in quella zona sia per dare al Comando di Chiari una sede più adeguata (come d’altra parte fatto con la Caserma della Guardia di Finanza), sia per tutelare la sicurezza dei cittadini che abitano a “Chiari due”. Oggi Chiari, grazie anche a un aereo della Polizia Locale che controlla costantemente il territorio, è la città più sicura d’Italia.
G. – Ho notato che gli abitanti di Chiari passeggiano per le strade della città sino a tarda sera e sembra che non ne vogliano sapere di rientrare nelle loro case.
S. – Esattamente. E ciò grazie alla politica sulla sicurezza che ha improntato l’attività di questa Amministrazione e che è il nucleo centrale del nostro operare. Guardi, penso di concludere la visita guidata di Sua Eccellenza il Prefetto con un aperitivo che prenderemo comodamente seduti nella sala d’aspetto della Stazione Ferroviaria. Considero la Stazione l’emblema della nostra attività amministrativa. Tutti ricorderanno cos’era questa stazione. Un posto di degrado estremo, luogo di ritrovo di una microcriminalità dilagante, di ubriachi e barboni, luogo di spaccio di droga e di prostituzione. Grazie alla puntuale e costante attività della nostra Polizia Locale dislocata nel nuovissimo e funzionale Distaccamento, grazie alla vigi
lanza dei nostri “osservatori volontari”, questo luogo in poco tempo è diventato un salotto: il salotto della città, la nostra vetrina.G. – E’ veramente sorprendente.
S. – Esattamente. Qui la gente aspetta il treno, in un ambiente pulito e confortevole, discorrendo amabilmente e serenamente. Qui gli innumerevoli turisti si informano sulle opportunità che offre la nostra città negli ampi locali dell’Urban Center costruito sull’esempio di analoghe esperienze della metropolitana londinese, qui si respira un’aria nuova.
G. – L’aria di una città diretta verso il futuro.
S. – Esattamente. Il futuro è già alle nostre porte e noi ne siamo gli artefici.
G. – E’ avvenuto tutto così rapidamente...
S. – Esattamente, Guardi, è stato realizzato tutto così in fretta, che la realtà alcune volte mi appare come un sogno, una visione, un miraggio. Come se tutto dovesse appartenere alla fantasia e svanire fra le nebbie di un triste risveglio. Ma non è così, vero? So che non è così. Non può essere così. Non può, non può, non può...
lunedì 1 febbraio 2010
Seneci: ovvero come scambiare soldi pubblici per soldi privati

Ci sono due cose che proprio non capisco di questa Amministrazione Comunale:
- il bisogno continuo ed insensato di autoelogiarsi,
- il bisogno continuo di denigrare in maniera gratuita e immotivata gli avversari politici, raccontando balle e deformando la realtà dei fatti.
L’ultimo comportamento di questo genere in ordine di tempo lo si può riscontrare nelle affermazioni del vice sindaco Luca Seneci, rilasciate alla rivista “Kilometro sette ”, in occasione della inaugurazione della rotatoria Evaristo Gnutti.
Ecco cosa dice letteralmente il Vice sindaco: "...l’aspetto preminente che ha consentito il compimento dell’infrastruttura riguarda la novità di finanziamento. Dopo il primo tratto ( della tangenziale Ovest), dalla rotatoria SS 11-Urago d’Oglio a Via Pradella, compiuto a spese dei cittadini con l’Amministrazione Facchetti, il secondo tratto completato con il Sindaco Mazzatorta, da Via Pradella a Via Gnutti, è stato quasi interamente finanziato da capitale privato grazie all’applicazione dello standard di qualità urbanistica..."
Questa dichiarazione contiene due grosse menzogne, di cui una puerile e l’altra, a mio giudizio grave e pericolosa.
La menzogna “puerile” rientra tra la azioni subdole di sminuire ciò che altri hanno fatto e realizzato.
E’ bene invece che si sappia che la realizzazione, all’epoca della Giunta Facchetti della maggior parte della tangenziale Ovest è avvenuta, non a spese dei cittadini clarensi come asserito da Seneci, ma grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia, di oltre due miliardi di lire a fondo perduto (oltre un milione di euro di oggi), connesso alla realizzazione del secondo stralcio del PIP.
Si tratta di soldi pubblici non gravanti sulle casse comunali e quindi sui cittadini clarensi.
Quindi, se il Vice Sindaco Seneci è di memoria corta, si faccia prescrivere una cura appropriata, evitando nel frattempo di rilasciare dichiarazioni false, tendenziose e facilmente smentibili.
L’altra menzogna grave, riguarda invece il presunto finanziamento con capitale privato delle recenti opere di completamento della tangenziale Ovest.
Trattasi invece di opere realizzate da parte di un privato (la Gnutti appunto) a scomputo di oneri dovuti al Comune. I soldi quindi non sono privati, ma in quanto dovuti al Comune sono pubblici, pubblicissimi.
Sorvoliamo sul fatto che il Comune, incamerando gli oneri, avrebbe potuto indire, per realizzare l’opera, una gara d’appalto sulla quale ottenere sconti sino al 20%.
Quello che più sconcerta in questa vicenda è come possano essere confusi e spacciati per soldi privati, soldi che in realtà, a tutti gli effetti, sono pubblici e dovuti.
C’è da sperare che questi Amministratori non usino lo stesso criterio, cioè di utilizzare e spendere soldi pubblici come se fossero soldi privati, nella gestione corrente del Comune.
Il dubbio ci assale se si pensa all’estrema facilità con cui i nostri Amministratori hanno versato ad Eleca 1milione di euro per il fantomatico Polo della Cultura, ai milioni di euro sperperati in consulenze, ai sei milioni di euro bruciati per l’ex Municipio, ai centomila euro per abbellire la fontana antistante il Comune, alle festose e costosissime iniziative del centenario futurista e ci fermiamo qui per amor di patria.
Il Consigliere Comunale del PD
Federico Lorini
- il bisogno continuo ed insensato di autoelogiarsi,
- il bisogno continuo di denigrare in maniera gratuita e immotivata gli avversari politici, raccontando balle e deformando la realtà dei fatti.
L’ultimo comportamento di questo genere in ordine di tempo lo si può riscontrare nelle affermazioni del vice sindaco Luca Seneci, rilasciate alla rivista “Kilometro sette ”, in occasione della inaugurazione della rotatoria Evaristo Gnutti.
Ecco cosa dice letteralmente il Vice sindaco: "...l’aspetto preminente che ha consentito il compimento dell’infrastruttura riguarda la novità di finanziamento. Dopo il primo tratto ( della tangenziale Ovest), dalla rotatoria SS 11-Urago d’Oglio a Via Pradella, compiuto a spese dei cittadini con l’Amministrazione Facchetti, il secondo tratto completato con il Sindaco Mazzatorta, da Via Pradella a Via Gnutti, è stato quasi interamente finanziato da capitale privato grazie all’applicazione dello standard di qualità urbanistica..."
Questa dichiarazione contiene due grosse menzogne, di cui una puerile e l’altra, a mio giudizio grave e pericolosa.
La menzogna “puerile” rientra tra la azioni subdole di sminuire ciò che altri hanno fatto e realizzato.
E’ bene invece che si sappia che la realizzazione, all’epoca della Giunta Facchetti della maggior parte della tangenziale Ovest è avvenuta, non a spese dei cittadini clarensi come asserito da Seneci, ma grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia, di oltre due miliardi di lire a fondo perduto (oltre un milione di euro di oggi), connesso alla realizzazione del secondo stralcio del PIP.
Si tratta di soldi pubblici non gravanti sulle casse comunali e quindi sui cittadini clarensi.
Quindi, se il Vice Sindaco Seneci è di memoria corta, si faccia prescrivere una cura appropriata, evitando nel frattempo di rilasciare dichiarazioni false, tendenziose e facilmente smentibili.
L’altra menzogna grave, riguarda invece il presunto finanziamento con capitale privato delle recenti opere di completamento della tangenziale Ovest.
Trattasi invece di opere realizzate da parte di un privato (la Gnutti appunto) a scomputo di oneri dovuti al Comune. I soldi quindi non sono privati, ma in quanto dovuti al Comune sono pubblici, pubblicissimi.
Sorvoliamo sul fatto che il Comune, incamerando gli oneri, avrebbe potuto indire, per realizzare l’opera, una gara d’appalto sulla quale ottenere sconti sino al 20%.
Quello che più sconcerta in questa vicenda è come possano essere confusi e spacciati per soldi privati, soldi che in realtà, a tutti gli effetti, sono pubblici e dovuti.
C’è da sperare che questi Amministratori non usino lo stesso criterio, cioè di utilizzare e spendere soldi pubblici come se fossero soldi privati, nella gestione corrente del Comune.
Il dubbio ci assale se si pensa all’estrema facilità con cui i nostri Amministratori hanno versato ad Eleca 1milione di euro per il fantomatico Polo della Cultura, ai milioni di euro sperperati in consulenze, ai sei milioni di euro bruciati per l’ex Municipio, ai centomila euro per abbellire la fontana antistante il Comune, alle festose e costosissime iniziative del centenario futurista e ci fermiamo qui per amor di patria.
Il Consigliere Comunale del PD
Federico Lorini
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venerdì 29 gennaio 2010
ENTRA CON NOI NEL SILENZIO DEL CERCHIO
SIAMO IN SILENZIO PERCHE’
Il silenzio, in un’epoca in cui tutto deve essere consumato in fretta, vuol dire fermarsi, pensare, cercare di comprendere, tentare di dare un senso al nostro agire.
Il silenzio ci permette di richiamare l’attenzione su un problema drammatico in modo positivo.
Il silenzio ci aiuta a riflettere e a comunicare riportandoci all’ascolto di noi stessi e degli altri.
Il silenzio non è passivo; è ascolto, apertura e condivisione ma anche denuncia, protesta e assunzione di responsabilità.
SIAMO IN CERCHIO PERCHE’
Il cerchio ci avvicina e ci unisce.
Il cerchio è aperto: tutti possono entrare.
Il cerchio permette a tutti di leggere i cartelli che portiamo e che parlano per noi.
CONDIVIDI CON NOI QUESTA ESPERIENZA
Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero.
Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
CHIARI 31 gennaio 2010
Piazza Zanardelli dalle 10,30 alle 11,30
TAVOLO DELLA PACE FRANCIACORTA MONTE ORFANO
Il silenzio, in un’epoca in cui tutto deve essere consumato in fretta, vuol dire fermarsi, pensare, cercare di comprendere, tentare di dare un senso al nostro agire.
Il silenzio ci permette di richiamare l’attenzione su un problema drammatico in modo positivo.
Il silenzio ci aiuta a riflettere e a comunicare riportandoci all’ascolto di noi stessi e degli altri.
Il silenzio non è passivo; è ascolto, apertura e condivisione ma anche denuncia, protesta e assunzione di responsabilità.
SIAMO IN CERCHIO PERCHE’
Il cerchio ci avvicina e ci unisce.
Il cerchio è aperto: tutti possono entrare.
Il cerchio permette a tutti di leggere i cartelli che portiamo e che parlano per noi.
CONDIVIDI CON NOI QUESTA ESPERIENZA
Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero.
Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.
CHIARI 31 gennaio 2010
Piazza Zanardelli dalle 10,30 alle 11,30
TAVOLO DELLA PACE FRANCIACORTA MONTE ORFANO
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