sabato 8 dicembre 2018

POLO SCOLASTICO PRIMARIE: DA SOGNO A REALTÀ

Il 1° dicembre scorso si è tenuta la cerimonia di inaugurazione del Polo Scolastico delle Primarie a cui hanno partecipato centinaia di bambini, famiglie e insegnanti, quelli che ora diventeranno i veri protagonisti di questa avventura.

Chiari - Cerimonia di inaugurazione del Nuovo Polo Scolastico delle Primarie
Finalmente dopo mesi di “si dice”, di foto “rubate”, di commenti e di polemiche un po’ serie un po’ pretestuose, abbiamo potuto constatare con i nostri occhi che cosa nascondevano i muri di questo complesso. 
C’è tanta roba, tanto lavoro, tanta perizia, tanta fatica. 
Le ruspe per abbattere il Palasport Lancini sono entrate nel cantiere nel febbraio del 2017. La foto che pubblico qui sotto risale al 3 ottobre 2017

Chiari - Cantiere Nuovo Polo Scolastico 'Martiri'

Della nuova scuola non c’è traccia. Si vedono alcuni contrafforti perimetrali e un pilone. In poco più di un anno si è portato a termine un progetto articolato e complesso del valore di oltre 8,5 milioni. Non sono cose che si improvvisano. 
Per giungere a questo risultato è stato necessario un lavoro di squadra che ha coinvolto, sia nella fase progettuale che in quella attuativa, vari settori della struttura comunale. Innanzitutto la parte politica (non solo quella locale),  che  ha voluto e attuato questo progetto. I grandi progetti partono sempre da grandi intuizioni e se non ci fosse stata la Buona Scuola di Renzi oggi non saremmo qui a parlare di questo. 
Certo è che l’attuale Amministrazione ha saputo approfittare dell’opportunità che le si offriva e ha partecipato ai bandi indetti dallo Stato con progetti innovativi e vincenti. Non per nulla sono stati finanziati ben quattro lotti, per un valore complessivo di 12 milioni e 650 mila euro. Finanziamenti a fondo perduto di questa portata Chiari non li aveva mai visti.
Per il momento si sono spesi solo 5milioni. Per il Martiri si spenderanno altri 650mila euro, il resto, cioè 7milioni, verrà impiegato per ristrutturare radicalmente l’Istituto Toscanini.
La cosa che più sorprende è che non si è perso neppure un giorno di scuola. 

Chiari - Cantiere Nuovo Polo Scolastico 'Martiri' - La scuola prende forma

Questa foto mi è sempre piaciuta, perché rende esplicito un concetto. Mentre i bambini andavano a scuola, attorno a loro cresceva la nuova struttura, quella che ora possono utilizzare in tutte le sue articolazioni: le Aule, tutte fornite di materiale interattivo, i Laboratori di informatica, la Biblioteca con schermi touch, la Serra didattica, la nuova Mensa con relativo laboratorio, la magnifica Agorà, la grandiosa Palestra, il Civic Center, l’Auditorium, un vasto Garage a cui si aggiungerà presto un Parcheggio a raso per 200 posti macchina. 


La parte politica ha fatto la sua parte e l’ha fatta bene e in tempi ragionevoli. Ora tocca alla dirigenza scolastica, agli insegnanti, ai bambini e alle loro famiglie far sì che questa magnifica struttura venga riempita di contenuti. 

Sono certo che tutto questo avverrà e che i cittadini di Chiari saranno presto orgogliosi del loro Nuovo Polo Scolastico.

giovedì 22 novembre 2018

SCUOLE: LE BUGIE DI RENZI

12 milioni e 650 mila euro non cadono dal cielo per opera e virtù di qualche dio benigno o per la fortunata vincita a qualche lotteria italiana.  Essi sono il frutto di una precisa politica, una politica ideata e realizzata dal governo di Matteo Renzi, quello che nella insensata narrazione grillo-leghista era definito come il “cazzaro di Rignano”, il “pinocchietto fiorentino” capace solo di dire bugie. Ebbene, le bugie di Renzi, la tanto vituperata “Buona Scuola” di Renzi hanno permesso di portare a Chiari ben 12.650.000 di euro che verranno spesi per il rifacimento degli istituti scolastici della città. 


Qualcuno fino all’altro ieri parlava di scuole fantomatiche, nonostante dalle parti di via Lancini stesse venendo su un edificio che difficilmente può passare inosservato. Qualcun altro, preso da delirante foga ideologica, ha definito la nuova agorà interna dell’Istituto Martiri, come una nuova Regina Coeli, una prigione dove rinchiudere i nostri bambini. Qualcun altro ancora ha perfino detto che ci si doveva scusare con la cittadinanza. Forse per essere riusciti a portare a Chiari finanziamenti a fondo perduto mai visti prima?
Chiari - Agorà interna dell'Istituto Martiri
Qualcun altro infine, non potendo fare a meno di considerare positivamente la riqualificazione e l’ampliamento delle scuole di Chiari, ha cercato in modo truffaldino di intestarsi il merito della cosa. “Sono soldi che arrivano dalla Regione” dicevano. No, cari signori, le rate dei mutui per i fondi Bei, verranno pagati dallo Stato. La Regione Lombardia ha fatto solo da passacarte. I vostri governi, i governi di Berlusconi-Bossi, i  governi della Gelmini, sì quella del tunnel Cern-Gran Sasso, hanno tolto alla scuola ben 8 miliardi, mentre il governo dell’odiato Renzi di miliardi ne ha messi 10. Soldi che sono serviti a costruire 300 nuove scuole in tutta Italia, Chiari compresa. 
Se ogni governo avesse fatto la metà di quanto realizzato da Renzi, a quest’ora non ci troveremmo con scuole che cadono a pezzi, cosa che peraltro stava succedendo anche nella nostra città.
Sì, perché a Chiari fino ad oggi di chiacchiere ne sono state fatte molte, ma di fatti niente. Le giunte di centrodestra hanno tentato per ben due volte di realizzare le scuole, ma tutte e due le volte hanno fallito, per motivi politici, finanziari, ma anche perché si trattava di progetti vecchi e superati. 
L’Amministrazione Vizzardi invece si è fatta trovare pronta. E di fronte all’occasione fornita dal piano di investimenti messo in campo dal governo Renzi, ha partecipato ai bandi con progetti innovativi e fattibili. Progetti a realizzazione modulare che consentono interventi graduali, senza compromettere il buon funzionamento della scuola.

Tra qualche giorno ci sarà l’inaugurazione della parte nuova della scuola: palestra, spogliatoi, auditorium, civic center, garage e pertinenze. Sarà sicuramente una festa. Ma non per tutti. Molti arriveranno armati di sacro furore critico per evidenziare la minima  pecca, la minima imperfezione. Ce ne faremo una ragione. Le polemiche passano, le scuole restano.

Chiari - Prospetto nord dell'Istituto Martiri - la Palestra

mercoledì 21 novembre 2018

VALORIZZARE RICICLANDO

Salvini dice che bisogna costruire altri inceneritori, specie al sud, perché c’è una parte della raccolta rifiuti che non può essere differenziata. Giusto. Ammesso e non concesso che si riesca ad arrivare all’80% di raccolta differenziata esiste quel 20% che va smaltito o in discarica o bruciato. A questo 20% si deve aggiungere un altro 20% di raccolta differenziata “non buona”. Quindi possiamo riciclare il 60% dei nostri rifiuti il resto lo dobbiamo smaltire. Per mandare in discarica o bruciare il meno possibile dei nostri rifiuti bisogna riciclare e riciclare in modo spinto
Perché allora a Chiari la Lega si è sempre opposta fermamente a questo sistema? 
Al tempo di Mazzatorta si riciclava il 42%. Se si toglie, quel 20% di cui parla Salvini di raccolta differenziata “non buona”, si mandava in discarica o a bruciare su per giù il 75% dei rifiuti. Percentuale che ci avvicina a quella di molti comuni della Sicilia. Lontanissima quindi dalla percentuale di quei comuni virtuosi che riciclano tanto, fra cui vi sono anche molti comuni del sud. Per esempio in provincia di Salerno ci sono molti comuni che sono ai primi posti nella classifica fra i comuni ricicloni. 

Fossimo rimasti al tempo della Lega saremmo in fondo alla classifica. Per fortuna non lo siamo e grazie alla Raccolta Differenziata porta a porta, i cittadini di Chiari riciclano quasi l’80% dei loro rifiuti. E lo fanno così bene che la percentuale “non buona” è inferiore al 10%.

domenica 18 novembre 2018

IL CANTIERONE DELLA SCUOLA MARTIRI

Diciamolo, alcune volte bisogna essere fortunati. Le giunte di centrodestra hanno tentato per ben due volte di realizzare le scuole a Chiari, ma tutte e due le volte hanno fallito. La prima nel 2007 con un’idea dissennata che avrebbe cambiato radicalmente l’aspetto urbanistico della nostra città e confinato le scuole in un’area non proprio salubre. La protesta dei genitori e la successiva crisi di giunta fece fallire l’iniziativa. La seconda, dalle parti di via Roccafranca, con quel progetto che una mamma in vena di ironia aveva definito come “scuola loculo”. Progettazioni non all’altezza di una scuola moderna e didatticamente avanzata che avrebbero comportato uno sperpero enorme di risorse materiali e finanziarie che appartengono alla città.
Oggi, sta per essere definito e portato a termine il piano scuole che determinerà il riassetto degli istituti scolastici di Chiari per i prossimi 40/50 anni avvenire. Un piano che non costa niente alla città in quanto in massima parte finanziato da risorse provenienti da fondi Bei, attivati dalla Buona Scuola di Renzi e Gentiloni* e che darà a Chiari delle scuole avanzatissime. Da questo punto di vista la Giunta Vizzardi si è fatta trovare all'appuntamento con i giusti progetti, dimostrando che la fortuna non basta da sola se non è unita a una convincente capacità progettuale.


Il primo progetto - Istituto Comprensivo Martiri - per la Scuola Primaria, verrà inaugurato il prossimo mese e definito integralmente, con parcheggi e ulteriori laboratori, nei primi sei mesi del prossimo anno. È un progetto grandioso che si inserisce perfettamente nel contesto urbano della città, migliorando la connessione fra i vari servizi (Scuola, Biblioteca, Emeroteca, Musei Civici, Comune ecc.).
Le polemiche pretestuose sollevate da coloro che cercano una rivincita ai fallimenti passati, nulla potranno di fronte alla qualità della scuola che tra pochi giorni verrà consegnata alla città e quindi ai nostri ragazzi nella sua interezza. 


Quello che più sorprende di questo progetto sono gli spazi comuni e le innovazioni tecnologiche. Non si tratta quindi soltanto di qualche aula e laboratorio in più, ma di spazi che verranno utilizzati dai nostri ragazzi per le loro attività in comune e che permetteranno a loro e ai loro insegnanti una bellissima esperienza didattica e formativa. Avranno a disposizione: 
una grande e luminosa agorà interna, una palestra che può ospitare due campi di basket, quattro spogliatoi, un ampio auditorium, un civic center, una nuova mensa che si affaccia su un giardino a gradoni, una serra didattica, tre aule per computer. Le aule sono spaziose e tutte fornite da lavagne interattive multimediali (lim) alcune con sistema touch. Le nuove aule sono divise da pannelli fonoassorbenti che, all’occorrenza, possono essere ritratti, per creare un unico spazio. E non è finita. La scuola è fornita di un garage di 80 posti auto. Un garage a disposizione della scuola fino alle 14:30 e poi utilizzabile dai cittadini di Chiari. Fruibili dai cittadini saranno anche l’auditorium e il civic center. Attorno alla scuola gireranno due piste ciclabili per mettere in comunicazione viale Mellini con via Lancini.


Non meno importanti sono le innovazioni tecniche di costruzione
La struttura è antisismica e antincendio. È autosufficiente dal punto di vista energetico in quanto buona parte del tetto è coperta da pannelli fotovoltaici. È coibentata con un cappotto che impedisce la dispersione termica e coperta da piastre in ceramica leggermente discoste per consentire all’aria di circolare e refrigerare le pareti durante l’estate.
La piazza antistante la scuola sarà lastricata con materiale Levocell, lo stesso usato per il viale Mazzini e sarà completamente pedonalizzata.
Nei primi mesi del 2019 verrà abbattuto l’edificio dell’ex Morcelli e nell’area così disponibile si creeranno 207 posti auto più altri spazi verdi oltre quelli già presenti attorno alla scuola.
Ancora pochi giorni e tutti potremo entrare in questo edificio per constatare con i nostri occhi se è stato fatto un buon lavoro e verificare se la nuova scuola è veramente bella come dicono sia.


* In totale i finanziamenti per le scuole di Chiari attivati dallo Stato attraverso Fondi Bei, ammontano complessivamente a 12milioni di euro. Un vero record.


martedì 6 novembre 2018

CAPITAN COCORICÒ E IL SOTTOSCALA DELLA DESTRA

Matteo Salvini, detto anche Capitan Cocoricò, pensa che il modo migliore per far politica sia quello di fare la guerra a tutto e tutti: le élite, l’Europa, i buonisti, la sinistra, i migranti, l’ambientalismo ecc. . 
Matteo Salvini con la divisa della Protezione Civile
Chiuso nella sua felpata armatura, parte per la guerra con la gioiosa euforia di un tredicenne a cui è stato regalato l’ultimo modello di iPhone. E infatti, prima di partire a far visita a morti e feriti, si immortala sorridente in artistici selfie che poi condivide sui social con argute didascalie: “stiamo partendo per portare il nostro conforto al popolo oppresso da anni di incuria e malgoverno”. Non gli passa minimamente per la testa che lui questo paese l’ha governato per almeno due decenni e che se lo stesso è afflitto da mali atavici questo è dovuto a classi dirigenti imbelli e inconcludenti a cui egli appartiene a pieno titolo.
Dopo aver condiviso con Berlusconi gli anni del fallimento e dopo che l’Italia si stava risollevando a fatica da una crisi economica devastante, oggi ci riprova con l’altro cazzaro Di Maio e la sua corte di miracolati. Per vincere le elezioni hanno raccontato agli italiani le balle più vergognose: abolizione immediata delle accise sulla benzina, flat tax al 15%, reddito di cittadinanza per tutti, espulsione immediata di 600mila irregolari.  

Veniamo noi con questa mia addirvi...
Per onorare queste fantastiche promesse, visto che in cassa non c’era il becco di un quattrino, hanno pensato bene di fare debiti. E poiché l’Europa ha risposto picche, i due hanno sollevato un polverone, sulle élite, i burocrati, il popolo oppresso, l’invasione dei migranti e tutto il repertorio della demagogia d’accatto. E quando non bastavano le invettive, si è ricorso in modo cinico e sbrigativo alle fake news, vere e proprie menzogne date in pasto a legioni di imbecilli pronti a condividere sui social le cose più strampalate.
È una strategia attuata su larga scala e che trova proseliti anche nella nostra bella città. Anche a Chiari, come altrove, troverete queste consorterie il cui unico scopo è quello di gettare discredito sull’avversario politico, di additarlo al pubblico disprezzo, di alimentare odio, rancore, rabbia, attraverso balle clamorose e argomentazioni al limite del paranoico.
Le Elezioni Europee si avvicinano e a Chiari, anche le Elezioni Comunali. Vedrete, nei prossimi mesi avremo di che divertirci.

giovedì 30 agosto 2018

CHE FINE HA FATTO IL GOLF?

L’ultimo mio post relativo alle Fondazioni clarensi si ferma all’ottobre 2016 quando la rutilante mente del geometra Mometti tirò fuori dal cilindro la fantastica proposta di realizzare nell’antica sede del glorioso Istituto Morcelliano la Caserma dei Carabinieri.
La proposta era così bislacca che venne presa in considerazioni solamente dai Consiglieri Zotti e Campodonico, sempre alla ricerca di progetti fallimentari da offrire alla Città. 
Naturalmente se venne fatta quella proposta una ragione c’era. Il bicentenario Istituto, dopo la “valorizzazione” del proprio patrimonio operata dal vulcanico don Alberto, non aveva in cassa il becco di un quattrino, per cui offrire al Comune la sede dell’Istituto per farne la nuova Caserma dei Carabinieri, aveva il solo scopo di ricavare una rendita annuale con cui almeno pagare le bollette della luce.
Non se ne fece niente e il progetto fu messo nel cassetto in attesa di tempi migliori.
Ma che benefici ha portato alle Fondazioni la cosiddetta valorizzazione dei patrimoni? 
Come ho spiegato più volte l’unico beneficio l’hanno ricevuto quegli impresari che in un periodo di mercato immobiliare stagnante hanno avuto la possibilità di lavorare con i soldi altrui e fare affari senza rischi. Le Fondazioni, come ampiamente dimostrato negli ultimi anni, sono ormai dei gusci vuoti. Sedi prestigiose tutte ipotecate e niente soldi per svolgere le attività loro proprie.
Tre cose in particolare sono degne di menzione:
  • La faraonica ristrutturazione della Sede della Fondazione Bertinotti-Formenti;
  • La ristrutturazione della sede della Fondazione Opera Pia Bettolini;
  • Il campo da Golf.
Rimandando ad altro post un approfondimento sulle prime due questioni, avremo presto materia per parlarne, qui mi preme discutere della terza questione.
Che fine ha fatto il Campo da Golf, questione su cui sono stati versati fiumi di inchiostro, su cui si è dibattuto, ci si è scontrati, ci si è divisi?


L’architettura dell’operazione, da cui l’ex Sindaco Mazzatorta sperava di ricavare 2 o 5 milioni di euro per il nuovo Polo scolastico, si reggeva sulla costruzione di villette di lusso in piena campagna di Chiari. Qualcuno sa se qualche villetta sia stata costruita? A quanto mi risulta non è stato alzato neppure un muro e pertanto, si può dire che tutte le obiezioni sollevate a suo tempo da coloro che erano contrari a questa operazione, erano perfettamente valide. Non solo. Non sembra che il numero degli iscritti al Golf permetta anche minimamente un ritorno economico dell’investimento. 

Come si vede tutti i nodi stanno tornando al pettine e a terra non rimangono che i  miseri cocci di una stagione sciagurata.

domenica 19 agosto 2018

Bellezza e degrado a Chiari

Tutte le mattine esco e vado alla ricerca di immagini di bellezza. Lo faccio oggi, lo facevo al tempo in cui a Chiari governano Mazzatorta e Campodonico. 
Perché la Città viene prima di ogni polemica politica. 
C'è invece tanta gente che tutte le mattine esce e riesce a vedere solo degrado e schifo. Si guardassero allo specchio prima di uscire, forse capirebbero dove sta il problema.




Pavé dorati

Le sgangherate rotonde e i dissestati pavé sono l'emblema di una stagione 
caratterizzata da uno spreco inaudito di denaro pubblico.
Quelle opere , sgangherate e dissestate,
sono ancora lì come monito di quello che 
un'Amministrazione Pubblica
non dovrebbe mai fare.



Le piazze di Chiari



venerdì 17 agosto 2018

SCUOLE FANTOMATICHE

A Chiari la parola del giorno è
Deriva dal francese fantôme “fantasma”. Il significato è “essere simile a un fantasma”, quindi irreale, spettrale e, per estensione, che non si riesce a trovare o identificare. Insomma, inafferrabile, introvabile, irreperibile, inconsistente.

Chiari - Istituto Martiri

Qualcuno ha definito le scuole in corso di costruzione tra via Lancini e viale Mellini come “fantomatiche”. Ora si possono definire incomplete, incompiute, non ancora finite, ma non fantomatiche. Chi passa da via Lancini non può fare a meno di notare il grande edificio delle scuole che giorno dopo giorno si sta realizzando. Le scuole rappresentano il cantiere più importante che sia mai stato aperto a Chiari. Qualcosa che resterà nella nostra realtà e nella storia della nostra città per i prossimi 50 e più anni.

Fantomatico e quindi inesistente, irreale, inconsistente possiamo definire il Polo della Cultura, il mega progetto di Mazzatorta e Campodonico di cui le cronache hanno parlato per anni, ma che nessuno ha mai avuto la fortuna di vedere. Qualcuno l’aveva definito un progetto morto, un cadavere da tumulare ancor prima che esalasse l’ultimo respiro.  Insomma, tra morti e cadaveri, un fantasma ci sta anche bene.

Possiamo chiamare fantomatico il Progetto di recupero della cava di via Roccafranca. Si dovevano costruire 150 appartamenti, un centro commerciale, un anfiteatro, palestre, campi di basket, ristoranti e, naturalmente, la nuova Stazione dei Carabinieri, altro fantasma che si aggira per Chiari da oltre un decennio, un fantasma che non fa dormire sonni tranquilli agli amici della Lega.

Potremmo parlare anche di altri fantasmi: 
il distaccamento della Polizia Locale presso la Stazione, una realtà illusoria durata il tempo di riempire qualche paginata di giornale e poi dissoltasi nell’etere come il fantasma di Giulio Cesare.
Il caffè letterario mai diventato progetto e durato come idea il tempo di un espresso.
Il famoso Airpol volato sui cieli di Chiari qualche tempo e poi scomparso dai radar. 

Per non parlare infine del Polo Scolastico a nord di Chiari, fantomatico come alcuni petulanti clarensi specializzati nel fare chiacchiere prive di fondamento. 

domenica 12 agosto 2018

SCHIAMAZZO

C’è un gruppo di persone, quasi tutti leghisti, che quando succede una qualche rissa a Chiari montano su uno schiamazzo con il solo intento di accreditare una Chiari allo sbando, una città fuori controllo dal punto di vista della sicurezza.


Il fine ultimo di questa campagna forsennata che dura da prima della campagna elettorale del 2014, è quello di affermare che l’attuale Amministrazione Comunale è indifferente di fronte a un grave problema che attanaglia i clarensi e non li fa dormire serenamente di notte.
Come ho scritto in altro post “Il diritto alla sicurezza è un diritto sacrosanto del cittadino. I tanti furti in appartamento commessi a Chiari come altrove, devono essere considerati un fatto grave perché creano ansia e preoccupazione. 
Le persone devono sentirsi sicure in casa propria, è un loro “diritto”. Se questo non avviene, si infrange uno dei patti fondamentali stipulati fra Stato e cittadino nelle società moderne: il singolo individuo rinuncia a farsi giustizia da sé in cambio di una protezione da parte dello Stato”.
Ora il problema è tutto qui. Se la protezione del cittadino è delegata agli Organi dello Stato, segnatamente Carabinieri e Polizia, perché mai questi signori pretendono che sia il Sindaco a mettere in atto politiche che contrastino il fenomeno? Il Sindaco può fare altro. Rendere più efficiente e più presente sul territorio la Polizia Locale, può illuminare meglio alcune zone critiche della città, può usare vari congegni elettronici per il controllo dei mezzi che entrano in città, può installare telecamere in punti strategici, può attivare tutte quelle politiche che rendano più viva la città e quindi più sicura. Risulta che qualcuna di queste decisioni non sia stata assunta dall’attuale Sindaco? L’unica cosa che non può fare il Sindaco è diventare uno sceriffo.


La precedente Amministrazione, cosciente che i problemi di sicurezza esistevano allora come oggi, aveva preso delle decisioni il cui unico risultato è stato quello di sprecare montagne di soldi pubblici. L’aeroplano poliziotto ci è costato la bella cifra di 360 mila euro. Ma al di là delle magnificenti feste inaugurali e qualche comparsata in fiere per aeroplani, i risultati sono stati pari a zero. Non parliamo per carità di patria del Distaccamento della Polizia Locale presso la stazione e delle Ronde Padane. Insomma scelte roboanti che non hanno cambiato di una virgola il problema.
Bene. Il confronto fra il numero dei reati commessi a Chiari nel biennio 2012/2013 e il biennio 2016/2017 è impietoso. 978 contro 535 se si tiene conto di tutti i reati, 932 contro 638 se si tiene conto soltanto dei furti genericamente indicati.

E allora perché tutto questo schiamazzo? Il problema è uno solo. La Lega al di là di questo non ha niente da proporre alla città.

venerdì 10 agosto 2018

CHIARI, LEGA e FAKE NEWS

In questo tratto di storia, siamo passati dalla comunicazione alla manipolazione delle notizie, dalla scienza alla superstizione, dalla cultura all’incompetenza. Non ci sono dati o metodi scientifici che tengano. Galileo, con il suo metodo scientifico sperimentale, oggi sarebbe svillaneggiato  da “legioni di imbecilli”.

Cercare di controbattere con dati alla mano al racconto della destra su una città di Chiari fuori controllo è come cercare di svuotare il mare con un secchio. 
Come in economia la moneta cattiva scaccia quella buona, così nella comunicazione è la notizia vera a essere scacciata da quella falsa. Branchi di decerebrati condividono evidenti bufale perché assecondano i loro pregiudizi. Non c’è alcun tentativo di verificare la veridicità delle notizie. Sono pubblicate in rete quindi sono vere a prescindere.
Dice, ma non sono i dati statistici  che contano, quello che conta è il sentimento della gente. Non la realtà vera, ma la realtà percepita. Su questa storia della realtà percepita si sono create fortune politiche. Soffiare tutti i giorni sulle paure della gente, parlare sempre del diverso (meridionale, albanese, rumeno, zingaro, africano) che attenta alla nostra identità, che vive sulle nostre spalle, che stupra le nostre donne, riesce ad azzerare ogni dato statistico. Anche quei dati che individuano le mura domestiche come il luogo più insicuro della terra, anche i dati che vedono l’Italia come l’unico fra i paesi occidentali a essere rimasto immune dal terrorismo di matrice islamica. Anche i dati che vedono i reati, a Chiari come altrove, in costante diminuzione
Cosa vuoi che contino i dati statistici quando qualcuno ti dice che le tue paure sono giustificate, che anzi faresti bene ad armarti, che fai bene a stare chiuso in casa perché lì fuori c’è l’uomo nero pronto a farti fuori o a stuprare le tue donne? Sono gli assertori delle case fortino, delle città murate, dei porti chiusi, delle frontiere serrate. Soltanto noi, con le nostre tradizioni, la nostra fede, i nostri miti, le nostre paure.
C’è una notte lunga da far passare. “A da passà a nuttata” diceva poeticamente il grande Eduardo. Una nottata alla fine della quale o ci sarà un cambiamento di fase o sprofonderemo inevitabilmente in una qual forma di fascismo di cui, noi italiani, abbiamo già depositato il marchio di fabbrica.

martedì 20 febbraio 2018

SCUOLE - COME VINCERE AL SUPER ENALOTTO


Nel corso di un memorabile discorso tenuto in Consiglio Comunale, un rappresentante della minoranza ha affermato che gli attuali Amministratori sono bravi come quelli che hanno vinto al Super Enalotto. Cioè, hanno fatto una scommessa e gli è andata bene. 
Questo concetto della politica vista come azzardo piuttosto che come lavoro serio di proposta, programmazione e realizzazione, è tipico di molti “uomini del fare” che hanno lasciato sul territorio innumerevoli progetti incompiuti e disastri perfettamente realizzati.

Chiari - Cantiere Scuola Martiri

I soldi arrivati a Chiari per le scuole, tanti soldi, non cadono dal cielo, né ce li ha portati Babbo Natale o la Fata Turchina. Sono soldi che nascono da un serio progetto ideato e portato avanti dal Governo Renzi e proseguito dal Governo Gentiloni. Se non ci fosse stata l’idea di investire sulla scuola da parte di quei governi, oggi non avremmo a Chiari 10 milioni di euro, come non li avrebbero in tantissimi Comuni d’Italia.
Il Governo Berlusconi, per rimediare in qualche modo all’abisso in cui ci stava cacciando, tagliò alla scuola ben 8 miliardi di euro. Il Governo Renzi, dopo aver tirato su la nave che stava affondando,  decise che il settore dove dovevano essere messi più soldi era quello dell’Istruzione. Fu così che nacque la Buona Scuola e l’investimento di oltre 10 miliardi per rinnovare e mettere in sicurezza le scuole italiane, attingendo a finanziamenti europei e altri fondi già stanziati, ma mai utilizzati.

Chiari - Cantiere Scuola
Qualcuno oggi dice che quei soldi sarebbero arrivati in ogni caso, chiunque fosse stato al governo. No, non è così. I soldi vengono destinati a questo o quel comparto secondo le scelte strategiche che ogni governo fa. 
I governi Berlusconi per la scuola non hanno fatto niente, anzi come detto prima hanno tolto. Lo stesso ha fatto  l’Amministrazione Mazzatorta a Chiari. 
Il fantomatico progetto di cui qualcuno ha parlato in questi giorni senza cognizione di causa, prevedeva un polo scolastico a nord di Chiari in via Cologne che sarebbe stato realizzato con i proventi della vendita dei terreni dove oggi sorgono le scuole Martiri, Morcelli, Turla, San Giovanni, infanzia Pedersoli. Al loro posto sarebbero sorti 7 condomini di 8 piani ciascuno. Insomma una bellissima speculazione immobiliare, alla faccia dei genitori costretti a portare tutti i giorni i loro figli oltre la ferrovia.
Qualcuno poi si lamenta del fatto che a Chiari siano arrivati tanti soldi. Manca poco che ci si debba scusare. La verità è che la nostra città può solo essere orgogliosa di essere riuscita a intercettare così rilevanti finanziamenti nel momento più propizio. Può essere orgogliosa l’Amministrazione Vizzardi per i progetti preparati per tempo, che si adeguano perfettamente ai complessi scolastici già esistenti, senza spreco di suolo e senza spostare la popolazione scolastica in zone esterne al paese, lontana quindi da importanti servizi per alunni e insegnanti. Progetti avanzati e strategici apprezzati anche a livello regionale. Insomma, un lavoro di squadra che dà l'idea di cosa debba essere la politica quando essa è indirizzata al bene comune e non agli interessi di pochi.
Forte dei successi passati, c’è chi oggi ha la pretesa di fare la morale e imporre la sua tabella di marcia. Bene. Quando saranno in grado di portare a casa 10 milioni di euro, con o senza SuperEnalotto, allora saranno autorizzati a realizzare i loro progetti e stabilire, sempre che ne siano capaci, quello che deve e non deve essere fatto. Fino a quel momento stiano buoni e calmi.


martedì 6 febbraio 2018

SCUOLE - 10 MILIONI DI CHIACCHIERE

A Chiari, i rappresentanti della minoranza si stanno preparando per il Consiglio Comunale dell’8 febbraio come se dovessero andare alla guerra. Se avessero utilizzato tanta determinazione quando governavano la città forse non saremmo andati incontro a molteplici e rovinosi disastri. Dopo aver fatto tante chiacchiere inconcludenti, oggi hanno la pretesa di imporre la loro agenda a una Amministrazione che è riuscita a portare a Chiari ben 10 milioni di euro dallo Stato e altri 2,5 milioni dalla Provincia, tutti da utilizzare per le scuole dei nostri ragazzi.

Chiari - Cantiere Scuola Martiri

Si riconoscesse almeno questo, cioè che i soldi assegnati sono una cosa buona e che, dopo tanto discutere, si possono finalmente realizzare progetti utili per la città. Niente. Sulle loro pagine, non troverete neppure una virgola di tutto questo. C’è solo l’eco di un fastidio, di una rivalsa, un desiderio di mettere i bastoni fra le ruote, di allungare i tempi in discussioni inutili e oziose, di contrastare un progetto. Altra cosa è la civile protesta dei genitori degli alunni della Varisco. Le loro preoccupazioni anche se non condivisibili sono comprensibili e non possono essere liquidate con una semplice alzata di spalle.
Tuttavia, mi sembra irragionevole pensare che il tema principale della discussione debba essere il Varisco o il Turla o il Morcelli presi singolarmente, quando qui e ora si sta ponendo mano a un progetto complessivo e organico di sistemazione delle scuole di Chiari? Queste sono cose che capitano una volta ogni 50 anni o forse più. Guardare al proprio piccolo particulare, mentre è in corso una rivoluzione che cambierà la situazione per i prossimi decenni, è del tutto assurdo. 

Chiari - Lavori in corso al Cantiere della Scuola Martiri

Si dice: “Quello che avete intenzione di fare non era contenuto nei vostri programmi”. Tesi alquanto bizzarra se portata avanti da chi voleva fare un polo scolastico a nord di Chiari senza che quel progetto fosse incluso nel suo programma di governo. I programmi elettorali contengono proposte di massima e si uniformano alle mutate condizioni. Nel programma della coalizione che ha vinto le elezioni nel 2014 il primo punto riguardava le scuole. Scuole da costruire a ridosso del centro, vicino a servizi fondamentali per ragazzi e insegnanti (Biblioteca, Pinacoteca, Musei Civici, Comune). Questo diceva il programma di coalizione e questo si sta realizzando.
La variabile sta nella fonte del finanziamento. La fortuna ha voluto che si potessero utilizzare risorse che non pesano sulla città, essendo a carico dello Stato (Stato non Regione come qualcuno ha asserito) e che fossero destinate tanto alle scuole primarie che secondarie. Una situazione di tale abbondanza che dovrebbe renderci orgogliosi. Perché se è vero che i fondi sono stati resi disponibili dal Governo - la tanto deprecata Buona Scuola a Chiari ha dato buoni frutti -, è altrettanto vero che l’Amministrazione Comunale si è trovata pronta ad accettare la sfida e a presentare progetti seri, credibili, innovativi. Altro che “scuola capannone” come qualcuno afferma!

Chiari - Cantiere Scuola Martiri
Invece no. Si assiste sgomenti a polemiche astruse, a proposte inconcepibili che pretendono di mantenere i ragazzi in scuole vecchie, malsicure e senza quei servizi essenziali per una moderna didattica. Si arriva al punto di fare polemica anche sullo spostamento provvisorio dei ragazzi dal Morcelli al Turla in attesa che venga pronto l’allargamento del Toscanini, non tenendo conto che l’area dove oggi insiste il Morcelli è indispensabile al nuovo Polo Scolastico in termini di verde da utilizzare per la scuola e di parcheggi del tutto necessari in quel contesto.
L’Amministrazione Comunale ha il suo progetto. Lo si può condividere o meno, ma sicuramente ha tutto il diritto di attuarlo e non saranno certamente le chiacchiere di una minoranza rancorosa e petulante che riusciranno a fermarla.


venerdì 2 febbraio 2018

SCUOLA - CAPACITÀ DI GUARDARE LONTANO

Capisco che l’assegnazione di 10 milioni di euro a Chiari per l’ampliamento e la messa in sicurezza delle sue scuole possa fare schiumare di rabbia coloro che hanno scommesso sul fallimento della nostra città. Sono gli stessi che avendo avuto il comando per ben 10 anni, li hanno trascorsi in uno sperpero infinito di soldi pubblici, passando da mirabolanti progetti mai realizzati a disastrosi fallimenti. Sono sempre quelli che finiti i soldi del Comune si sono dati a saccheggiare le antiche Fondazioni ridotte ormai a gusci vuoti.
Eppure se avessero un minimo di amor proprio e un po’ di cura per la loro città, dovrebbero essere contenti, al pari nostro, di questa opportunità che si è aperta pur in un momento così difficile. Dieci milioni di euro dallo Stato più altri due milioni e mezzo dalla Provincia, non capita di vederli tutti i giorni. Forse c’entra il caso, forse la fortuna, ma una cosa è bene dirla: se non ci fossero stati i decreti dei Governi Renzi e Gentiloni che hanno attivato fondi Bei e altre risorse già stanziate ma non utilizzate, oggi non avremmo queste disponibilità. 



Sono soldi avuti in deroga al patto di stabilità interno e quindi doppiamente preziosi. Sia perché sono stati concessi in un momento di ristrettezze finanziarie, con oneri a carico dello Stato, sia perché arrivano a Chiari come in altre città, ma non in tutti i Comuni d’Italia. 
L’amministrazione Vizzardi ha avuto il merito di farsi trovare pronta all’appuntamento, con progetti credibili e soluzioni innovative. E se il valore dei progetti è stato determinante per il successo di entrambe le operazioni, altrettanto si può dire del contesto in cui questi progetti sono stati ideati. Il contesto è quello urbano, con il centro storico nelle immediate vicinanze, con servizi facilmente fruibili sia dai ragazzi che dagli insegnanti (Biblioteca, Pinacoteca, Musei Civici, Municipio).


Chiari - Cantiere della Scuola di Viale Mellini

Ci si aspetterebbe che la discussione fosse incentrata sul modo migliore di impiegare queste preziose risorse, vigilando affinché le scuole vengano ristrutturate in tempi brevi per evitare eccessivi disagi ai ragazzi e alle loro famiglie. Invece l’attenzione è maldestramente indirizzata ad altro. Per togliere valenza a questa scelta che avrà un peso molto importante negli anni futuri, si alimenta una polemica pretestuosa sulla scuola Varisco, definita come esempio di buona scuola da salvaguardare. 
Che il metodo didattico praticato alla Varisco sia valido, non ho motivo di negarlo. In quella scuola ci ha studiato mia figlia e so bene il valore di quell’insegnamento, che peraltro potrà continuare con gli stessi insegnanti, ma in un contesto più ricco e stimolante grazie alla possibilità di sfruttare tutte le opportunità (palestra, laboratori, auditorium, vicinanza a biblioteca, pinacoteca, prima difficilmente raggiungibili ecc.) che la nuova scuola offre.
Mi sorprende invece l’entusiasmo attuale di alcuni che in passato hanno spesso storto il naso e mal sopportato una scuola fuori dagli schemi e ritenuta un po’ troppo innovatrice. Fa piacere che si sia cambiato parere.
Chiari - Scuola Primaria Varisco
Tuttavia il problema non è il metodo, ma il contenitore. Il plesso della scuola Varisco è vecchio di 90 anni, costruito al pari di altri nel circondario di Chiari in un’altra “era”. La sua struttura non è più rispondente alle “Linee guida ministeriali per l’edilizia scolastica”, in quanto vecchia, inadeguata e carente sotto molti profili (mensa, laboratori, palestra). È una scuola che costa mantenerla e ancora più tenerla in efficienza. Solo per adeguarla ai moderni sistemi antisismici e antincendio si dovrebbero impiegare tante risorse che forse si farebbe prima a buttarla giù e costruirne una nuova.
Tenendo conto di tutte queste problematiche e della scarsità di risorse che affligge oggi gli enti locali, non si capisce come degli amministratori possano concepire l’idea che, costruite delle scuole nuove ed efficienti, i ragazzi continuino a rimanere nelle vecchie, con tutti i rischi che ognuno di noi può immaginare.
Cosa succederebbe se cadesse un controsoffitto in testa ai ragazzi, o scoppiasse un incendio, o ci fosse un terremoto, cosa non più tanto remota? Il primo che andrebbero a prendere sarebbe il Sindaco e non certamente i nostri rivoluzionari Consiglieri. E lo farebbero a maggior ragione in quanto avendo una scuola nuova, con moderni sistemi antisismici e antincendio, ha deciso di far rimanere i ragazzi in una scuola vecchia e per nulla sicura.


Chiari - Cantiere della Scuola di Viale Mellini