mercoledì 25 gennaio 2012

Omaggio a Giovanni Repossi

Intervista alla Prof.ssa Ione Belotti
Presidente della Fondazione Morcelli-Repossi

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sabato 14 gennaio 2012

Terra bruciata

Chiari è stata per molto tempo una città tranquilla, ordinata, pacifica. Certo conservatrice, cioè diffidente rispetto a tutte le correnti progressiste che hanno attraversato il nostro Paese, forse sonnolenta, forse anche un po’ pigra, ma mai cinica, mai disinteressata alle difficoltà degli ultimi. Prova ne siano le tante associazioni di volontariato che operano sul nostro territorio e le tante Fondazioni, già Opere Pie, che una borghesia illuminata e un clero operoso hanno  creato nel tempo per l’assistenza a persone povere e disagiate.
Il centro storico di Chiari
Queste Fondazioni hanno attraversato indenni la storia, giungendo magari un po’ malconce sino ai giorni nostri. Alcune di esse, come detto “garbatamente” dal nostro Sindaco, sono proprietarie di “patrimoni talmente sterminati che è meglio non saperlo”. Ma il non saperlo non esime certo dal desiderarli, visto che “in questo Comune abbiamo bisogno di tante cose e non abbiamo voluto mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.
Bene. Ora che tutto quello che c’era da vendere del patrimonio comunale è stato venduto, ora che i tanto sbandierati soldi piovuti da Stato, Regione e Provincia sono stati spesi, cos’è che rimane in tasca a questa Giunta per fare qualcosa di decente e far vedere di esistere nel suo secondo mandato?
I  tanti progetti che avrebbero dovuto svegliare la sonnolenta Chiari dal suo lungo torpore, sono rimasti, ahimè, sulla carta. I Poli scolastici, la Caserma dei Carabinieri, la riqualificazione di viale Mazzini, per non parlare di quel capolavoro mai nato del Polo della Cultura, sono lì a testimoniare il fallimento di una politica fatta di tanti annunci, molte parole e pochi fatti.
Ora è giunto il tempo per il Sindaco Mazzatorta di rompere gli indugi e sfilarci dalle tasche, applicando l’Addizionale Irpef, la bella somma di 1 milione di euro. Ma capite bene che una cosa è mettere una tassa e un’altra cosa è avere la disponibilità immediata di quei soldi. E’ un bel problema!
Come un problema è quello della impossibilità di indebitare ulteriormente il Comune o di incassare,  causa la crisi,  quegli oneri di urbanizzazione che in passato si sono utilizzati a piene mani. 

Le Fondazioni di Chiari
Cosa rimane allora di già pronto nella nostra “carte du jour”? Beh, c’è la grande portata delle Fondazioni, ripiena di euro inoperosi, farcita di cespiti pregiati che possono alimentare lucrose provvigini e begli affari se si sa come collocarli sul mercato.  Per non parlare poi dei lavori che si avviano e dei guadagni che si realizzano. In un mercato immobiliare fermo, si tratta di una bella manna. Tanto non si spende e non si rischia "di proprio".
Si è incominciato con la Fondazione Saturno-Corradini, il cui patrimonio, dopo il suo azzeramento, è passato nelle disponibilità del Comune (660 mila euro).
Si è proseguito con l’Istituto Morcelliano. Qui il patrimonio “non è poco”: si parla di oltre 10 milioni di euro, che nelle intenzioni avrebbero dovuto essere divisi a metà fra il Comune e la Parrocchia, “metà di qua e metà di là”, secondo le illuminanti parole del nostro Sindaco. L’affare per il momento si è arenato e il Presidente don Alberto Boscaglia è stato costretto a rassegnare le sue dimissioni e a riporre nel cassetto il grandioso progetto del golf a nove buche contornato da meravigliose ville di lusso.
L’Opera Pia Bettolini invece il suo progetto l’ha avviato. Raso al suolo il Centro Diurno costruito all’inizio degli anni ’80 con i soldi derivanti dalla vendita di parte del proprio patrimonio immobiliare, ha intenzione di realizzare degli immobili che dovrebbero essere destinati, in parte a uso commerciale, in parte ad uso abitativo.
Altrettanto sembra voler fare la Fondazione Bertinotti Formenti con  la sistemazione del grande edificio delle ex Derelitte.  Qui la spesa dell’operazione ammonta a quasi tre milioni di euro e sembra  comportare un codicillo, almeno stando a quanto riportato da giornali di solito ben informati su quello che avviene nei palazzi della politica.
Il codicillo riguarda l’ex Conventino che nella ipotesi dovrebbe essere  destinato “al mercato immobiliare, con soluzioni residenziali o direzionali”.
Come si vede, stiamo parlando di operazioni immobiliari importanti destinate a muovere corposi interessi.
In tale contesto, quello che rimane non detto è l’aspetto socio-assistenziale. In tutti gli articoli apparsi sui giornali locali, sui resoconti delle varie agenzie di informazione del Comune e sulle interviste rilasciate dai nostri pubblici amministratori , ci si dilunga molto sugli aspetti immobiliari, ma poco o nulla si dice sugli aspetti che dovrebbero più interessare e che sono quelli che attengono alle politiche socio-assistenziali delle Fondazioni e di conseguenza anche del Comune.
Che ne faremo oltre che incamerarlo del patrimonio della Saturno-Corradini?
Qual’è la necessità che spinge l’Istituto Morcelliano a modificare il proprio Statuto al solo scopo di  regalare al Comune la metà del proprio patrimonio?
Perchè si è raso al suolo il Centro Diurno creato non più di trenta anni fa, sperperando così il patrimonio dell’Opera Pia Bettolini che è patrimonio della città di Chiari? Quali e quanti cespiti immobiliari sono stati venduti per realizzare le nuove opere. Chi ne ha promosso la vendita?
Quali cespiti ha intenzione di vendere la Fondazione Bertinotti-Formenti per restaurare l’edificio delle ex Derelitte? Chi ne curerà la vendita? Qual’è nel dettaglio il piano socio-assistenziale che sta alla base di questo restauro?
Quale necessità ha la Fondazione Bertinotti-Formenti di vendere l’edificio dell’ex Conventino, immobile di pregio che sorge nel cuore di Chiari e che è stato restaurato e portato all’antico splendore pochi anni fa, con soluzioni esplicitamente calibrate sul progetto di "Casa Famiglia"?
Penso che di fronte a questa inaudita decisione ci dovrebbe essere la decisa e  vibrata ribellione di tutta la cittadinanza oltre che della politica.  Qui non è tanto in ballo la sorte di una Fondazione, ma il destino stesso della nostra città che rischia di diventare, dopo il passaggio dei “barbari”, terra bruciata.

domenica 8 gennaio 2012

Chiari 1985 - La città dietro l'angolo

Per le elezioni comunali del 1985, la sezione del PCI di Chiari, oltre al consueto programma cartaceo, realizzò un video della durata di 37 minuti che riportava quel programma in immagini. L’intento era quello di proiettare il film nei vari quartieri della città, nella speranza di rendere comprensibile un materiale nei riguardi del quale la maggior parte della popolazione si mostra sempre poco interessata.
Il ritorno elettorale non fu esaltante, ma rimase nella mente di tante persone il ricordo di quel lavoro, nuovo e complesso, che le aveva coinvolte per parecchie settimane.
A distanza di 27 anni, quel materiale rappresenta una pagina di storia della nostra città.
La città che emerge dietro l’angolo, è una città fortemente degradata. Il centro storico, devastato da incuria e abbandono, in alcuni punti è ridotto a un cumulo di macerie. Il traffico automobilistico congestiona e soffoca le vie del centro, mentre  i viali, ancora in terra battuta, sono una zona di sosta selvaggia.
Eppure, in mezzo a tanto evidente disastro, si cominciano a intravedere quelle attività di restauro (case comunali di via Zara, ex Canossa) che nello spazio di un quindicennio porteranno al completo risanamento della città.
Molte delle cose affermate nel video, hanno trovato attuazione negli anni successivi, mentre altre sono rimaste deluse. E’ con una certa emozione che si guardano i pochi  fotogrammi disponibili del Teatrino Comunale presso l’Itc. Con cocciuta insistenza e contro ogni logica, l’Amministrazione di allora decise di abbatterlo per costruire al suo posto un’anonima aula magna. C’è un filo rosso che lega questo episodio con l’abbattimento del Cinema comunale da parte dell’attuale Amministrazione, a testimonianza che gli anni passano ma la mala politica resta.
Anche le immagini che riguardano la nostra campagna acquistano oggi un certo valore documentario. Infatti alcune di quelle zone non esistino più  a causa della massiccia urbanizzazione avvenuta negli anni successivi.
Prima di mettere in rete il filmato si è ragionato su come farlo. Un’ipotesi era quella di rielaborarlo  eliminando alcuni passaggi, il commento, la colonna sonora, e lasciando quindi solo le immagini che documentano lo stato della città in quel preciso momento. E’ prevalsa invece l’idea di lasciare inalterato il video che si presenta con tutti i difetti dei mezzi usati all’epoca.  Come dicevamo prima, sia la colonna sonora che le immagini sono  abbastanza corrotte, alcune sequenze sono troppo lunghe, la pellicola evidenzia le aggiunte eseguite e il rumore di fondo è quello del proiettore utilizzato per registrare le immagini in Vhs.
Eppure, forse proprio per questo, il filmato ha già la patina dell’antico documento.
Naturalmente si tratta di  un documento di parte, utilizzato con i toni propri di una campagna elettorale e come tale va preso. Ma al di là di questo, quel che conta sono le immagini della Chiari di 27 anni fa.
Alla elaborazione del filmato hanno concorso parecchie persone. Fra tutte vorrei ricordare Fabbri Curio detto Giorgio che ha realizzato buona parte del materiale fotografico e che ha saputo esprimere le sue buone doti di operatore,  con sincera passione e vivace curiosità .
Sarebbe bello far emergere dai piccoli archivi presenti nelle nostre case quei vecchi filmati e antiche foto dove, sullo sfondo, si vede Chiari nella sua continua evoluzione. Un’operazione del genere la stanno portando avanti Claudio e Rinaldo Frialdi con il loro canale di You Tube  “Chiari Album”. E’ un’opera meritoria che sta già avendo qualche significativo risultato.
Il nostro Comune, attraverso l’Assessorato alla Cultura  e il Nuovo Museo della Città, potrebbe farsi promotore della costruzione della memoria collettiva della città attraverso documenti, foto e filmati dei tempi passati. Sarebbe l’inizio di quel museo multimediale che potrebbe dare un senso alla montagna di soldi spesi per questo faraonico progetto.








giovedì 5 gennaio 2012

Una pistola puntata alla tempia

Gianni Alemanno diventò sindaco di Roma sull’onda emotiva del delitto Reggiani e sull’uso mediatico che la destra fece di quel crimine.
Oggi Roma, nonostante le promesse,  è la città dove la criminalità organizzata sta scrivendo un vero e proprio romanzo criminale. 
scippo
Anche a Chiari, il sindaco Mazzatorta ha considerato la sicurezza come il primo dei problemi.
Per avere una città più sicura, sono state spesi montagne di soldi. Ma al di là delle apparenze e delle inaugurazioni di caserme, distaccamenti e velivoli poliziotto, il problema non è stato spostato di una virgola. Anzi sono mesi che a Chiari avvengono rapine con scasso che occupano intere pagine di giornale, furti di rame, di biciclette e di auto, per non parlare del clamoroso caso che in una notte ha visto sparire dal palazzetto dello sport comunale i pannelli solari non coperti da assicurazione.
L’ultima vicenda riguarda l’aggressione  a scopo di rapina subita da una donna presso la propria abitazione. Il sindaco, pur affermando di essere rimasto colpito da quanto avvenuto, dichiara   che Chiari  non è una comunità insicura.  “Anzi, è vero il contrario: abbiamo riscontrato un calo vertiginoso dei furti e finora non si è verificato nessun fatto di sangue”.  Caspita che fortuna!
volontari Acsu
Ora si dà il caso che la diminuzione dei reati in Italia è in atto ormai da anni. Eppure, al tempo dei governi di centro sinistra, la destra e in particolare la Lega, hanno montato una polemica sul clima di insicurezza che si respirava in tutt’Italia, tanto che eminenti giornalisti e politologi ci hanno spiegato per filo e per segno la differenza che passa fra la sicurezza reale e quella percepita (leggi qui). Nel senso, per esempio, che  un innocente pezzo di cartone  abbandonato su una panchina, può essere percepito da una ronda padana come una minaccia alla pubblica sicurezza (leggi qui).
Oggi al nostro sindaco si potrebbe rispondere allo stesso modo. Quel che conta non è il dato reale, ma il sentimento percepito. E il sentimento percepito oggi a Chiari è quello di una città insicura, dove non bastano distaccamenti, ronde e aerei vigili dagli occhi grifagni a rassicurare la signora che si è trovata in casa propria con una pistola puntata alla tempia.
agenti Polizia locale
Lasciando da parte per una volta la polemica sul distaccamento di Polizia presso la stazione, sull’aereo poliziotto o sulle ronde, vorremmo questa volta parlare dell’organico della Polizia locale. Nel 2004, subito dopo il suo insediamento, Mazzatorta ebbe a dire “Servono nuovi agenti  e non esiterò a prodigarmi affinché venga rispettata la proporzione ideale di un vigile ogni mille abitanti. Siamo invece a dodici agenti”.
Bene, qual’è la situazione a oggi? Abbiamo forse 19 agenti o, che so io, 18 o 16 o 14? No. Il sindaco non ha esitato a prodigarsi, ma oggi  abbiamo soltanto 12 vigili, comandante compreso. Uno in meno di quanti fossero nel 2004.
Insomma tutto in linea con la politica seguita sin qui dal sindaco Mazzatorta: chiacchiere e soldi spesi in abbondanza, risultati zero.

sabato 31 dicembre 2011

Nel segno della Lega

Non c’è niente da dire, questo difficile anno si chiude nel segno della Lega.
Dopo la caduta del funesto governo Berlusconi, di cui ha rappresentato l’asse portante, questo partito ha pensato bene di collocarsi all’opposizione, nella speranza di recuperare un po’ della credibilità perduta.
bagarre della Lega al Senato
Da quella strategica posizione, tutti i giorni delizia gli italiani con trovate e lazzi che oltre che essere un segno di ritrovata vitalità, entusiasmano ed esaltano l’ormai attapirato popolo padano.
Ecco allora “bagarre” parlamentari con tanto di cartelli, fischietti, cori da stadio e striscioni verdi dispiegati sui banchi di Camera e Senato, ecco adunate folcroristiche, dove un mai domo Bossi, chiama “terù” il Capo dello Stato facendogli le corna, manco fosse uno iettatore.

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Tutto questo affannarsi, volgare e sgangherato,  ha il solo scopo di rendere visibile una linea politica che si sostanzia nell’opposizione ferma e decisa a tutto quello che fa il governo Monti, anche quando  Monti mette in pratica ciò che era stato deciso dal governo Berlusconi.
Non c’è alcuna contraddizione in questo. La Lega è l’unico partito che è all’opposizione anche quando sta al governo.
Uno dei più accesi agitatori nelle aule parlamentari è stato il nostro Sindaco. I commessi del Senato non riuscivano a strappargli dalle mani lo striscione su cui c’era scritto “Governo ladro”, tale era la veemenza del gagliardo senatore.  Forse quello striscione avrebbero fatto meglio a esporlo quando erano loro il governo. Dalla tabella che segue, realizzata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre (Associazione Artigiani Piccole Imprese), si può vedere benissimo quanto pesano le manovre del Governo Berlusconi-Bossi sul groppone degli italiani.

Fonte Cgia di Mestre
Per quanto riguarda Chiari, questo indimenticabile 2011 si chiude con l’ennesima causa persa dal Sindaco Mazzatorta e dalla sua Giunta.
Si tratta della questione relativa ai rilevatori per la raccolta dei dati del censimento. Secondo il bislacco punto di vista del nostro sindaco gli unici titolati a svolgere questo compito sono gli italiani, escludendo quindi eventuali concorrenti extracomunitari. L’opposizione a questo atto era stata promossa dalla Cgil, ma il Tribunale di Brescia l’ha rigettata per carenza di legittimazione. Una successiva istanza della Fondazione Piccini, è stata invece accolta e il Comune di Chiari è stato condannato. Decisione scontata, perchè lo capiscono anche i bambini che questo atteggiamento è fortemente discriminatorio. Ma ciò lo sapeva benissimo anche il sindaco. L’intento era solo quello di mandare la questione per le lunghe ed  evitare così che gli extracomunitari partecipassero di fatto  al concorso. E infatti il sindaco si dichiara “soddisfatto per un ritardo giudiziario che ha sancito quanto volevamo ottenere...”. Berlusconi in questo ha fatto scuola.
Qualche tempo fa, dopo che il Tribunale di Brescia aveva rigettato il ricorso presentato dalla Cgil, il nostro caro sindaco ebbe a dire che trattavasi di “un precedente che zittisce una volta per tutte un sindacato che, anziché difendere i lavoratori, si è messo a spendere soldi degli italiani per difendere gli immigrati”.
Adesso che il Tribunale, entrando nel merito, ha accolto in pieno la richiesta della Fondazione Piccini, obbligando il Comune di Chiari a pagare le spese di processo, mi sapete dire chi è che spreca i soldi dei cittadini?

Chiari - Nuovo Museo della Città
Per finire bene l’anno, avevo deciso di prenotare una visita guidata all’ormai famoso Nuovo Museo della Città. Fatica sprecata. Il fantastico museo rimane chiuso sino al 14 gennaio non si sa per quali impedimenti. Poco male. Anche se sarebbe stato utile utilizzare le feste natalizie per aprire finalmente il museo alla cittadinanza senza passare per fastidiose prenotazioni.  
Insomma, questa fantastica costruzione, costataci un occhio della testa, si rivela a tutti gli effetti per quella che è: un vero e proprio mausoleo. E non mi si venga a dire che si stanno realizzando delle mostre di tutto rispetto. Sì, la mostra su Repossi è bella, ma l’esposizione dei quadri è pessima. Riflessi di finestre e luci quanto mai fastidiose, illuminazione a dir poco indecente. Quando mai si è visto che i quadri si espongono accanto a delle “appliques”? Insomma per realizzare una mostra non basta appendere i quadri ai muri, come per fare un museo non bastano un po’ di ossa. Comunque, deposte le polemiche

giovedì 22 dicembre 2011

Curva Nord

Mentre il Parlamento sta votando una pesante e dolorosa manovra economica per salvare l’Italia dal fallimento, la Lega, responsabile assieme a Berlusconi di quel fallimento, si rende protagonista di indegne gazzarre dirette a recuperare oltre ai consensi anche la verginità perduta.
Fra i più attivi  e scalmanati “hooligans”, con tanto di fischietto e striscione al seguito, c’è il nostro sindaco, Senatore Sandro Mazzatorta.
Dopo i formidabili risultati conseguiti a Chiari,  adesso il nostro sindaco vuole diventare un vero protagonista delle scene parlamentari romane. Ma nè le sceneggiate, nè tanto meno i fischietti e gli striscioni, serviranno a far dimenticare il fallimento di una politica e lo scempio che si è fatto delle Istituzioni, a partire dal Parlamento

SINDACO SI VERGOGNI !

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giovedì 15 dicembre 2011

Tanti chiari auguri!


La Lega, dopo aver sbancato il Paese assieme all’amico Berlusconi, ha pensato bene di ritirarsi all’opposizione per rifarsi la verginità perduta. Da quei banchi continua a lanciare bordate nei confronti del Governo Monti, responsabile a suo dire di tutti i mali che affliggono gli italiani.
Vignetta Altan
Le buffonate piazzaiole però non riescono a nascondere la vergogna di un partito che fino a ieri ha retto il moccolo al premier più “sputtanato” dell’universo, a quello che andava a dire che la crisi non c’era e che tutto andava bene madama la marchesa, a quello che continua ad affermare che gli italiani sono un popolo di gaudenti, a colui che mentre l’Italia andava a picco farneticava di una diminuzione di tasse e di soldi da spendere a destra e a manca, a colui che pretende ancora priviligi per sè e i suoi pari e se così non è, che vada pure all’inferno il Governo e il Paese con lui.
Se l’Italia è un popolo di gaudenti, che dire di quel  24,7% della popolazione, più o meno 15 milioni (dati 2010),  che è a rischio povertà o esclusione sociale? Se tutto andava bene, come mai nel biennio 2009-2010 il numero degli occupati è diminuito di 532 mila unità? Come mai nel decennio 2001-2010 l'Italia ha realizzato la performance di crescita peggiore tra tutti i Paesi dell'Unione europea, con un tasso medio annuo di appena lo 0,2% contro l'1,3% registrato dall'Ue? Come mai due milioni di cittadini, in gran parte anziani o adulti in gravi condizioni di salute, sono abbandonati a sé stessi? E come mai, tanto per parlare di Chiari, l’Assessore alle Politiche sociali, Annamaria Boifava, parla di “numeri che fanno paura... di famiglie clarensi  in netta difficoltà... e non sto parlando solo di immigrati... che quello che più  spaventa  è il numero di cittadini  che  chiedono una mano al Comune”?
Sì non solo “sta arrivando l´onda lunga della crisi”, ma ci troviamo di fronte a una situazione drammatica dal punto di vista della tenuta dei conti. Dichiarare “default” oggi, significa non pagare pensioni, non  pagare stipendi dei pubblici dipendenti, significa interrompere i servizi sanitari.

Bagarre della Lega in Senato

Questa gente che oggi  fa “bagarre” in parlamento, ha governato otto degli ultimi dieci anni. Sino a ieri danzava come un ubriaco sull’orlo del precipizio, incapace di assumere la benchè minima decisione per rimettere in sesto il Paese. Oggi fa le piazzate  e grida  “basta tasse” e “giù le mani dalle pensioni” , come se per risolvere i problemi bastasse fare sceneggiate .
Ma se questa “manovra è una rapina”, cosa prevedeva quella di 55 miliardi (o 65) redatta da Tremonti e votata in Consiglio dei Ministri anche dalla Lega? Cosa conteneva la letterina per l’Europa scritta come un bravo scolaro da Berlusconi? Cos’erano quelle, simpatiche carezze?
Nella foto ricordo del Senato che tanto ha esaltato il popolo padano, abbiamo intravisto anche il Senatore Mazzatorta. Sventolava il cartello sulle pensioni. Ottima scelta. Pensate a quali sarcasmi si sarebbe esposto se solo avesse preso quello con su scritto “basta tasse”!  Infatti, dopo aver venduto quello che c’era da vendere delle proprietà comunali, compresi minuscoli fazzoletti di terra, ora il nostro Sindaco si appresta ad applicare anche l’addizionale comunale Irpef.  Avendo bisogno di “somme utili a smuovere il bilancio”, avendo l’urgenza di realizzare qualcosa prima che finisca il suo mandato, Mazzatorta pretende di infilare la mano nelle nostre tasche e sfilarci 1 milione di euro. I contribuenti della nostra città ringraziano e porgono deferenti tanti chiari auguri.






lunedì 5 dicembre 2011

Le lacrime della Fornero e il sangue dei lavoratori

Quelli votati ieri dal Governo sono provvedimenti “lacrime e sangue”. Ma a parte  qualche lacrima versata dalla neo ministra Elsa Fornero, il sangue lo verseranno solo i lavoratori in genere.
Dispiace dirlo, ma questa manovra non nasce sotto il segno dell’equità. Il rigore lo si è usato e con mano pesante nei confronti del  ceto medio, chiamato ancora una volta a concorrere in maniera determinante al raddrizzamento della baracca Italia. I ceti più abbienti, diciamolo, i ricchi, se la cavano con poco e non vi è traccia di provvedimenti che incidano seriamente sul fronte dell’evasione fiscale che pesa nel nostro paese per 120 miliardi di euro l’anno.
I provvedimenti principali sono quelli relativi alle pensioni, alla deindicizzazione delle pensioni sopra i mille euro, alla tassa sulla casa (Imu), all’addizionale regionale Irpef, all’aumento dell ‘Iva  a partire dal 2012. Quei provvedimenti passati come mini patrimoniale, fanno proprio il solletico. Il bollo dell’1,5 sui capitali scudati è una cosa veramente risibile, mentre il bollo sui conti titoli e altri prodotti finanziari (fondi, gestioni, assicurazioni) lo pagheranno in egual misura sia il pensionato che ha  in dossier 5 mila euro di Bot, sia il cliente milionario.
Capisco che ci troviamo in una situazione di bancarotta (a questo ci ha portati il Governo del Pdl e della Lega), ma il governo Monti, nato senza una maggioranza politica, sembra soggiacere ai ricatti di Berlusconi e le misure varate testimoniano di una timidezza nei confronti di chi detiene la vera ricchezza  che mal si concilia con la situazione drammatica del Paese.
I provvedimenti varati ieri, specie quelli sul versante previdenziale, creeranno una forte opposizione nel Paese. A leggere le prime pagine dei giornali sembrerebbe che a lamentarsi siano i giornali della destra più vicini a Berlusconi. Ma è tutta una  manfrina. Loro sanno benissimo che chi si troverà in seria difficoltà sarà la sinistra e in particolare il PD. E lo sarà ancora di più se per innato timore o presunto senso di responsabilità non sarà capace di dire come stanno effettivamente le cose.
Il disappunto deve essere forte e forte deve essere il messaggio indirizzato agli italiani. Questi provvedimenti si possono votare per senso di responsabilità nei confronti del Paese portato alla rovina dal governo di centrodestra, ma deve essere chiaro che passata questa fase e assunto il governo, ben altri saranno i provvedimenti da adottare, per quanto riguarda redistribuzione del reddito, evasione fiscale, moralizzazione della vita pubblica, trasparenza economica, riduzione dei costi della politica.
Accettare tutto senza proferir parola, significa riconsegnare il Paese a chi l’ha portato al fallimento.