domenica 25 febbraio 2024

ZOTTI e la COMUNITÀ ALBANESE

C’è un passo della conferenza di Gabriele Zotti tenuta presso la Sala Repossi sabato 24 febbraio che merita un discorso a parte. 


Gabriele Zotti


Egli dice: “Io lavorerò perché non esista una comunità nella comunità e faccio un appello a tutti quei cittadini ALBANESI che a Chiari in questi anni hanno contribuito a formare, a cambiare e a modificare anche le persone che si incontrano in città, a non diventare una comunità nella comunità, ma di accettare la sfida di rivedere, anche di appoggiare quelle coalizioni che in passato hanno avuto diffidenza a incontrarsi e confrontarsi”.

A parte le contorsioni verbali, sembra di capire che le forze di centrodestra che per anni hanno cercato in tutti modi possibili e immaginabili di creare problemi a una vera e sana integrazione dei cittadini di origine albanese, ora vorrebbero che i suddetti cittadini “accettino la sfida di rivedere, anche di appoggiare quelle coalizioni che in passato hanno avuto diffidenza nei loro confronti”.

Diffidenza? Ma ci vuole una bella faccia tosta per parlare di diffidenza. I cittadini di origine albanese durante le consiliature Mazzatorta sono stati osteggiati, vessati e ostracizzati, in modo indegno. Oggi dovrebbero, in un moto di “volemose bene”, votare quelle coalizioni?

Ma ci ricordiamo o no le polemiche su “Piazza Tirana occupata da torme di albanesi che ti guardano di traverso e che se non stai attento ti rubano il portafogli, ti ammazzano e ti stuprano la moglie”? E i comunicati aberranti delle Ronde Padane?  “Piazza Tirana - Domenica 1 febbraio 2009 contate 141 presenze fra albanesi, rumeni e magrebini”.

Come dimenticare le panchine eliminate dalle piazze e le famose ordinanze discriminatorie dell’ex Sindaco Mazzatorta riguardo “l’assegnazione delle case popolari”, i “premi all’eccellenza scolastica”, e la scelta dei “rilevatori del Censimento Istat”?

Tutto questo ha portato da una parte paura e diffidenza, dall’altra difficoltà di integrazione e sofferenza. 

Eppure, nonostante tutte le nefandezze messe in atto da leghisti e soci, la comunità albanese, che in massima parte è composta da persone per bene e laboriose, si è integrata nella nostra città senza grossi problemi. 

Oggi, invece di dire che bisogna continuare e insistere in questa opera di  integrazione, il signor Zotti parla di voti. Voti che sarebbe giusto che arrivassero anche a quelle formazioni di centrodestra che “in passato hanno avuto diffidenza a incontrarsi e confrontarsi”. Insomma quei voti li vuole, li pretende. Lui che facendo il “raccattapalle, il guardalinee o il dirigente di una squadra di calcio è a contatto con il futuro”, cioè con tutti quei ragazzi, compresi gli albanesi, che fanno sport.

Penso che il miglior modo di rispondere al signor Zotti sia quello di creare una lista civica in cui siano presenti cittadini clarensi di origine albanese. Una lista che alle prossime elezioni comunali non solo miri a rappresentare la comunità di provenienza,  ma anche lavori in collaborazione con le altre liste democratiche e progressiste per fare della nostra Chiari una città ancora più bella, accogliente e dialogante.

Zotti, se vuole, stia a bordo campo a fare tessere e raccattare palle. Di quelle ha ampia esperienza.


sabato 24 febbraio 2024

ZOTTI il signore delle tessere

Dopo settimane di febbrile attesa, il partito che si presume di maggioranza relativa ha presentato il proprio candidato Sindaco per le prossime Elezioni comunali. È Gabriele Zotti, l’eterno presente, il Sol Invictus della politica clarense. “Aspettavamo il sole e il sole è arrivato”. Queste le parole pronunciate stamattina alla presentazione del candidato. 



Claudio Prandelli, segretario del circolo clarense di FdI si è dichiarato “orgoglioso” di offrire questa candidatura alla cittadinanza, perché Zotti è figura di grande valenza politica, “profondo conoscitore del tessuto sociale clarense, la cui azione è ispirata ai valori e ai principi del partito, principi ineludibili che si concretizzano nel fare il bene della popolazione. L’auspicio è che tutte le forze del centrodestra contribuiscano con una propria lista a sostegno del candidato di Fratelli d’Italia che può rappresentare tutta la coalizione, certamente sulla base di  un programma condiviso”. 

Peccato che non molto tempo fa si è cercato in tutti i modi di impedire all’attuale candidato di salire sul carro del vincitore. Tentativo vano perché Zotti, da navigato politico qual è, si è preso tutto il partito portando in dote un centinaio di tessere. Fa strano però sentire Prandelli tessere le lodi del neo candidato, quando fino a poche settimane fa lo si considerava un personaggio da tenere a debita distanza. Si potrebbe dire: “È la politica bellezza!”. Quando si è all’apice del successo si può anche ingoiare qualche rospo e non fare tanto gli schizzinosi. Però, quante belle parole gettate al vento!

Ora, il signore delle tessere, di fronte a questa assunzione di responsabilità, si sente emozionato. Lui, che ha sempre avuto la scorza dura come quella di un elefante e non ha mai indietreggiato di fronte a battaglie difficili e avversari potenti, oggi si sente emozionato. Qualcosa sicuramente è cambiato. Gli anni che l’hanno visto lontano dalla politica, “sono stati anni di riflessione e di ricerca interiore” allo scopo di trovare le “energie necessarie” per fare il bene della comunità. E per il bene della comunità si può anche cambiare pelle. Si può diventare moderati quando in passato si è stati smisurati, sempre sopra le righe, sempre al di là del politicamente corretto. 

Ora bisogna assumere l’aplomb dell’uomo di governo, un po’ come sta facendo Giorgia Meloni, che si è tramutata d’incanto in un personaggio che ha dismesso i panni della posseduta de la Garbatella per indossare quelli della Lady di Ferro, dura e caparbia sì, ma anche moderata e gentile.

E gli altri partiti della coalizione? Roberto Campodonico stamattina ha aperto la sua pagina Facebook con un post che è tutto un programma. “Meglio un sabato mattina spensierato…senza politica”. Meglio un giro in bici che sentire un sermone e fare finta che tutto vada bene madama la marchesa, mentre risulta evidente a tutti che tra Lega e Fratelli d’Italia non c’è feeling, non c’è accordo. 

E il partito di Forza Italia. Per il momento è dato per disperso, ma in qualche anfratto della memoria dei suoi rappresentanti risuonano ancora gli accenti di quel manifesto (leggi) fatto affiggere sui muri di Chiari da Gabriele Zotti per inchiodare alle loro responsabilità quei bellimbusti di forzisti diventati dei “ciuchi imbizzarriti”, pronti a scalciare ogni giorno contro il Senatore e definiti dal nostro candidato: Capo Stazione, Cancelliere di Frazione, Presidente dell’Accademia del Piffero. Cosa si può volere di più? 

Parafrasando Churchill si potrebbe dire: “Potevate scegliere di perdere mantenendo l’onore. Rischiate di subire una cocente sconfitta perdendo oltre al rispetto anche l’onore”.