Dimmi Eumolpo come definiremmo dei pubblici amministratori che promettono di costruire una scuola e poi non la realizzano? Li definiremmo buoni amministratori o cattivi amministratori?
Di certo cattivi amministratori.
E pubblici amministratori che dicono di voler costruire un teatro dove i cittadini possano assistere alle opere dei nostri grandi poeti e i giovani possano riunirsi per discutere liberamente dei problemi della città come li definiremmo.
Sicuramente ottimi amministratori.
Anche se poi quel teatro non lo costruiscono e anzi distruggono il vecchio e anticipano al costruttore un milione di dracme che appartengono al tesoro della città? Anche in questo caso li definiremmo buoni amministratori?
Oh no Enotrio, sarebbero dei pessimi amministratori, non solo da biasimare ma anche da sanzionare severamente per aver dissipato senza costrutto il denaro dei cittadini.
E come definiremmo o Eumolpo quegli amministratori che fomentano la folla riguardo la sicurezza della città, affermando che i cittadini non sono sicuri neppure nelle loro case e che ci vuole una nuova caserma per vigilare su malviventi e criminali? Come definiremmo costoro se poi la caserma non la costruissero? Li definiremmo degni di fede?
Di certo no. Li definiremmo mestatori inaffidabili.
Simposio greco
E come chiameremmo quegli amministratori che invece di mettere a posto le strade con giudizio le realizzano con prezioso materiale lapideo che per la pioggia e il continuo passaggio di carri si disconnette e lascia buche che sono voragini?
Li chiameremmo sicuramente incoscienti e poco accorti.
E ora dimmi Eumolpo, perché quegli stessi amministratori oggi vogliono insegnarci come si amministra al meglio la città e gridano e strepitano perché i nuovi amministratori stanno facendo esattamente quello che hanno promesso ai cittadini?
Perché, caro Enotrio, all’impudenza umana non c’è mai limite.
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