martedì 28 dicembre 2010

Ma che brave personcine!

Daniele Vezzoli
Daniele Vezzoli è un rampante Consigliere Comunale della Lega Nord del quale il massimo che si possa dire è che è un giovane senza sé e forse anche senza ma.
In un’intervista rilasciata a Chiari Week a proposito del degrado della stazione ferroviaria,  ha affermato che Chiari Blog ha come scopo quello di screditare sempre e comunque l’Amministrazione Comunale.
Si sbaglia. Chiari Blog non solo ha l’ambizione di screditare l’Amministrazione Comunale, ma anche l’aspirazione di dire tutto il male possibile dei Consiglieri di maggioranza. Solo che non occorre fare molta fatica, a screditarsi ci pensano da soli.  A noi francamente non resta che narrare i fatti così come avvengono: nudi e crudi. Leggete per esempio questa breve discussione tenutasi su Facebook nei giorni della famosa protesta sulla gru a Brescia:

Daniele Vezzoli - Dodici giorni sulla gru per un danno di 25.000 al giorno (senza contare l'impiego di Forze dell'Ordine, Vigili del Fuoco) equivale a €. 300.000,00!!! Tralascio poi i disagi (da Piazza Loggia fino al cantiere zona quasi-militarizzata!). Proprio vero l'immigrazione in questo paese fa bene!!! Adesso mi raccomando datemi del razzista!!!!
M.B. -  Siamo generosi noi bresciani...potremmo farli scendere in un secondo!!!A Napoli sarebbero già scesi.
Daniele Vezzoli -  A Napoli non li avrebbero nemmeno fatti salire!!!! :) (giustamente!)
R.F. -  proprio a me lo dici??? io avrei già attaccato i cavi della 380w...tutto in uno....
M.B. - NO...Vuoi mettere la soddisfazione di vederli scendere...al volo!!!
Daniele Vezzoli - Ah ah ah ah la 380!!! R.  ma dai sei esagerata....io cerco di essere serio ogni tanto....è uno schifo...tutti a casa loro.....senza se e senza ma!!!!
R.F. - si ma sai con la 380w come scendono volando?!
Daniele Vezzoli - CATTIVELLA!!!! CHE MENTE CRIMINALE CHE HAI!!!!
Iris Zini - la colpa non è loro, è di chi sta sotto e gli da credito; via tutti da lì, via tv, giornalisti, sindacati e volontari pro immigrati, dimentichiamo il fatto e che siano lì..... e presentiamo a loro o chi per loro, il conto del disagio subìto......

I cavi della 380! Capite che brave personcine frequentano al giorno d’oggi i social network? Devono essere le stesse persone che hanno partecipato alla campagna “nessuno tocchi il Crocefisso”. La spada e la croce. Non è stato questo il binomio che secoli addietro ha animato l’impegno di una moltitudine di giovani accorsi in massa a liberare i luoghi sacri dagli infedeli? Cosa cambia se la spada (ormai desueta) viene sostituita da cavi della 380? Magari viene meno la foga e l’impeto della battiglia, ma vuoi mettere la soddisfazione di vederli scendere al volo, perfettamente strinati?
Una cosa però bisogna dirla. Questi ragazzi sono sinceramente  preoccupati delle sorti delle finanze pubbliche. Come si fa, dicono loro, a permettere una cosa del genere? Si presenti il conto a chi ha creato il danno, così vediamo se non la smettono una volta per tutte di salire su gru e tetti a fare casino.
Giusto, nulla da obiettare.
Non si riesce però a capire perchè questa sacrosanta preoccupazione non sia emersa con la stessa veemenza per la questione del Polo della Cultura.  Vorrebbero di grazia dirci questi “cattivelli” a chi va presentato il conto dei disagi subiti dalla popolazione di Chiari per quasi 2 anni? Chi paga il conto salato di questo straordinario fallimento?  
Se la tv e i giornalisti non sono andati già via, questo servirebbe per condurre l’indagine a 360 gradi, evitando così di soffermarsi solo su un singolo aspetto della questione, cosa che com’è noto, è consentita solo a Chiari Blog.

lunedì 20 dicembre 2010

Stazione: la nuda verità dei fatti

Sono contento di suscitare l’ilarità di qualche nostro commentatore(leggi). Di questi tempi e con questi governi (nazionali e locali) ridere è diventato ormai un lusso riservato a pochi. Però non mi si mettano in bocca parole che non ho mai detto. Riportarle fra virgolette poi è una scorrettezza che si dovrebbe in ogni caso evitare. Il discorso è semmai un altro. Io la metterei così. Parlando del degrado della nostra stazione, penso di aver sollevato una questione reale, un fatto concreto che tutti possono verificare. L’ho sollevata in quanto il Sindaco e le sua Giunta, anche ultimamente, hanno dichiarato di poterla risolvere, assumendosi l’onere di curare la sistemazione e la pulizia giornaliera dei locali della stazione, delle banchine e dei binari. Queste dichiarazioni risalgono al settembre scorso. A dicembre inoltrato le condizioni della stazione erano quelle riportate dalle foto pubblicate su questo blog. Ho fatto male? Io penso di no. Quando si mettono in evidenza le inefficienze di coloro che ci governano si fa sempre una buona cosa per il Paese. Specie quando queste inefficienze derivano da personaggi che passano la maggior parte del loro tempo a promuoversi e incensarsi.  
Il fatto non è passato inosservato ai giornalisti di Chiari Week che mi hanno chiesto la cortesia di utilizzare il mio materiale per corredare un loro articolo. E’ un falso? Non mi pare proprio. Il giornale ha parlato chiaramente e onestamente della fonte da cui sono state desunte le notizie e le foto. L’avere poi scelto questo caso per aprire l’edizione del 17/12 testimonia semmai della gravità della situazione determinatasi alla stazione di Chiari. Altro che schierarsi politicamente!
L’informazione non deve sostenere mai alcuna tesi. Deve parlare dei fatti. E’ quello che ha fatto Chiari Week.
L’informazione poi non deve fornire alcuna soluzione. Per quelle ci sono i politici, eletti e pagati profumatamente per offrire soluzioni ai tanti problemi che interessano le nostre città e il nostro Paese. Se non sono in grado vadano a fare altro. Nessuno li rimpiangerà.

venerdì 17 dicembre 2010

Chiari stazione: discarica a cielo aperto


da Chiari week di venerdì 17/12/2010

 Il nostro post "Stazione: degrado perpetuo" del 13 u.s. , ha avuto un riscontro giornalistico.
Il numero odierno di Chiari week dedica la notizia di apertura proprio al problema del degrado della stazione di Chiari, sollevato da questo blog.
Alla spinosa questione è dedicata anche l'intera pagina 5 con ampia documentazione fotografica.

La speranza è che questo annoso problema venga risolto definitivamente e che la nostra stazione ritorni ad essere, se non un "salotto", almeno un luogo decoroso dove attendere con tranquillità il proprio treno.


da Chiari week del 17/12/2010
 

da Chiari week del 17/12/2010


L’Homo Faber della Langobardia Fertilis


Empire State Building
di New York

Per tirare su l’Empire State Building a New York (443 metri di edificio) agli inizi degli anni trenta ci son voluti appena 14 mesi. Da noi, nella progredita, ricca e industriale “Langobardia Fertilis”, dove vive lhomo faber non ne bastano 48 per mettere a posto un edificio di 2500 mq.
Sono settimane ormai che i nostri immaginifici Amministratori Comunali ci stanno illustrando su intere pagine dei giornali locali le meraviglie che troveremo nell’edificio dell’Ex Comune, una volta che verrà completata la sua ristrutturazione.
Ebbene il problema è questo: quando verrà ultimata questa laboriosa ristrutturazione?
Secondo quanto riferito a giorni alterni dai nostri Amministratori, i lavori dovrebbero essere in dirittura d’arrivo. Il Sindaco si prepara all’inaugurazione del 15 febbraio prossimo venturo con tanto di banda, scolaresche e insegnanti al seguito, invito di grosse personalità della politica e, naturalmente, una bella benedizione che non guasta mai. Speriamo ci risparmi gigantografie, passerelle e puzzle vari, perchè per quelli abbiamo già dato (esattamente 117 mila euro).
Chiari- ex Municipio
Eppure dovremmo qui ricordare al nostro esimio Sindaco che  la sua bella inaugurazione l’ha già fatta il 10 maggio 2009, quando in una memorabile giornata di festa ebbe a dire con la voce rotta dall’emozione: “Restituiamo alla città  questi edifici che si affacciano su piazza Zanardelli”.  In verità la restituzione alla città degli edifici era solo un bluff. Il Sindaco non ha restituito un bel niente, per il semplice motivo che il loro interno era ancora allo stato rustico.
Dopo quasi due anni da quella data, si torna a parlare di inaugurazione: la seconda. Fosse quella definitiva, potremmo sopportare la banda, la benedizione, le gioiose scolaresche e perfino il Presidente Navoni che agevola il Sindaco nell’operazione del taglio del fatidico nastro tricolore.
Mi spiace darvi una delusione, ma nonostante il fiume di soldi spesi (quasi 6 milioni e mezzo di euro) e il tempo trascorso (quasi 4 anni), neppure stavolta il Sindaco Senatore ci restituirà gli edifici che si affacciano su Piazza Zanardelli completamente sistemati. Infatti il Giornale di Brescia ci informa che “se per la sezione archeologica, l’archivio storico e l’emeroteca è già previsto il taglio del nastro, tutti gli altri ambienti che dovranno far parte del cosiddetto “Urban Center”, saranno presentati alla cittadinanza il 15 febbraio, ma arredati e dotati di una destinazione d’uso solo nei mesi successivi. - Vogliamo decidere come utilizzarli – commenta Seneci – consultando prima cittadini e associazioni.”
Chiari-Scavi archeologici
in P.zza Zanardelli
Ma come, non dovevano essere utilizzati per lo strabiliante Urban Center? Non era il vostro fiore all’occhiello (l’ennesimo), il luogo dove esporre i vostri progetti strategici, quei progetti destinati a cambiare dalle fondamenta questo sonnacchioso paese? Che fine ha fatto l’Urban Center, che fine hanno fatto quei mirabolanti progetti?
Dopo le fantasmagoriche sparate del Sindaco e della sua Giunta ci apprestiamo a inaugurare una piccola cosa. Siamo perfino costretti a chiedere aiuto ai ragazzi delle scuole per dare un qualche significato al laboratorio archeologico del Museo. Siamo costretti a spostare dalla Biblioteca Comunale Sabeo l’emeroteca,  al solo fine di avere qualche persona che riempia quei locali che altrimenti rischierebbero di rimanere desolatamente deserti. Siamo costretti e rimandare sine die l’apertura dell’Urban Center, perchè alla fine non sappiamo nè cosa sia nè a cosa serva.
Eppure, nonostante questi limiti,  sono convinto che qualche megafono senatoriale ci verrà a raccontare la storiella della grandiosa e strategica opera destinata a illuminare come un faro l’orizzonte della nostra città.

lunedì 13 dicembre 2010

Stazione: degrado perpetuo

Pensavamo di non dover più tornare  a parlare della Stazione Ferroviaria di Chiari, specialmente dopo aver letto il n. 41 di  ChiariNewsletter, il canale informativo del Comune di Chiari  del settembre di quest'anno. Il bollettino  redatto dalla signora Rosanna Agostini  riportava questo:

"Il Comune si prende cura della Stazione Ferroviaria di Chiari
Il Comune di Chiari interviene nella gestione ordinaria e nella manutenzione della Stazione Ferroviaria di Viale Marconi. La Giunta Comunale del 13 settembre ha già dato via libera al nuovo accordo con RFI Rete Ferroviarie Italiane...  Il nuovo accordo di durata quinquennale prevede, con la cessione in comodato d’uso gratuito dei locali già utilizzati dalla Polizia Locale e per l’InfoPoint, l’incarico da parte del Comune di intervenire con le necessarie e quotidiane opere di manutenzione di tutti gli ambienti della Stazione.
In particolare, vengono effettuate a carico del Comune le pulizie giornaliere della sala d’attesa, dei servizi igienici e delle aree aperte al pubblico, del sottopasso, delle banchine ferroviarie e dei marciapiedi, interni ed esterni."

Abbiamo fatto una breve indagine e non abbiamo ben capito di cosa il Comune si prende cura. Queste le eloquenti immagini  scattate l'1/11 e il 12/12  del 2010.





















COMPLIMENTI!!!!


lunedì 6 dicembre 2010

“I vigili bresciani in aereo, i poliziotti senza benzina”



da “Il Fatto Quotidiano” del 3 Dicembre 2010

La denuncia del Silp Cgil: "Il Viminale finanzia i 'patti per la sicurezza' e i soldi finiscono alla municipale"

Tutti con il naso all’insù, ad ammirare il biposto acquistato qualche mese fa grazie al contributo del ministero dell’Interno e dato in dotazione alle polizie municipali. Un “regalino” di 361 mila euro su cinque
anni (un centinaio di migliaia quelli serviti a comprare il velivolo) arrivato direttamente da Maroni in base al “patto per la sicurezza” sottoscritto con 19 comuni del bresciano, quelli al confine con la provincia diù
Bergamo.
Ma che se ne fa la polizia municipale di un aereo a due posti? “Serve a controllare cantieri importanti come quello della Tav e cave abusive – si difende Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari, senatore e (guarda caso)
collega di partito del titolare del Viminale –. In più ci permette un lavoro di sinergia con i carabinieri, che finora ci ha fatto scoprire campi di marijuana in mezzo a piantagioni di mais. Sei vigili hanno fatto il corso e ottenuto il brevetto da pilota, è un’esperienza innovativa”.
Forse troppo per i sindacati di polizia (di Stato), che paragonano quanto vedono alzando gli occhi al cielo
alle gomme delle auto della stradale o al serbatoio della benzina non proprio pieno. “Non vogliamo fare la guerra a nessuno – spiega Santo Barbagiovanni, segretario regionale del Silp Cgil –, per noi possono
regalare anche 25 mila aerei. Il problema è che noi continuiamo ad andare a piedi. E questo non garantisce la sicurezza dei cittadini, a differenza di quanto Maroni va raccontando in televisione”. Il sindacato
snocciola qualche dato. L’organico degli uomini è ancora fissato da un decreto ministeriale del 1989: dopo oltre vent’anni, nonostante la crescita dei reati e delle indagini, a fronte delle 6.384 unità previste in
Lombardia ce ne sono circa 6.000. I numeri più significativi sono quelli che riguardano la polizia stradale, un servizio che tocca da vicino ogni cittadino (e non solo per gli autovelox): sotto-organico di oltre cento uomini, con un parco macchine di 96 auto contro le circa 270 previste da un decreto del 2002 del capo della Polizia (una pattuglia ogni quattro poliziotti)
"Passiamo le giornate a trasferire le macchine da un ufficio all’altro, pur di consentire l’uscita delle pattuglie sul territorio – prosegue Barbagiovanni – che a volte addirittura non escono. I veicoli dovrebbero essere non solo cambiati, ma almeno sottoposti a revisione: presso il distaccamento di Boario (Brescia) c’è una macchina che ha superato i 340 mila chilometri”.

Numeri che naturalmente il sindaco di Chiari non condivide: “Venerdì scorso il ministro Maroni è stato a Brescia per rinnovare il ‘patto per Brescia sicura’ – replica Mazzatorta – e ha raccontato di aver chiesto al capo della Polizia quale fosse la reale situazione in termini di vetture. E Manganelli gli ha assicurato che ci sono le macchine, la benzina, le gomme e tutto quello che serve. Ci confronteremo se c’è qualcuno che la pensa diversamente, ma capisco che la parte sindacalizzata delle forze dell’ordine voglia alzare il polverone”.
Un polverone compatto (tutte le organizzazioni sindacali) che tornerà in piazza il 13 dicembre per sottolineare ancora una volta come il governo della sicurezza non mantenga gli impegni assunti proprio col comparto che dovrebbe valorizzare.

domenica 5 dicembre 2010

Sim sala bin

Visto che è amico del Sindaco,
chissà se il
Mago Silvan
tra una prestidigitazione e l'altra
riuscirà magicamente a far apparire
il fantomatico
 Polo della Cultura?

giovedì 2 dicembre 2010

Morcelliana: un ripensamento è possibile

Nelle fondazioni c’è un patrimonio immobiliare sterminato”, talmente sterminato “che è meglio non saperlo, perchè in questo Comune abbiamo bisogno di tante cose e non abbiamo voluto mettere le mani nelle tasche dei cittadini...”.
Chiari - Istituto Morcelliano
Certo, il Sindaco non vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma non ci penserà due volte se quelle stesse mani riuscirà a metterle sui “patrimoni” che i cittadini hanno costituito nel corso dei decenni.
Come detto varie volte su questo blog, questa Amministrazione ha venduto quasi tutto il patrimonio di proprietà del Comune. Ora, non avendo altri cespiti da vendere (l’area di via Ricci vedrete prima o poi riusciranno a svenderla) stanno indirizzando le loro mire allo “sterminato” patrimonio immobiliare delle Fondazioni. Se riusciranno a mettere le mani su questo prezioso tesoretto, allora tutti i problemi che affliggono questa Giunta e che derivano in gran parte dalla sua politica dissennata,  verranno di colpo risolti.
Hanno incominciato con la Saturno Corradini (Fondazione azzerata, patrimonio incamerato), ora vogliono proseguire con la Morcelliana.

Mons.Verzeletti e Don Boscaglia

L’operazione passa attraverso un accordo raggiunto con il Prevosto Mons. Rosario Verzeletti e con il Presidente della Fondazione don Alberto Boscaglia. L’accordo prevede una separazione consensuale che conferisce al Comune metà del patrimonio della Fondazione, a fronte della rinuncia da parte del Comune del suo rappresentante in seno alla Fondazione. Come ha detto il Sindaco in una recente seduta del Consiglio Comunale, il patrimonio deve finire “metà di qua e metà di là” .
Per fare questo si modificano  alcuni articoli dello Statuto, inserendo fra gli scopi istituzionali della Fondazione la formazione e l’istruzione dei minori e prevedendo la cessione, senza corrispettivo, di parte del patrimonio ad altri enti al fine di attuare le finalità statutarie.
Lasciamo stare per un momento le polemiche scaturite dall’azzaramento del vecchio CdA e dalla nomina di uno nuovo, più propenso a votare la nuova versione dello Statuto. Limitiamoci allo stato dell’arte.
Il sen.Sindaco Sandro Mazzatorta
Il Sindaco ha affermato di aver agito in perfetta sintonia con il parroco di Chiari, seguendo degli indirizzi che condividono. Poichè si tratta di operazione complessa e rilevante dal punto di vista economico, sono stati posti in essere “atti, con i crismi dell’ufficialità, con dietro studi legali che controllano la legittimità, con un controllo preventivo della Regione Lombardia, sentito anche l’organo che controlla queste modifiche statutarie...”
Ora, siccome tutto è stato fatto secondo i “crismi”, c’è da supporre che tutto sia stato fatto bene. D’altra parte perchè dubitarne? Anche il nostro Sindaco oltre che essere Senatore è anche avvocato, quindi per lui questo dovrebbe essere pane quotidiano.
Com’è che allora quell’insignificante art. 4 dello Statuto, ripreso pari pari dal nuovo, è passato inosservato? A nessuno della Giunta di Chiari o della Regione Lombardia o degli studi legali interpellati o della Parrocchia è venuto in mente di considerare e valutare  il significato dell’art. 4 dello Statuto? Peccato!
Perchè se l’avessero considerato e valutato avrebbero visto che il vecchio statuto (ma anche quello nuovo) stabilisce che “la Fondazione ritrae i mezzi necessari per l’esercizio della sua attività istituzionale dal reddito del proprio patrimonio immobiliare. Patrimonio immobiliare  “costituito da lasciti, donazioni ed eredità...destinati alla produzione di redditi da impegnare per il raggiungimento dei fini istituzionali”.
A questo si aggiungono “rette, tariffe e contributi versati da enti pubblici” e ogni altra “rendita o entrata, non destinata ad incremento patrimoniale, ma al funzionamento dell’attività”.
Mi pare che ce ne sia abbastanza per decretare che il raggiungimento dei fini istituzionali della Fondazione si attua attraverso l’utilizzo dei “redditi” prodotti dal patrimonio e non dalla cessione di tutto o parte di questo. Inserire in modo surrettizio nell’art. 3  la possibilità di cedere a terzi parte del patrimonio, contraddice alla radice questo concetto, cioè la necessità di mantenere integro il  patrimonio dell’ente, utilizzando per i fini istituzionali solo i redditi da esso derivanti.
Risulta del tutto evidente che esiste un contrasto insanabile fra la nuova formulazione dell’art. 3 e quanto previsto dall’art. 4 e a nulla servirebbe  un’eventuale modifica a posteriori dell’art. 4.  Se attuata, si configurerebbe una inaccettabile torsione dell’impianto normativo che regola la Fondazione sin dalle sue origini.
Chiari - Duomo e Torre civica
Un ripensamento è necessario.
Certo non ce lo possiamo aspettare dal nostro Sindaco, animato com’è dall’urgenza di reperire fondi per dare un senso alla sua disastrosa gestione della cosa pubblica.
Possiamo invece auspicare che all’interno del mondo cattolico si valutino approfonditamente le implicazioni che una decisione del genere può determinare per la nostra comunità. In particolare al nostro Parroco chiediamo sommessamente un supplemento di verifica; a lui che più di ogni altro conosce i bisogni dei nostri giovani e più di ogni altro può capire lo spirito che ha animato il suo predecessore, l’Abate Stefano Antonio Morcelli, quando quasi due secoli fa, ha deciso di istituire questo fondo per la tutela dei giovani in difficoltà.
Oggi a Chiari la Chiesa può aiutare la politica a essere più responsabile. E la prima responsabilità è quella della spesa. Non si aiuta a essere responsabili se si dà la possibilità di saccheggiare i patrimoni delle Fondazioni a proprio piacimento. Le scuole le avremmo potute mettere a posto se, invece di pensare a progetti tanto grandiosi quanto fallimentari, avessimo usato la diligenza del buon padre di famiglia. In politica occorre rigore e misura, mentre oggi vediamo una corte di affaristi che aspetta impaziente di partecipare al banchetto.
Fermiamoci, prima che sia troppo tardi!

Enzo Maragucci