venerdì 22 marzo 2013

Il sistema si abbatte e non si cambia


Mi dicono che anche a  Chiari molti rappresentanti dell’estrema sinistra siano saliti all’ultimo momento sul carro del vincente Movimento 5 Stelle.
La cosa vi stupisce?  A me no  e per due buoni motivi.
Il primo motivo è che il “trasformismo” è una malattia tipica e ricorrente della politica italiana,  il secondo è che il M5S in quanto movimento anti sistema rappresenta un forte richiamo per certa  sinistra radicale mai dimentica dell’antico grido sessantottino “il sistema si abbatte e non si cambia”.
Mi dicono anche che in vista delle prossime elezioni amministrative con questa gente bisognerà pur fare i conti e aprire un dialogo. Al solo pensiero mi viene l’orticaria.  Però io sono un soggetto atipico anche all’interno del mio partito, per cui lascerò ad altri questa incresciosa incombenza.
Un consiglio però lo voglio dare ai nuovi movimentisti. Se non volete danneggiare il vostro nuovo partito, cercate di rimanere sotto traccia, non mettetevi in prima fila, lasciate andare avanti emeriti sconosciuti. La forza del M5S sta appunto nel fatto che i suoi rappresentanti sono dei signor nessuno. Guardate Vito Crimi. Sino a ieri era incaricato di spostare faldoni da uno scaffale  all’altro della Corte d’Appello di Brescia, oggi si permette di dare del rincoglionito al nostro Presidente della Repubblica.  E poi dice che non riconosciamo il merito.


19 commenti:

Anonimo ha detto...

Assieme ai rappresentanti dell'estrema sinistra, semmai ve ne siano ancora a Chiari (a me non risulta), a dare voto al M5S sono state piu' di 1500 persone, Enzo. Persone alle quali, volente o nolente, viene l'orticaria al pensiero di votare Pd. Persone che hanno partecipato alle primarie per non votare Pd. Cioe' piddini che il Pd rinnega. Rincoglioniti, insomma.
L'atteggiamento con il quale Crimi si pone nei confronti di Napolitano e' il medesimo con il quale tu, Enzo, ti permetti di dare di dare, de facto, dei rincoglioniti a coloro che hanno espresso la loro preferenza per un partito che ha grandissimi limiti ma e' portatore di grandi elementi di novita'. Dirai: "Io non mi sono permesso di dare del rincoglionito a nessuno". Io sostengo che, de facto, lo stai facendo. E lo fai perche' e' sempre molto difficile dare lettura della realta' senza scadere in facili accuse e colpevolizzazioni.
Sarebbe molto piu' importante e costruttivo capire in che modo questo voto di pancia popolare si lega con una realta' sociale ed economica che mostra i fallimenti della politica vecchia e tradizionale. E cercare di capire quali elementi di novita' del M5S contraddistinguano questo movimento come un movimento che tenta di scendere alla radice di questioni dirimenti (la gestione del territorio che le amministrazioni di C.sin spesso non hanno certo tutelato, la questione Grandi Opere che il Pd appoggia alla grande, la necessita' di una mobilita' razionale e gentile, elementi di decrescita che confliggono con lo sviluppismo bersaniano). Non tutti gli elettori sono coscienti di questi elementi, non tutti gli elettori sono andati al di la' di una generica espressione di voto legata alla critica alla casta (in gran parte pur condivisibile). Ma molti si'. E il Pd se ha perso terreno a favore di un M5S forse meno garbato ma molto meno inciuciato (il governo Monti e' l'emblema assoluto dell'affinita' Pd/Pdl) anche e, direi soprattutto, per colpa sua. Perche' non intende ancora intraprendere un vero cambiamento.
Non andra' lontano il Pd con queste morali, con la caccia all'uomo, criticando "la sinistra radicale" inesistente, dando dei "signor nessuno" a chi non veste la casacca bersaniana.
Comunque quando il centrodestra rivincera' anche a Chiari avrete bene la possibilita' di sparare contro qualche "qualcuno".
Andrea Mihaiu

Anonimo ha detto...

Caro Enzo,
mi strappi un commento. Se il PD di Chiari avesse elaborato e fatto proprie le istanze dei varii comitati nati negli ultimi anni (quelli ambientali in primis), si sarebbe sentito il bisogno di un M5S a Chiari?
E se lo avesse fatto il PD provinciale? E quello regionale? E quello nazionale?
Se la spinta verso il partito liquido e aperto (fatta da Veltroni anni fa) non si fosse schiatata contro la miopia di dirigenti dalla tendenza suicida, forse oggi l'Italia non sarebbe in questo stato.
Purtroppo non e' funzionato. Lo dico con tristezza. E oggi i vari circoli del PD, in tutta Italia e in tutto il mondo (anche qui a Bruxelles), convocano riunioni per fare l'analisi del voto, e aggrapparsi ad aspetti positivi inesistenti per cercare di giustificare una sconfitta elettorale che era praticamente impossibile.
Peccato. Peccato per l'Italia, per noi cittadini. Ora c'e' Grillo, il suo blog assai poco democratico, e tutto quello che gli sta dietro.
Speriamo in un miracolo (ma dubito che venga dal PD).
Un caro saluto,
Alessandro Gropelli

Anonimo ha detto...

Caro Enzo,
mi strappi un commento. Se il PD di Chiari avesse elaborato e fatto proprie le istanze dei varii comitati nati negli ultimi anni (quelli ambientali in primis), si sarebbe sentito il bisogno di un M5S a Chiari?
E se lo avesse fatto il PD provinciale? E quello regionale? E quello nazionale?
Se la spinta verso il partito liquido e aperto (fatta da Veltroni anni fa) non si fosse schiatata contro la miopia di dirigenti dalla tendenza suicida, forse oggi l'Italia non sarebbe in questo stato.
Purtroppo non e' funzionato. Lo dico con tristezza. E oggi i vari circoli del PD, in tutta Italia e in tutto il mondo (anche qui a Bruxelles), convocano riunioni per fare l'analisi del voto, e aggrapparsi ad aspetti positivi inesistenti per cercare di giustificare una sconfitta elettorale che era praticamente impossibile.
Peccato. Peccato per l'Italia, per noi cittadini. Ora c'e' Grillo, il suo blog assai poco democratico, e tutto quello che gli sta dietro.
Speriamo in un miracolo (ma dubito che venga dal PD).
Un caro saluto,
Alessandro Gropelli

Enzo Maragucci ha detto...

Non sarò certo io a sminuire la portata del fenomeno Grillo, fenomeno di portata sovranazionale che esplode nel momento in cui la crisi economica e sociale si fa più acuta. Probabilmente siamo di fronte a una crisi di sistema e a un declino dei sistemi produttivi che si sono affermati nei paesi occidentali. Riusciremo a venirne fuori con un nuovo modello di sviluppo? E’ una domanda a cui neppure la maga con la sua sfera di cristallo potrebbe rispondere. La soluzione della decrescita felice mi sembra a dir poco opinabile.
Quello che vediamo è che gli Stati e le loro organizzazioni sovranazionali non riescono a dare risposte concrete ed efficaci a questa crisi, anzi spesso con le loro decisioni la incattiviscono.
Il PD è adeguato ad affrontare queste sfide? Forse no, in quanto le sue proposte sono parziali. Ma se non è adeguato il PD, quale altro soggetto politico in questo momento è in grado di dare risposte ai bisogni delle persone? E’ il M5S che rifugge da qualsiasi responsabilità? E’ il Pdl le cui risposte sono improntate a puro egoismo di classe? E’ Monti con i suoi tecnicismi avulsi dai reali bisogni delle persone? O la Lega?

A Chiari, fra tutti i partiti il PD è quello che ha ceduto meno voti a favore di Grillo e Monti. Facendo il raffronto fra il 2008 e il 2013 (voto Camera) il Pdl ha perso 1242 voti, la Lega 1413, il Pd 363. In percentuale il Pdl ha perso l’8,18%, la Lega il 10,84%, il PD l’1,32%. Anzi in raffronto alle Europee del 2009 (voti 1812 15,82%) e alle Regionali del 2010 (voti 1230 12,98%) il PD guadagna parecchio in voti e percentuale. Può essere contento per questo? Direi assolutamente no. Ma neppure lo fustigherei.
Contrariamente a quanto afferma Alessandro il PD a Chiari ha svolto un’attività di controllo costante sul’attività della Giunta Mazzatorta per quanto concerne l’utilizzo del territorio e le questioni ambientali in genere (cave, urbanizzazione, grandi infrastrutture ecc). Ha avuto un atteggiamento un po’ più defilato sulla questione Gnutti, ma suoi rappresentanti di primo livello sono presenti in ChiariAmbiente.

Cosa ci dice questo voto? La maggior parte delle persone hanno espresso un voto di protesta. Protesta che nasce dalle reali difficoltà di tutti i giorni, nonchè dalla rabbia verso una classe politica corrotta e disonesta. Quando si muove la valanga travolge tutti, i buoni e i cattivi, i giusti e i lestofanti. E non sempre quelli del PD sono stati buoni e giusti.
Chi mi conosce, sa bene quante polemiche ho animato all’interno del circolo di Chiari sull’incapacità di questo partito di essere abbastanza radicale su certe scelte e spregiudicato quando occorre. Il PD, a tutti i livelli, cade spesso in una specie di afonia che lo rende incapace di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda dei cittadini.
Detto questo ritengo ancora che il PD sia l’unico partito in grado di dare una prospettiva di governo a questo Paese. Con tutti i limiti e le carenze che lo contraddistinguono, è l’unico soggetto politico contendibile, democratico e aperto alla partecipazione di tutti.
Non mi pare che allo stato dei fatti, il Movimento 5 Stelle sia contendibile, democratico aperto alla partecipazione di tutti e disponibile a contribuire a risolvere i problemi di questo Paese.

Anonimo ha detto...

La differenza tra l'avere dei bravi consiglieri comunali e il far funzionare bene un partito e' piuttosto rilevante. E questo e' vero a tutti i livelli: provincia, regione, parlamento.
In ogni caso, l'indicatore di successo di un partito e' solo uno: se vinci le elezioni o se le perdi.
Le abbiamo perse, contro ogni pronostico. Facciamo l'analisi sul perche', per identificare quali sono state le decisioni sbagliate. Poi, ridimensioniamo il ruolo di chi ha preso queste decisioni sbagliate. Infine, diamo spazio a chi ha piu' consenso su idee alternative per vincere.
Ma non andra' cosi', giusto? Andra' che ci giustifichiamo, contiamo i 7 voti in piu' rispetto alle elezioni comunali del 1947 e il potere lo mantiene chi ha controllo sul partito. La stabilita' e' importante: sia mai che ci capita di vincerle, 'ste elezioni, una buona volta.

Unknown ha detto...

Ci ha stupito il corsivo di Enzo Maragucci sul suo blog, non tanto e solo perché in questi anni, sulle questioni della politica clarense, molti di noi hanno avuto una collaborazione foriera di rispetto reciproco e anche di stima. Non so se alludesse a noi, col suo scritto di oggi, ma l’identikit sballato che ne viene fuori sembra proprio riferirsi ad alcuni di noi che hanno deciso di votare e di invitare a votare M5S, dopo un percorso politico passato a militare nei partiti alla sinistra del PD.
Veniamo ai capi d’accusa: saremmo trasformisti e estremisti.
A parte che è strano sentirsi appellati di trasformismo da coloro, come Enzo Maragucci, che sono passati nel giro di qualche lustro da un estrazione comunista, al Pds, poi ai Ds, e infine al PD, facendo proprie politiche antipopolari e liberiste; sostenendo anche un governo insieme all’odiato Berlusconi. Di fatto attuando una trasformazione (questa si Enzo) lontana anni luce dalle proposte del vecchio PCI.
Ma passi questo, Enzo può stare tranquillo, nessuno di noi ha aderito a M5S, nessuno di noi ha l’ambizione di salire sul carro del vincitore, (polemica livorosa e anche un poco sterile), non l’abbiamo mai fatto in tutti questi anni e rimaniamo legati al percorso politico tracciato localmente da L’Altra Chiari, dispiace che si usino parole d’ordine che forse vanno bene per l’ultimo leghista di turno, non per chi ha la nostra storia politica che sempre ha combattuto i lati più deleteri e oscuri della politica, anche quella locale.
Dispiace poi constatare che l’avanzata del M5S, non induca chi sta nella sinistra storica a farsi qualche domanda sulle posizioni strategiche adottate in questo ventennio circa e che ha reso il PD speculare e non alternativo alle destre italiane.
Occorre un grande cambiamento, certamente, il panorama attuale non lo si modifica di certo approvando politiche di austerità neoliberiste, non lo si fa sposando per intero l’impianto europeista; non lo si fa, infine, approvando aggressioni militari come quelle in Libia e nel Mali, crocifiggendo chi non segue l’Occidente in nome di universalismi imposti con le cannoniere.
Ci si permetta poi di argomentare in conclusione del perché della nostra scelta: In questo periodo molto si è scritto del M5S, stigmatizzando la sua soggettività. Sia chiaro noi che l’abbiamo votato, che vorremmo dialogare apertamente con coloro che ci stanno dentro, non abbiamo solo salmodie da proferire, riteniamo che questo movimento sia controverso e inadeguato a portare a termine quell’opera di mutamento radicale della nostra società. Ma c’è poco da dire: analisi concreta delle cose concrete vuole che non sia centrale ad oggi il soggetto, ma il processo che questo movimento ha catalizzato presso di se. Il M5S è un fiume in piena che pone in sé la questione della sovranità nazionale, della salvaguardia dei beni comuni, dei limiti della delega politica, contro una casta di politicanti corrotti non tanto e solo da un sistema tangentizio, ma da un sistema sociale iniquo e di smisurato che è stato sostenuto anche con la forma del legalismo di sinistra. La crisi economica apertasi nel 2008 porta i soggetti sociali e storici a reagire alla politiche economiche attuate in modo invariabile dal PD (non diciamo meno elle) e dal PDL, questa reazione non è classica, non si contorna nei modi tipici del novecento e che la sinistra storica ha sacralizzato. Si esprime attraverso a nuove e differenti generazioni che si trovano spogliate di diritti e di futuro e che cercano un nuovo modo per far emergere le proprie istanze.
Come potevamo non stare in questo crogiolo? Come non potevamo sentire questo grido che sorge dal ventre della società italiana e che chiede un reale cambiamento di rotta? Lo abbiamo fatto per coerenza, altro che trasformismo.
Paola Lazzarini
Giordano Zeziola
Luca Gorlani
Chiari 25 marzo ’13

Unknown ha detto...

Ci ha stupito il corsivo di Enzo Maragucci sul suo blog, non tanto e solo perché in questi anni, sulle questioni della politica clarense, molti di noi hanno avuto una collaborazione foriera di rispetto reciproco e anche di stima. Non so se alludesse a noi, col suo scritto di oggi, ma l’identikit sballato che ne viene fuori sembra proprio riferirsi ad alcuni di noi che hanno deciso di votare e di invitare a votare M5S, dopo un percorso politico passato a militare nei partiti alla sinistra del PD.
Veniamo ai capi d’accusa: saremmo trasformisti e estremisti.
A parte che è strano sentirsi appellati di trasformismo da coloro, come Enzo Maragucci, che sono passati nel giro di qualche lustro da un estrazione comunista, al Pds, poi ai Ds, e infine al PD, facendo proprie politiche antipopolari e liberiste; sostenendo anche un governo insieme all’odiato Berlusconi. Di fatto attuando una trasformazione (questa si Enzo) lontana anni luce dalle proposte del vecchio PCI.
Ma passi questo, Enzo può stare tranquillo, nessuno di noi ha aderito a M5S, nessuno di noi ha l’ambizione di salire sul carro del vincitore, (polemica livorosa e anche un poco sterile), non l’abbiamo mai fatto in tutti questi anni e rimaniamo legati al percorso politico tracciato localmente da L’Altra Chiari, dispiace che si usino parole d’ordine che forse vanno bene per l’ultimo leghista di turno, non per chi ha la nostra storia politica che sempre ha combattuto i lati più deleteri e oscuri della politica, anche quella locale.
Dispiace poi constatare che l’avanzata del M5S, non induca chi sta nella sinistra storica a farsi qualche domanda sulle posizioni strategiche adottate in questo ventennio circa e che ha reso il PD speculare e non alternativo alle destre italiane.
Occorre un grande cambiamento, certamente, il panorama attuale non lo si modifica di certo approvando politiche di austerità neoliberiste, non lo si fa sposando per intero l’impianto europeista; non lo si fa, infine, approvando aggressioni militari come quelle in Libia e nel Mali, crocifiggendo chi non segue l’Occidente in nome di universalismi imposti con le cannoniere.
Ci si permetta poi di argomentare in conclusione del perché della nostra scelta: In questo periodo molto si è scritto del M5S, stigmatizzando la sua soggettività. Sia chiaro noi che l’abbiamo votato, che vorremmo dialogare apertamente con coloro che ci stanno dentro, non abbiamo solo salmodie da proferire, riteniamo che questo movimento sia controverso e inadeguato a portare a termine quell’opera di mutamento radicale della nostra società. Ma c’è poco da dire: analisi concreta delle cose concrete vuole che non sia centrale ad oggi il soggetto, ma il processo che questo movimento ha catalizzato presso di se. Il M5S è un fiume in piena che pone in sé la questione della sovranità nazionale, della salvaguardia dei beni comuni, dei limiti della delega politica, contro una casta di politicanti corrotti non tanto e solo da un sistema tangentizio, ma da un sistema sociale iniquo e di smisurato che è stato sostenuto anche con la forma del legalismo di sinistra. La crisi economica apertasi nel 2008 porta i soggetti sociali e storici a reagire alla politiche economiche attuate in modo invariabile dal PD (non diciamo meno elle) e dal PDL, questa reazione non è classica, non si contorna nei modi tipici del novecento e che la sinistra storica ha sacralizzato. Si esprime attraverso a nuove e differenti generazioni che si trovano spogliate di diritti e di futuro e che cercano un nuovo modo per far emergere le proprie istanze.
Come potevamo non stare in questo crogiolo? Come non potevamo sentire questo grido che sorge dal ventre della società italiana e che chiede un reale cambiamento di rotta? Lo abbiamo fatto per coerenza, altro che trasformismo.
Paola Lazzarini
Giordano Zeziola
Luca Gorlani
Chiari 25 marzo ’13

Enzo Maragucci ha detto...

Gli antichi dicevano “Excusatio non petita, accusatio manifesta”.
Nel mio post del 22 marzo non avevo fatto nomi, ma a distanza di due giorni sono giunti quattro commenti molto puntuti, in cui si cerca in qualche modo di controbattere alla mia constatazione che il trasformismo è una malattia tipica della politica italiana.
L’ultimo commento addirittura porta la firma di tre persone che io ho sempre stimato, pur non condividendo molte delle loro posizioni, per l’intransigenza con cui hanno portato avanti le loro idee in un contesto in cui essere di sinistra ha sempre comportato molti problemi. Nel sentire che tutte queste persone avevano votato M5S ho avuto una reazione prima di sorpresa e poi di sgomento.
Già in passato mi era capitato di vedere persone militare in un partito, il PD per intenderci, e poi votare per un’altra formazione politica, e ciò nella convinzione che il PD non fosse adeguato, non riuscisse a capire certe problematiche. Ripeto per l’ennesima volta, non sarò certo io a negare difetti e limiti del PD. Chi mi conosce e mi legge sa bene qual è il mio punto di vista in proposito. Ritengo tuttavia che un partito non sia un tram dove uno sale all’occorrenza, poi scende quando gli fa comodo per poi risalire a piacimento. La militanza in un partito è una cosa del tutto libera e gratuita. Non è qualcosa che prescrive il medico, ma se si fa questa scelta la si porta avanti, mi verrebbe da dire con “disciplina e onore” ma mi limito a dire con serietà.
Il PD vive la singolare vicenda di essere il partito più criticato di questa terra e di essere al contempo l’unica alternativa possibile a una destra sfascista e inconcludente. Tutte le altre esperienze politiche maturate in questi anni si sono sciolte come neve al sole. E si sono sciolte perché invece di contribuire a sconfiggere la destra con strategie e pratiche politiche adeguate al nostro Paese, hanno indirizzato gran parte del loro impegno a criticare ogni posizione del PD. Questa fine hanno fatto Rifondazione Comunista, i Comunisti Italiani, i Verdi, l’IDV ecc. Naturalmente quando si è consumato il loro fallimento, la responsabilità è stata addossata tutta al Partito Democratico, reo di non aver capito e inteso per tempo la validità delle loro posizioni politiche.
A Chiari, ma naturalmente il caso può essere esteso a tutto il Paese, se non si riesce a sconfiggere la destra, la colpa è ovviamente attribuita al Partito Democratico. In questi anni parecchi soloni hanno attraversato la scena politica ritenendo di essere portatori di una ventata di rinnovamento, di una capacità di capire la realtà che ci circonda, di dare le giuste coordinate per un’azione politica efficace e vincente. Mi sapete dire che fine hanno fatto? Gli unici rimasti sulla breccia a contrastare la prepotenza leghista e pidiellina sono i tanto vituperati democratici, assieme a un manipolo di rappresentanti dell’Udc. Avete visto qualcun altro fare uno straccio di proposta al di fuori di questi due partiti?

Enzo Maragucci ha detto...

Oggi abbiamo una novità, il Movimento 5 Stelle. Un soggetto politico nato attorno al blog di Beppe Grillo e cresciuto attraverso la rete. Negli ultimi anni ha cercato di organizzarsi in qualche modo, attraverso discussioni nate e sviluppatisi all’interno della rete. I motivi che lo hanno reso un importante soggetto politico sono vari. Innanzitutto il carisma e la capacità comunicativa di Grillo. Senza Grillo e il suo entourage, il movimento muore in un mese, a dir tanto. Il secondo elemento è la crisi economica. Se non ci fosse stata la crisi economica probabilmente M5S non avrebbe avuto questa crescita esponenziale di consensi. Crisi economica significa aziende che chiudono, persone che hanno perso il lavoro o che rischiano di perderlo, una generazione con un futuro denso di incertezze. Molta gente è arrabbiata non solo perché non riesce più a mandare i figli all’università o a pagare il mutuo, ma in molti casi perché non riesce a mettere assieme il pranzo con la cena. Il M5S ha dato voce a questa rabbia, è stato il suo megafono.
Il terzo elemento è la crisi della politica. In un momento così difficile la politica non è riuscita a dare risposte concrete ed efficaci ai bisogni della gente. Non solo la politica nazionale, ma anche le strutture sovranazionali. Anzi queste ultime, assieme alle banche, vengono considerate come i fattori scatenanti della crisi. E come non condividere tale tesi quando la crisi economica ha avuto origine all’interno del mondo finanziario americano sotto gli occhi disattenti di governi e organismi che avrebbero dovuto controllarne l’attività?
A questa incapacità della politica di dare risposte, in Italia si è aggiunta una crisi morale che ha attraversato tutta la società, facendo emergere casi eclatanti di corruzione, concussione e malversazione. La maggiore responsabilità di questo sfascio è attribuibile alla destra italiana, ma neppure la sinistra, purtroppo, è priva di colpa.
Tutto questo, unito ai costi esorbitanti della politica, ha alimentato ulteriormente la rabbia della gente, non più disposta ad accettare questo stato di cose.
L’ultimo dei motivi per spiegare il successo del M5S è la televisione. Grillo è stato molto bravo a promuovere la sua persona e il suo movimento. La televisione l’ha rincorso e, ancor più della rete, ha amplificato il suo messaggio, senza che egli sia andato una sola volta in Tv. Una capacità comunicativa eccezionale.
Per tutto questo ed altro ancora, il M5S ha canalizzato il malcontento che saliva dalla società e attraversava i partiti tradizionali. La valanga ha travolto tutti.
Fra il 2008 e il 2013 il Pdl ha perso 6 milioni e 300 mila voti, il PD ne ha persi 3 milioni 450 mila, la Lega 1 milione 634 mila, l’Udc 1 milione 442 mila. IDV e FLI sono stati azzerati. Certo non tutti questi voti sono confluiti nel M5S, tuttavia prendere 8 milioni e 689 mila voti al primo affondo non è cosa da poco. A Chiari il M5S ha totalizzato 1657 voti pari al 15,5%.
Io sono convinto che la massa dei voti andati al M5S siano essenzialmente voti di protesta. Il voto ragionato sulla base dei programmi è minimo. Ciò ha una sua rilevanza perché il voto di pancia è fortemente volatile e come arriva così se ne può andare. Non per nulla la tattica di Grillo è quella di non legarsi le mani con nessuno, tenendo al contempo alto il tasso di conflittualità con gli altri partiti. I voti gli sono giunti in seguito agli errori degli altri e non credo che egli farà niente per assumersi qualsivoglia responsabilità.
Oggi governare non produce consenso per il semplice motivo che i problemi sono enormi e per risolverli occorrerebbero ingenti risorse finanziarie oltre a tempi limitatissimi di soluzione: purtroppo oggi non sono disponibili né soldi né tempo.

Enzo Maragucci ha detto...

Poche considerazioni su programmi e democrazia interna.
Alcuni osservatori hanno detto che nel programma del 5 Stelle ognuno può trovare ciò che vuole. Un programma quindi che può adattarsi sia a un elettore di destra sia a uno di sinistra. Parlare bene di Berlinguer e tendere la mano a Casa Pound non costituisce una contraddizione per Grillo, perché ciò corrisponde al suo modo tutto personale di intendere la politica.
Quanto alla democrazia interna al movimento, lasciatemi dire che questa bella favola della democrazia diretta attraverso la rete è una boiata pazzesca. Più di una volta mi sono avvicinato a luoghi di discussione all’interno di giornali on-line o blog o siti. Se erano presenti grillini me ne sono ritratto disgustato. Più che volgarità e insulti non si leggono. Il grave però è che di fronte a un’apparente agorà telematica, dove ognuno è libero di dire le più grandi scempiaggini facendole passare per perle di saggezza, esiste un movimento che è nelle mani di poche persone, padroni di vita e di morte di ognuno degli eletti. Se questa è democrazia lascio a voi decidere: a mio parere si tratta di neo autoritarismo che ogni persona di buon senso, in particolare una persona di sinistra, dovrebbe aborrire.

Anonimo ha detto...

Caro Enzo, apprezzo come sempre la lucidità della tua analisi,ma non posso condividerla per due ragioni. La prima legata al fatto che considero il M5S nella configurazione attuale un pericoloso veicolo di populismo revanscista, la seconda è che non considero titolo di merito il non aver fatto militanza politica in passato, magari su posizioni di estrema sinistra ma (a Chiari) con coraggio ed in buona fede.
Sul primo punto ricordo che la scelta dei capigruppo Lombardi e Crimi danno un segnale pericoloso per qualità e capacità di elaborazione autonoma dei soggetti: se secondo la Lombardi i primi anni del fascismo sono da adottare a modello di rispetto istituzionale nel cambiamento, l'analogia del M5S con gli schemi dei giovani reducisti viene spontanea e solo l'ignoranza può giocare da attenuante al dimenticare le marce, gli assalti alle sedi della sinistra, il delitto Matteotti ecc... con il condimento dell'olio di ricino.
Quanto a Crimi hai ragione: l'aver vinto un concorso da addetto in tribunale non gli dà diritto alla toga di giudice negli scranni più alti del Parlamento.
Ma la scelta dei due soggetti è frutto appunto della configurazione attuale del M5S, che ha ampi spazi per evolvere in senso democratico rappresentando finalmente gli elettori e le loro istanze più che l'ideologia del capocomico e del suo mentore.
In ogni momento storico di svolta o di crisi un Partito di massa dovrebbe saper cogliere l'onda e le aspettative di un Paese: non l'abbiamo saputo fare con la Lega nel 1992 e non l'abbiamo saputo fare con il M5S oggi. Certo le pulsioni sottese a questi movimenti non sempre sono progressiste, anzi, nascondono e inglobano anche spinte reazionarie, ma c'è solo una alternativa: o i movimenti evolvono in senso democratico (cosa che non è successa con la Lega) o l'involuzione li porta alla reazione; per dirla in breve il M5S per fare la lotta alla casta si trasforma in setta.
Il nostro rapporto con questo movimento può contribuire a farlo evolvere in una direzione piuttosto che in un'altra e questo è un punto dirimente.
Sul secondo punto, chiarito che non ho mai avuto particolare simpatia per il radicalismo di certa sinistra (oggi è l'anniversario della nascita di Togliatti, ed anche se sono ingraiano non lo dimentico) devo dire che preferisco chi compie scelte anche discutibili rispetto a chi rincorre la prima bandiera che sventola nel girone degli ignavi. (segue)

Anonimo ha detto...

...Per esperienza personale posso dire che quando ho ripreso l'attività politica a Chiari alcuni anni fa ho visto alcuni epigoni del rinnovamento, che fino al giorno prima stavano sul carro della Lega o in passato bellamente assistevano agli sfasci prandiniani, pontificare di solidarismo bindiamo ed infine rottamare il tutto (Bindi compresa) alla prima folata di vento renziano: a questo punto viva la coerenza di chi, magari sbagliando, ha fatto scelte politiche chiare, non condivisibili e da contrastare, ma almeno coerenti.
Infine, con la consapevolezza che sto facendo riflessioni esclusivamente personali visto che nel ruolo che svolgo ho il dovere (faticoso) di fare sintesi, mi interrogo sui limiti di un PD che, raccogliendo il 30% dei voti, riesce ad essere al centro delle critiche di coloro che hanno votato per il restante 70% dei partiti e che a posteriori, avendo votato da un'altra parte, mi spiegano quello che avremmo dovuto fare per ottenere il loro voto: forse più che dare risposte ai nostri iscritti ed elettori (come cerchiamo di fare impegnandoci quotidianamente) dovremmo anche noi metterci nella parte più alta dell'emiciclo parlamentare e sputacchiare sentenze.
In questa ipotesi non daremmo un governo al Paese, passeremmo dal ruolo di imputati a quello di giudici con la garanzia della auto assoluzione permanente. Non sarebbe bello, ma certamente più gratificante ed in linea con la moda corrente.
Cosa vuoi, caro Enzo, mi sento un po' fuori moda, ma non riesco a farmene una colpa. Un abbraccio

Carlo Fogliata
P.S. Ho scritto il post il 25 marzo e non è stato pubblicato (forse non l'ho inviato correttamente), oggi 28, dopo le consultazioni non posso che confermare quanto detto a proposito del M5S e della pericolosità insita nell'etero direzione dei parlamentari da parte del comico-padrone, con l'aggravante che la Lombardi ha sostenuto in diretta che non serve incontrare le parti sociali perchè il M5S già rappresenta da solo la parte migliore della società. Imparasse la storia: c'è già stato chi ha detto “ lo stato sono io”, sappiamo come è andata a finire.

Enzo Maragucci ha detto...

Caro Carlo il commento del 25 marzo non è stato memorizzato per il semplice motivo che i caratteri dello stesso superavano il limite consentito dalla procedura. Come vedi, per pubblicarlo l'ho dovuto dividere in due parti. Un saluto
Enzo

Anonimo ha detto...

In tutta sincerità non sò fino a dove arriverà il movimento 5 stelle, del quale comunque apprezzo il fatto che in campagna elettorale abbia proposto piani concreti e fatto nomi e cognomi di tanti manager pubblici strapagati alle spalle dei contribuenti (mentre su questo il PD ha taciuto e sempre lo farà, poichè ha interesse a non farlo, contraddicendo se stesso:vedi assicurazioni, banche,cooperative,ecc ecc.
Il problema del PD ma anche di altri partiti non PDL è che negli ultimi 20 anni, non hanno fatto praticamente nulla, se non dare la colpa di tutto (certo a ragione, ma proposte concrete???) a Berlusconi.
Si parla tanto di stringere la cinghia di qua e di la, una proposta di riduzione stipendio (intendo prima dell'avvento del 5 stelle) da parte di politici PD, quando mai è avvenuta? Certo qui leggo discorsi strutturati e sensati, ma ai "non politici" come me, piace vedere anche il concreto! E per concreto no nintendo case e strade inutili costruite a vanvera, ma politiche sociali concrete, politici credibili, persone credibili: è da 20 anni e più che si vedono le stesse facce! E le primarie farsa? Bo...questo chiede la gente, certo senza cadere nel popolismo, ma dando risposte e proposte concrete!

Massimiliano Bettoni

Unknown ha detto...

Si cita il “Migliore”, ma alcuni spunti sin qui sentiti lo farebbero rivoltare nella tomba. Ma si vuole arrivare al cuore della questione? Il punto, per dirla con un linguaggio che ex-comunisti dovrebbero comprendere, non sta nelle ragioni sovrastrutturali, ma in quelle strutturali che si sono mosse in questo ventennio e che hanno generato mostri.
Il PDS/DS/PD nel suo essere metamorfico, ha sposato per intero, proponendole, votandole, sostenendole direttamente o indirettamente politiche sociali liberaliste, monetariste che hanno inciso nella carne viva della realtà sociale italiana contribuendo a scavare un solco profondo nella società italiana. Non si tratta di ciò che NON ha fatto questa parte politica, ma esattamente di ciò che HA FATTO. Con la complicità ovviamente di partiti politici neocomunisti (da cui ho preso le distanze da più di 10 anni in verità).
Si dice che le posizioni autoritarie del M5S fanno rabbrividire: che dire allora dell'introduzione di scelte economico-sociali adottate che hanno sviluppato povertà, precarietà, messa in mora della sovranità nazionale con l'avvallo, la piena scelta in consapevolezza del PDS/DS/PD e che spesso e volentieri sono state acquisite automaticamente con voti di fiducia, senza un dibattito nella società italiana?
Una simbolicamente su tutte dovrebbe fare riflettere: il caso MPS. Il problema non si ha con la presenza della politica, come viene stromabazzato, ma del fatto che la medesima (votata e propugnata dal PDS/DS/PD) ha sostenuto operazioni come quella dell'acquisto di Antonveneta, collocando gli istituti bancari in un contesto senza controllo reale sottoponendo al "mercato" la necessità di sfangare debiti che poi lo stato come ultima istanza si dovrà sobbarcare. Togliatti nel frattempo fa le sue giravolte.
Che dire poi del sostegno dato al governo Monti: fiscal compact, pareggio di bilancio, controriforma sulle pensioni. Il PD, non doveva stare ne sopra ne sotto ma FRA queste contraddizioni come partito di sinistra e non per realizzare la repubblica dei soviet, ma per difendere ceti sociali che questa crisi stanno subendo. Da queste reiterate posizioni viene la sua crisi di consenso, in queste cose sta la sua piena inaffidabilità, altro che forza politica più responsabile!
Da qui nasce tutta la forza del M5S, che le abili mosse di Grillo hanno monopolizzato e diciamolo sino in fondo; per fortuna è andata così. Perché in Italia: tutte le formazioni politiche di destra estrema raccolgono miseri 0, e non riescono ad attirare, capitalizzare il disagio sociale, la distruzione di un tessuto sociale, culturale e produttivo che le politiche compatibilistiche sostenute anche dal PD hanno espresso.
Ma poi uno che viene da sinistra non dovrebbe vedere con interesse a proposte politiche come:
reddito di cittadinanza; no alle missioni di guerra; pensione a 60 anni; scuola pubblica; sanità pubblica realizzazione di politiche dei diritti; stop all’acquisto degli F-35, decapitazione della casta
non sono queste più importanti? no si guarda a Grillo e ai suoi modi…
Voi vedete il Duce..., questo fa veramente impressione. Non vedete le macerie che si sono accumulate in questi decenni. Troppo impegnati come Giovanni Drogo alla fortezza Bastiani... vedete nemici secondo i canoni religiosi che si siete inculcati e scambiate le vostre allucinazioni con la realtà.
Luca Gorlani

Enzo Maragucci ha detto...

“Una cosa è certa: se queste elezioni non le abbiamo vinte quando sarebbe stato normale stravincerle, è perchè come partito, e in particolare come quadro dirigente, abbiamo perso di vista il paese reale, immolandolo sull’altare dell’equilibrio di bilancio.
L’Italia era sull’orlo della bancarotta, nessuno dice il contrario. Ma a quella bancarotta ce l’avevano portata altri, ce l’avevano portata i nostri avversari. Quando Monti è stato chiamato a drizzare la barca, facendo appello al senso di responsabilità di tutti i partiti, noi del PD avremmo dovuto dire chiaro e tondo: “Volete il nostro appoggio? Queste sono le cose da fare, questi sono i punti programmatici irrinunciabili, senza dei quali nessun nostro accordo è possibile”. Invece abbiamo accettato provvedimenti che sono stati una mannaia per il ceto medio, quel ceto che rappresenta la nostra base elettorale. Provvedimenti sulle pensioni, blocco della deindicizzazione delle pensioni, tassa indiscriminata sulla casa (IMU), aumento dell‘IVA, aumento dell’addizionale regionale Irpef. Ora ditemi, per quale motivo un pensionato che si è visto bloccare la pensione avrebbe dovuto votarci? Perchè avrebbe dovuto votarci chi era pronto ad andare in pensione e invece dovrà aspettare ancora anni, o coloro che sono stati costretti ad andare in pensione anticipatamente, i cosiddetti esodati, che oggi si trovano senza lavoro e senza pensione? A questo sono da aggiungere episodi di corruzione e malversazione che hanno riguardato personalità politiche di primo piano, anche rappresentanti del nostro partito. E poi l’esorbitante costo della politica. Mi spiace dirlo, ma su questo punto il PD è stato sordo a ogni messaggio che arrivava dal Paese”.
Questi miei appunti preparati in occasione di una riunione del PD, presente una deputata appena eletta al Parlamento, non costituiscono il frutto estemporaneo di un’analisi post-elettorale, ma un convincimento che parte da lontano (vedi post su questo Blog del 5 dicembre 2011 – Le lacrime della Fornero e il sangue dei lavoratori). Quindi il sottoscritto non ha certo aspettato le considerazioni di Luca Gorlani per capire certe problematiche e intuirne la pericolosità.
Ora, ammesso che vi siano stati errori e ritardi del PD, qual è la politica che M5S intende portare avanti? Quella della distruzione del sistema per costruirne poi uno più bello di prima? Oppure si aspetta di prendere il 51% dei voti per poter governare questo Paese senza alcun inciampo? Sono questi i propositi? Può una persona che ha militato in partiti della sinistra pensare ragionevolmente una cosa del genere? Quando si dice “nessun accordo con PD”, lo si dice perchè si pensa che questo partito sia la fonte di ogni male o per una questione di ripicca? E come si fa a dire a livello nazionale “nessun accordo con PD” come sostiene Luca e poi venire a Chiari a chiedere un rapporto di collaborazione con questo partito? (segue)

Enzo Maragucci ha detto...

...Ci troviamo di fronte a una crisi che è nello stesso tempo crisi economica e di rappresentanza. La crisi economica mondiale sta investendo in particolare i paesi europei dove più importanti sono i fenomeni di destrutturazione industriale. Molte produzioni sono state spostate in paesi emergenti dove le aziende trovano maggiori opportunità in termini di minor costo del lavoro e agevolazioni di carattere fiscale e burocratico. Il fenomeno ha avuto una sua rapida evoluzione e non è stato compensato adeguatamente dallo sviluppo di produzioni altamente qualificate e a più alto valore aggiunto o da servizi innovativi alle persone e alle imprese. Il passaggio verso un modello di sviluppo a minor impatto ambientale è ancora lento e incerto e sicuramente non basta desiderarlo per ottenerlo.
In Italia poi ci troviamo di fronte a una parte del paese ancora non adeguatamente sviluppata e soggetta al ricatto della malavita organizzata.
In questo contesto l’economia è andata in crisi. Numerosissime aziende hanno chiuso i battenti, molte persone hanno perso il posto di lavoro e tanti giovani non riescono a uscire da una situazione di precarietà.
La storia ci insegna che le crisi economiche spesso comportano una disgregazione della società. Molti ceti sociali avvertono la difficoltà del vivere e spesso si abbandonano a forme di ribellione che possono sfociare in violenza, come è avvenuto in Italia negli anni ’70. I partiti tradizionali fanno fatica a rappresentare questa parte di popolazione, sia per inadeguatezza di analisi, sia per la difficoltà di dare risposte immediate ed efficaci a problemi di tale entità. Se in Italia ancora non assistiamo a forme di protesta violenta non è tanto perchè M5S sta incanalando in un alveo istituzionale questa rabbia. Il motivo per cui ciò non avviene è la rete di solidarietà familiare e sociale che ancora esiste e ha retto, anche se con affanno, all’urto della crisi.
Oggi in Italia ci troviamo in una situazione difficilissima. O ne usciamo con un forte cambiamento della struttura sociale e politica o rischiamo un tracollo definitivo che ci porterà ad essere un Paese debole economicamente e ancora di più politicamente.
Le proposte del PD contenute negli 8 punti volevano dare una risposta, seppure parziale, a questi problemi. I 20 punti del M5S rispondono alla stessa logica. Non si capisce allora il motivo per cui, in un frangente così delicato, M5S rifiuti di assumersi le responsabilità di cui il successo elettorale lo ha investito. Considerare gli altri come tutti responsabili del disastro a cui è stato portato il nostro Paese, non solo non risponde alla verità storica, ma è un facile alibi per rimanere, come dice Carlo, ai piani alti dell’emiciclo a sputacchiar sentenze.
Non penso che la risposta alla profonda crisi economica sia l’abbandono dell’euro e la decrescita felice. Il rinchiudersi in una enclave di presunta felicità patria può portare solo all’irrilevanza. La decrescita non è mai felice, ma sempre triste e fonte di ulteriori mali.
Comunque, al di là delle differenti posizioni, si poteva cercare un terreno comune di collaborazione, solo che ci fosse stata la volontà di discutere e di confrontarsi. Rimanere sul trespolo a dire nefandezze come fa Grillo non porta da nessuna parte, neppure il Movimento 5 Stelle.

Raffaele ha detto...

Nessuno ha la ricetta in tasca sicuramente vincente. Ma di una cosa il paese ha profondamente bisogno: di avere fiducia nel futuro. E solo Renzi ha questa innata capacità di vedere e far vedere agli altri un futuro migliore. E già questo farebbe ripartire i consumi interni che sono poi il vero motivo della continua decrescita dell'economia. Qui non si tratta di cambiare idea e di passare dalla Bindi a Renzi o da Fassino a Bersani. Ma si tratta solo di evolversi e trovare la soluzioni giusta per il tempo che si vive e sopratutto pensare prima al bene dei propri figli piuttosto che al proprio. Invece si finisce sempre e solo per distruggere l'avversario, anche se sta nello stesso partito e vota per lo stesso partito, favorendo il vero avversario e dandogli altra linfa. Ecco da dove nasce il movimento 5 stelle: non c'è la si fa più !
Spero in argomentate riflessioni.
Raffaele Albertini

Anonimo ha detto...

Quanto sono stato profetico!