venerdì 22 febbraio 2013

La marchetta


Volete parlare male del nostro Sindaco o avete per caso intenzione di criticare una sua decisione o ordinanza o decreto? Se vi passa per la mente una cosa del genere, vi dico che vi esponete a grossi rischi,  il più grave e pericoloso dei quali può essere rappresentato da un pungente  editoriale a tutta pagina pubblicato contro di voi su “Il Giornale di Chiari” o su “Brescia Oggi”.
Tutte le volte infatti che il Sindaco viene criticato da qualcuno, politico, giornalista, organo di stampa o semplice blogger che sia,  in suo soccorso accorre, come un super eroe dei fumetti,  il mega giornalista-direttore-editore Massimiliano Magli.   E’ successo con Striscia la Notizia, è successo con il fallimento del Polo della Cultura, è successo con il caso della “paghetta” del Senatore.
In tutti e tre i casi il nostro Sindaco Senatore è stato presentato da Magli come un “uomo del fare”, un innovatore, una novello Pericle che trasforma una sonnolenta cittadina di provincia  in una “piccola Atene”.
Il Sindaco di Chiari Sen. Mazzatorta
e il giornalista Massimiliano Magli

Tutti i fallimenti rimediati in questi anni: Poli Scolastici, Polo della Cultura, Stazione Ferroviaria, Caserma dei Carabinieri, Rotonde fatte e rifatte, per parlare solo di quelli più eclatanti, non sono addebitabili secondo il nostro bravo editorialista all’incapacità politica e amministrativa del Sindaco, ma alla pervicace offensiva oscurantista di un’opposizione incapace di cogliere nell’azione del Sindaco una visione riformatrice e rivoluzionaria.

Ora guardate all’ultimo caso scoppiato in casa Leghista. Esso viene fuori da dichiarazioni rilasciate alla stampa dal senatore Piergiorgio Stiffoni e da Manuela Maria Privitera, rispettivamente ex tesoriere del Gruppo al Senato della Lega e segretaria dell’ex tesoriere. Una vicenda quindi tutta interna alla  Lega che il “quotidiano di sinistra”  la Repubblica, come lo definisce Magli, ha semplicemente riportato (leggi qui).

Manuela Maria Privitera e Piergiorgio Stiffoni

Per Massimiliano Magli l’attacco del quotidiano di Ezio Mauro ha qualcosa di inquietante in quanto  l’articolo è stato realizzato “senza alcun contraddittorio”. Detto  da un giornalista che scrive molti dei suoi articoli a quattro mani con Sindaco e Assessori vari, fa sbellicare dalle risate. Detto da un giornalista che si inventa  interviste mai rilasciate, che scrive nefandezze contro il PD senza mai telefonare per  un  “contraddittorio”,  è tutta da ridere.
Magli incalza:  “ Il nostro Sindaco e Senatore ha rilevato mesi fa, proprio all’indomani della cacciata di Stiffoni dalla Lega, il difficile ruolo di Tesoriere della Lega al Senato e, udite udite, per essere Vicepresidente e Tesoriere percepiva 683 euro al mese. Chiunque di voi provi a chiedere a un commercialista di gestire un bilancio di 3 milioni di euro per 683 euro al mese se intende rimediarsi una figura da coglionazzo ”
Forse la figura di c... la rimedia Magli che non si accorge di dire una falsità. Quei soldi, la cosiddetta “paghetta”, il Senatore li percepiva indipendentemente dal suo incarico di Tesoriere. Tant’è che i soldi glieli accreditava la Privitera con bonifico sino al novembre del 2011 e successivamente in contanti. Mazzatorta diventa Tesoriere, udite udite, solo nell’aprile del 2012.
Ma Magli non si dà pace e vorrebbe chiedere al povero Senatore Mazzatorta, “messo in croce”  dal  “giornalista militante”  di Repubblica “se sia pazzo ad aver accettato un incarico tanto delicato per una cifra tanto risibile”.  E che dire della parola “paghetta”?  “La parola  ‘paghetta’  è una vergogna, è un attacco gratuito perchè la paghetta per i nostri adolescenti fa rima con elargizione gratuita di denaro. ...io mio figlio per 683 euro a gestire milioni di contributi pubblici non ce lo metterei nemmeno se morisse di fame...”
Il Senatore Sandro Mazzatorta

Forse al difensore della cause perse bisogna rammentare quanto scrisse Mazzatorta sulla questione  e quanto gli rispose Stiffoni.
Mazzatorta: “Cercare di far passare come regalia l’acquisto di materiale informatico, che invece è e resterà di proprietà del gruppo, è l’ulteriore maldestro tentativo di coprire le proprie gravi responsabilità alzando polveroni e gettando fango su altri.”
Stiffoni: “Invece di indignarsi tanto, strisciando con le unghie sui vetri, il senatore Mazzatorta provi a spiegare se gli acquisti fatti dai colleghi senatori alla Mediaworld con i famosi 2.000 euro a testa, consistenti anche di lavatrici, televisori e lavastoviglie per loro uso familiare, sono da considerarsi proprietà del Gruppo Lega Senato” (leggi qui) e (leggi qui).
Qui non si sta parlando di soldi versati dal Senato  ai vari Gruppi per il loro funzionamento, qui si parla di “uso improprio” di quei soldi. Se c’è stato uso improprio lo stabilirà la magistratura. Oggi siamo alle dichiarazioni dei protagonisti della vicenda, ripeto, tutti della Lega.
La questione, per quanto ci riguarda, poteva finire qui. Se i Senatori della Lega non hanno niente da nascondere allora nulla hanno da temere.
Ma Magli non si ritiene soddisfatto e, per fare una bella “marchetta” al Sindaco-Senatore, mette in mezzo come suo solito il PD.
Mezza pagina del suo editoriale è dedicata al Bilancio del Gruppo del PD al Senato. Per rendere maggiormente chiaro un qualcosa che ci sfugge, Magli si prende anche la briga di realizzare  una tabella che oltre ai dati del bilancio porta, in trasparenza, una foto della Senatrice del PD Anna Finocchiaro.  La nota è un cammeo “in sottofondo sua ‘maestà’ il presidente del gruppo senatori Pd Anna Finocchiaro, ricandidata dopo 2 mandati alla faccia del rinnovamento”.
La Senatrice del PD Anna Finocchiaro

Ma tutto questo spreco di inchiostro è servito a dimostrare cosa? L’unica cosa che è riuscita a dimostrare è che il Bilancio del Gruppo PD al Senato è pubblico, chiaro, certificato e, quel che più interessa, non rileva utilizzi impropri di soldi pubblici (leggi qui). La stessa cosa si può dire del Bilancio del Gruppo senatoriale della Lega? Nonostante le nostre lunghe ricerche non siamo riusciti a trovarlo da nessuna parte.  Forse il relativo link ce lo può fornire Magli o il Senatore Mazzatorta. Aspettiamo fiduciosi.
Nell’attesa osserviamo quanto il nostro Magli sia  “politicamente equidistante dalla porcheria politica”. Non tanto equidistante però.  Da una parte, per i servizi che rende, egli riceve ogni anno bei soldini. Forse nell’accordo  c’è anche l’obbligo di scrivere un giorno sì e l’altro pure articoli encomiastici sui grandi progetti  realizzati dal  Sindaco Mazzatorta e dalla sua Giunta.  Tuttavia per essere equidistanti, una volta la settimana è obbligato a scrivere qualche infamia nei confronti del PD.   

domenica 6 gennaio 2013

La "paghetta" del Senatore


Questo è quanto scrive oggi il quotidiano la Repubblica (leggi qui) a proposito di stipendi e benefit ricevuti da senatori della Lega Nord  “soldi extra rispetto alle già ricche retribuzioni degli onorevoli”. Manuela Maria Privitera la segretaria dell’ex tesoriere del gruppo al Senato della Lega, senatore Piergiorgio Stiffoni, rivela l'esistenza di bonifici corrisposti fino al novembre 2011 "con disposizione permanente ai senatori componenti l'ufficio di presidenza: Bricolo 2.028 euro, Bodega 778 euro, Mazzatorta 683 euro".

Senatore Sandro Mazzatorta

Dopo quella data, alla lista veniva aggiunto Roberto Calderoli (2.000 euro mensili) e i pagamenti venivano effettuati in contanti, con tanto di ricevuta rilasciata. Soldi, regolarmente in nero, venivano anche dati ad addetti stampa, segretarie, dipendenti vari e utilizzati per affitti e spese telefoniche.

Se quello che afferma la Privitera corrisponde al vero lo stabilirà il Tribunale, quello che più interessa e che la politica venga liberata una volta per tutte da affaristi e malversatori, a qualsiasi partito o movimento appartengano.
Chi pensa di vivere di politica, chi pensa che la politica non sia un servizio temporaneo reso ai cittadini ma una carriera, chi pensa che la politica sia il mezzo più rapido per fare soldi, deve essere buttato fuori a calci nel sedere. Se non lo faranno le segreterie dei partiti lo devono decidere i cittadini con  il loro voto. E’ il minimo che si possa fare per rendere un po' più decente questo benedetto Paese.

giovedì 13 dicembre 2012

Un'occasione persa?


In merito alla discussione che si sta svolgendo nella nostra Città sulla questione Golf-Fondazione, ricevo e pubblico volentieri il seguente contributo di Mario Belotti:

Il terreno dove sorgerà il campo di golf della Morcelliana


"Ultimamente si sta facendo un gran parlare del caso Golf/Fondazione e anche io vorrei rendere esplicita una mia riflessione, già condivisa con qualche amico.
Il mio ragionamento sarà molto semplice e toccherà 3 punti: 

- lo sport, i giovani e la scuola.

Per quanto riguarda lo sport, la riflessione parte da una domanda: perché mettere a disposizione i terreni della Fondazione proprio per un campo di golf e non, per esempio, per un poligono di tiro o per un circuito di motocross? Ci sono parecchi giovani  che potrebbero cimentarsi con successo in queste discipline.
Ci potrebbero essere altri sport da citare, ma mi limito a questi due per far capire perchè si è scelto proprio il golf. La risposta  è molto semplice: perché è  l’unica  struttura sportiva che porta con sé la possibilità di edificare delle abitazioni (normalmente in terreni non edificabili).
Logo Golf Fondazione Istituto Morcelliano

Per quanto riguarda i giovani, la cosa si fa più complessa ed ha anche a che fare con il titolo che ho voluto dare a questa mia riflessione. Sì,  penso proprio che si sia persa un’occasione.
E’ possibile che una fondazione che ha al centro delle proprie finalità  i giovani, con i loro problemi e i loro bisogni,  non abbia nemmeno preso in considerazione il fatto di poter mettere a loro disposizione questi terreni?  Magari ricercando nell’agricoltura la possibilità di creare lavoro.  Per esempio con un’agricoltura biologica o sperimentale oppure con la ricerca e l’innovazione di strumenti per l’agricoltura da testare sul campo, magari con l’aiuto di consorzi provinciali o regionali che esistono. Oppure mettendo a loro disposizione anche la quota di cascine e capannoni che insistono su quell’area,  senza bisogno di costruire qualcosa di nuovo. Oppure ancora creando una cooperativa di giovani che lavorano, producono un proprio reddito e danno “qualcosa” alla Fondazione, che a sua volta potrebbe mettere quanto avuto a disposizione di progetti, quali per esempio, borse di studio per giovani che studiano Agraria o qualcosa di simile. In una cooperativa, poi, si potrebbero far interagire anche quei giovani portatori di handicap che sono parte integrante delle finalità della Fondazione.
Io penso che una fondazione come la Morcelliana dovrebbe mettere in atto tutte le strategie possibili per dare risposta al proprio statuto, non soltanto nella raccolta di fondi da mettere a disposizione di … ma anche rendendo protagoniste le persone, in questo caso i giovani, che sono i soggetti principali del suo statuto.
Io non voglio credere che la Fondazione non sarebbe stata in grado di creare un equipe per elaborare un progetto di questo tipo. Visto che ha avuto la capacità di trovare 20 tecnici/consulenti per quanto riguarda  golf/abitazioni/scuola  (professionisti che sono comunque pagati), avrebbe potuto tranquillamente trovare persone con cui elaborare un “progetto” per e con i giovani.

L’ultima riflessione la vorrei fare sulla scuola, che sembra essere la motivazione principale di tutta questa discussione in merito al golf. La Fondazione dice che metterà a disposizione della Città di Chiari una scuola e tutto ciò che va a corredo, dando così una risposta ad una richiesta che c’è effettivamente sul territorio. A mio parere, però, non spetta ad una fondazione dare questa risposta (si possono eventualmente trovare delle forme di collaborazione e sostegno) ma spetta sicuramente all’AMMINISTRAZIONE COMUNALE.
Non è la prima volta che lo dico: se l’Amministrazione Comunale invece di progettare e pensare alla caserma dei carabinieri (costo più di 4,5milioni di euro) oppure alla sistemazione del viale Mazzini, oppure, come si è detto tante volte, alle spese più che abbondanti per rotonde e museo della città, investisse questi soldi nel proprio futuro andando a sistemare le scuole “lì dove sono”, salvaguardando un proprio patrimonio e allo stesso tempo mettendo a disposizione dei giovani delle scuole dignitose, a mio avviso farebbe la cosa migliore, senza bisogno di delegare sempre ad altri quelle che sono le proprie responsabilità e competenze.
Chiari - Scuola Martiri-Pedersoli

Apro una parentesi sulla ristrutturazione delle scuole.  Esse vanno lasciate proprio nel punto dove ora si trovano perché ritengo che quello sia il posto più bello in assoluto dove mandare a scuola i nostri figli: sono vicine alla città, sono vicine alla biblioteca, alla pinacoteca, ai monumenti storici…. Se qualcuno ha la possibilità di salire al primo piano della scuola Martiri-Pedersoli e guardare fuori dalla finestra in direzione del centro potrà vedere quanto è bella Chiari vista da quella prospettiva. Difficilmente poi si potrà pensare di collocare le  scuole in un altro luogo.

Vorrei, infine, ricordare che questa mia riflessione è personale anche se condivisa da parecchie persone e gli esempi che ho citato sono solo degli esempi ma possono diventare realtà. E’ possibile mettere in campo ulteriori idee e progetti, solo se si è disponibili a  un serio CONFRONTO da parte di tutti.
Auspicherei che la Fondazione si mettesse per un attimo in stand-by e provasse a confrontarsi seriamente anche con chi non la pensa allo stesso modo ma che ha comunque a cuore il futuro di questa nostra città, e soprattutto dei suoi giovani e delle future generazioni.

Mario Belotti "

venerdì 30 novembre 2012

Il salotto del Sindaco

Quelle che pubblico stamattina sono foto che farei volentieri a meno di pubblicare. Ma la realtà non sempre è piacevole e non sempre è quella che ci viene descritta dai politici che ci governano e da certi organi di informazione interessati.
Come ho affermato più volte la stazione di Chiari è il paradigma della politica dell'Amministrazione Mazzatorta e in particolare del suo sindaco. Politica fatta di parole altisonanti, facile propaganda  e  auto promozione.  I fatti però, con la loro cruda verità, riescono spesso a squarciare questo velo di ipocrisia.
La stazione, diventata un "salotto" secondo le ormai famose parole del nostro sindaco, si rivela invece per quello che è: luogo di degrado, regno della sporcizia e dell'abbandono. 
La montagna di soldi spesi da questa Amministrazione per fare della stazione una decorosa  porta di ingresso alla città, sono stati buttati al vento.
Ecco come si presentavano i bagni ieri mattina alle 9,45. Un vera vergogna per la nostra città:







martedì 27 novembre 2012

Analisi primarie


Ora che il primo turno delle Primarie si è concluso e le bocce sono quasi ferme, cerchiamo di analizzare lo scenario che si è determinato.
Il primo dato che salta all’occhio è la grande partecipazione popolare. Tre milioni e cento mila persone che vanno a votare, pagando anche di tasca propria, è un fatto democratico di grande rilievo, che fa giustizia di tante analisi che vedono ormai una frattura insanabile fra rappresentanti e rappresentati, fra politica e società. Anche a Chiari c’è stata una buona partecipazione, al di là di ogni più rosea aspettativa.
Certo, in Italia c’è una profonda crisi della politica e dei partiti, messa in evidenza da un’astensione al voto che in alcune realtà è un fatto veramente preoccupante. Ma  esiste anche una parte della società che non vuole rassegnarsi all’ineluttabilità del declino.  Pur tra molti mugugni, lamentele e incazzature, crede fermamente che la democrazia sia un bene da salvaguardare a tutti i costi e con la sua partecipazione attiva sembra indicare ai partiti politici la necessità di una loro riforma.

I risultati delle primarie hanno indicato che non esiste un candidato che gode della maggioranza più uno degli elettori del centrosinistra. Al ballottaggio andranno Bersani e Renzi che appartengono allo stesso partito e che hanno ottenuto rispettivamente il 44,9 e il 35,6 dei consensi.
Bersani ha vinto, ma Renzi ha ottenuto un grande risultato. Sia l’uno che l’altro sono espressioni dell’elettorato del PD anche se di qualità diversa.
Bersani in quanto segretario rappresenta l’intero partito, ma a lui guarda con interesse e forse con affetto quella parte di elettorato più radicata. Non solo quello che, a volte con tono spregiativo, si definisce “apparato”, non solo lo zoccolo duro del partito (ex Ds ed ex Margherita), ma anche coloro che credono in una politica fatta di serietà e cose concrete. E’ un elettorato in buona parte costituito da persone mature, anche se non mancano i giovani.
Renzi è, in linea di massima,  il campione dell’elettorato di opinione. Il suo fare spigliato e alcune volte sfrontato fa breccia in un elettorato giovane che ha voglia di emergere e chiede rappresentanza. I sostenitori del “ragazzetto”, come lo ha definito Marini,  si destreggiano bene con i nuovi mezzi di comunicazione e trovano nei social network  i luoghi deputati per i loro incontri e le loro discussioni.
In questo momento queste due fasce di elettorato sono in una fase di contrapposizione. I primi rinfacciano ai secondi di non contribuire al progresso e al miglioramento del partito, chiamandosi fuori dall’organizzazione delle singole istanze territoriali e dei problemi reali del Paese, i secondi rinfacciano ai primi di occupare i posti di comando, non lasciando spazio alle nuove leve. Il termine “rottamazione”, pur con la brutalità che lo contraddistingue, vuole esprimere una richiesta di profondo rinnovamento, non solo del partito, ma dell’intera società.
In questa settimana questi due schieramenti si confronteranno, forse anche aspramente.
Primarie a Chiari

Esprimono entrambi esigenze reali. Non esiste partito e quindi vera rappresentanza se non c’è organizzazione territoriale. Il voto di opinione è quanto mai importante ed esprime istanze che arrivano dal profondo della società. Se esse però rimangono nell’ambito di discussioni interessanti e non si trasformano in proposte politiche praticabili, allora rischiano di rimanere sterili. Dall’altra parte se non ci si apre a un profondo rinnovamento, dando rappresentanza alle nuove generazioni, riformando anche il modo di fare politica, allora si rischia di rimanere rinchiusi nelle casematte della conservazione.
Dopo le Primarie queste due anime devono cercare di trovare una sintesi. Perchè solo così è possibile attrezzarsi al meglio per affrontare i tanti e gravi problemi del nostro Paese.
Là fuori non ci aspetta una bella situazione. La crisi economica e sociale sta mordendo nel profondo. Il problema del lavoro sta diventando esplosivo e il caso Ilva ne è l’esempio più eclatante. Un diverso modo di produrre e di consumare si rende ormai necessario se non vogliamo rischiare il definitivo declino. Uno svecchiamento e un rinnovamento del nostro apparato statale è indispensabile. Occorre affrontare una volta per tutte la spinosa questione dei nuovi diritti.
Italia. Bene Comune vuol dire mettere l’Italia prima di ogni interesse particolare. Sia questo lo slogan del nuovo PD.  

martedì 13 novembre 2012

Primarie

Questa è un'immagine tratta dal sito nazionale del PD . Non penso che l'idea sia quella di rappresentare i candidati alla primarie come super eroi. Trattando la cosa con auto ironia si vuole affermare invece l'esatto contrario. L'era dei super eroi è finita. L'uomo solo al comando che ti risolve i problemi ha fatto il suo tempo. Ora è tempo di serietà e competenza, non disgiunte da una certa leggerezza. Prendersi un po' in giro è il metodo migliore per togliere sacralità al potere e renderlo più umano.


domenica 14 ottobre 2012

Requiescat in pace


Vicenda Polo della Cultura - Eleca chiede il Concordato Preventivo

La vicenda del Polo della Cultura è tutt’altro che chiusa. Siamo invece arrivati al punto che abbiamo sempre paventato e che mette la Giunta Mazzatorta in profondo imbarazzo. La Eleca Spa il contraente dell’operazione da 20 milioni di euro che avrebbe dovuto offrire “a Chiari il più importante e suggestivo contenitore culturale degli ultimi 50 anni”, ha presentato domanda di concordato preventivo, stremata al pari di altre aziende del settore da una crisi che sembra non  finire mai.
Se “pietra tombale” deve essere posta, la si deve mettere alla progettualità di questo Sindaco e di questa Giunta, caratterizzata da superficialità e pressapochismo.  Altro che piagnucolare sui modi “a dir poco scorretti” dell’opposizione!  Qui se c’è uno che è stato scorretto quello è stato il Sindaco Sandro Mazzatorta. E non glielo dice “un povero cristo” che scrive su un piccolo blog,  glielo ha detto in sede più prestigiosa il principale esponente della sua stessa maggioranza, salito ora a più alti incarichi. Sì, parliamo di Massimo Ghilardi che in una drammatica riunione del Consiglio Comunale di Chiari ebbe a dire “Andammo alle elezioni con un progetto morto, consapevoli che ci portavamo appresso un cadavere” . E poi “Mi sarei aspettato che il responsabile, cioè il Sindaco, facesse un passo avanti e si assumesse la responsabilità di quello che è, a tutti gli effetti, un fallimento politico”.  Parole pesanti come macigni che ci fanno intendere di chi sia effettivamente la responsabilità di questa sciagurata operazione. Altro che  “operazione fallita  a causa dei problemi incontrati dalla società di Cantù” ! 
Sede della Eleca di Cantù

Oggi i principali artefici di questo capolavoro, sostenuti dai soliti megafoni, cercano delle scusanti, nel vano tentativo che questo disastro di natura economica e politica e le relative responsabilità siano stornati dalle loro teste.
E allora ascoltiamo attoniti l’accorato lamento del Sindaco che dice “Quando incontri sulla tua strada una società che presenta carte ottime, ma che poi nel retrobottega conserva cattive sorprese, ci si può fare ben poco. Certamente la crisi ha pesato, ma poi evidentemente Eleca ci ha tenuti all´oscuro di elementi di fragilità che diversamente ci avrebbero spinto altrove” (Brescia Oggi 10/10/2012). 
Ma te pensa..! E chi era che frequentava quel “retrobottega” ? Eleca non era forse quell’azienda, tanto decantata dal sior Sindaco,  disposta a investire a Chiari la bella cifra di 17 milioni di euro?  Eleca non era quella azienda strutturata in più  divisioni operative per offrire quello che  si definisce servizio “chiavi in mano”? Eleca non era quell’azienda, affiliata alla Compagnia delle Opere, che ha lavorato per Regione Lombardia, Ferrovie Nord, Velodromo di Montichiari, Palazzo del Ghiaccio di Courmayeur, Stadio delle Alpi di Torino, Complesso Immobiliare Ripamonti di Milano ecc. ecc. ? Tutti progetti prestigiosi che non potevano certo essere portati a termine da un’azienducola qualsiasi. Come mai ora esce questa storia  che la “Eleca ci ha tenuti all´oscuro di elementi di fragilità che diversamente ci avrebbero spinto altrove”?  Si vuole con questo affermare che c’è stato dolo da parte del contraente e che le responsabilità del fallimento del Polo della Cultura sono da attribuire  esclusivamente ad Eleca, i cui presunti  elementi di fragilità sono stati tenuti nascosti?
Il cantiere del Polo della Cultura

E no, non ce la potete venire a raccontare così. Voi eravate perfettamente al corrente delle potenzialità della Eleca Spa, alla quale avete chiesto di confezionare un progetto da 20 milioni di euro che ha triplicato i volumi previsti dal progetto Caputo. Per realizzare questa bella speculazione edilizia e commerciale, avete concesso al contraente ogni beneficio possibile e immaginabile, di cui abbiamo più e più volte parlato (leggi qui). Eppure il progetto è saltato.
Sì c’entra la crisi, ma la crisi non spiega tutto. Forse sarebbe il caso che qualcuno finalmente ci venisse a spiegare chi stava dietro quella Fiduciaria Svizzera che deteneva di fatto il capitale della Eleca Chiari Srl.  E’ vero o non è vero che l’impalcatura ha incominciato a scricchilare nel momento in cui questo “piccolo” particolare è diventato di pubblico dominio ? 
Questa del Polo della Cultura di Chiari è come un gioco degli specchi, in cui le immagini dei protagonisti  si riflettono e si rimandano  in un alternarsi continuo di scenari cangianti. Esistono protagonisti ed esistono comprimari.  E se il protagonista principale e quindi il maggior responsabile è il nostro Sindaco, vi sono anche comprimari che via via hanno assunto un ruolo di primo piano.  Parliamo dell’Architetto Aldo Maifreni, responsabile primo dell’abbattimento del Cinema Teatro Comunale e collaboratore stretto di Mazzatorta in tutta la vicenda.  A sentire le sue parole “la fideiussione è stata firmata con la società assicurativa Elvethia che garantirà il pagamento anche in caso di insolvenza della società messa in liquidazione”,  viene da sbellicarsi dalle risate.  Maifreni è quello delle frasi famose. E’ sua per esempio la perla delle rotonde realizzate “in prezioso materiale lapideo”.  Come per le rotonde fatte e rifatte, anche questa della fideiussione sarà l’ennesima bufala. Non solo non tutela il Comune da ogni rischio di insolvenza, ma è stata attivata per un importo di poco superiore ai 400 mila euro, a fronte di 1,5 milioni sborsati dal Comune e senza contare il valore del Cinema Comunale.
L'ex Cinema Teatro Comunale in fase di demolizione

I nostri amministratori pensano che l’avvio della procedura concorsuale li metta al riparo da ulteriori sorprese? Si sbagliano di grosso!
Non c’è niente da fare questa vicenda del Polo della Cultura è nata male e si sta concludendo anche peggio. Quello che doveva essere un faro luminoso acceso sulla sonnolenta Chiari, si è tramutato nel tempo in un lumino da cimitero. D’altra parte la vicenda ha sempre richiamato immagini raccapriccianti: progetto morto, cadavere da tumulare e ora, per finire, pietra tombale. Requiescat in pace e amen.

martedì 9 ottobre 2012

Mino Martinazzoli

‎"Valore e limite della politica" un libro di Paolo Corsini su Mino Martinazzoli. 

Ne discute con l'autore Claudio Baroni.




venerdì 21 settembre 2012

I mirabolanti progetti del don - 1


Campo fotovoltaico e foresteria

L’Istituto Morcelliano, fondazione ormai bicentenaria, è nata per impulso dell’Abate Antonio Morcelli con  finalità di solidarietà sociale e con lo scopo di arrecare benefici a persone svantaggiate per condizioni fisiche, economiche, sociali e familiari, in particolare giovani.
Negli ultimi anni, l’attività della Fondazione si era limitata a poca cosa e il grande patrimonio accumulato nei secoli, era rimasto inoperoso, ma abbastanza integro nella sua composizione.
L’intraprendente don Alberto Boscaglia, assunta la presidenza dell’ente, ha pensato bene che fosse giunto il momento per una svolta. Era necessario “valorizzare” quel patrimonio per adeguarlo alle finalità della Fondazione.
Fin qui io capisco tutto e penso che una equilibrata riconversione del patrimonio fosse possibile, anzi auspicabile, per consentire di avere maggiori entrate (rendite) da destinare al soddisfacimento delle finalità dell’Istituto.

Incomincio a non capire più quando viene deciso di modificare lo Statuto dell’ente, inserendovi quella clausola che prevedeva la cessione senza corrispettivo di parte del patrimonio ad altri enti. Praticamente uno smembramento della Fondazione, con cessione al Comune di Chiari di metà del patrimonio e la rinuncia da parte di quest’ultimo al proprio rappresentante in seno al Cda. L’inserimento dell’istruzione dei minori nelle finalità della Fondazione è una conseguenza di tale decisione, in quanto il Comune ha interesse a costruire un polo scolastico con i soldi della Morcelliana e la donazione modale doveva servire a vincolare l’ente Comune a utilizzare quei soldi solo  per quello scopo.
Qui non siamo più nell’ambito della “valorizzazione” del patrimonio dell’ente, siamo alla sua spartizione, siamo alla cessazione della Fondazione come tale, con divisione delle sue spoglie in parti uguali fra Comune e Parrocchia.
Non richiamerò i passaggi attraverso cui questo progetto è miseramente naufragato. Per chi volesse approfondire può leggere qui.
Oggi voglio limitarmi a discutere dei progetti realizzati o in corso di realizzazione, per la riconversione di questo patrimonio.
Preliminarmente dico che sarebbe cosa buona, vista la vivace discussione in corso, che su tutte le iniziative messe in piedi da don Boscaglia,  ci fosse la massima trasparenza. Sarebbe utile che per ogni operazione posta in essere dal CdA della Fondazione, operazioni che interessano l’integrità del suo patrimonio e la sua posizione debitoria, fosse fornito ogni dettaglio. Ciò allo scopo di fugare ogni sospetto e di  consentire ai cittadini di Chiari, veri proprietari dell’ente, di  farsi un’idea precisa di quanto sta avvenendo.
Chiari - Campo fotovoltaico  della Morcelliana

Iniziamo dal campo fotovoltaico. Si tratta di un impianto di 1000 kW realizzato nelle vicinanze della località Santellone su un terreno di 22 mila mq di proprietà della Fondazione. Il costo dell’impianto è di 3 milioni e 180 mila euro, oltre IVA del 10%. Insomma 3 milioni e mezzo di euro. Esso è stato concretizzato attraverso la vendita di un terreno di 7,6 piò che ha fruttato 300 mila euro e l’accensione di un mutuo di 3 milioni 180 mila euro al tasso fisso del 4%, da rimborsare in 12 anni. La rata fissa è di circa 333 mila euro. Alla fine del periodo la Fondazione avrà sborsato qualcosa come 4 milioni di euro circa.
Lasciando da parte per un momento  i problemi relativi all’utilizzo di terra coltivabile per impianti di questo tipo, cosa dai più ritenuta dannosa e controproducente ai fini di uno sviluppo equilibrato del territorio, qui preme mettere l’accento su un fatto. L’operazione è meramente speculativa e si tiene in piedi solo grazie agli incentivi generosamente dati dallo Stato italiano. Senza quegli incentivi l’operazione sarebbe in perdita.
Chiari - Campo fotovoltaico della Morcelliana in via Vecchia per Pontoglio
Ora Francesco Giavazzi, il super consulente incaricato dal Consiglio dei Ministri per la spending review relativamente agli incentivi dati alle imprese, in un suo recente intervento presso una nota trasmissione televisiva, ha detto chiaramente che gli incentivi per questi impianti sono spesi male perchè si tratta di tecnologia ormai obsoleta. Il ragionamento è questo: non è possibile ed è economicamente sbagliato dare incentivi per 20 anni per sostenere una tecnologia già oggi vecchia. Meglio sarebbe togliere questi incentivi e indirizzare i soldi altrove, come ha fatto la Spagna. Probabilmente è solo un’ipotesi di scuola, ma quando si è con l’acqua alla gola si possono prendere decisioni drastiche. Vedi normativa sulle pensioni cambiata dall’oggi al domani senza tanti problemi.
Cosa succederebbe alla Fondazione se questa ipotesi diventasse realtà? Sarebbero cavoli amari.  E’ da sperare che ciò non avvenga, ma come si può vedere anche un’operazione che sembrava tranquilla, oggi presenta qualche incognita.
Chiari - Foresteria presso l'Istituto Morcelliano

Foresteria. Si tratta di alloggi - sette monolocali e quattro bilocali - realizzati nell'ala sud dell''Istituto Morcelliano. Il valore dell’operazione è di 1 milione e mezzo di euro e avrebbe dovuto essere finanziata con il ricavato del fotovoltaico. Come si può comprendere, per il momento ciò non è possibile. La Fondazione ha dovuto accendere un mutuo di 1,5 milioni di euro, i  cui termini (rata, durata, tasso) non sono al momento conosciuti. Riusciranno gli affitti a ripagare le rate del mutuo? Ne dubitiamo. Come dubitiamo che l’affitto dei monolocali e bilocali sia destinato a “giovani in difficoltà”, visto che lo stesso don Alberto ha parlato di locali “da concedere in locazione a un canone calmierato a maggiorenni, medici o insegnanti”. Quindi, per il momento, questa operazione è in perdita e lo sarà per parecchi anni, non porta maggior reddito alla Fondazione e non risponde alle finalità dell’ente.