martedì 30 maggio 2017

CASO MORETTI -

Ovvero il male oscuro dell'Italia -

Strana città Chiari. Accade un fatto di una gravità assoluta, qualcosa che avrebbe dovuto riempire per giorni le bacheche di politici e semplici cittadini, eppure nessuno ne parla. Non dico dei leghisti per i quali è moralmente più grave che un extracomunitario rubi una mela di quanto non lo sia una truffa di 20 milioni ai danni dello Stato da parte di un italiano. 

Enio Moretti

Eppure la condanna in appello di colui che assieme all’ex Sindaco e Senatore è stato il dominus della politica clarense per oltre un decennio, qualche riflessione avrebbe dovuto sollecitarla. 
Forse è passato il concetto tanto caro ai rappresentanti leghisti che in ogni caso si tratta di fatti privati e nessuno deve avere il diritto di parlarne, di farne una questione di polemica politica. Io, che di quei proclami me ne infischio, dico che la condanna in appello di Ennio Moretti è la cosa politicamente più rilevante avvenuta a Chiari negli ultimi 30 anni. 

L'ex Sindaco di Chiari Sandro Mazzatorta e Enio Moretti
Ancora più grave del fallimento del Polo della Cultura, ancora più grave del fallimento delle Fondazioni clarensi. Fatti per i quali, è bene ricordarlo, non ci sono parole per esprimere il disprezzo e la condanna nei confronti di coloro che hanno sperperato soldi pubblici e dissipato gli ingenti patrimoni lasciatici dai nostri padri per provvedere alle esigenze dei più deboli fra i cittadini clarensi. 
Tutto tace. Oramai siamo così assuefatti alla corruzione e al malaffare che tutto sembra rientrare nell’ordinaria amministrazione. “L’Italia di oggi è così, cosa ci possiamo fare?” No signori, qualcosa si può  fare, a iniziare da una sana e civile ribellione contro quello che è, assieme allo strapotere mafioso, il male oscuro dell’Italia.