venerdì 30 aprile 2010

La terra è sacra. Non si seppellisce la terra!


I rappresentanti della Lega appartengono al partito del parlar bene e razzolare male.
Parlano tanto di federalismo fiscale, poi si fanno scippare da Berlusconi la tassa più federalista di tutte che è l’Ici.
Non perdono occasione di difender a parole le tradizioni della nostra terra, poi trasferiscono altrove un mercato che “per tradizione” si è tenuto sempre nel centro storico della nostra città.
Si riempiono la bocca con slogan tipo “Difendiamo la terra dei nostri padri”, ma nella pratica autorizzano operazioni che devastano il nostro territorio.
Non solo. Ultimamente consentono che quella terra che ha costituito per secoli il nutrimento per la nostra gente, il suo sostegno, la sua stessa vita, venga offesa e oltraggiata. Perchè questo sta avvenendo sui terreni sui quali sta sorgendo quel mostro che è il Polo Logistico.
Lì in barba a ogni legge e perfino al normale buon senso, le ruspe entrano senza autorizzazione in terreni privati, scavano vere e proprie trincee o cave abusive, sotterrano terra di coltivo. Sì, avete capito bene, si sotterra ottima terra da coltivare. Quella terra che dovrebbe essere
sacra”,
appunto perchè ce l’hanno tramandata “i nostri padri”, viene sotterrata, seppellita, tumulata, sotto metri di ghiaia e cemento per massimizzare i profitti di un’operazione, il Polo Logistico, che al nostro territorio porterà solo dissesto, inquinamento e distruzione di campagna.

Federico Lorini, Enzo Maragucci

Irreperibili

Chiari - Centro Storico
Ieri si doveva tenere presso la Fondazione Morcelli-Repossi un incontro fra l'Amministrazione Comunale e i Commercianti di Chiari.
Nel post precedente avevo auspicato che quello fosse un incontro positivo e che i nostri amministratori si rendessero disponibili ad ascoltare la voce di tanti operatori che una lunga crisi sta mettendo a dura prova.
Ebbene, ieri, a questo incontro, di rappresentanti dell'Amministrazione Comunale (Sindaco e Assessore competente), neanche l'ombra.
Meglio essere irreperibili che porsi di fronte ai problemi reali.

mercoledì 28 aprile 2010

Commercio in crisi

Se in poco meno di un mese a Chiari si sente l’esigenza di organizzare tre iniziative sul Commercio, significa che la crisi di questo settore, vitale per la nostra città, è arrivata a un punto veramente critico.
D’altra parte non poteva essere diversamente. La crisi morde e le prime a risentirne sono le famiglie.
La riduzione del loro potere d’acquisto sta creando seri problemi al settore del commercio, in particolare a quello della piccola distribuzione.
Chiari non è esente da questi fenomeni e anche qui, come altrove, i commercianti  stringono  i denti, in attesa di tempi migliori.
Chiari - Centro storico
Qui però, oltre alla crisi che interviene indiscriminatamente, assistiamo a comportamenti dell’Amministrazione Comunale a dir poco contraddittori. Da una parte si organizzano eventi di un certo interesse per dare vitalità al Centro Storico, dall’altra si sono assunte e si assumono decisioni che hanno costituito e costituiscono per gli esercenti una vera e propria mazzata.
Lo spostamento del Mercato in viale Cadeo non solo ha decretato una sorta di desertificazione del centro, ma ha creato un vulnus a una tradizione che si tramandava da centinaia di anni. Questo comportamento è ancor meno comprensibile se si tiene conto che la decisione è stata presa da un partito (la Lega) che a ogni pie’ sospinto dice di voler tutetale le tradizioni della nostra terra. Ma il mercato in centro non era una delle più belle tradizioni della nostra città? Perchè allora perseverare in questa scelta assurda e sciagurata?
Se prima si potevano addurre scusanti per via del rifacimento di Piazza Zanardelli, ora ogni ragione è caduta. Il Mercato deve tornare al più presto nella sua sede naturale, come peraltro deciso in almeno due occasioni dal Consiglio Comunale.
Esistono poi altre questioni che bisogna risolvere al più presto. L’organizzazione dei parcheggi in centro, con sosta breve a disco orario e tariffe agevolate di parcheggio ai commercianti in zone a ridosso del centro.
Un’altra questione è la grande distribuzione che sta ammazzando il commercio al dettaglio. La Lega, durante la campagna elettorale per le comunali, si è fatta vanto di non aver autorizzato alcun Centro Commerciale. Sembra che poi si sia pentita e l’attuale Amministrazione ha permesso la costruzione di un Supermercato Conad vicino al Cimitero. Occorre dire basta ad altri centri commerciali nella nostra città. Ammesso e non concesso che il cosiddetto Polo della Cultura fosse organizzato solo a fini culturali e non commerciali, rimane ancora il progetto del recupero della cava di via Roccafranca, dove è previsto un Centro Commerciale di 42mila mq. Almeno quello si eviti di realizzarlo.

Domani l’Amministrazione Comunale incontrerà i commercianti. Speriamo sia un incontro positivo e che i nostri amministratori sappiano ascoltare la voce di tanti operatori che rendono vivo e operoso con il loro lavoro il nostro bellissimo Centro Storico.




martedì 27 aprile 2010

Festa della Liberazione

Certo dispiace che improrogabili e gravosi impegni abbiano impedito al nostro Sindaco e al suo Vice di presenziare alle celebrazioni del 25 aprile, anche perchè domenica è stato un bellissimo giorno di festa. Festa di popolo che, complice anche la bella giornata, ha accompagnato il corteo per le strade di Chiari al suono della banda cittadina.

Chiari 25 aprile - La nostra banda

mercoledì 21 aprile 2010

Ma chi se ne frega

Gigi Riva
Bossi jr, appena eletto consigliere regionale per meriti scolastici, ha pensato bene di rilasciare una dichiarazione a Vanity Fair per esprimere appieno la sua articolata linea politica:
"No, non tifo Italia" pare abbia detto.
Gli ha risposto a stretto giro di posta Gigi Riva il mitico attaccante della Nazionale degli anni '60/70 e attuale dirigente: "Se non sta bene può anche andarsene dall'Italia, nessuno ne farà una malattia..."
E' quello che continuo a dire agli "amici" leghisti. Non vi va bene l'Italia? Andate in Padania "il paese che non c'é". Lì sarete felici e liberi di festeggiare ogni anno tutti i White Christmas che volete. Però mi raccomando, fatevi anche pagare  gli stipendi, dalla Padania.
Al bar dello sport invece, a sentire che l'eccellenza scolastica  non tiferà Italia, sghignazzando dalle risate,  hanno risposto in coro:
"Ma chi se ne frega!"

martedì 20 aprile 2010

Il buco

ideazione Nikeros da Alberto Burri
Forse qualcuno di voi si ricorderà di un articolo (clicca) apparso su Brescia Oggi il 12 febbraio scorso in cui si raccontava di come il nostro Sindaco, andato personalmente a Cantù per cercare di definire l’ingarbugliata questione del cosiddetto Polo della Cultura, se ne fosse tornato a Chiari con le pive nel sacco. Non solo l’accordo non era stato trovato, ma si diceva addio in modo definitivo al “più importante e suggestivo contenitore culturale degli ultimi 50 anni”.
Certo ci si era dato qualche giorno di tempo per salvare la faccia, ma il Polo della Cultura si poteva considerare “definitivamente svanito, cancellato”.
Da quell’incontro sono passati circa due mesi e mezzo, quindi molto di più dei trenta giorni che si erano dati i due contraenti per trovare una “soluzione bonaria”. Dalle carte in nostro possesso, siamo ancora alle schermaglie. Poichè l’uno invita l’altro al rispetto dei patti, ci chiediamo quale sia il motivo che spinge il Comune e la ditta Eleca a non adire le vie legali. Fra le tante anomalie che caratterizzano il caso, questa è la più singolare. Si continua nel balletto delle intimazioni reciproche, ma la situazione è in stallo, senza alcuna via d’uscita.
Ora, mentre il cantiere rimane lì, muto testimone del fallimento di questa memorabile impresa, la popolazione è costretta a subire un grave disagio.
In attesa di conoscere le determinazioni dei due contraenti, noi abbiamo incominciato a fare qualche conto, per cercare di capire quanto ci sia già costata questa splendida operazione che sicuramente verrà iscritta nell’albo pretorio a caratteri d’oro.
La tabella (clicca) elaborata è per molti versi carente. Sia perchè alcune voci sono solo elencate e non sono ancora determinate in modo preciso (vedi: spese per avvocati e periti, mancati incassi parcheggi ecc.), sia perchè altre sono state determinate senza fare riferimento ad atti ufficiali (vedi valore ex Cinema per il quale manca una perizia).
La tabella vuole essere solo un mezzo per farsi un’idea approssimativa, ma vicina alla realtà, dei costi fin qui sostenuti dal Comune e dei mancati ricavi.
Come si può vedere siamo già a cifre astronomiche. Cifre calcolate per difetto, perchè sicuramente abbiamo dimenticato qualcosa e perchè ad esse sarebbe da aggiungere il costo del lavoro di impiegati e dirigenti comunali impegnati per anni nella vicenda. Oltre, naturalmente, all’impegno dei Pubblici Amministratori.
Comunque, se alle somme già spese si dovesse aggiungere l’indennizzo che Eleca pretende, allora saremmo veramente a cifre fantastiche, inconcepibili, inaudite. Un buco di oltre tre milioni di euro che inchioderebbe i nostri Amministratori alle loro responsabilità. A quel punto non resterebbe da parte loro che trarne le dovute conseguenze e rassegnare subito le  dimissioni.

venerdì 16 aprile 2010

La Dottrina Sociale della Chiesa

Caravaggio
Le sette opere di misericordia
Pubblico volentieri questo commento inviato da un anonimo frequentatore del nostro blog. Le argomentazioni in esso contenute sono, secondo il mio giudizio, degne del massimo rilievo.

"Sarebbe bello chiedere ai leghisti protettori della fede cattolica (vedi distribuzione crocefissi ecc..ecc..) se la Dottrina Sociale della Chiesa sia stata recentemente modificata in ordine alle 7 opere di misericordia, fra le quali spicca il "dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati ecc.".
Nel caso fosse intervenuta una modifica o peggio la loro abrogazione, sarebbe buona cosa ne fosse data ufficialmente la notizia a tutti i cattolici perchè possano regolarsi di conseguenza, sgravando le coscienze personali da un non indifferente peso e da altrettanta non irrilevante responsabilità.
Sapere che le porte del Paradiso sono aperte anche a coloro che respingono gli affamati e gli assetati e quanto altro, mi pare cosa da pubblicizzare col megafono e sarebbe la migliore occasione per dimostrare a tutti che la Chiesa non è retriva ma è "al passo con i tempi".
Se invece tali "opere" - come auspico - sono ancora parte integrante del grande patrimonio culturale, sociale e civile che va sotto il nome di "Dottrina sociale della Chiesa", che i credenti, non già per guadagnare il Paradiso ma semplicemente per appartenere alla "Chiesa di Cristo", sono chiamati a praticare, allora sarebbe l'occasione buona perché la gerarchia lo ribadisca e lo proclami a voce alta, in modo che tutti sentano".

giovedì 15 aprile 2010

Medioevo prossimo venturo 2

i  genitori di Rachel
Rachel: morta di burocrazia
Il Pd ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro Fazio, per fare chiarezza sul caso della morte della bambina nigeriana, di 13 mesi, avvenuto dopo il presunto mancato ricovero nella struttura ospedaliera di Cernusco.
Rachel Odiase aveva 13 mesi, una sorella di due anni e due genitori nigeriani. Sei settimane prima suo padre aveva perso il suo posto di lavoro. Lei forse per questo aveva perso il suo diritto alla salute.
E’ morta probabilmente perché la sua tessera sanitaria non era stata rinnovata.
Ancora non sappiamo di cosa sia morta Rachel. Portata all’ospedale “Uboldo” di Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, dal 118, dopo una breve visita, “non l’hanno neanche spogliata” dice la madre, è stata dimessa con la prescrizione di una medicina e il certificato che riporta la dicitura. “buone condizioni generali”.
La coppia vaga in cerca di una farmacia di turno, senza trovarla. Intanto sono le 2 di notte e Rachel sta sempre peggio. Sempre più spaventati e preoccupati i genitori tornano al pronto soccorso, vogliono che sia visitata e ricoverata se necessario. E qui la notizia: “Non possiamo visitarla ancora o ricoverarla. La tessera sanitaria della bambina è scaduta”.


mercoledì 14 aprile 2010

Medioevo prossimo venturo

Goya
Il sonno della ragione genera mostri
A vedere quello che sta succedendo nel nostro Bel Paese ai tempi del “duo meraviglia” Berlusconi-Bossi sembrerebbe di essere piombati in un’era dove il medioevo può diventare una prospettiva futuribile. Un Medioevo prossimo venturo, appunto.
Per analizzare gli avvenimenti verificatisi negli ultimi mesi ci vorrebbe un altro dossier, cosa che per altro si potrebbe anche realizzare. Limitiamoci allora alle vicende del cortile di casa.
A Coccaglio alla fine dello scorso anno parte la nota operazione denominata “White Christmas” che aveva il lodevole scopo di festeggiare il santo Natale con un’iniziativa ispirata all’amore e alla fraternità. Cioè scovare e cacciare via tutti coloro che si trovavano senza permesso di soggiorno o con permesso di soggiorno scaduto. Sciò, rauss e tanti auguri!
A Trenzano il primo cittadino, noto accademico della Crusca, ha imposto ai frequentatori di un centro culturale islamico di tenere le proprie riunioni tassativamente in lingua italiana.
In un locale di Cazzago San Martino è invece di moda l’happy hour ariano. Non sono ammessi gli extracomunitari, ma neppure gli italiani che hanno la pelle scura. Un neo troppo accentuato potrebbe essere motivo per non essere ammessi all’esclusivo club.
A Chiari il Sindaco pretendeva di escludere dal concorso all’eccellenza scolastica i ragazzi di nazionalità non italiana. Non sia mai che a vincere fossero proprio ragazzi extracomunitari.
A Montichiari per avere la residenza un extracomunitario deve presentare il Cud, il Rut e il Pat, il contratto di lavoro, della luce e del gas, l’esame del sangue, delle urine e del Glucagone, parlare correntemente il lombardo-leponzio e conoscere a memoria la storia patria (Risorgimento sino al 1860) da Alberto da Giussano a Umberto Bossi da declamare tutta d’un fiato in endecasillabi sciolti.
A Adro infine il Sindaco ha pensato bene di escludere dalla mensa i bambini di quelle famiglie che erano in arretrato con le rette. “Non è che siamo qui” pare abbia detto “a sfamare tutti i criceti del circondario!”
Naturalmente questi sono alcuni dei fulgidi esempi che giornalmente ci riserva il partito che oggi si trova sulla cresta “dell’orda”.
Ma da Adro viene anche un grido di ribellione che indica a tutti noi l’obbligo morale di non rimanere zitti, aspettando che tutto si compia. Riporto alcuni stralci della lettera del “figlio del mezzadro” che tanto scalpore ha suscitato in questi giorni:
“Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno...
Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Vorrei sentire i miei preti «urlare», scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il «commercio».”
Ecco quello che bisogna fare: “Urlare” la nostra indignazione prima che a piccoli passi si precipiti nel baratro.


sabato 10 aprile 2010

Fattoria Italia

Altan
L'economia è ferma, il pil in picchiata, il futuro è fosco. In Italia il Pil pro capite negli ultimi dieci anni è sceso del 4,1%. Da qui al 2014 si attesterà sotto la media Ue di almeno 10 punti (fonte Confindustria).

Mentre dal Paese reale sale forte la richiesta di protezione contro i danni che sta provocando la crisi economica (vedi protesta dei dipendenti della Raimondi Gru), la politica della Fattoria Berlusconi-Bossi si diletta ad immaginare percorsi istituzionali strampalati.
L’altro giorno, tirato a lustro, si è presentato al Capo dello Stato lo stratega Calderoli con in mano il compitino fatto a casa. Dopo aver ideato la “porcata” elettorale sembra che adesso voglia rifilarci la “minchiata” istituzionale.
Dall’altro lato Berlusconi, in un delirio di onnipotenza, cerca di escogitare espedienti che gli possano consentire di governare per i prossimi 50 anni direttamente dall’aldilà. Si è inventato un semipresidenzialismo a mezzo turno, dove l’elezione del Capo dello Stato avverrebbe in una memorabile puntata a reti unificate del Grande Fratello. Sarebbe molto più simpatico che andare a votare e riscuoterebbe sicuramente più successo, recuperando così una grossa fetta di ostinato astensionismo e buoni introiti pubblicitari.
Napolitano, Fini e Bersani hanno detto chiaramente di smetterla di cazzeggiare e di pensare ai problemi del Paese. Ma si sa bene che Napolitano, Fini e Bersani appartengono al grigio e triste paese reale che nulla ha a che vedere con l’allegro, ottimista e ricco paese immaginato dagli ideatori della “Fattoria”.

venerdì 9 aprile 2010

Non so che dire

Tra i vari commenti al blog, mi sono soffermato in particolare su uno, che diceva così:
"LEGHISTA HA DETTO
 Secondo me non ha senso postare 1000 critiche al mese che sono destituite di ogni fondamento fin dal principio, ma è meglio fare anche una critica sola ma fondata, altrimenti questo rischia di diventare un blog di (concedetemi il termine!) rosiconi: gente che non si è ancora resa che ha perso le elezioni (senza ancora capire il perchè!), e non è in grado di svolgere il proprio compito: cioè trovare il modus operandi che vi permetta di vincere tra poco più di 4 anni.

Poi agli elettori l'ardua sentenza"

Io penso di sapere chi ha vinto e chi ha perso in termine di voti ai partiti ed ai candidati; ma se guardiamo alla totalità del risultato, vediamo che parecchi elettori l'ardua sentenza l'hanno già emessa astenendosi. L'astensione aumenta sempre più di elezione in elezione. A queste regionali si sono astenuti a Chiari ben 4082 elettori pari al 30,2%, più 73 schede bianche e 190 schede nulle pari ad un'altro 2,77%. 
Il leghista ha sicuramente ragione quando dice che ha vinto le elezioni.
Ma il guaio è che chi continua a perdere consenso in Italia è la Democrazia che continua a perdere pezzi di elettorato. Bisognerebbe che entrambe gli schieramenti cominciassero a preoccuparsi di questo fatto, che secondo la mia modesta opinione è molto grave.

Angelo Boccali

Il Davide

Sogno

Ma dov'è la crisi?

Redditi delle famiglie -2,8% .
Mai così male dagli anni '90 (fonte Istat)
Champagne!

giovedì 8 aprile 2010

Badminton e Polo della Cultura

In Comune o giù di lì ci devono essere dei mattacchioni. Persone, che avendo molto lavoro da fare e non sapendo dove sbattere la testa per risolvere i gravosi problemi della macchina amministrativa, trovano anche il tempo per riempire la casella postale del sottoscritto con valanghe di messaggi che dovrebbero avere il solo scopo di convincermi che l’Amministrazione Comunale sta operando bene.
Ora io non ho alcuna avversione per il Badminton, disciplina sportiva degna di rispetto come tante altre, nè storco il naso se qualcuno mi parla della Partita del Cuore. Figuriamoci se non ritengo sempre interesessante una visita alla Pinacoteca Reposssi o se mi perdo la mostra Fotografica di Eugenio Molinari o la presentazione de la Sacra Famiglia di Achille Platto. Tutte iniziative ottime e degne di essere segnalate. Ma è questo il problema?
Penso che un’Amministrazione Comunale si debba giudicare in base alla sua capacità di realizzare le linee guida del suo programma elettorale secondo le regole di una corretta amministrazione.
Il segno distintintivo dell’Amministrazione Mazzatorta dovevano essere i grandi progetti che, parole del Sindaco, avrebbero dovuto svegliare Chiari dal suo lungo letargo.
Questi progetti erano: i Poli scolastici, il recupero della Cava di via Roccafranca, il Progetto strategico d’area vasta, il nuovo Museo della Città, il Polo della Cultura.
Le domande sono: sono stati realizzati questi progetti? E se sì, con quali costi? Penso che ogni clarense possa rispondere a questi quesiti tranquillamente.
Adesso, qualcuno mi vuole convincere che questa Amministrazione sta lavorando bene perchè organizza i play off di Badminton, quando a Chiari mancano un Cinema, un Teatro e un Auditorium, strutture che prima esistevano? Bene, se le ambizioni della nostra città erano queste, mi chiedo che necessità avevamo di avere un Senatore come Sindaco. Non bastava un semplice “organizzatore di eventi”? Sicuramente sarebbe costato di meno. Questo si dice al Bar dello Sport.
P.S. – I messaggi inviati non verranno pubblicati solo perchè il Comune non ha bisogno di questo piccolo blog per diffondere le sue iniziative. Ha già abbastanza canali informativi pagati profumatamente con i nostri soldi.

mercoledì 7 aprile 2010

La Sibilla Cumana

Michelangelo - Sibilla Cumana
Sono andato a rileggermi l’intervista rilasciata dal nostro Sindaco al Giornale di Chiari in data 8/5/2009, perchè in tutta questa vicenda le cose dette risultano, a distanza di tempo, memorabili.
Sentite la perla uscita di senno al nostro primo cittadino e riportata a inizio articolo come incipit: “Abbiamo offerto a Chiari il più importante e suggestivo contenitore culturale degli ultimi 50 anni”. Mai frase fu più profetica. Se l’avesse pronunciata la Sibilla Cumana non si sarebbe avverata in modo così pieno e conseguente. Vi faccio anche notare quel “abbiamo offerto a Chiari” che esprime, nella sua essenzialità, tutta la grandezza d’animo, la generosità, la prodigalità di un grande uomo. Grazie Signor Sindaco, non dimenticheremo!
Nell’intervista comunque c’è un passo abbastanza fumoso e incomprensibile che vorrei sottoporvi: “Qualche mese fa il Comando provinciale dei Vigili del fuoco è intervenuto per visionare il progetto definitivo della struttura e verificare che fosse a norma. Tra gli accorgimenti richiesti, oltre al potenziamento dell’impianto antincendio, anche quello di ridurre i tre piani interrati, poiché inadeguati per il contesto. Dunque abbiamo ridotto a due piani i livelli interrati...”
L’opposizione ha accusato di aver aumentato i costi di almeno due milioni di euro...
Non c’è bugia più grande. La società Eleca Chiari, ha ipotizzato il massimo della spesa possibile per queste correzioni al progetto, noi invece...abbiamo imposto le modifiche e impegnato i nostri tecnici per accertare la reale spesa. Il risultato è che non spenderemo più di 500 mila euro su un progetto di 17 milioni di euro di investimento”.
A leggere questo passo sembrerebbe che il Comune di Chiari, a fronte di un progetto di 17 milioni di euro dovesse spendere solo 500 mila euro. Allora ci chiedemmo “Ma perchè il Sindaco parla di 500 mila euro, quando la convenzione impone il contributo a fondo perduto di 1 milione di euro?”. La questione non è stata mai chiarita, autorizzando le più disparate congetture.
Sta di fatto che Eleca, come giustamente affermato dai partiti dell’opposizione, chiedeva una cifra aggiuntiva di quasi 2 milioni di euro, mentre il Comune era pronto a riconoscerne solo (si fa per dire) 960 mila. La controversia è a questo punto. Il Comune che vuole pagare altri 960 mila euro (oltre al milione già pagato) e imporre ad Eleca la realizzazione dell’opera, Eleca che pretende di recedere dal contratto tenendosi in mano il milione di euro già intascato, più altri soldi che dovrebbero essere quantificati con perizia asseverata.
Insomma cosa ci dobbiamo aspettare da questo guazzabuglio? Sicuramente un bagno di sangue.
Nei prossimi giorni pubblicheremo un elenco di costi e mancati ricavi, per quantificare ad oggi il costo effettivo di questa sciagurata operazione.
Alla città di Chiari il più importante, suggestivo e fantomatico contenitore degli ultimi 50 anni costerà caro, molto caro. Qualcuno si assumerà la responsabilità di tutto questo?

martedì 6 aprile 2010

Fahrenheit 451



A proposito del commento anonimo pubblicato su questo blog:

“...chiederemo anche la chiusura del blog visto che di fronte a un commento del genere i suoi responsabili non hanno mosso un dito...”. (dichiarazione rilasciata dall’Assessore Davide Piantoni al Giornale di Brescia).

E’ proprio vero, viviamo in un’epoca dove manca del tutto il senso del dramma. Volete mettere il valore melodrammatico di un bel rogo con tanto di “autodafé”, la forza brutale, ma decisa di un potere oscurantista illuminato da un immenso rogo di libri?

Oggi siamo a gesti minimali, essenziali, discreti. Oggi non è più necessario bruciare, mandare al rogo, basta un semplice “clic”.

Al bar dello sport

Questo blog è stato definito dal Vice Sindaco Seneci “un bar sport, dove si fa a gara a chi la spara più grossa”. Lo dobbiamo ringraziare. La sua dichiarazione ci ha dato lo spunto per aprire una nuova rubrica chiamata appunto “Al bar dello sport” dove appunteremo alcune brevi riflessioni senza impegno.

A proposito, se il Vice Sindaco Seneci fosse entrato in un “bar dello sport” forse avrebbe trovato qualcuno in grado di dirgli che la nostra bella piazza Zanardelli è grande non più di 1250 mq. e non 2500 come da lui affermato in Consiglio Comunale. E questo ha la sua rilevanza, tenuto conto della valanga di soldi che il Comune ha speso per rifarla.

giovedì 1 aprile 2010

Atto di intimidazione


Questo piccolo blog definito in modo sprezzante dal Vice Sindaco Seneci “un bar sport, dove si fa a gara a chi la spara più grossa” evidentemente incomincia a dare fastidio. Tanto fastidio da essere portato per due volte di fila all’attenzione del Consiglio Comunale, per non parlare della denuncia sporta a suo tempo nei confronti del suo curatore.
Evidentemente quello che è stato scritto e continua a essere scritto sulla sciagurata operazione del Polo della Cultura ha colpito nel segno. Il ponderoso “Dossier” sul Polo della Cultura” pubblicato su questo blog nei giorni scorsi, offre a chiunque abbia voglia e interesse, la possibilità di approfondire e di conoscere l’intera vicenda fin dalle sue origini, nel dettaglio dei vari atti amministrativi e delle iniziative intraprese.
Operazione quindi di trasparenza e di grande onestà intellettuale che, visto lo stallo perdurante del cantiere, vuole evitare che qualcuno tenti operazioni di rimescolamento di carte e di allontanamento di responsabilità. Gli atti sono chiari, definiti, incontrovertibili, a disposizione di tutti, anche di chi non ha il tempo o la possibilità di una ricostruzione personale della vicenda.
Evidentemente questa operazione, riducendo gli spazi di manovra e le scappatoie di comodo, crea fastidio e disagio in qualcuno e da qui nasce il tentativo di intimidire e di zittire questa voce documentata.
La scusa è un improvvido commento rilasciato da un lettore anonimo (che naturalmente può essere chiunque e di qualsiasi orientamento politico) , commento in cui si fanno apprezzamenti pesanti nei confronti del Partito della Lega Nord .
Il Consigliere Moretti, nella seduta del Consiglio del 30 marzo scorso ha chiesto a tutti i consiglieri di stigmatizzare questo episodio che dal suo punto di vista “vede una gravità da parte di chi gestisce questo sito che è del Partito Democratico...Io volevo avvisare tutti, il PD che è rappresentato in Consiglio Comunale e lo dico pubblicamente. Quindi arriverà anche al responsabile del sito web che ha potere di oscurare interventi di questo tipo, diffamatori specialmente come questi, che noi sporgeremo querela denuncia... intendiamo portare avanti questa querela politica affinchè venga fatta giustizia, perchè su questo sito, spesso e volentieri, anche di persone fisiche, facendo nomi e cognomi, si sparla a sproposito”. Segue tutta una tiritera sul fatto che non ha mai citato nessuno, ma “quando si parla di un movimento politico (la Lega) che ha dimostrato l’onestà fra tutti i partiti”, allora il Consigliere Moretti non ci sta e denuncia. Anzi, presenta una “querela politica” (?).
Bene. Io aspetto serenamente questa denuncia, così sarà la Procura della Repubblica, come affermato profeticamente dal Presidente del Consiglio Navoni, a chiarire la vicenda. Un’occasione in più per portare alla ribalta questo caso di “mala amministrazione”.
Per quanto mi riguarda io non ho nulla da temere perchè l’autore di quel commento, ora cancellato, è facilmente rintracciabile dalla Polizia Postale. Come affermato dal Consigliere Riccardi che ringrazio cordialmente per il suo intervento “...questo scritto non è stato postato dall’autore del sito ma da un utente anonimo della rete...in democrazia esiste la libertà di espressione, però è anche vero che ognuno si assume la responsabilità di quanto dice”.
Veniamo ora all’accusa generale rivolta all' impostazione di questo blog (esulando dai commenti, specialmente se anonimi).
Se c’è una cosa di cui mi faccio vanto è la verifica costante e sistematica dei fatti. Su questo blog non sono mai state scritte fandonie, nè si è mai fatto a gara a chi la spara più grossa. Di più, su questo blog non sono mai state tirate in ballo persone, se non per fatti attinenti la loro funzione pubblica. Io mi sono sempre rifiutato di utilizzare i fatti personali per meschina lotta politica.
La nuda verità dei fatti dispiace sempre al potere, che vorrebbe invece si parlasse dell’immaginaria realtà fatta di rivoluzionari programmi, straordinari progetti e stupefacenti realizzazioni. Un orpello per nascondere il fallimento di una politica che si risolve in uno sperpero infinito di denaro pubblico per costruire le “più belle rotonde del mondo” piene di buche.
In questo Paese ormai l’informazione consentita è solo quella a libro paga. La libera stampa deve fronteggiare quotidianamente la rabbiosa reazione di un potere ottuso che mal digerisce il controllo dei media, presidio di ogni sana democrazia. Si vuole fare questo anche a Chiari? Non basta al Comune il fuoco di fila dei vari siti, news letter, punti web, punti e virgola pagati profumatamente con i soldi dei cittadini? Cosa si vuole, ridurre al silenzio una voce critica? Toglietevelo dalla testa. Avete tentato una volta e vi è andata buca.
Per finire un’ultima cosa. Questo blog è un luogo di discussione pubblica non appartenente ad alcun partito. Il fatto di avere in prima pagina un logo del Partito Democratico esprime solo un preciso orientamento del suo curatore, come giustamente detto dal Consigliere Libretti, ma non un segno di proprietà. Il sottoscritto poi, più volte ha avuto modo di polemizzare con il PD e mai si è sognato di censurare commenti critici, al limite del vilipendio, nei confronti del PD e del sottoscritto, nella convinzione che:
- tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione;
- la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure;
- la responsabilità penale è personale (artt. 21 e 27 della Costituzione Italiana).

Enzo Maragucci