
Tutto ha inizio con un’interrogazione in Consiglio Comunale. Allo scopo di ritagliarsi un po’ di spazio mediatico Vizzardi e Riccardi (il duo meraviglia dell’Udc) pensano di calare un affondo su un tema sempre popolare: il pallone. A pretesto ci sono gli scarsi risultati della squadra (non retrocessa per puro miracolo) e vengono presi di mira il Presidente di Chiari Calcio, Enio Moretti e l’Amministrazione Comunale, rea di prestare poca attenzione alle politiche giovanili. Personalmente seguo sempre con attenzione l’attività di questi due giovani politici, ma in questo caso penso che potevano esimersi dall’innescare una polemica che alla fine gli si è ritorta contro.
A Chiari ci sono già abbastanza problemi da risolvere e non era proprio il caso di entrare in tackle scivolato su un terreno così difficile, dove agiscono persone la cui suscettibilità è proverbiale.
Comunque, l’iniziativa crea uno sconquasso. Il primo a offendersi è lo sponsor, ossia Giovanni Pagani, Amministratore Unico della Fin Beton, che approfittando dell’assist offerto da Vizza e Ric, dichiara in modo ufficiale di rinunciare alla sponsorizzazione.
Ora a me questa cosa della rinuncia dello sponsor per un attacco politico di due esponenti della minoranza consiliare, mi fa proprio scompisciare. Certo, può essere fastidioso che due "pivellini" della politica siano venuti a rimestare l’acqua nel mortaio del pallone, ma che si rinunci a finanziare la squadra del proprio paese, solo per questo, mi sa proprio di pretesto.
In periodo di crisi, i soldi sono sempre di meno e pertanto il braccino diventa sempre più corto. Quello che ieri poteva essere consentito dai bilanci aziendali, perchè creava un importante ritorno d’immagine e crediti di riconoscenza, oggi diventa più complicato. Quale migliore occasione per sfilarsi da un impegno non più strategico, tanto per usare un termine caro al nostro Sindaco?
In periodo di crisi, i soldi sono sempre di meno e pertanto il braccino diventa sempre più corto. Quello che ieri poteva essere consentito dai bilanci aziendali, perchè creava un importante ritorno d’immagine e crediti di riconoscenza, oggi diventa più complicato. Quale migliore occasione per sfilarsi da un impegno non più strategico, tanto per usare un termine caro al nostro Sindaco?

Questi sono i veri valori di una società unita e solidale, viva e partecipe. Cosa vuoi che ne capiscano due giovani politici "rampanti e furbetti", autori di un attacco "infame e proditorio"!
2 commenti:
Ora...anche io credo (pur essendo appassionato di calcio) che questo sia l'ultimo dei problemi: sciolgano la squadra e ricomincino dalla 3 categoria: non è che siamo o meglio sono (mai tifato Chiari e mai lo tiferò per questioni di rispetto personali) in serie A, che puntino sui giovani e li valorizzino, come in passato han sempre fatto (certo era un altra società, era FC e non AC).
Massimiliano Bettoni
NB mai che uno si firmi, conigli
http://www.udc-chiari.it/2010/06/20/chiari-calcio-1912/
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