martedì 28 dicembre 2010

Ma che brave personcine!

Daniele Vezzoli
Daniele Vezzoli è un rampante Consigliere Comunale della Lega Nord del quale il massimo che si possa dire è che è un giovane senza sé e forse anche senza ma.
In un’intervista rilasciata a Chiari Week a proposito del degrado della stazione ferroviaria,  ha affermato che Chiari Blog ha come scopo quello di screditare sempre e comunque l’Amministrazione Comunale.
Si sbaglia. Chiari Blog non solo ha l’ambizione di screditare l’Amministrazione Comunale, ma anche l’aspirazione di dire tutto il male possibile dei Consiglieri di maggioranza. Solo che non occorre fare molta fatica, a screditarsi ci pensano da soli.  A noi francamente non resta che narrare i fatti così come avvengono: nudi e crudi. Leggete per esempio questa breve discussione tenutasi su Facebook nei giorni della famosa protesta sulla gru a Brescia:

Daniele Vezzoli - Dodici giorni sulla gru per un danno di 25.000 al giorno (senza contare l'impiego di Forze dell'Ordine, Vigili del Fuoco) equivale a €. 300.000,00!!! Tralascio poi i disagi (da Piazza Loggia fino al cantiere zona quasi-militarizzata!). Proprio vero l'immigrazione in questo paese fa bene!!! Adesso mi raccomando datemi del razzista!!!!
M.B. -  Siamo generosi noi bresciani...potremmo farli scendere in un secondo!!!A Napoli sarebbero già scesi.
Daniele Vezzoli -  A Napoli non li avrebbero nemmeno fatti salire!!!! :) (giustamente!)
R.F. -  proprio a me lo dici??? io avrei già attaccato i cavi della 380w...tutto in uno....
M.B. - NO...Vuoi mettere la soddisfazione di vederli scendere...al volo!!!
Daniele Vezzoli - Ah ah ah ah la 380!!! R.  ma dai sei esagerata....io cerco di essere serio ogni tanto....è uno schifo...tutti a casa loro.....senza se e senza ma!!!!
R.F. - si ma sai con la 380w come scendono volando?!
Daniele Vezzoli - CATTIVELLA!!!! CHE MENTE CRIMINALE CHE HAI!!!!
Iris Zini - la colpa non è loro, è di chi sta sotto e gli da credito; via tutti da lì, via tv, giornalisti, sindacati e volontari pro immigrati, dimentichiamo il fatto e che siano lì..... e presentiamo a loro o chi per loro, il conto del disagio subìto......

I cavi della 380! Capite che brave personcine frequentano al giorno d’oggi i social network? Devono essere le stesse persone che hanno partecipato alla campagna “nessuno tocchi il Crocefisso”. La spada e la croce. Non è stato questo il binomio che secoli addietro ha animato l’impegno di una moltitudine di giovani accorsi in massa a liberare i luoghi sacri dagli infedeli? Cosa cambia se la spada (ormai desueta) viene sostituita da cavi della 380? Magari viene meno la foga e l’impeto della battiglia, ma vuoi mettere la soddisfazione di vederli scendere al volo, perfettamente strinati?
Una cosa però bisogna dirla. Questi ragazzi sono sinceramente  preoccupati delle sorti delle finanze pubbliche. Come si fa, dicono loro, a permettere una cosa del genere? Si presenti il conto a chi ha creato il danno, così vediamo se non la smettono una volta per tutte di salire su gru e tetti a fare casino.
Giusto, nulla da obiettare.
Non si riesce però a capire perchè questa sacrosanta preoccupazione non sia emersa con la stessa veemenza per la questione del Polo della Cultura.  Vorrebbero di grazia dirci questi “cattivelli” a chi va presentato il conto dei disagi subiti dalla popolazione di Chiari per quasi 2 anni? Chi paga il conto salato di questo straordinario fallimento?  
Se la tv e i giornalisti non sono andati già via, questo servirebbe per condurre l’indagine a 360 gradi, evitando così di soffermarsi solo su un singolo aspetto della questione, cosa che com’è noto, è consentita solo a Chiari Blog.

lunedì 20 dicembre 2010

Stazione: la nuda verità dei fatti

Sono contento di suscitare l’ilarità di qualche nostro commentatore(leggi). Di questi tempi e con questi governi (nazionali e locali) ridere è diventato ormai un lusso riservato a pochi. Però non mi si mettano in bocca parole che non ho mai detto. Riportarle fra virgolette poi è una scorrettezza che si dovrebbe in ogni caso evitare. Il discorso è semmai un altro. Io la metterei così. Parlando del degrado della nostra stazione, penso di aver sollevato una questione reale, un fatto concreto che tutti possono verificare. L’ho sollevata in quanto il Sindaco e le sua Giunta, anche ultimamente, hanno dichiarato di poterla risolvere, assumendosi l’onere di curare la sistemazione e la pulizia giornaliera dei locali della stazione, delle banchine e dei binari. Queste dichiarazioni risalgono al settembre scorso. A dicembre inoltrato le condizioni della stazione erano quelle riportate dalle foto pubblicate su questo blog. Ho fatto male? Io penso di no. Quando si mettono in evidenza le inefficienze di coloro che ci governano si fa sempre una buona cosa per il Paese. Specie quando queste inefficienze derivano da personaggi che passano la maggior parte del loro tempo a promuoversi e incensarsi.  
Il fatto non è passato inosservato ai giornalisti di Chiari Week che mi hanno chiesto la cortesia di utilizzare il mio materiale per corredare un loro articolo. E’ un falso? Non mi pare proprio. Il giornale ha parlato chiaramente e onestamente della fonte da cui sono state desunte le notizie e le foto. L’avere poi scelto questo caso per aprire l’edizione del 17/12 testimonia semmai della gravità della situazione determinatasi alla stazione di Chiari. Altro che schierarsi politicamente!
L’informazione non deve sostenere mai alcuna tesi. Deve parlare dei fatti. E’ quello che ha fatto Chiari Week.
L’informazione poi non deve fornire alcuna soluzione. Per quelle ci sono i politici, eletti e pagati profumatamente per offrire soluzioni ai tanti problemi che interessano le nostre città e il nostro Paese. Se non sono in grado vadano a fare altro. Nessuno li rimpiangerà.

venerdì 17 dicembre 2010

Chiari stazione: discarica a cielo aperto


da Chiari week di venerdì 17/12/2010

 Il nostro post "Stazione: degrado perpetuo" del 13 u.s. , ha avuto un riscontro giornalistico.
Il numero odierno di Chiari week dedica la notizia di apertura proprio al problema del degrado della stazione di Chiari, sollevato da questo blog.
Alla spinosa questione è dedicata anche l'intera pagina 5 con ampia documentazione fotografica.

La speranza è che questo annoso problema venga risolto definitivamente e che la nostra stazione ritorni ad essere, se non un "salotto", almeno un luogo decoroso dove attendere con tranquillità il proprio treno.


da Chiari week del 17/12/2010
 

da Chiari week del 17/12/2010


L’Homo Faber della Langobardia Fertilis


Empire State Building
di New York

Per tirare su l’Empire State Building a New York (443 metri di edificio) agli inizi degli anni trenta ci son voluti appena 14 mesi. Da noi, nella progredita, ricca e industriale “Langobardia Fertilis”, dove vive lhomo faber non ne bastano 48 per mettere a posto un edificio di 2500 mq.
Sono settimane ormai che i nostri immaginifici Amministratori Comunali ci stanno illustrando su intere pagine dei giornali locali le meraviglie che troveremo nell’edificio dell’Ex Comune, una volta che verrà completata la sua ristrutturazione.
Ebbene il problema è questo: quando verrà ultimata questa laboriosa ristrutturazione?
Secondo quanto riferito a giorni alterni dai nostri Amministratori, i lavori dovrebbero essere in dirittura d’arrivo. Il Sindaco si prepara all’inaugurazione del 15 febbraio prossimo venturo con tanto di banda, scolaresche e insegnanti al seguito, invito di grosse personalità della politica e, naturalmente, una bella benedizione che non guasta mai. Speriamo ci risparmi gigantografie, passerelle e puzzle vari, perchè per quelli abbiamo già dato (esattamente 117 mila euro).
Chiari- ex Municipio
Eppure dovremmo qui ricordare al nostro esimio Sindaco che  la sua bella inaugurazione l’ha già fatta il 10 maggio 2009, quando in una memorabile giornata di festa ebbe a dire con la voce rotta dall’emozione: “Restituiamo alla città  questi edifici che si affacciano su piazza Zanardelli”.  In verità la restituzione alla città degli edifici era solo un bluff. Il Sindaco non ha restituito un bel niente, per il semplice motivo che il loro interno era ancora allo stato rustico.
Dopo quasi due anni da quella data, si torna a parlare di inaugurazione: la seconda. Fosse quella definitiva, potremmo sopportare la banda, la benedizione, le gioiose scolaresche e perfino il Presidente Navoni che agevola il Sindaco nell’operazione del taglio del fatidico nastro tricolore.
Mi spiace darvi una delusione, ma nonostante il fiume di soldi spesi (quasi 6 milioni e mezzo di euro) e il tempo trascorso (quasi 4 anni), neppure stavolta il Sindaco Senatore ci restituirà gli edifici che si affacciano su Piazza Zanardelli completamente sistemati. Infatti il Giornale di Brescia ci informa che “se per la sezione archeologica, l’archivio storico e l’emeroteca è già previsto il taglio del nastro, tutti gli altri ambienti che dovranno far parte del cosiddetto “Urban Center”, saranno presentati alla cittadinanza il 15 febbraio, ma arredati e dotati di una destinazione d’uso solo nei mesi successivi. - Vogliamo decidere come utilizzarli – commenta Seneci – consultando prima cittadini e associazioni.”
Chiari-Scavi archeologici
in P.zza Zanardelli
Ma come, non dovevano essere utilizzati per lo strabiliante Urban Center? Non era il vostro fiore all’occhiello (l’ennesimo), il luogo dove esporre i vostri progetti strategici, quei progetti destinati a cambiare dalle fondamenta questo sonnacchioso paese? Che fine ha fatto l’Urban Center, che fine hanno fatto quei mirabolanti progetti?
Dopo le fantasmagoriche sparate del Sindaco e della sua Giunta ci apprestiamo a inaugurare una piccola cosa. Siamo perfino costretti a chiedere aiuto ai ragazzi delle scuole per dare un qualche significato al laboratorio archeologico del Museo. Siamo costretti a spostare dalla Biblioteca Comunale Sabeo l’emeroteca,  al solo fine di avere qualche persona che riempia quei locali che altrimenti rischierebbero di rimanere desolatamente deserti. Siamo costretti e rimandare sine die l’apertura dell’Urban Center, perchè alla fine non sappiamo nè cosa sia nè a cosa serva.
Eppure, nonostante questi limiti,  sono convinto che qualche megafono senatoriale ci verrà a raccontare la storiella della grandiosa e strategica opera destinata a illuminare come un faro l’orizzonte della nostra città.

lunedì 13 dicembre 2010

Stazione: degrado perpetuo

Pensavamo di non dover più tornare  a parlare della Stazione Ferroviaria di Chiari, specialmente dopo aver letto il n. 41 di  ChiariNewsletter, il canale informativo del Comune di Chiari  del settembre di quest'anno. Il bollettino  redatto dalla signora Rosanna Agostini  riportava questo:

"Il Comune si prende cura della Stazione Ferroviaria di Chiari
Il Comune di Chiari interviene nella gestione ordinaria e nella manutenzione della Stazione Ferroviaria di Viale Marconi. La Giunta Comunale del 13 settembre ha già dato via libera al nuovo accordo con RFI Rete Ferroviarie Italiane...  Il nuovo accordo di durata quinquennale prevede, con la cessione in comodato d’uso gratuito dei locali già utilizzati dalla Polizia Locale e per l’InfoPoint, l’incarico da parte del Comune di intervenire con le necessarie e quotidiane opere di manutenzione di tutti gli ambienti della Stazione.
In particolare, vengono effettuate a carico del Comune le pulizie giornaliere della sala d’attesa, dei servizi igienici e delle aree aperte al pubblico, del sottopasso, delle banchine ferroviarie e dei marciapiedi, interni ed esterni."

Abbiamo fatto una breve indagine e non abbiamo ben capito di cosa il Comune si prende cura. Queste le eloquenti immagini  scattate l'1/11 e il 12/12  del 2010.





















COMPLIMENTI!!!!


lunedì 6 dicembre 2010

“I vigili bresciani in aereo, i poliziotti senza benzina”



da “Il Fatto Quotidiano” del 3 Dicembre 2010

La denuncia del Silp Cgil: "Il Viminale finanzia i 'patti per la sicurezza' e i soldi finiscono alla municipale"

Tutti con il naso all’insù, ad ammirare il biposto acquistato qualche mese fa grazie al contributo del ministero dell’Interno e dato in dotazione alle polizie municipali. Un “regalino” di 361 mila euro su cinque
anni (un centinaio di migliaia quelli serviti a comprare il velivolo) arrivato direttamente da Maroni in base al “patto per la sicurezza” sottoscritto con 19 comuni del bresciano, quelli al confine con la provincia diù
Bergamo.
Ma che se ne fa la polizia municipale di un aereo a due posti? “Serve a controllare cantieri importanti come quello della Tav e cave abusive – si difende Sandro Mazzatorta, sindaco di Chiari, senatore e (guarda caso)
collega di partito del titolare del Viminale –. In più ci permette un lavoro di sinergia con i carabinieri, che finora ci ha fatto scoprire campi di marijuana in mezzo a piantagioni di mais. Sei vigili hanno fatto il corso e ottenuto il brevetto da pilota, è un’esperienza innovativa”.
Forse troppo per i sindacati di polizia (di Stato), che paragonano quanto vedono alzando gli occhi al cielo
alle gomme delle auto della stradale o al serbatoio della benzina non proprio pieno. “Non vogliamo fare la guerra a nessuno – spiega Santo Barbagiovanni, segretario regionale del Silp Cgil –, per noi possono
regalare anche 25 mila aerei. Il problema è che noi continuiamo ad andare a piedi. E questo non garantisce la sicurezza dei cittadini, a differenza di quanto Maroni va raccontando in televisione”. Il sindacato
snocciola qualche dato. L’organico degli uomini è ancora fissato da un decreto ministeriale del 1989: dopo oltre vent’anni, nonostante la crescita dei reati e delle indagini, a fronte delle 6.384 unità previste in
Lombardia ce ne sono circa 6.000. I numeri più significativi sono quelli che riguardano la polizia stradale, un servizio che tocca da vicino ogni cittadino (e non solo per gli autovelox): sotto-organico di oltre cento uomini, con un parco macchine di 96 auto contro le circa 270 previste da un decreto del 2002 del capo della Polizia (una pattuglia ogni quattro poliziotti)
"Passiamo le giornate a trasferire le macchine da un ufficio all’altro, pur di consentire l’uscita delle pattuglie sul territorio – prosegue Barbagiovanni – che a volte addirittura non escono. I veicoli dovrebbero essere non solo cambiati, ma almeno sottoposti a revisione: presso il distaccamento di Boario (Brescia) c’è una macchina che ha superato i 340 mila chilometri”.

Numeri che naturalmente il sindaco di Chiari non condivide: “Venerdì scorso il ministro Maroni è stato a Brescia per rinnovare il ‘patto per Brescia sicura’ – replica Mazzatorta – e ha raccontato di aver chiesto al capo della Polizia quale fosse la reale situazione in termini di vetture. E Manganelli gli ha assicurato che ci sono le macchine, la benzina, le gomme e tutto quello che serve. Ci confronteremo se c’è qualcuno che la pensa diversamente, ma capisco che la parte sindacalizzata delle forze dell’ordine voglia alzare il polverone”.
Un polverone compatto (tutte le organizzazioni sindacali) che tornerà in piazza il 13 dicembre per sottolineare ancora una volta come il governo della sicurezza non mantenga gli impegni assunti proprio col comparto che dovrebbe valorizzare.

domenica 5 dicembre 2010

Sim sala bin

Visto che è amico del Sindaco,
chissà se il
Mago Silvan
tra una prestidigitazione e l'altra
riuscirà magicamente a far apparire
il fantomatico
 Polo della Cultura?

giovedì 2 dicembre 2010

Morcelliana: un ripensamento è possibile

Nelle fondazioni c’è un patrimonio immobiliare sterminato”, talmente sterminato “che è meglio non saperlo, perchè in questo Comune abbiamo bisogno di tante cose e non abbiamo voluto mettere le mani nelle tasche dei cittadini...”.
Chiari - Istituto Morcelliano
Certo, il Sindaco non vuole mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma non ci penserà due volte se quelle stesse mani riuscirà a metterle sui “patrimoni” che i cittadini hanno costituito nel corso dei decenni.
Come detto varie volte su questo blog, questa Amministrazione ha venduto quasi tutto il patrimonio di proprietà del Comune. Ora, non avendo altri cespiti da vendere (l’area di via Ricci vedrete prima o poi riusciranno a svenderla) stanno indirizzando le loro mire allo “sterminato” patrimonio immobiliare delle Fondazioni. Se riusciranno a mettere le mani su questo prezioso tesoretto, allora tutti i problemi che affliggono questa Giunta e che derivano in gran parte dalla sua politica dissennata,  verranno di colpo risolti.
Hanno incominciato con la Saturno Corradini (Fondazione azzerata, patrimonio incamerato), ora vogliono proseguire con la Morcelliana.

Mons.Verzeletti e Don Boscaglia

L’operazione passa attraverso un accordo raggiunto con il Prevosto Mons. Rosario Verzeletti e con il Presidente della Fondazione don Alberto Boscaglia. L’accordo prevede una separazione consensuale che conferisce al Comune metà del patrimonio della Fondazione, a fronte della rinuncia da parte del Comune del suo rappresentante in seno alla Fondazione. Come ha detto il Sindaco in una recente seduta del Consiglio Comunale, il patrimonio deve finire “metà di qua e metà di là” .
Per fare questo si modificano  alcuni articoli dello Statuto, inserendo fra gli scopi istituzionali della Fondazione la formazione e l’istruzione dei minori e prevedendo la cessione, senza corrispettivo, di parte del patrimonio ad altri enti al fine di attuare le finalità statutarie.
Lasciamo stare per un momento le polemiche scaturite dall’azzaramento del vecchio CdA e dalla nomina di uno nuovo, più propenso a votare la nuova versione dello Statuto. Limitiamoci allo stato dell’arte.
Il sen.Sindaco Sandro Mazzatorta
Il Sindaco ha affermato di aver agito in perfetta sintonia con il parroco di Chiari, seguendo degli indirizzi che condividono. Poichè si tratta di operazione complessa e rilevante dal punto di vista economico, sono stati posti in essere “atti, con i crismi dell’ufficialità, con dietro studi legali che controllano la legittimità, con un controllo preventivo della Regione Lombardia, sentito anche l’organo che controlla queste modifiche statutarie...”
Ora, siccome tutto è stato fatto secondo i “crismi”, c’è da supporre che tutto sia stato fatto bene. D’altra parte perchè dubitarne? Anche il nostro Sindaco oltre che essere Senatore è anche avvocato, quindi per lui questo dovrebbe essere pane quotidiano.
Com’è che allora quell’insignificante art. 4 dello Statuto, ripreso pari pari dal nuovo, è passato inosservato? A nessuno della Giunta di Chiari o della Regione Lombardia o degli studi legali interpellati o della Parrocchia è venuto in mente di considerare e valutare  il significato dell’art. 4 dello Statuto? Peccato!
Perchè se l’avessero considerato e valutato avrebbero visto che il vecchio statuto (ma anche quello nuovo) stabilisce che “la Fondazione ritrae i mezzi necessari per l’esercizio della sua attività istituzionale dal reddito del proprio patrimonio immobiliare. Patrimonio immobiliare  “costituito da lasciti, donazioni ed eredità...destinati alla produzione di redditi da impegnare per il raggiungimento dei fini istituzionali”.
A questo si aggiungono “rette, tariffe e contributi versati da enti pubblici” e ogni altra “rendita o entrata, non destinata ad incremento patrimoniale, ma al funzionamento dell’attività”.
Mi pare che ce ne sia abbastanza per decretare che il raggiungimento dei fini istituzionali della Fondazione si attua attraverso l’utilizzo dei “redditi” prodotti dal patrimonio e non dalla cessione di tutto o parte di questo. Inserire in modo surrettizio nell’art. 3  la possibilità di cedere a terzi parte del patrimonio, contraddice alla radice questo concetto, cioè la necessità di mantenere integro il  patrimonio dell’ente, utilizzando per i fini istituzionali solo i redditi da esso derivanti.
Risulta del tutto evidente che esiste un contrasto insanabile fra la nuova formulazione dell’art. 3 e quanto previsto dall’art. 4 e a nulla servirebbe  un’eventuale modifica a posteriori dell’art. 4.  Se attuata, si configurerebbe una inaccettabile torsione dell’impianto normativo che regola la Fondazione sin dalle sue origini.
Chiari - Duomo e Torre civica
Un ripensamento è necessario.
Certo non ce lo possiamo aspettare dal nostro Sindaco, animato com’è dall’urgenza di reperire fondi per dare un senso alla sua disastrosa gestione della cosa pubblica.
Possiamo invece auspicare che all’interno del mondo cattolico si valutino approfonditamente le implicazioni che una decisione del genere può determinare per la nostra comunità. In particolare al nostro Parroco chiediamo sommessamente un supplemento di verifica; a lui che più di ogni altro conosce i bisogni dei nostri giovani e più di ogni altro può capire lo spirito che ha animato il suo predecessore, l’Abate Stefano Antonio Morcelli, quando quasi due secoli fa, ha deciso di istituire questo fondo per la tutela dei giovani in difficoltà.
Oggi a Chiari la Chiesa può aiutare la politica a essere più responsabile. E la prima responsabilità è quella della spesa. Non si aiuta a essere responsabili se si dà la possibilità di saccheggiare i patrimoni delle Fondazioni a proprio piacimento. Le scuole le avremmo potute mettere a posto se, invece di pensare a progetti tanto grandiosi quanto fallimentari, avessimo usato la diligenza del buon padre di famiglia. In politica occorre rigore e misura, mentre oggi vediamo una corte di affaristi che aspetta impaziente di partecipare al banchetto.
Fermiamoci, prima che sia troppo tardi!

Enzo Maragucci

lunedì 29 novembre 2010

Fondazione Morcelliana: una gallina da spennare

“Il pensiero del Morcelli può essere interpretato in cento modi, ma è molto chiaro: questo patrimonio deve andare a finire metà di qua e metà di là” (Consiglio Comunale 12.07.2010)
“Si tratta di far pervenire al Comune, attraverso una donazione, una parte del patrimonio della Fondazione da investire nella realizzazione del Polo scolastico di via Roccafranca...un lavoro di 6 o 7 milioni...”(Giornale di Brescia 20.11.2010)
Con la brutalità di linguaggio che gli è tipica, il Sindaco esprime, con queste dichiarazioni, il chiaro obiettivo dell’Amministrazione Comunale: rinunciare a un suo rappresentante in seno alla Fondazione “Istituto Morcelliano” per avere in cambio la metà del patrimonio dello storico ente.  Eliminati tutti i fronzoli e le libere interpretazioni di ciascuno, l’affare della modifica dello Statuto della Morcelliana si riduce a questo: una separazione consensuale fra Parrocchia e Comune, con conseguente, profumata liquidazione di quest’ultimo. Una vera manna dal cielo. Tutto il parlare sulla necessità di “ampliare le possibilità operative dell’Ente”, sulla “conversione  e valorizzazione del suo patrimonio”, sono espedienti dialettici utilizzati per giustificare un’operazione altrimenti ingiustificabile.
Occorreva tutta la caparbietà di Beppe Ramera per portare la questione alla luce del sole. Fosse dipeso dal Sindaco e dal Parroco, la cosa sarebbe rimasta nel riserbo delle “segrete stanze”, come fosse cosa privata. Ma la cosa privata non è, perchè la Fondazione, istituita quasi due secoli fa dall’Abate Stefano Antonio Morcelli, è un patrimonio della città di Chiari e il Prevosto e il Sindaco non possono disporne a loro piacimento. Non possono.
Nessuno comunque ha ancora spiegato come si possa valorizzare un patrimonio cedendone ad altri la metà. Evidentemente la finanza creativa ha trovato nuovi adepti anche sulle rive della Castrina e quello che ai comuni mortali appare evidente, per certi soloni evidente non è. Bisogna dirlo chiaro e forte: dopo questa operazione l’Istituto Morcelliano varrà, in termini patrimoniali, la metà e nessun illuminato argomento potrà cambiare questa semplice e lapalissiana verità.
Si voleva valorizzare il patrimonio? Bene, che necessità c’era di cambiare lo Statuto?  Che problema creavano le norme in vigore sino all’altro ieri? Nessuno.

il sen. Sindaco Sandro Mazzatorta
La modifica dello Statuto è invece funzionale a questa Amministrazione Comunale per reperire i fondi necessari alla realizzazione di un nuovo Polo scolastico.
Dopo aver buttato 9 e più milioni nella realizzazione di un numero indefinito di rotonde già sfasciate, dopo aver speso 6 milioni e mezzo per tirare su un inutile Museo della Città, dopo aver sperperato una montagna di soldi  in consulenze che nulla hanno dato alla città, per non parlare dei soldi dati ad Eleca e spesi nel fantomatico Polo della Cultura, oggi questa Amministrazione si trova alla canna del gas. Cerca disperatamente di reperire fondi per fare qualcosa e mettere mano alle scuole che di questo passo cadranno a pezzi. Il Patrimonio Comunale è stato ampiamente venduto, dissipando in breve tempo quello che era stato messo da parte in lunghi anni da coloro che l’avevano preceduta. Oggi si tenta di vendere in tutti i modi anche quel poco che rimane (vedi l'ennesima asta deserta per la vendita scontata dell'area di via Ricci). L’indebitamento è stato portato alle stelle e accedere a nuovi mutui è diventato complicato. Dove trovare soldi, dove mettere le mani? 
Rimangono i gioielli di famiglia, quelli che si portano al banco dei pegni quando la situazione è disperata, quelli che ci hanno lasciato i  padri dei nostri padri dei nostri padri, testimonianza di una società lungimirante e solidale: le Fondazioni. Gli occhi avidi del Sindaco e della sua Giunta guardano, sospirando, questi gioielli posti nel cassetto. Perchè lasciarli lì quando “abbiamo bisogno di tante cose”, perchè non mettere in movimento questo “patrimonio immobiliare sterminato”?
E così queste gloriose Istituzioni che hanno attraversato i secoli, passando indenni attraverso guerre, rivoluzioni e rivolgimenti politici e sociali, vengono oggi saccheggiate nei loro patrimoni per mettere le pezze a una politica scellerata che ha fatto dello spreco del denaro pubblico il proprio indirizzo.
Dispiace che la Parrocchia voglia assecondare questo cammino, soggiacendo a strategie  persuasive di personaggi il cui unico scopo è quello di fare cassa. Politiche giovanili, minori in difficoltà, situazioni di disagio, sono questioni che neppure vengono prese in considerazione da costoro. Qui si parla solo ed esclusivamente di soldi : “metà di qua e metà di là”.
Istituto Morcelliano
Restringere  poi la propria azione a un recinto più esclusivo e “un po’ più povero”, sembrerebbe quasi tradire le indicazioni  dell’Abate Morcelli che ha indicato nei massimi rappresentati della città (quello civile e quello religioso) i responsabili della cura dei giovani, in particolare quelli in difficoltà.  Col nuovo Statuto questa sinergia rischia di terminare. Il Comune continua a ritrarsi da una responsabilità che gli è propria, delegando alla Parrocchia e alle persone che gestiscono la Fondazione e i Centri di Aggregazione Giovanile il compito di seguire il delicato settore delle politiche sociali rivolte ai giovani.
Affermare che il vecchio Statuto fosse un ostacolo allo svolgimento di quelle attività necessarie per mettere la Fondazione al passo con i tempi e in grado di valorizzare il proprio patrimonio è contraddire quello che è stato fatto negli ultimi anni e di cui giustamente ci si compiace. Il vecchio Statuto considerava la possibilità di svolgere “attività accessorie” in quanto “integrative allo scopo istituzionale”.  Questo ha consentito di organizzare da parte dei bracci operativi della Fondazione (i Cag) “concerti, manifestazioni sportive o culturali” e tutte quelle attività aggregative che, in quanto rivolte ai giovani, ne possono prevenire il disagio. Questo ha consentito ai rappresentanti della Fondazione di ideare nuove soluzioni per valorizzarne il patrimonio (vedi campo fotovoltaico). Non sembra che su questo siano mai stati  sollevati problemi o obiezioni insormontabili. 
La modifica dell’art. 3 dello Statuto, nella parte in cui prevede la “cessione senza corrispettivo di parte del patrimonio attraverso donazione modale o datio ob causam”  “ad altre organizzazioni e/o enti pubblici” “al fine di garantire il raggiungimento dei propri fini statutari”  si pone in conflitto con l’art. 4 dove sta scritto che “il patrimonio della Fondazione  è costituito dai beni immobili destinati a sede degli uffici... e dagli altri beni immobili e mobili inventariati, già ricevuti o di futura acquisizione attraverso eredità, lasciti e donazioni o per effetto di trasformazioni patrimoniali, destinati alla produzione di redditi da impiegare per il raggiungimento dei fini istituzionali.” Se ciò non bastasse, viene ribadito che la “Fondazione ritrae i mezzi necessari per l’esercizio della sua attività istituzionale: a) dal reddito del proprio patrimonio  mobiliare e immobiliare” come sopra pervenuto  “b) da rette, tariffe e contributi versati da enti pubblici in genere, nonchè da soggetti privati; c) da ogni altra rendita o entrata non destinata ad incremento patrimoniale, ma al finanziamento dell’attività.”
Mi pare evidente che i padri fondatori si siano massimamente preoccupati di salvaguardare l’integrità del patrimonio in quanto solo un patrimonio integro, ben conservato e, se possibile, incrementato, può consentire il raggiungimento dei fini istituzionali.
Questo è stato fatto per quasi duecento anni. Sarebbe una bestemmia se oggi, di fronte alle assurde pretese di chi non ha saputo neppure tutelare il patrimonio appartenente alla città di Chiari, si contravvenisse platealmente a questa precisa e ineludibile prescrizione.
Le Fondazioni non sono galline da spennare. Sono il prezioso lascito dei nostri padri che noi abbiamo ricevuto e che abbiamo il dovere di trasmettere alle future generazioni.

Enzo Maragucci

lunedì 15 novembre 2010

Territorio sotto assedio - 2

Inquinamento da stagno: vero o falso?

Chiari - Polo Logistico
Vi ricordate il post “La terra è sacra, non si seppellisce la terra” pubblicato su questo blog qualche mese fa? Bene, a distanza di tempo, forse (forse, eh!) abbiamo capito il motivo per il quale nella zona del Polo Logistico si continua a sotterrare buona terra di coltivo.
Negli ultimi tempi ha incominciato a circolare la voce (che è più di una voce), secondo cui tutti i terreni di Chiari sono inquinati. Hanno cioè il livello di concentrazione dello stagno (Sn) molto sopra la norma di legge.
In gergo tecnico si parla di superi della CSC, vale a dire superi della Concentrazione Soglia di Contaminazione.
La cosa è talmente grave che, come detto, nel cantiere del Polo Logistico il Comune avrebbe accettato di far sotterrare le terre derivanti dallo scorticamento del terreno di coltivo per consentire la realizzazione di piazzali e la costruzione di capannoni, perché se esportate dal sito quelle terre sarebbero  considerate come rifiuto.
Chiari - Area Polo Logistico
Naturalmente per trovare posto a queste terre è stato necessario cavare ed esportare una enorme quantità di ghiaia e sabbia. Per tranquillizzare e rassicurare gli interlocutori, si dice che la concentrazione di stagno così alta a Chiari è dovuta alle caratteristiche naturali del territorio, alle sue proprietà geologiche.
Guarda caso, queste caratteristiche  scompaiono come d’incanto e diventano abbondantemente entro la norma in campioni di terreno prelevati  a circa 1 m sotto il piano campagna ( come evidenziato presso la scuola elementare Turla). Se l’inquinamento dipendesse dalle caratteristiche naturali del territorio, la stessa concentrazione di stagno ci sarebbe non solo in superficie, ma anche poco più in profondità.

Chiari - Escavazioni area Polo Logistico
La questione è molto seria.

-  Se l’inquinamento dei terreni è tutta una balla,  allora siamo in presenza di abusi d’ufficio gravissimi,  in quanto si sarebbero autorizzate a posteriori, cioè ad escavazioni già abbondantemente in atto, cave di ghiaia in maniera indebita e poco trasparente, accampando motivazioni inesistenti, messe in giro artatamente (sottolineiamo che questo è un settore di precipua competenza della Provincia ).
Chiari-Escavazioni area Polo Logistico
Da nostre valutazioni, sulla base di documentazione anche fotografica in nostro possesso, si può stimare che le quantità di sabbia e ghiaia, estratta perfino sotto le aree destinate a verde (che necessità c'era?), sia attorno ai 300 mila mc,  per un valore di mercato oscillante tra i 2,5  e i 3 milioni di Euro.  Una sciocchezza!  E mentre tutto questo avveniva sotto i nostri occhi, l’aeroplanino vigile, quello costato 360 mila euro, cosa controllava?


  - Se la cosa corrisponde a verità, cioè se i terreni sono veramente inquinati,   allora non si può rimanere inerti. Bisogna approfondire, indagare, avvisare la popolazione, assumere provvedimenti, dare indicazioni.
L’atteggiamento indifferente dell’Amministrazione  e in particolare del Sindaco, ci fa dire che sul governo del nostro territorio c’è una completa abdicazione di responsabilità. I fenomeni di sviluppo non si governano più nella casa comunale, che è la casa di tutti i cittadini, ma nelle consorterie affaristiche, e gli Amministratori, sono chiamati solo a ratificare quello che si decide in tutt’altre sedi. Con buona pace dell'assessore Piantoni per il quale va sempre tutto  bene,  a prescindere.  

Federico Lorini
Enzo Maragucci

venerdì 12 novembre 2010

Bau bau!

Trafilerie C.Gnutti di Chiari
La Provincia di Brescia con Ordinanza del 13 luglio 2010,  nel dichiarare  la Gnutti direttamente responsabile dell'inquinamento rilevato nel terreno privato di proprietà Goffi, le ingiungeva  di prendere ogni misura per prevenire l’inquinamento e la propagazione della “contaminazione”  e   “di presentare entro 30 giorni all’Arpa, al Comune e alla Provincia  il Piano di Caratterizzazione… cioè uno studio preliminare per la bonifica vera e propria e la messa in sicurezza permanente.
Nel frattempo, cosa faceva  il mitico Assessore Davide Piantoni?
Inviava una  lettera al Dott. Enrico Gnutti in cui chiedeva un incontro presso la sede della Società. Voi direte “per discutere seriamente e approfonditamente della faccenda”. Niente di tutto questo.
Assessore Davide Piantoni
La missiva di Piantoni chiedeva la disponibilità a un incontro per discutere “in merito alla richiesta formulata da un gruppo di cittadini che intendono fondare un’Associazione ONLUS a difesa dell’animale abbandonato”.
Cioè nel momento in cui la Provincia emette un’Ordinanza in cui, per la prima volta nella storia della nostra città, si attesta che la Gnutti ha veramente inquinato e che deve provvedere alla riparazione del danno e alla messa in sicurezza permanente, la nostra Amministrazione, attraverso un suo importante rappresentate, si presenta alla portineria della società col cappello in mano, per chiedere un contributo. Soldi. Che altro significato può avere la sommessa richiesta dell’Assessore Piantoni?
Cioè, nel momento in cui si apre un contenzioso, fra azienda e comunità, quest’ultima rappresentata da un’Assemblea elettiva qual’è la Provincia, il Comune, invece di tenere un atteggiamento severo e preoccupato, si genuflette davanti al Capo dell’azienda per piatire un po’ di soldi.
Contro l'abbandono degli animali
Dov’è l’autonomia che deve sempre contraddistinguere i comportamenti dei nostri Pubblici Amministratori?
Qui non stiamo parlando di quisquilie. Qui stiamo parlando di un grave inquinamento che riguarda il nostro paese e mette in pericolo la salute di tutti i cittadini. Assumere atteggiamenti di sufficienza o, peggio, di fastidio nei confronti di chi solleva il problema (che è, sono pazzi pure alla Provincia retta da Molgora?), è veramente da irresponsabili.

P.S. – Per essere proprietario di un cane e di un gatto, posso immaginare quale sofferenza debba costituire per un animale essere abbandonato. Per tale motivo ritengo più che meritevole l’interesse e la premura di privati cittadini verso questo problema.

mercoledì 10 novembre 2010

Chiari: territorio sotto assedio - 1

cantiere Bre.Be.Mi.
Cosa sta succedendo al territorio di Chiari?
Non mi riferisco solo allo sconquasso in atto nella nostra campagna, sconquasso che nel prossimo futuro diventerà devastante: mucchi di terra dappertutto, scavi, strade, controstrade, deviazioni, allargamenti, bretelle, tangenziali ecc. Mi riferisco ai problemi connessi con l’inquinamento dell’aria e del territorio che stanno diventando sempre più insostenibili.

1) I TERRENI INQUINATI DI CHIARI


Nel novembre di tre anni fa , l’ARPA Brescia, a seguito di un esposto circostanziato alla magistratura sulla situazione ambientale di Chiari inoltrato dall’associazione Chiariambiente, ha effettuato l’analisi del terreno prelevato in 22 punti del territorio clarense (Aree verde pubblico di via Caravaggi, di via don Comini, del villaggio Elettra, di via Sala, di via S. Pellico, di via S. Angela Merici , scuole S. Giovanni, Toscanini incluso distaccamento, Istituto S. Bernardino, Turla, pozzo S. Pietro, Cascina Breda, terreno via Pontoglio, via Cattarello, terreno privato Goffi).
Per tutti e 22 i punti è stato rilevato il superamento della Soglia di Contaminazione prevista dalla normativa ultima (D.Lgs 152 del 2006) , da 6 a 30 volte, per il parametro Stagno.
La questione è stata risolta affermando che questa concentrazione  “ anomala” dello stagno è una caratteristica geologica dei terreni clarensi.
Ciò risulta in contrasto con diversi dati analitici di terreni prelevati più in profondità (oltre il metro) dai quali risulta che il parametro stagno è abbondantemente sotto il limite di contaminazione di norma. Se fosse un problema geologico non dovremmo trovare differenze tra il terreno dello strato superficiale e quello a maggiore profondità.
Oltre al parametro Stagno, per due siti (scuola elementare Turla e terreno privato Goffi) sono stati rilevati forti superi della Soglia di Contaminazione di legge per i parametri Piombo, Rame e Zinco (componenti della lega di ottone). Per il terreno privato Goffi in aggiunta si è riscontrato il superamento di quasi 3 volte del limite di legge per quanto riguarda le Diossine.
Per questi due siti , visti i dati analitici, è sorto l’obbligo di legge di bonifica in capo al causante l’inquinamento: se il causante non si trova, il compito spetta al proprietario del terreno.
Trafilerie C. Gnutti
Per l’area verde della scuola elementare Turla non si è fatto neanche il tentativo di cercare la causa della contaminazione, oggettivamente difficile da dimostrare. Il Comune ha dovuto dunque procedere alla bonifica spendendo qualche centinaio di migliaia di euro e coprendo quasi tutto il verde con asfalto.
Per l’altro sito privato invece la Provincia di Brescia ha messo in atto un approfondito lavoro di correlazione con altri dati analitici e con i risultati di altre indagini ambientali con il quale è giunta alla conclusione, dopo ca. due anni e mezzo (nov.2007–luglio 2010), che il responsabile dell’inquinamento individuato in tale terreno privato è la società Trafilerie C. Gnutti S.p.A.
Con ordinanza del 13 luglio ha ingiunto quindi all’azienda di “ porre in essere ogni misura di prevenzione e di messa in sicurezza di emergenza atta ad impedire la propagazione della contaminazione” nonché “di presentare entro 30 giorni agli enti ARPA, Comune e Provincia il Piano di caratterizzazione…", vale a dire uno studio preliminare alla progettazione della bonifica vera e propria e alla messa in sicurezza permanente.
Il cammino dunque è ancora lungo.
La Ditta recaltrita, si dichiara non responsabile e pur tuttavia inoltra entro i termini prescritti il Piano di Caratterizzazione, salvo poi ricorrere al TAR contro l’ingiunzione delle Provincia come abbiamo appreso dalla stampa locale.
Quello che più sorprende ed indigna in questa vicenda è l’atteggiamento pilatesco della Giunta Mazzatorta che si limita a comunicare “...che la suddetta Amministrazione Comunale prende atto del procedimento che codesta Provincia intende avviare e che non formula alcuna osservazione né comunica ulteriori elementi…".

Chiari Polo Logistico
Prima, a più riprese, nega l’esistenza del problema (il Sindaco in una intervista ha definito la questione “baggianate”), poi davanti all’evidenza dei fatti, si gira dall’altra parte per non vedere, non collabora, si limita a prendere “stancamente” atto di quanto dice e fa la Provincia.
E’ gravissimo questo atteggiamento da parte di chi, nelle vesti di Sindaco, è responsabile primo della salute pubblica .
Davanti ai dati di quei 22 punti indagati, - pochi , troppo pochi, - bisognerebbe approfondire, ricercare, capire cosa sta succedendo, intensificare l’indagine, informare la popolazione (è un obbligo previsto dalla normativa europea e obbligatoriamente recepito dalla legislazione italiana), avere il quadro complessivo della situazione.
Niente di tutto questo.
Però in giro si dice che il terreno di Chiari, laddove necessita di essere asportato per lavori di urbanizzazione, non può essere portato via dai confini comunali e riutilizzato tal quale, perché considerato “rifiuto” per il suo livello di contaminazione (stagno?).
C’è da rimanere esterrefatti!

Federico Lorini