giovedì 17 dicembre 2015

Il tempo delle cazzate è finito

Siccome sul problema sicurezza si vuole giocare a chi la spara più grossa, lancio io un’idea. Per finanziare la proposta avanzata dalla minoranza propongo che gli stessi Consiglieri firmatari della mozione sulla Sicurezza Pubblica si facciano parte diligente per trovare un acquirente dell’airpol, il famoso aeroplanino poliziotto costato in tutto 360 mila euro (costo velivolo 110mila euro, formazione 6 agenti 47 mila euro, implementazione Sistema Informativo Territoriale (SIT) 74mila euro, mantenimento in servizio del velivolo 129mila euro).

Dopo cinque anni dalla sua inaugurazione con tanto di festa in piazza e taglio nastri, presenti i maggiorenti della Lega e l’allora Prefetto Brassesco Pace, non si è ancora capito a cosa mai sia servito questo mirabolante velivolo.
Se non trovano altri acquirenti i suddetti Consiglieri potrebbero provare a rivenderlo alla società Aviema di Rovato, la stessa che a suo tempo ce lo ha venduto e che ci ha relazionato con ripetuti video e articoli sulle caratteristiche eccezionali dell’aereo. 
Tenuto conto di un deprezzamento del 10% l’anno, potremmo riuscire a venderlo a circa 65 mila euro. Tolte parcelle di notaio, carte bollate e timbri vari, potremmo arrivare a 50 mila euro, qualcosa in più di quello che potrebbe costare il progetto “Più occhi sulla città”.

Ora, ammesso e non concesso che si riesca a trovare un acquirente per il mirabolante velivolo, i Consiglieri Navoni, Puma, Campodonico, Olmi, Gozzini e, “dulcis in fundo”, Zotti dovrebbero spiegarci, prima di imbarcarci in altre mirabolanti imprese, che ritorno hanno dato alla Città i 360 mila euro impiegati nell’operazione “Sicurezza in Volo”. Se non ce lo spiegano li invito a farsi da parte e tacere. Il tempo delle cazzate è finito.

lunedì 14 dicembre 2015

I giustizieri della notte

Siccome panico e paura per avvenimenti nostrani non bastavano, adesso ci si mette a pubblicare di fatti e misfatti avvenuti in paesi limitrofi, così tanto per creare un clima di pace e serenità in vista del santo Natale. I signori leghisti, sempre inclini a tranquillizzare gli animi, ci inzuppano il pane con domandine innocue che scatenano la canea dei commenti su feisbuk.
Cartello esposto in Comune di Capriolo
Se non bastasse, si intessono filippiche per accadimenti non personali, ma per fatti o presunti tali vissuti da vicini e li si racconta con tale pathos che si rimane letteralmente ammirati. Basta che qualcuno passando butti l’occhio nel giardino di una casa che viene preso per un ladro o per un delinquente pericoloso. Io che tutte le mattine esco per una passeggiata per le vie e i villaggi di Chiari, comincio veramente a preoccuparmi. Non vorrei che qualche “onesto cittadino”, dopo una notte passata insonne per paura dei ladri, mi impallinasse scambiandomi per un topo d’appartamenti. Quando si crea un clima di isteria sociale c’è poco da stare allegri.
Comunque il discorso è sempre lo stesso. L’attuale situazione è frutto di “un abietto e falso buonismo mascherato dal deleterio ‘politicamente corretto’ che ha permesso che cani e porci entrassero in casa nostra e la facessero da padroni”. 

Naturalmente la responsabilità è di chi governa ora e, vista la gravità della situazione, sarebbe bene che uscisse di scena.  Magari per lasciare il posto a quelli che ci hanno portato al fallimento, a quelli che hanno speso montagne di soldi per la sicurezza per poi accorgersi che per le spaccate nei negozi ed esercizi commerciali il famoso airpol, il simpatico aeroplanino poliziotto costato la bella cifra di 360 mila euro, non serve a niente.
Certo, i tempi in cui  i clandestini venivano impiegati come manodopera a basso costo sono finiti e ora che servono a poco possono essere considerati alla stregua di “cani e porci”. 
Che tempi quando si lavorava bene con i “giargianes”! Ne erano entrati a milioni. Certo, disturbavano un po’ il nostro senso estetico, ma se lavoravano 12 ore al giorno e senza fiatare, si poteva chiudere un occhio sul loro stato di clandestini.  Anzi era meglio che lo fossero, così stavano buoni e si accontentavano di quello che gli davi, altrimenti “raus!”. 
Ora si fanno le piazzate per sette profughi, considerati come il male assoluto che disturba i nostri sonni e ci rende nervosi e apprensivi. E se da quei sette venisse fuori il nuovo terrorista? L’abietto buonismo ha portato lo Stato Islamico direttamente a casa nostra. Che schifo!

Se la cosa non viene risolta siamo pronti ad alzare le barricate. Quelli di Casa Pound stanno già affilando le armi, si spera solo verbali. Essendo però gente d’azione, si sta preparando al controllo sistematico del territorio. Se le Forze dell’Ordine non ce la fanno a causa del “deleterio politicamente corretto”, allora è necessario che ci pensino gli “onesti cittadini”. 
Clicca qui per avviare il video

Delle belle ronde che facciano il giro del paese di notte, per vigilare, controllare e se necessario mettere a posto qualche barbone che dorme su una panchina. 

Spero che tornando da Milano all’una di notte non mi imbatta in qualche “giustiziere della notte” imbecille che mi viene a chiedere i documenti. E’ già successo.

venerdì 11 dicembre 2015

L'importanza delle parole

Alessandro Cugini, Segretario della Lega di Chiari, forse a causa della giovane età e della mancanza di esperienza, non si rende conto della gravità di certe parole e derubrica come “cazzate” affermazioni quali: “Io a questi qua un colpo in testa avrei il coraggio di darglielo” - “Caro Sindaco, spero che uno di questi profughi scappi, ti ammazzi la famiglia e ti stupri la moglie” - “Ci vorrebbero i forni” - “Solo due parole: pulizia etnica”.  
Le frasi sopra riportate sono solo una parte di quel florilegio che circola sulla rete e in particolare sulla pagina “In Piazza a Chiari”, che come ognuno sa è il luogo virtuale dove di preferenza amano scrivere i leghisti clarensi.
Se Cugini avesse un minimo senso dell’etica politica, eliminerebbe subito quei commenti che si prefigurano come incitamento alla violenza, all’odio razziale e alla xenofobia. Ignaro dell’importanza delle parole, egli invece alza le spalle e risponde “cazzate!”.


Il problema di fondo di questi dilettanti allo sbaraglio è che non sono capaci della minima analisi politica. Se lo fossero, forse cercherebbero di spiegarsi il perché una città conservatrice come Chiari abbia oggi un’Amministrazione di centrosinistra.
Mazzatorta ha avuto dalla sua tutto: numeri, soldi, fortuna. Eppure i risultati sono stati modesti. Sono state più le cose non fatte che quelle fatte, sono stati di più i fallimenti che i progetti realizzati. Non starò a ripetere la litania, sarebbe troppo lunga. Due cose però gridano vendetta al cielo: i soldi buttati in quel pozzo nero rappresentato dal Polo della Cultura - a proposito il milione regalato a Eleca non siamo riusciti ancora a recuperarlo - e le due voragini di via Sandella. Mi fermo qui per carità di patria.


Se ci fosse capacità di analisi, i cari amici leghisti e i loro alleati, si interrogherebbero sul valore di quella stagione politica che si è conclusa miseramente con l’arresto di uno dei loro più insigni rappresentanti e con il fallimento delle secolari Fondazioni, orgoglio di una Chiari munifica e solidale. Come spiegato in altra sede, “seppure si tratti di questioni fra loro assai diverse, entrambe traggono origine dallo stesso modo di concepire il rapporto fra politica ed economia, un rapporto perverso fra strutture affaristico-speculative e il sistema politico istituzionale che ha consentito di affondare le mani nella  borsa del bilancio pubblico e negli sterminati forzieri delle Fondazioni”.  Le risposte a questi fatti di una gravità inaudita, sono state reticenti e infastidite.

Oggi, messi di fronte al fallimento certificato delle Fondazioni da loro gestite, sollevano lo schiamazzo su rom, moschee, profughi e furti. Non avendo altro da dare alla città, le offrono le loro ossessioni, e pur di sollevare polveroni ciarlano di “forni”,  “pulizia etnica” e “colpo in testa” .