sabato 24 febbraio 2024

ZOTTI il signore delle tessere

Dopo settimane di febbrile attesa, il partito che si presume di maggioranza relativa ha presentato il proprio candidato Sindaco per le prossime Elezioni comunali. È Gabriele Zotti, l’eterno presente, il Sol Invictus della politica clarense. “Aspettavamo il sole e il sole è arrivato”. Queste le parole pronunciate stamattina alla presentazione del candidato. 



Claudio Prandelli, segretario del circolo clarense di FdI si è dichiarato “orgoglioso” di offrire questa candidatura alla cittadinanza, perché Zotti è figura di grande valenza politica, “profondo conoscitore del tessuto sociale clarense, la cui azione è ispirata ai valori e ai principi del partito, principi ineludibili che si concretizzano nel fare il bene della popolazione. L’auspicio è che tutte le forze del centrodestra contribuiscano con una propria lista a sostegno del candidato di Fratelli d’Italia che può rappresentare tutta la coalizione, certamente sulla base di  un programma condiviso”. 

Peccato che non molto tempo fa si è cercato in tutti i modi di impedire all’attuale candidato di salire sul carro del vincitore. Tentativo vano perché Zotti, da navigato politico qual è, si è preso tutto il partito portando in dote un centinaio di tessere. Fa strano però sentire Prandelli tessere le lodi del neo candidato, quando fino a poche settimane fa lo si considerava un personaggio da tenere a debita distanza. Si potrebbe dire: “È la politica bellezza!”. Quando si è all’apice del successo si può anche ingoiare qualche rospo e non fare tanto gli schizzinosi. Però, quante belle parole gettate al vento!

Ora, il signore delle tessere, di fronte a questa assunzione di responsabilità, si sente emozionato. Lui, che ha sempre avuto la scorza dura come quella di un elefante e non ha mai indietreggiato di fronte a battaglie difficili e avversari potenti, oggi si sente emozionato. Qualcosa sicuramente è cambiato. Gli anni che l’hanno visto lontano dalla politica, “sono stati anni di riflessione e di ricerca interiore” allo scopo di trovare le “energie necessarie” per fare il bene della comunità. E per il bene della comunità si può anche cambiare pelle. Si può diventare moderati quando in passato si è stati smisurati, sempre sopra le righe, sempre al di là del politicamente corretto. 

Ora bisogna assumere l’aplomb dell’uomo di governo, un po’ come sta facendo Giorgia Meloni, che si è tramutata d’incanto in un personaggio che ha dismesso i panni della posseduta de la Garbatella per indossare quelli della Lady di Ferro, dura e caparbia sì, ma anche moderata e gentile.

E gli altri partiti della coalizione? Roberto Campodonico stamattina ha aperto la sua pagina Facebook con un post che è tutto un programma. “Meglio un sabato mattina spensierato…senza politica”. Meglio un giro in bici che sentire un sermone e fare finta che tutto vada bene madama la marchesa, mentre risulta evidente a tutti che tra Lega e Fratelli d’Italia non c’è feeling, non c’è accordo. 

E il partito di Forza Italia. Per il momento è dato per disperso, ma in qualche anfratto della memoria dei suoi rappresentanti risuonano ancora gli accenti di quel manifesto (leggi) fatto affiggere sui muri di Chiari da Gabriele Zotti per inchiodare alle loro responsabilità quei bellimbusti di forzisti diventati dei “ciuchi imbizzarriti”, pronti a scalciare ogni giorno contro il Senatore e definiti dal nostro candidato: Capo Stazione, Cancelliere di Frazione, Presidente dell’Accademia del Piffero. Cosa si può volere di più? 

Parafrasando Churchill si potrebbe dire: “Potevate scegliere di perdere mantenendo l’onore. Rischiate di subire una cocente sconfitta perdendo oltre al rispetto anche l’onore”.


lunedì 22 gennaio 2024

IL CANDIDATO INESISTENTE

Il termine “candidato” deriva dal latino candidatus, vale a dire "colui che indossa una toga candida”. Ai tempi della Roma antica, infatti, coloro i quali si presentavano alle elezioni dovevano indossare una toga bianca per distinguersi.

A Chiari siamo andati oltre. Il candidato della destra deve aver indossato una veste che rende invisibili. Infatti, a poco più di quattro mesi dalle elezioni, ancora non è possibile sapere chi sarà il vero candidato del destra-centro.




La Lega, rompendo gli indugi  “ha messo sul tavolo delle contrattazioni” la candidatura di Roberto Campodonico, in virtù della lunga militanza nel partito e dei ruoli da sempre assunti “a tutela e difesa dei cittadini di Chiari”. Campodonico ha dato il suo consenso, ma sembra di capire che questa sia una proposta di bandiera, in attesa di conoscere cosa farà il partito di maggioranza relativa, ossia Fratelli d’Italia.

Come si ricorderà, già dall’autunno scorso, il partito della Meloni aveva espresso “l’ambizione di avanzare” un candidato in “grado di generare entusiasmo tra gli elettori clarensi”. Candidato definito “serio, coerente, determinato, disinteressato, aperto al dialogo…” ecc. ecc. D’altra parte uno dei cardini della politica della coalizione  è stata sempre quella che a esprimere il candidato debba essere il partito di maggioranza relativa. Ora, a distanza di mesi, non è ancora possibile conoscere il nome di questo candidato e ancora di più non si capisce se la compagine di centrodestra si presenterà unita alle prossime elezioni. Certo, tutti affermano che si correrà uniti, ma la candidatura di Campodonico sembra tradire una difficoltà di interlocuzione, per cui la Lega, per non sapere né leggere e né scrivere, ha gettato il classico sasso nello stagno per smuovere le acque che sembrano appunto stagnanti.

Gennaio sta finendo e se non si fa in fretta a uscire da questo “impasse”, si dovrà ricorrere a San Faustino perché faccia un miracolo. 

Miracolo o non miracolo, i cittadini  hanno tutto il diritto di conoscere il nome di chi tra pochi mesi potrebbe guidare la compagine amministrativa di Chiari, conoscere la sua visione di città, le sue ambizioni, il suo programma. Continuare con questa melina non è né serio né corretto.

lunedì 15 gennaio 2024

SONO PRONTI A TORNARE

Vi racconto una bella favola. Si intitola:


IL SINDACO DEL FARE E LA DITTA CHE VENNE DA FUORI


La nostra storia comincia in una calda giornata d’agosto quando i cittadini vengono svegliati da un frastuono tremendo. E pim e pum e pam. 

“Cos’è, cosa sta avvenendo” fanno in tanti. 

“Venite, accorrete buttano giù il nostro Cinema!”. 

“Come sarebbe a dire?” 

“Certo stanno abbattendo il Cinema”. 

“Come, il nostro Cinema, quello dove abbiamo riso e pianto, quello dove ci siamo innamorati, dove abbiamo sognato altre vite, altri noi…perché?”.

“Lo vuole il Sindaco, dice che è vecchio”.

“Ma come, se ha solo 55 anni. In Italia una costruzione di 50 anni è come nuova”.

“Niente paura!” fa il sindaco “Niente paura! Vedrete che faremo una costruzione più grande e più superba che pria”.

Detto fatto il Sindaco “del fare” organizza un concorso. Un grande concorso  a cui partecipano fior di architetti, i migliori del paese. 

Dopo aver letto ed esaminato tutto, viene proclamato il vincitore. 

“Bravo, bravo!” fa il Sindaco.

“Bravo, bravo!” ripete la Giunta.




Tutti sono felici e un grande disegno del nuovo cinema viene messo in mezzo alla piazza perché tutti ammirino la meraviglia.

Passano i mesi, passano gli anni, ma del cinema neanche l’ombra.

La gente incomincia a mormorare.

“Calmi, calmi!” fa il Sindaco “Quel progetto era troppo modesto per le nostre ambizioni. Non siamo forse una grande città? Ci meritiamo altro”.

“Bene, giusto” fanno in molti.

“Ho in mente un progetto che vi sbalordirà. Non solo cinema, ma anche ristoranti, bar, negozi e tante altre cose ancora. E quello che più conta, è che non spenderemo neppure un ghello. S’incaricherà di fare tutto una ditta di fuori che è specializzata in queste cose. Vedrete, rimarrete a bocca aperta”.

Tutti approvarono e tornarono a casa contenti. 

Tutti? Non tutti. 

Alcuni incominciarono a guardare le carte e a ragionare, cercando di capire come facesse la ditta che veniva da fuori a metterci i soldi per far guadagnare i cittadini della città. Letta ed esaminata ogni cosa, andarono fra la gente a dire: “Qui ci vogliono prendere per il naso. Ci vogliono far credere che una ditta che viene da fuori mette i soldi per la nostra bella faccia”.

“Così ha detto il Sindaco. Che è una ditta specializzata in queste cose”.

“Ah sì, e chi è che paga quel milione di euro?”.

“Quale milione” fa uno.

“Quel milione di euro che dobbiamo versare entro un anno a questi signori?”.

“Eh, ma questo non era stato detto!”.

“E i proventi dei parcheggi? Sapete chi incasserà i proventi dei parcheggi? Li incasserà la simpatica ditta che viene da fuori”.

“Ma è inaudito” fanno in molti.

“E sapete per quanti anni li incasserà? Per 30 anni li incasserà”.

“Eh!” fanno tutti “Ma è un imbroglio”.

“Sì, avete ragione, è proprio un imbroglio. Ma noi non siamo gonzi che ci facciamo infinocchiare. Bisogna fermarli, prima che ci mangino la città”.

“Sì” fanno tutti in coro “bisogna fermarli”.  

E così i cittadini si misero insieme per fermare il Sindaco “del fare” e la ditta che venne da fuori. 


Morale:

Il Sindaco del “fare disastri” e i suoi uomini sono stati fermati per 10 anni e tante cose buone sono state fatte per la città. 

Ora però sono pronti a tornare. Per fare che? Ma per fare ancora disastri. 

È la loro specialità, il loro marchio di fabbrica. 

 

domenica 3 dicembre 2023

DOMENICO CODONI CANDIDATO SINDACO

Energia e positività. Queste sono le sensazioni che si sono provate alla presentazione della candidatura a Sindaco di Chiari di Domenico Codoni. 




La sala del Museo della Città ieri sera traboccava di persone. L’eccitazione era palpabile e i sorrisi e le strette di mano si sprecavano. Ma non era solo apparenza. Tutti avvertivano l’importanza di questo avvenimento che può aprire la strada a una nuova avventura, in grado di incidere positivamente sul futuro di Chiari.

L’aspettativa non è andata delusa. Sul palco si sono alternati gli assessori e consiglieri comunali che si sono distinti nell’amministrazione della città negli ultimi dieci anni. Tutti giovani, tutti preparati, tutti animati dalla voglia di continuare un percorso che ha fatto bene alla nostra città. A loro si è aggiunto Claudio Kulla, un giovane laureando che sicuramente impareremo a conoscere meglio nei prossimi anni.

L’intervento di Massimo Vizzardi è stato breve e incisivo. Avrebbe potuto approfittare dell’occasione per parlare di sé, di questi dieci anni, delle cose importanti realizzate, degli obiettivi raggiunti. Si è limitato a spiegare perché Domenico Codoni può essere il sindaco giusto per la nostra Città. Ha usato aggettivi e sostantivi importanti: autorevole, corretto, capace, ma anche generoso, sincero, civico. Ha parlato di una città che deve ancora crescere e che per tale motivo ha bisogno di competenza e coraggio, doti di cui devono essere portatori candidati responsabili e onesti. Il rischio è sempre dietro l’angolo ed è quello di ritornare al 2014 quando Chiari era una città distrutta e divisa, ma anche ai primi anni 2000, quando la città era immobile e letargica.




Poi è stata la volta di Domenico Codoni. Ci saremmo aspettati una persona timida e schiacciata dal peso della responsabilità. Invece ha saputo gestire la serata come un politico navigato, esponendo la sua visione di città in modo semplice e convincente. L’orizzonte è quello del 2034, dieci anni durante i quali Chiari dovrà crescere, innanzitutto portando a termine i progetti messi in campo dall’attuale Amministrazione (Cinema-teatro S. Orsola - Caserma dei Carabinieri) e poi avviando politiche di sviluppo in vari campi. Il filo conduttore del discorso è la frase: Per una Chiari sempre + (Casa, Città, Ricca, Grande). Dietro ogni frase ci sono delle indicazioni programmatiche, certo adesso solo accennate, ma che in seguito costituiranno l’ossatura di un programma elettorale che sarà presentato alla Città e discusso con tutte le sue rappresentanze.

Ieri si è fatto il primo passo. La cosa più incoraggiante è che dietro Codoni c’è un gruppo di persone che si è costituito in lista civica esattamente dieci anni fa. Il miracolo è che questo gruppo sia ancora presente e vivo e che rappresenti nel panorama politico clarense il fatto più significativo. Non solo ha espresso il Sindaco, ma ha creato e fatto crescere un gruppo di giovani amministratori che rappresentano il futuro politico della nostra città. 

La scommessa di oggi è quella di vincere la partita contro una coalizione che sulla carta appare temibile e vincente. Vedremo se il Natale ci porterà assieme ai regali il candidato o i candidati del centrodestra.

Da questa parte le carte sono ormai scoperte. Si spera che si possa rimanere nell’ambito di una corretta competizione e che si eviti di bruciare i ponti, visto che all’esito di un ballottaggio si dovrà pervenire a un accordo come già avvenuto in passato. Il bello della politica è il suo continuo divenire.

domenica 19 novembre 2023

IL NON CANDIDATO


In principio fu il “non partito”
, poi il “non statuto”, infine la “non vittoria”. Noi clarensi, che non vogliamo essere secondi a nessuno, oggi abbiamo un “non-candidato”. 

Strano luogo la politica!  Essa non è più il posto del fare, il campo della concretezza, il terreno della dialettica propositiva, no, la politica sta diventando la regione del nulla, un “altrove”.

Eppure i partiti del centrodestra di Chiari da settimane stanno informando i cittadini di essere già pronti per la grande sfida. Non solo, si dicono anche portatori di “Progetti strategici” (Mazzatorta docet) e con “l’ambizione di avanzare” un candidato “in grado di generare entusiasmo”. 




Di fronte a tanta eloquenza ci saremmo aspettati di conoscere questo grande politico, serio, coerente, determinato. Invece ci viene proposto un “non candidato” che rinuncia “con rammarico” all’alto seggio perché, in caso di vittoria che si presume certa, “nuove situazioni di famiglia e lavoro” gli impedirebbero di sostenere il delicato impegno di Sindaco di Chiari. Eppure quelle nuove situazioni di famiglia e lavoro non gli impediranno di rimanere “in prima fila”. 
La Lega ha “già individuato chi potrebbe guidare l’intera squadra con successo”. Il “non candidato” sarà al suo fianco, mettendo a disposizione tutta l’esperienza acquisita dal 2007”.  È sperabile che non voglia insegnare al “designato” come si fa a perdere un’elezione già vinta in partenza.

E i Fratelli d’Italia, il partito che presumibilmente sarà maggioritario alle prossime elezioni, cosa fa? Ambisce ad “avanzare” il proprio candidato, certo serio, coerente e determinato, ma non ce ne fa conoscere il nome. In una piccola città dove tutti sanno tutto, se ci fosse  una “persona seria, coerente, determinata, disinteressata, aperta al dialogo, lontana da logiche personali e disponibile a impegnarsi a tempo pieno per amministrare Chiari”, come il partito della Meloni dice, tutti lo conoscerebbero. Invece questo “fenomeno” rimane un segreto, quasi che a esporlo alla valutazione pubblica potesse andare in frantumi, come un vaso prezioso di cristallo in mezzo a vasi di vile coccio.

Il sospetto è che tanto parlare nasconda un problema di fondo: il Centrodestra non ha una persona adeguata per affrontare la difficile sfida. Come diceva il divo Giulio, “il potere logora chi non ce l’ha”. E infatti a Chiari, in questi dieci anni, i partiti della destra non sono riusciti a far crescere una classe politica adeguata e ora, di fronte alla sfida della vita, forse dovranno affidarsi a un papa straniero.

martedì 14 novembre 2023

ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIONE!

L'annuncite è la sindrome tipica della destra meloniana. Si annunciano provvedimenti epocali, le madri di tutte le riforme, ma in pratica si partorisce un topolino o, peggio, si fa il contrario di quello che si è annunciato. L'importante è fare una passerella mediatica a tutto beneficio della nostra Presidente del Consiglio. Visti i sondaggi, questo modo di fare agli italiani piace. Contenti loro! 

Questa singolare malattia sembra aver contagiato anche i partiti della destra a livello locale. Grandi annunci, pochi fatti. Guardate la questione del sindaco della nostra città.

Fratelli d’Italia, come diceva il babbo di Benigni, dice di essere già in campo, Forza Italia annuncia di essere “presente”, la Lega è pronta. Ma i candidati? 

Quelli di Forza Italia affermano “con forza” di avere un candidato “forte”. Non solo. Hanno anche elaborato un fortissimo “Progetto strategico per il Rinascimento della Città di Chiari”; progetto naturalmente di forte respiro che indichi fortissimamente gli obiettivi da raggiungere. 

Anche i Fratelli d’Italia hanno ”l’ambizione di avanzare” un loro candidato in “grado di generare entusiasmo tra gli elettori clarensi. Persona seria, coerente, determinata, disinteressata, aperta al dialogo, lontana da logiche personali e disponibile a impegnarsi a tempo pieno per amministrare Chiari”. Il nome di questo fenomeno? Rimane segreto. Forse lo sapremo dopo le elezioni.

E la Lega? Dopo la batosta rimediata nel 2019 “è pronta per governare la città nel 2024!”. Dovranno però trovare un candidato che un rigore a porta vuota riesca almeno a segnarlo. Quello che avevano scelto nel 2019, scappando dai confronti, era riuscito a perdere nella stessa giornata qualcosa come 2 mila voti. Riproporlo sarebbe pura strategia tafazziana.

In attesa di conoscere il nome di questi candidati attraverso un "annuncio" ufficiale, io faccio il tifo per Gabriele Zotti. Lui sì che è un grande. Si sente un leone, ma anche un guerriero. A me  personalmente richiama un lottatore di Sumo. Di quelli che si mettono al centro del tappeto

e non li schiodi manco con le ruspe. 


Elaborazione grafica Enzo Maragucci

Sarà pure un improbabile candidato, ma almeno con lui ci si diverte. Allegro, ironico, pronto alla battuta, è quello che ci vuole per dare un po’ di sapore a una minestra sciapita. Che poi Gabriele con l’Annunciazione ci sta proprio a pennello. Dai Gabriele, siamo tutti con te.

lunedì 13 novembre 2023

INUTILE PARACULATA

ll giovane Alessandro Cugini, durante una seduta del Consiglio Comunale della nostra Città, luogo dove le parole si dovrebbero sempre soppesare, ha usato il termine “paraculata” per definire una mozione presentata dalla maggioranza.


Alessandro Cugini

Ora, che il giovane-vecchio Alessandro Cugini usi un termine gergale in così alto consesso, non deve impressionare; la tradizione è quella salviniana delle sagre paesane, del bacia prosciutti e rosari, del cuore immacolato di Maria, degli altarini elettorali.  
Il problema semmai è che il vecchio Alessandro Cugini, autore di così aulica prosa, si presenti ancora come candidato sindaco. Lui che cinque anni fa ha sbagliato un rigore a porta vuota, quando la porta era larga non 7,32 metri,  bensì 14 metri e 64 centimetri.

Dio non voglia che la storia si ripeta (lo dico nell’interesse del centrodestra), ma se ciò dovesse accadere, prepariamoci a un profluvio di inutili paraculate cuginiane.

domenica 29 ottobre 2023

IL SINDACO DI CHIARI

"Dopo qualche settimana di profonda riflessione, rispondendo alla richiesta civica che mi è stata posta il 30 agosto, accetto di pormi al servizio della Città di Chiari candidandomi a Sindaco". Questa è l'apertura del "manifesto" con il quale Marco Salogni si è candidato a sindaco della Città. Con questo atto formale si definisce il campo progressista della politica clarense in vista delle prossime Elezioni Comunali. 

Domenico Codoni, assessore con importanti deleghe delle giunte Vizzardi, non ha ancora sciolto la riserva, ma è improbabile che non risponda positivamente alla chiamata del Sindaco e della lista civica Per una Chiari Virtuosa.

Per quanto riguarda il centrodestra, circolano vari nomi, ma aspettiamo le candidature ufficiali. 



Chiari

Sembrerebbe di capire che il centrosinistra consideri il primo turno elettorale come una sorta di primarie, attraverso cui scegliere il candidato per un eventuale ballottaggio. Sorgono però alcune domande e qualche dubbio. 

Come mai non si è scelto il meccanismo delle primarie, come fatto nel 2014?

Come mai, scartate le primarie, le liste che hanno concorso alla guida della Città per dieci anni, anni importanti per tutti i progetti realizzati, non sono riusciti a proporre una candidatura unitaria? 

Il sospetto è che la coalizione uscente ne esca abbastanza sfilacciata. Senza dimenticare il caso Arrighetti che tante polemiche ha sollevato in un passato non molto lontano, oggi si assiste a "un grande freddo" tra i Dem e Chiari Virtuosa. Il fatto che il PD di Chiari di fronte all’elezione a Consigliere Regionale di Vizzardi, a parte le congratulazioni formali espresse dal Capogruppo Goffi in Consiglio Comunale, non abbia speso neppure una parola per congratularsi, è la prova lampante di quanto i rapporti siano tesi. Evidentemente il Patto che prevedeva un coordinamento  politico guidato dal sindaco uscente “punto di equilibrio della maggioranza” (una specie di commissariamento), ha creato tra le due maggiori componenti della coalizione animosità e malumori.


L’indicazione di Marco Salogni fatta da un Gruppo Civico, che tanto civico non sembra visti i nomi di coloro che ne fanno parte, appare, al di là dei toni pacati usati del candidato, come la più divisiva. A Salogni, già presidente della Chiari Servizi Srl, società in house partecipata al 100% dal Comune di Chiari, il Sindaco Vizzardi aveva tolto la delega per motivi mai ben specificati, ma sicuramente non per una stravaganza. Proporre oggi un personaggio “dimissionato” e senza alcuna esperienza amministrativa, questa sì, sembra una stravaganza.


Marco Salogni


Governare un Comune come Chiari richiede capacità amministrativa e abilità a destreggiarsi nella complessa macchina comunale. Se questa capacità e questa abilità mancano o sono carenti, si rischia di consegnare le chiavi del Comune ai dirigenti o, peggio, si rischia di essere eterodiretti da persone che stanno al di fuori della Casa Comunale. L'umiltà, la disponibilità, la cortesia, sono virtù importanti solo se si sposano con la capacità e la competenza.

Inoltre, visti i precedenti, questa candidatura potrebbe rappresentare un guanto di sfida lanciato nei confronti di Massimo Vizzardi. Se così fosse, si rischierebbe una lotta all’interno della coalizione dagli esiti disastrosi. 


Domenico Codoni, che pur ha lavorato bene in questi nove anni di Amministrazione, deve dimostrare di sapersi affrancare da una tutela evidente. Quando si assumono cariche importanti, qual è quella di sindaco, occorre saper camminare con le proprie gambe e dare prova di personalità e autorevolezza.

 

Domenico Codoni

Sapere ascoltare è importante, ma lo è ancora di più avere una propria visione. Vedremo nei prossimi mesi quanta autonomia e capacità amministrativa sapranno esprimere i nostri candidati.


Il dubbio è che la scelta di due candidati potrebbe dare la possibilità al centrodestra di compattarsi. L’abbiamo visto più volte. A destra il potere è un collante formidabile. Se riescono a trovare un personaggio presentabile, il rischio per il centrosinistra è quello di consegnare la città alla destra, e questo dopo un decennio di buona amministrazione e risultati mai raggiunti nello spazio di così poco tempo.


mercoledì 15 febbraio 2023

Massimo Vizzardi

Era la prima volta che si votava a febbraio, dopo una campagna elettorale tanto breve quanto poco partecipata. Che non ci fosse entusiasmo lo si era visto dalle prime battute e infatti l’affluenza è stata bassissima. Tanto bassa da sollevare non pochi timori in coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia. Il risultato però è stato inequivocabile: 2 a 0 per la destra e palla al centro.

Il centrosinistra, più che mai lacerato da conflitti difficilmente componibili, è stato travolto dallo schieramento opposto con un risultato che non ammette attenuanti.  Compiacersi di essere il primo partito della parte perdente, significa sottovalutare la profondità della crisi che in questo momento travaglia tutto lo schieramento di centrosinistra, schieramento dove convivono, l’una contro l’altra armata, le tendenze più disparate: progressisti, massimalisti, populisti, moderati e chi ne ha più ne metta, in un caos di voci e programmi difficilmente conciliabili.

Non che la coalizione della destra sia immune da problemi. Le parole pronunciate da Berlusconi a urne aperte sulla guerra in Ucraina sono l’esempio della distanza che separa i vari partiti su questioni fondamentali della politica governativa. Eppure, nonostante queste differenze, la coalizione tiene, ha una sua coesione, un denominatore comune, fosse anche solo il mantenimento del potere. Da questa parte solo caos, astio e tafazzismo allo stato puro.


Eppure, in questa giornata non certo felice per la parte progressista del paese, un motivo per sorridere c’è stato: l’elezione a Consigliere Regionale del nostro Sindaco Massimo Vizzardi. Elezione importante per vari motivi:

- Innanzitutto perché non scontata. Massimo era il terzo della lista dietro a Guido Galperti, politico di lungo corso, già Senatore, Deputato, Consigliere Regionale, Provinciale e Comunale, e a Veronica Lanzoni responsabile della sezione Turismo di Azione. La tornata elettorale si presentava tra le più difficili da affrontare da parte del centrosinistra e il risultato finale ne è stata la conferma.

- Il consenso acquisito da Vizzardi nella nostra città (1080 preferenze), viene quasi triplicato a livello di Circoscrizione Brescia (3014 preferenze), segno che è stato fatto un grande e faticoso lavoro in tutta la provincia.




- A Chiari, la lista Calenda -Azione-Italia Viva si attesta al 20,88%, risultando seconda solo alla lista Fratelli d’Italia che ha conseguito il 24,63%. La Lega sprofonda al 16,32%, il PD si attesta al 12,45%. Naturalmente bisogna aggiungere che molti dei voti confluiti nella lista Calenda provengono dalla lista civica per una Chiari Virtuosa che ancora dimostra una forte vitalità e compattezza. Cosa buona in vista delle prossime Elezioni Comunali.

- Massimo Vizzardi porta in Regione Lombardia la sua esperienza di Sindaco e, naturalmente, le istanze del nostro territorio sempre ai margini della Provincia di Brescia e, assieme a Brescia, ai margini della politica regionale inevitabilmente Milano centrica. Non sarà un compito facile, ma può rappresentare per lui un’esperienza esaltante. Si trova a lavorare con un piccolo gruppo di consiglieri delle liste Moratti e Calenda che ha tra gli altri una Lisa Noja molto preparata e tosta. Sarà suo compito fare da tramite con la componente del PD bresciana che annovera persone a lui ben note (Del Bono - Cominelli). Non solo. I legami che si creeranno con altri consiglieri provenienti da altre realtà, allargheranno i suoi orizzonti e questo non può che essere un bene naturalmente per lui e di riflesso per noi. Naturalmente ci aspettiamo che mantenga forte il rapporto con il suo territorio e la sua città.

Certi che saprà farsi valere, non ci rimane che augurargli un buon lavoro e un grande in bocca al lupo. 

giovedì 9 febbraio 2023

CINEMA TEATRO S. ORSOLA

Nel gennaio 2018, mentre veniva su il Polo delle Primarie tra velenose polemiche alimentate da una Lega ancora indispettita dalla sconfitta elettorale del 2014, realizzai la slide " C'è chi costruisce scuole, c'è chi abbatte teatri", per ribadire che quelle polemiche venivano portate avanti da un partito che in modo del tutto avventato aveva distrutto il Cinema Teatro Comunale della nostra Città per realizzare il più clamoroso fallimento della Giunta Mazzatorta. 
Oggi, alla luce del progetto definitivo presentato dall'AmministrazioneVizzardi per la ristrutturazione del Cinema Teatro S. Orsola, quella frase potrebbe essere aggiornata nella seguente:
C’È CHI ABBATTE TEATRI, C’È CHI LI RISTRUTTURA.