mercoledì 24 febbraio 2010

PM10? Ma chi se ne frega!


Gli italiani sono così. Quando sono alla canna del gas sono disposti a tutto, a fare ogni sacrificio, a gridare alto il proprio sdegno, a manifestare che così non si può andare avanti. Ma appena appena l’aria diventa respirabile per effetto di un benefico venticello e di un po’ di pioggia, non dite loro di rinunciare alla macchina, anche solo per andare sotto casa a comprare le sigarette.
Che ci volete fare siamo il paese dove il primo pensiero appena compiuti 18 anni è prendere la patente, il paese dove in una famiglia di 3 persone ci sono 4 macchine, dove i servizi di pubblico trasporto sono al livello di un paese del terzo mondo. E poi a noi italiani ci piacciono le macchine. Alcuni ne fanno un oggetto di culto e ne comprano di costosissime, da tenere in garage e tirare fuori la domenica per farle veder agli amici al bar sport.
Non c’è niente da fare. La destra riesce a interpretare in modo esemplare questo sentire di gran parte della popolazione italiana, fatto di irresponsabilità, ricerca a tutti i costi del proprio piacere, disinteresse per il bene pubblico, dispregio delle regole di comportamento quando non della legge. Sarà per questo che siamo diventati un paese scassato.
Guardate la questione dell’ assetto del territorio. Ultimamente basta la pioggia battente di un giorno per sbriciolare interi costoni di montagna. I casi di Maierato e Giampilieri sono emblematici di quanto fragile sia il nostro territorio e di quanto irresponsabile sia il nostro modo di comportarci. Dopo i disastri ci sono le rivolte delle popolazioni coinvolte, seguite da solenni impegni di impedire ulteriori saccheggi del territorio. Finita l’emergenza, si continua a costruire peggio e più di prima. In spregio a qualsiasi piano regolatore, in deroga ad esso, grazie ad esso. Siamo il paese della case abusive e dei ripetuti condoni che le regolarizzano. Un corto circuito perverso fra irresponsabilità privata e demenza pubblica che sta cementificando il nostro Bel Paese. Costruire case è l’altro sport nazionale. La casa non è un bene che si crea se ve ne è bisogno. No, è un bene speculativo. Tanto speculativo da generare una bolla. Bolla che è scoppiata e adesso ci sono centinaia di migliaia di case, uffici, capannoni sfitti in attesa di un possibile acquirente. Per non parlare della seconda terza e quarta casa. Al mare, in montagna, al lago. Al sud, quando si costruisce, lo si fa per sè e per i propri figli. E così nei greti dei torrenti sorgono dall’oggi all’indomani interi condomini. Sempre in costruzione, sempre da finire, sempre in attesa di un condono. Almeno sino alla prossima alluvione. Poi si chiederanno i danni allo Stato.

martedì 23 febbraio 2010

PM10 a Chiari


Mentre una cappa di polveri sottili (il famoso PM10) si addensava sulla pianura padana, facendo di Brescia la città con la maggior concentrazione di particolato fine nell’aria, per iniziativa dei sindaci di Milano e Torino è stato stilato l’accordo "Sindaci contro le polveri sottili". I primi cittadini di oltre 80 comuni del Nord Italia hanno deliberato per la prima volta il blocco del traffico per domenica 28 febbraio. "E' un accordo storico” ha dichiarato il Sindaco Moratti. “Per la prima volta i sindaci si riuniscono per prendere insieme misure, strutturali ed emergenziali, per combattere lo smog e che proprio in quanto decise in modo coordinato daranno risultati migliori”.
La destra naturalmente, o parte di essa, ha lanciato subito una campagna mediatica contro “gli ecocretini che sequestrano il Nord”. Gli ha fatto eco la Lega per la quale questo provvedimento non è utile, anzi dannoso.
Sicuramente il blocco del traffico il 28 non sarà la soluzione dei mali che affliggono la nostra aria. Ma una cosa è certa: l’iniziativa dei comuni della zona critica, fa capire che ormai si è in una situazione di emergenza e che occorre prendere iniziative strutturali per risolvere con impegno il problema.
Chiari si trova in una situazione incredibile. Pur avendo, per l’effetto combinato dei gas auto-riscaldamenti domestici-impianti industriali un’aria inquinatissima, non è inserita nella zona critica prevista dalla Regione Lombardia. Numerose sono state le segnalazioni e sollecitazioni in tal senso da parte di Chiari Ambiente, ma per la Regione sembra che a Chiari il problema non esista.
Per il Comune poi siamo al paradosso. Infatti Chiari fin dal 2003 (Sindaco Facchetti e Assessore all’ecologia Lorini) si è dotata autonomamente di una centralina di rilevamento del PM10, conforme alle specifiche tecniche dell’ARPA, che poi ha gestito la centralina stessa fino alla fine del 2008.
Oggi non è possibile sapere in che condizioni siamo in quanto le rilevazioni del PM10 della nostra città da mesi vengono effettuati in modo frammentario.
Per il 2009 i dati sono del tutto inattendibili in quanto sono state fatte appena 207 rilevazioni mancando all’appello i mesi di maggiore concentrazione del particolato (dall’1 gennaio al 6 maggio – dal 2 al 20 novembre). Per il 2010 non esiste addirittura alcun dato.
Per limitarci agli ultimi anni, i dati storici ci parlano di un 2007 con 331 giorni di rilevazione e 133 giorni di sforamento del limite (50 microgrammi per mc), con punte di 172 micro grammi per metro cubo; il 2008 vede 347 giorni di rilevazione e 100 giorni di sforamento (per salvaguardare la salute della popolazione sono consentiti dalla normativa vigente 35 giorni in un anno. Dal 2010 diventeranno 7 ).
Tutti dati più gravi rispetto a quelli , per lo stesso periodo, della zona critica di Brescia.
Perchè questo dato non viene regolarmente monitorato e portato immediatamente a conoscenza della popolazione? E’ forse più importante venire informati sulle varie frivolezze organizzate con tanto di banda da questa Amministrazione e non su dati che hanno a che vedere con la nostra salute e la salute dei nostri figli?
Il Sindaco Mazzatorta, in una recente intervista rilasciata sulla questione inquinamento, invocava provocatoriamente per sè un avviso di garanzia, come quelli ricevuti da Formigoni e Letizia Moratti. “Io mi autodenuncio” titolava il giornale. E’ forse per questo motivo che i dati del 2009 sono divenuti frammentari o non sono stati addirittura rilevati nei periodi più critici dell’anno?

Federico Lorini e Enzo Maragucci

sabato 20 febbraio 2010

GIOVANI DEMOCRATICI BRESCIA

Ciao!
Sono un ragazzo che milita fra le fila del PD e che come te ha a cuore la vita politica e non solo del nostro Paese. Insieme a molti altri ragazzi abbiamo costituito Movimento Giovanile del Partito Democratico anche nella nostra provincia.
Siamo alla ricerca di luoghi e tempi altri, oltre a quelli del Partito, per trovarci, discutere di temi, organizzare iniziative e momenti di incontro e di festa. L’ultimo in ordine di tempo è stato il corso di formazione provinciale “Working for Progress” che ci ha visti due giorni a Fantecolo; è stato un momento di festa e di crescita umana oltre che politica.
Per conoscerci e per discutere insieme la possibilità di organizzare anche nella tua zona un gruppo di ragazzi attraverso il quale portare avanti i nostri ideali e le nostre idee sotto la bandiera dei GD e del PD, vorrei invitare te che sei iscritto al Partito o ne sei elettore.
Ci troviamo a Chiari, presso la sede PD, via Villatico 12, giovedì 25 febbraio ore 20,30.
Ti saluto sperando che tu voglia passare la sera del 25 anche solo per dare una occhiata e per fare due chiacchiere!

Un abbraccio!
Nicola Del Bono
Segretario provinciale GD




Giovani Democratici Brescia – via risorgimento,18 Brescia gdbrescia@gmail.com 338 64 41 987

Giù le mani dalle Fondazioni, ex Ipab


Questa mia lettera pubblicata sul Giornale di Brescia del 15 Febbraio

Recentemente abbiamo letto sul Giornale di Brescia un articolo attraverso il quale il gruppo dell’UDC locale mette in guardia dal rischio che l’Amministrazione Comunale di Chiari, guidata dal Sindaco leghista, Senatore Mazzatorta, abbia a volersi appropriare, direttamente o indirettamente delle nostre storiche Fondazioni.
Nello stesso articolo vengono riportate le dichiarazioni fatte dal Sindaco, Sandro Mazzatorta, il quale non nasconde la sua reale intenzione di poter considerare alcune Fondazioni “inoperose” e quindi di volerne utilizzare il patrimonio per la spesa sociale del Comune di Chiari.
A tal proposito, voglio ricordare, a quanti hanno memoria corta, che nell’autunno 2003, dopo un ampio dibattito pubblico, promosso dalla precedente Amministrazione Facchetti, sono stati aggiornati ed approvati gli Statuti di ogni Fondazione, mantenendo fede alle volontà espresse dai diversi Fondatori. A ciascun Ente è stata riconosciuta, secondo le indicazioni della Legge Regionale n° 1 del 13.2.2003, la piena autonomia di azione in ambito comunitario.
La Giunta regionale Lombarda ha quindi avvallato le indicazioni contenute nei rispettivi Statuti.
Non ci sono inadempienze o altre motivazioni che possano indurre la Pubblica Amministrazione ad intervenire in merito alle Fondazioni clarensi. Pertanto, i rappresentanti pro tempore del Comune non hanno alcun diritto di mettere le mani su dei patrimoni che da circa due secoli sono stati affidati alla gestione del privato sociale della nostra comunità. L’aggiornamento operato in virtù delle nuove normative introdotte con la legge nazionale 328/00 e la su citata Legge Regionale n° 1 mira ad assicurare, anche in futuro, alcuni servizi di utilità sociale.
Alla “tentazione” del Sindaco, proveniente da Verbania, di partecipare alla divisione dei lasciti degli Eredi Bettolini, dei sacerdoti Francesco Bertinotti e Livio Formenti e del prevosto Stefano Antonio Morcelli dobbiamo rispondere con chiarezza: Comunegiù le mani dalle Fondazioni”– non ti appartengono, sono Enti autonomi riconosciuti per legge.
Grazie per l’attenzione.


Giuseppe Delfrate di Chiari tel. 030 7101187

lunedì 15 febbraio 2010

Fare la fine dell'aretino Pietro


Esiste un’affinità fra la situazione nazionale e la situazione clarense ed essa traspare da quella politica che decide oltre le norme e il buon senso. Qui come lì è il concetto di sovranità che viene posto al centro della questione. “Io in quanto eletto dal popolo ho il diritto di comandare”. Non è più una funzione pro-tempore al servizio del Paese/città ma una sorta di imperio che non conosce ostacoli e si cruccia per la presenza di organi di garanzia.
Alla fine è la politica che va in crisi. Nonostante la larga maggioranza di cui si dispone, i risultati della cosiddetta “politica del fare” si riducono a ben poca cosa. All’operosità concreta che traduce in realtà giorno per giorno un disegno, si contrappone la politica delle straordinarie realizzazioni, che nelle intenzioni dovrebbero trasformare il paese, ma che nella pratica non cambiano un bel niente e lasciano sul terreno le macerie di progetti faraonici inutili o irrealizzati e il disastro dei conti pubblici dissestati. Rimane l’illusionismo delle parole, buone soltanto a soddisfare un pubblico di parte, la claque, i fedeli osannanti.
Limitandosi a Chiari non c’è chi non veda la disfatta di un disegno. Le cose più importanti che avrebbero dovuto trasformare la città dalle fondamenta sono rimaste tristemente sulla carta o si sono risolte in disastrosi fallimenti.
Nonostante siano già passati 6 anni dall’insediamento di Mazzatorta, il nodo dei poli scolastici è ancora irrisolto e il Sindaco e la Giunta stanno ancora sfogliando la margherita per vedere se sia meglio un polo nord e un polo sud o un polo sud e un polo est. E mentre l’ineffabile assessore Piantoni si diletta col “m’ama non m’ama” le scuole vengono giù a pezzi.
Un altro grandioso progetto è quello della bonifica della cava di via Roccafranca. Il risultato ad oggi è pari a zero. La crisi si è incaricata di far tramontare questa superba speculazione suggerita da quella società che più di altre ha sostenuto il sogno urbanistico di questa giunta.
E che dire del tanto decantato “progetto d’area vasta”? Caduto come una foglia di fico in autunno. Resta il Polo Logistico, un ulteriore sfregio alla nostra campagna che non porterà benefici economici nè tanto meno occupazionali.
La ristrutturazione dell’ex Comune, non ancora finita nonostante il tempo trascorso, è costata una vagonata di soldi e la vendita di quasi tutto il patrimonio comunale. Riusciremo a fare l’inutile Museo della Città per esporre i due scheletri rinvenuti in piazza? Tutto è ancora da vedere. In compenso i lavori procedono a rilento e costituiscono la scusa per non riportare il mercato nella sua sede storica. Risultato? Il Centro Storico sempre più desolato e i commercianti in sofferenza.
Vogliamo parlare di sicurezza? A parte le roboanti parole non sembra, a leggere le cronache cittadine, che la situazione sia granchè migliorata rispetto agli anni precedenti. Certo abbiamo un distaccamento di polizia presso la stazione e un aereo per il controllo del territorio, ma se hanno rappresentato e rappresentano strumenti efficaci di contrasto alla criminalità, lascio a voi decidere.
Il progetto che però rappresenta l’emblema del fallimento di una politica è il cosiddetto Polo della Cultura. Qui l’enfasi edificatoria dell’Amministrazione Comunale aveva raggiunto il massimo e in poco tempo doveva sorgere quello che a molti era sembrato un ecomostro. La politica del fare si era sbarazzata di un cinema-teatro che magari aveva qualche acciacco, ma poteva essere ristrutturato e riqualificato, ma si è anche sbarazzata del progetto Caputo che aveva vinto il concorso. Al suo posto venne imposto un mega progetto presentato dalla società Eleca di Cantù con la quale il Comune firmò nel dicembre 2007 una convenzione capestro. Ora, scoppiata la crisi, sembra che Eleca non abbia più alcuna intenzione di procedere nell’edificazione, nonostante i larghi benefici offerti dall’Amministrazione Comunale. E’ sua ferma intenzione però tenersi in mano i soldi già ricevuti (quanti sono, 1milione e 200mila euro?) e chiedere al Comune altri soldi (quanti, 300-500mila euro?). Qualcosa di incredibile, inaudito! Vedremo fin dove si spingeranno i cosiddetti “uomini del fare”, ma il rischio è quello di restare senza cinema, senza polo, senza soldi.
Fare cioè la fine dell’aretino Pietro che rimase con una mano davanti e l’altra di dietro.

mercoledì 10 febbraio 2010

Risposta al Vice Sindaco Luca Seneci


Avevo replicato con un post del primo febbraio scorso ad affermazioni menzognere del Vice Sindaco Seneci rilasciate alla rivista “ kilometro 7 “ in occasione della inaugurazione della nuova rotatoria realizzata dalla Ditta Gnutti nell’ambito di una Convenzione Urbanistica.
Ho visto che il vice sindaco è reintervenuto con un acido commento in cui dimostra, ancora una volta, di essere alquanto disinformato.
Da parte mia ho tre osservazioni da fare.
La prima è la questione relativa al finanziamento della prima tratta della tangenziale ovest ( dalla SS 11 – località “Ràsega” a via Pradella ) realizzata all’epoca della Giunta Facchetti e che il vice Sindaco Seneci affermava essere avvenuta a spese dei cittadini clarensi. Egli nulla aggiunge, sapendo benissimo di aver detto una falsità. Quell’opera infatti è stata realizzata con uno stanziamento a fondo perduto della Regione Lombardia e quindi i cittadini di Chiari non hanno dovuto pagare un bel niente.

La seconda è relativa agli oneri di urbanizzazione, agli standard di qualità urbanistica e alle monetizzazioni degli standard. Prima di affermare con superficialità e offensivamente che altri “blaterano”, forse sarebbe stato meglio andare a vedere quanto è scritto nella Delibera di Consiglio Comunale n° 74 del 30 ottobre 2007 e all’articolo 11 dell’allegata Convenzione urbanistica con la ditta Gnutti che per comodità riporto, in parte, qui di seguito:
“..in luogo della cessione di aree, l’attuatore prevede, in alternativa alla monetizzazione, l’impegno a realizzare infrastrutture e servizi di interesse generale extra comparto ( rotatoria e viabilità extra comparto individuati con le lettere A – B - C) del valore accertato con specifico computo metrico estimativo allegato alla presente per farne parte integrante e sostanziale pari a complessivi 321.920,95 Euro”.
In altre parole, l’attuatore Gnutti, non ha ceduto come avrebbe dovuto gratuitamente al Comune circa 3.100 mq. di aree a standard ( Parcheggi pubblici, verde pubblico). Li potrà invece utilizzare per costruire ulteriori 1.500 mq. di capannoni in aggiunta ai circa 59 mila oggetto dell’ampliamento. In luogo del valore dell’area non ceduta il lottizzante ha riconosciuto al Comune l’opera extra comparto – la rotatoria appunto – del valore di oltre 320 mila euro. Quindi trattasi di soldi derivanti da monetizzazione, vale a dire di corrispettivo di vendita di area pubblica e non di standard di qualità aggiuntiva.
A questo punto: chi “ blatera” ?
La terza, è relativa alla questione dell’istituto dello standard di qualità urbanistica. Secondo il nostro vice Sindaco sarebbe stato applicato dall’Amministrazione Mazzatorta dal 2005 mentre la precedente Amministrazione dal 1999 al 2003 l’avrebbe ignorato. Dal punto di vista pratico lo standard di qualità nasce con la legge regionale n. 12 del 2005 quindi non avrebbe mai potuto essere applicato dalle giunte precedenti. Anche qui invito l’interlocutore ad approfondire l’argomento che essendo molto tecnico non può essere certo sviscerato in questa sede. Invito ad esempio, a consultare sul sito specialistico di urbanistica e LL.PP. di “Bosetti Gatti” la trattazione che fa dell’argomento il dott. Purcaro, segretario comunale di Almè e Villa d’Almè, nonché cultore di Istituzioni di diritto pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bergamo(www.bosettiegatti.com/info/commenti/edilizia/2007_PII_Purcaro.pdf ) oppure a leggersi la presentazione in Power Point della legge regionale n. 12 del 2005 (provincia cremona servizi territorio)
Per finire una notazione. Kilometro sette è un periodico di informazione realizzato dall’Amministrazione Comunale con soldi pubblici. Si dovrebbe pretendere che le informazioni ivi contenute si attengano a un minimo di etica professionale e non contengano inesattezze o peggio, come in questo caso, gratuite affermazioni che alla prova dei fatti si dimostrano false e prive di fondamento. Utilizzate i soldi dei cittadini? Bene, cercate almeno di essere corretti.
Il Consigliere Comunale del PD
Ing. Federico Lorini

sabato 6 febbraio 2010

Il leader Carismatico



Il leader carismatico che cattura l'attenzione, si offre a rassicurante garanzia per il presente e l'immediato futuro. Sembra che scenda dal cielo, non che sorga dalla palude politica. L'appeal della sua figura è tale che eventuali ombre etiche non hanno peso.
Il "sarkozysmo", il "putinismo", lo "zapaterismo", il "berlusconismo" e via dicendo, sono fenomeni che sembrano dare una certa stabilità al sistema sociale e politico. Invece il prezzo è alto, come vediamo in Italia: l'avvilimento del dialogo politico ridotto a battibecco, la povertà di valori sociali, la spinta all'individualismo invece che alla solidarietà.
A questo punto che fare?
In questi momenti bisogna restare fedeli ai valori, agli ideali,continuare a vivere la cittadinanza come partecipazione. E' l'unico modo per lasciare al futuro fondamenta solide. Perché prima o poi i leader carismatici spariscono come la storia ci ha dimostrato. E allora il vero personaggio forte della storia sarà un popolo che vive l'impegno civile come servizio, sono gli uomini di buona volontà che cercano l'unità e si giocano tutto per costruirla.

venerdì 5 febbraio 2010

Manifestazione PD

Sabato 6 febbraio 2010

dalle ore 9,30 alle ore 12,00

a Chiari in viale Mazzini

all'altezza del monumento al Bersagliere

MANIFESTAZIONE DEL PD

sul cosiddetto

POLO della CULTURA


mercoledì 3 febbraio 2010

Un caffè con... Intervista immaginaria al Sindaco di Chiari

In occasione della visita alla nostra città della gradita ospite Sua Eccellenza il Prefetto di Brescia, Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace, siamo andati a intervistare il Sindaco di Chiari, Senatore Sandro Mazzatorta. Il Sindaco ci riceve in una discreta saletta del Caffè Letterario, una delle opere realizzate dalla sua Amministrazione.
Giornalista – Sindaco, secondo lei questa visita ufficiale del Prefetto di Brescia è testimonianza dell’importanza assunta dalla nostra città nel panorama provinciale?
Sindaco – Parlare di panorama provinciale è assolutamente riduttivo. Dopo sei anni di nostra Amministrazione, la città ha assunto un ruolo primario non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. La visita di Sua Eccellenza il Prefetto è la consacrazione di questo ruolo.
G. – Quale sarà il programma della visita?
S. – Questa sarà l’occasione per far conoscere e illustrare a Sua Eccellenza, il risultato di eccellenza (mi si scusi il bisticcio di parole) di alcune opere pubbliche realizzate negli ultimi anni .
G. – Ce le vuole illustrare?
S. - Volentieri. Partiremo innanzitutto dal nostro “fiore all’occhiello”: il Polo della Cultura. Questa grandiosa struttura realizzata in tempi da record secondo uno stringente cronoprogramma, costituisce il punto di riferimento per chi in Italia e oserei dire nel mondo, vuole fare cultura in modo del tutto nuovo.
G. - Effettivamente è una struttura che ci invidiano in molti.
S. – Esattamente. Un progetto originale che ha portato alla nostra città straordinari benefici a costi zero. Non vorrei esagerare, ma sono certo che il Polo della Cultura diventerà presto un nuovo Centro Pompidou.
G. – E il Nuovo Museo della città?
S. – Vede, la nostra politica è quella di fare della cultura il nucleo centrale del nostro operare. Se il Polo della Cultura è una luminosa freccia lanciata verso il futuro, il Nuovo Museo della città è la plastica rappresentazione di quello che siamo e siamo stati. Quello che siamo attraverso gli straordinari progetti, realizzati e da realizzare, esposti nel fantastico Urban Center, quello che siamo stati attraverso i reperti archeologici di enorme importanza scoperti recentemente in Piazza Zanardelli.
G. – Si riferisce agli scheletri dei nostri antenati?
S. – Esattamente. Scheletri che data la loro peculiarità custodiamo gelosamente negli armadi.
G. – Connesso alla cultura c’è il grande tema dell’istruzione dei giovani.
S. – Guardi, le politiche giovanili sono il nucleo centrale del nostro operare. Per i nostri giovani abbiamo ideato e costruito un Polo Scolastico che rappresenta un esperimento straordinariamente innovativo nel panorama europeo, un vero e proprio Polo del Sapere dove allevare la futura classe dirigente.
G. – Qualcuno però lamenta la vicinanza a una grande fabbrica che...
S. – Guardi, si tratta dei soliti disfattisti che non hanno a cuore il bene della città. I nostri giovani si forgeranno alla fucina del sapere e trafileranno i loro polmoni alla densa ed energetica aria padana, per meglio affrontare i futuri impegni della vita.
G. – Sindaco ci parli dello sviluppo urbanistico della nostra città.
S. – Chiari è una città che si sta sviluppando in armonia con la natura. Avrò il piacere di condurre Sua Eccellenza in una visita guidata a quello che ormai i clarensi chiamano comunemente “Chiari due”. E’ un progetto che mi rende particolarmente orgoglioso e che dà l’idea di quello che può fare, mi si scusi il bisticcio di parole, la “politica del fare”.
G. – Parliamo del nuovo insediamento di via Roccafranca?
S. – Esattamente. Lì c’era una cava d’inerti che rappresenteva un problema. Grazie alla nostra iniziativa e alla collaborazione di una prestigiosa e intraprendente azienda locale, il problema è diventato un’opportunità. Dove c’era un’enorme voragine, ora c’è un grande e rivoluzionario centro commerciale, ristoranti, bar, palestre, bookshop, centri benessere. In superficie si sviluppa l’incantevole e innovativo quartiere di “Chiari due”, con i suoi eleganti palazzi di nuova concezione, le sue aiuole sempre fiorite, le sue colorate panchine, parco giochi, piste ciclabili, campi di basket e pallavolo, giochi di bocce e quant’altro possa rendere godibile la vita dei residenti e non solo.
G. – D’estate, nel grande anfiteatro, si tiene il “Chiari festival”.
S. – Esattamente. Una rassegna voluta fortissimamente da questa Amministrazione e che è diventata un appuntamento fisso di tutte le più importanti compagnie teatrali italiane e straniere.
G. – E i problemi di sicurezza? L’insediamento è abbastanza distante dal Centro Storico.
S. – Guardi la nostra politica è quella di fare della sicurezza del cittadino il nucleo centrale del nostro operare. Come lei saprà abbiamo opportunamente spostato la Caserma dei Carabinieri in quella zona sia per dare al Comando di Chiari una sede più adeguata (come d’altra parte fatto con la Caserma della Guardia di Finanza), sia per tutelare la sicurezza dei cittadini che abitano a “Chiari due”. Oggi Chiari, grazie anche a un aereo della Polizia Locale che controlla costantemente il territorio, è la città più sicura d’Italia.
G. – Ho notato che gli abitanti di Chiari passeggiano per le strade della città sino a tarda sera e sembra che non ne vogliano sapere di rientrare nelle loro case.
S. – Esattamente. E ciò grazie alla politica sulla sicurezza che ha improntato l’attività di questa Amministrazione e che è il nucleo centrale del nostro operare. Guardi, penso di concludere la visita guidata di Sua Eccellenza il Prefetto con un aperitivo che prenderemo comodamente seduti nella sala d’aspetto della Stazione Ferroviaria. Considero la Stazione l’emblema della nostra attività amministrativa. Tutti ricorderanno cos’era questa stazione. Un posto di degrado estremo, luogo di ritrovo di una microcriminalità dilagante, di ubriachi e barboni, luogo di spaccio di droga e di prostituzione. Grazie alla puntuale e costante attività della nostra Polizia Locale dislocata nel nuovissimo e funzionale Distaccamento, grazie alla vigilanza dei nostri “osservatori volontari”, questo luogo in poco tempo è diventato un salotto: il salotto della città, la nostra vetrina.
G. – E’ veramente sorprendente.
S. – Esattamente. Qui la gente aspetta il treno, in un ambiente pulito e confortevole, discorrendo amabilmente e serenamente. Qui gli innumerevoli turisti si informano sulle opportunità che offre la nostra città negli ampi locali dell’Urban Center costruito sull’esempio di analoghe esperienze della metropolitana londinese, qui si respira un’aria nuova.
G. – L’aria di una città diretta verso il futuro.
S. – Esattamente. Il futuro è già alle nostre porte e noi ne siamo gli artefici.
G. – E’ avvenuto tutto così rapidamente...
S. – Esattamente, Guardi, è stato realizzato tutto così in fretta, che la realtà alcune volte mi appare come un sogno, una visione, un miraggio. Come se tutto dovesse appartenere alla fantasia e svanire fra le nebbie di un triste risveglio. Ma non è così, vero? So che non è così. Non può essere così. Non può, non può, non può...

Polo della Cultura: "e alura?"

lunedì 1 febbraio 2010

Seneci: ovvero come scambiare soldi pubblici per soldi privati


Ci sono due cose che proprio non capisco di questa Amministrazione Comunale:
- il bisogno continuo ed insensato di autoelogiarsi,
- il bisogno continuo di denigrare in maniera gratuita e immotivata gli avversari politici, raccontando balle e deformando la realtà dei fatti.
L’ultimo comportamento di questo genere in ordine di tempo lo si può riscontrare nelle affermazioni del vice sindaco Luca Seneci, rilasciate alla rivista “Kilometro sette ”, in occasione della inaugurazione della rotatoria Evaristo Gnutti.
Ecco cosa dice letteralmente il Vice sindaco: "...l’aspetto preminente che ha consentito il compimento dell’infrastruttura riguarda la novità di finanziamento. Dopo il primo tratto ( della tangenziale Ovest), dalla rotatoria SS 11-Urago d’Oglio a Via Pradella, compiuto a spese dei cittadini con l’Amministrazione Facchetti, il secondo tratto completato con il Sindaco Mazzatorta, da Via Pradella a Via Gnutti, è stato quasi interamente finanziato da capitale privato grazie all’applicazione dello standard di qualità urbanistica..."
Questa dichiarazione contiene due grosse menzogne, di cui una puerile e l’altra, a mio giudizio grave e pericolosa.
La menzogna “puerile” rientra tra la azioni subdole di sminuire ciò che altri hanno fatto e realizzato.
E’ bene invece che si sappia che la realizzazione, all’epoca della Giunta Facchetti della maggior parte della tangenziale Ovest è avvenuta, non a spese dei cittadini clarensi come asserito da Seneci, ma grazie ad un finanziamento della Regione Lombardia, di oltre due miliardi di lire a fondo perduto (oltre un milione di euro di oggi), connesso alla realizzazione del secondo stralcio del PIP.
Si tratta di soldi pubblici non gravanti sulle casse comunali e quindi sui cittadini clarensi.
Quindi, se il Vice Sindaco Seneci è di memoria corta, si faccia prescrivere una cura appropriata, evitando nel frattempo di rilasciare dichiarazioni false, tendenziose e facilmente smentibili.
L’altra menzogna grave, riguarda invece il presunto finanziamento con capitale privato delle recenti opere di completamento della tangenziale Ovest.
Trattasi invece di opere realizzate da parte di un privato (la Gnutti appunto) a scomputo di oneri dovuti al Comune. I soldi quindi non sono privati, ma in quanto dovuti al Comune sono pubblici, pubblicissimi.
Sorvoliamo sul fatto che il Comune, incamerando gli oneri, avrebbe potuto indire, per realizzare l’opera, una gara d’appalto sulla quale ottenere sconti sino al 20%.
Quello che più sconcerta in questa vicenda è come possano essere confusi e spacciati per soldi privati, soldi che in realtà, a tutti gli effetti, sono pubblici e dovuti.
C’è da sperare che questi Amministratori non usino lo stesso criterio, cioè di utilizzare e spendere soldi pubblici come se fossero soldi privati, nella gestione corrente del Comune.
Il dubbio ci assale se si pensa all’estrema facilità con cui i nostri Amministratori hanno versato ad Eleca 1milione di euro per il fantomatico Polo della Cultura, ai milioni di euro sperperati in consulenze, ai sei milioni di euro bruciati per l’ex Municipio, ai centomila euro per abbellire la fontana antistante il Comune, alle festose e costosissime iniziative del centenario futurista e ci fermiamo qui per amor di patria.

Il Consigliere Comunale del PD
Federico Lorini