domenica 19 novembre 2023

IL NON CANDIDATO


In principio fu il “non partito”
, poi il “non statuto”, infine la “non vittoria”. Noi clarensi, che non vogliamo essere secondi a nessuno, oggi abbiamo un “non-candidato”. 

Strano luogo la politica!  Essa non è più il posto del fare, il campo della concretezza, il terreno della dialettica propositiva, no, la politica sta diventando la regione del nulla, un “altrove”.

Eppure i partiti del centrodestra di Chiari da settimane stanno informando i cittadini di essere già pronti per la grande sfida. Non solo, si dicono anche portatori di “Progetti strategici” (Mazzatorta docet) e con “l’ambizione di avanzare” un candidato “in grado di generare entusiasmo”. 




Di fronte a tanta eloquenza ci saremmo aspettati di conoscere questo grande politico, serio, coerente, determinato. Invece ci viene proposto un “non candidato” che rinuncia “con rammarico” all’alto seggio perché, in caso di vittoria che si presume certa, “nuove situazioni di famiglia e lavoro” gli impedirebbero di sostenere il delicato impegno di Sindaco di Chiari. Eppure quelle nuove situazioni di famiglia e lavoro non gli impediranno di rimanere “in prima fila”. 
La Lega ha “già individuato chi potrebbe guidare l’intera squadra con successo”. Il “non candidato” sarà al suo fianco, mettendo a disposizione tutta l’esperienza acquisita dal 2007”.  È sperabile che non voglia insegnare al “designato” come si fa a perdere un’elezione già vinta in partenza.

E i Fratelli d’Italia, il partito che presumibilmente sarà maggioritario alle prossime elezioni, cosa fa? Ambisce ad “avanzare” il proprio candidato, certo serio, coerente e determinato, ma non ce ne fa conoscere il nome. In una piccola città dove tutti sanno tutto, se ci fosse  una “persona seria, coerente, determinata, disinteressata, aperta al dialogo, lontana da logiche personali e disponibile a impegnarsi a tempo pieno per amministrare Chiari”, come il partito della Meloni dice, tutti lo conoscerebbero. Invece questo “fenomeno” rimane un segreto, quasi che a esporlo alla valutazione pubblica potesse andare in frantumi, come un vaso prezioso di cristallo in mezzo a vasi di vile coccio.

Il sospetto è che tanto parlare nasconda un problema di fondo: il Centrodestra non ha una persona adeguata per affrontare la difficile sfida. Come diceva il divo Giulio, “il potere logora chi non ce l’ha”. E infatti a Chiari, in questi dieci anni, i partiti della destra non sono riusciti a far crescere una classe politica adeguata e ora, di fronte alla sfida della vita, forse dovranno affidarsi a un papa straniero.

martedì 14 novembre 2023

ANNUNCIAZIONE, ANNUNCIAZIONE!

L'annuncite è la sindrome tipica della destra meloniana. Si annunciano provvedimenti epocali, le madri di tutte le riforme, ma in pratica si partorisce un topolino o, peggio, si fa il contrario di quello che si è annunciato. L'importante è fare una passerella mediatica a tutto beneficio della nostra Presidente del Consiglio. Visti i sondaggi, questo modo di fare agli italiani piace. Contenti loro! 

Questa singolare malattia sembra aver contagiato anche i partiti della destra a livello locale. Grandi annunci, pochi fatti. Guardate la questione del sindaco della nostra città.

Fratelli d’Italia, come diceva il babbo di Benigni, dice di essere già in campo, Forza Italia annuncia di essere “presente”, la Lega è pronta. Ma i candidati? 

Quelli di Forza Italia affermano “con forza” di avere un candidato “forte”. Non solo. Hanno anche elaborato un fortissimo “Progetto strategico per il Rinascimento della Città di Chiari”; progetto naturalmente di forte respiro che indichi fortissimamente gli obiettivi da raggiungere. 

Anche i Fratelli d’Italia hanno ”l’ambizione di avanzare” un loro candidato in “grado di generare entusiasmo tra gli elettori clarensi. Persona seria, coerente, determinata, disinteressata, aperta al dialogo, lontana da logiche personali e disponibile a impegnarsi a tempo pieno per amministrare Chiari”. Il nome di questo fenomeno? Rimane segreto. Forse lo sapremo dopo le elezioni.

E la Lega? Dopo la batosta rimediata nel 2019 “è pronta per governare la città nel 2024!”. Dovranno però trovare un candidato che un rigore a porta vuota riesca almeno a segnarlo. Quello che avevano scelto nel 2019, scappando dai confronti, era riuscito a perdere nella stessa giornata qualcosa come 2 mila voti. Riproporlo sarebbe pura strategia tafazziana.

In attesa di conoscere il nome di questi candidati attraverso un "annuncio" ufficiale, io faccio il tifo per Gabriele Zotti. Lui sì che è un grande. Si sente un leone, ma anche un guerriero. A me  personalmente richiama un lottatore di Sumo. Di quelli che si mettono al centro del tappeto

e non li schiodi manco con le ruspe. 


Elaborazione grafica Enzo Maragucci

Sarà pure un improbabile candidato, ma almeno con lui ci si diverte. Allegro, ironico, pronto alla battuta, è quello che ci vuole per dare un po’ di sapore a una minestra sciapita. Che poi Gabriele con l’Annunciazione ci sta proprio a pennello. Dai Gabriele, siamo tutti con te.

lunedì 13 novembre 2023

INUTILE PARACULATA

ll giovane Alessandro Cugini, durante una seduta del Consiglio Comunale della nostra Città, luogo dove le parole si dovrebbero sempre soppesare, ha usato il termine “paraculata” per definire una mozione presentata dalla maggioranza.


Alessandro Cugini

Ora, che il giovane-vecchio Alessandro Cugini usi un termine gergale in così alto consesso, non deve impressionare; la tradizione è quella salviniana delle sagre paesane, del bacia prosciutti e rosari, del cuore immacolato di Maria, degli altarini elettorali.  
Il problema semmai è che il vecchio Alessandro Cugini, autore di così aulica prosa, si presenti ancora come candidato sindaco. Lui che cinque anni fa ha sbagliato un rigore a porta vuota, quando la porta era larga non 7,32 metri,  bensì 14 metri e 64 centimetri.

Dio non voglia che la storia si ripeta (lo dico nell’interesse del centrodestra), ma se ciò dovesse accadere, prepariamoci a un profluvio di inutili paraculate cuginiane.

domenica 29 ottobre 2023

IL SINDACO DI CHIARI

"Dopo qualche settimana di profonda riflessione, rispondendo alla richiesta civica che mi è stata posta il 30 agosto, accetto di pormi al servizio della Città di Chiari candidandomi a Sindaco". Questa è l'apertura del "manifesto" con il quale Marco Salogni si è candidato a sindaco della Città. Con questo atto formale si definisce il campo progressista della politica clarense in vista delle prossime Elezioni Comunali. 

Domenico Codoni, assessore con importanti deleghe delle giunte Vizzardi, non ha ancora sciolto la riserva, ma è improbabile che non risponda positivamente alla chiamata del Sindaco e della lista civica Per una Chiari Virtuosa.

Per quanto riguarda il centrodestra, circolano vari nomi, ma aspettiamo le candidature ufficiali. 



Chiari

Sembrerebbe di capire che il centrosinistra consideri il primo turno elettorale come una sorta di primarie, attraverso cui scegliere il candidato per un eventuale ballottaggio. Sorgono però alcune domande e qualche dubbio. 

Come mai non si è scelto il meccanismo delle primarie, come fatto nel 2014?

Come mai, scartate le primarie, le liste che hanno concorso alla guida della Città per dieci anni, anni importanti per tutti i progetti realizzati, non sono riusciti a proporre una candidatura unitaria? 

Il sospetto è che la coalizione uscente ne esca abbastanza sfilacciata. Senza dimenticare il caso Arrighetti che tante polemiche ha sollevato in un passato non molto lontano, oggi si assiste a "un grande freddo" tra i Dem e Chiari Virtuosa. Il fatto che il PD di Chiari di fronte all’elezione a Consigliere Regionale di Vizzardi, a parte le congratulazioni formali espresse dal Capogruppo Goffi in Consiglio Comunale, non abbia speso neppure una parola per congratularsi, è la prova lampante di quanto i rapporti siano tesi. Evidentemente il Patto che prevedeva un coordinamento  politico guidato dal sindaco uscente “punto di equilibrio della maggioranza” (una specie di commissariamento), ha creato tra le due maggiori componenti della coalizione animosità e malumori.


L’indicazione di Marco Salogni fatta da un Gruppo Civico, che tanto civico non sembra visti i nomi di coloro che ne fanno parte, appare, al di là dei toni pacati usati del candidato, come la più divisiva. A Salogni, già presidente della Chiari Servizi Srl, società in house partecipata al 100% dal Comune di Chiari, il Sindaco Vizzardi aveva tolto la delega per motivi mai ben specificati, ma sicuramente non per una stravaganza. Proporre oggi un personaggio “dimissionato” e senza alcuna esperienza amministrativa, questa sì, sembra una stravaganza.


Marco Salogni


Governare un Comune come Chiari richiede capacità amministrativa e abilità a destreggiarsi nella complessa macchina comunale. Se questa capacità e questa abilità mancano o sono carenti, si rischia di consegnare le chiavi del Comune ai dirigenti o, peggio, si rischia di essere eterodiretti da persone che stanno al di fuori della Casa Comunale. L'umiltà, la disponibilità, la cortesia, sono virtù importanti solo se si sposano con la capacità e la competenza.

Inoltre, visti i precedenti, questa candidatura potrebbe rappresentare un guanto di sfida lanciato nei confronti di Massimo Vizzardi. Se così fosse, si rischierebbe una lotta all’interno della coalizione dagli esiti disastrosi. 


Domenico Codoni, che pur ha lavorato bene in questi nove anni di Amministrazione, deve dimostrare di sapersi affrancare da una tutela evidente. Quando si assumono cariche importanti, qual è quella di sindaco, occorre saper camminare con le proprie gambe e dare prova di personalità e autorevolezza.

 

Domenico Codoni

Sapere ascoltare è importante, ma lo è ancora di più avere una propria visione. Vedremo nei prossimi mesi quanta autonomia e capacità amministrativa sapranno esprimere i nostri candidati.


Il dubbio è che la scelta di due candidati potrebbe dare la possibilità al centrodestra di compattarsi. L’abbiamo visto più volte. A destra il potere è un collante formidabile. Se riescono a trovare un personaggio presentabile, il rischio per il centrosinistra è quello di consegnare la città alla destra, e questo dopo un decennio di buona amministrazione e risultati mai raggiunti nello spazio di così poco tempo.


mercoledì 15 febbraio 2023

Massimo Vizzardi

Era la prima volta che si votava a febbraio, dopo una campagna elettorale tanto breve quanto poco partecipata. Che non ci fosse entusiasmo lo si era visto dalle prime battute e infatti l’affluenza è stata bassissima. Tanto bassa da sollevare non pochi timori in coloro che hanno a cuore le sorti della nostra democrazia. Il risultato però è stato inequivocabile: 2 a 0 per la destra e palla al centro.

Il centrosinistra, più che mai lacerato da conflitti difficilmente componibili, è stato travolto dallo schieramento opposto con un risultato che non ammette attenuanti.  Compiacersi di essere il primo partito della parte perdente, significa sottovalutare la profondità della crisi che in questo momento travaglia tutto lo schieramento di centrosinistra, schieramento dove convivono, l’una contro l’altra armata, le tendenze più disparate: progressisti, massimalisti, populisti, moderati e chi ne ha più ne metta, in un caos di voci e programmi difficilmente conciliabili.

Non che la coalizione della destra sia immune da problemi. Le parole pronunciate da Berlusconi a urne aperte sulla guerra in Ucraina sono l’esempio della distanza che separa i vari partiti su questioni fondamentali della politica governativa. Eppure, nonostante queste differenze, la coalizione tiene, ha una sua coesione, un denominatore comune, fosse anche solo il mantenimento del potere. Da questa parte solo caos, astio e tafazzismo allo stato puro.


Eppure, in questa giornata non certo felice per la parte progressista del paese, un motivo per sorridere c’è stato: l’elezione a Consigliere Regionale del nostro Sindaco Massimo Vizzardi. Elezione importante per vari motivi:

- Innanzitutto perché non scontata. Massimo era il terzo della lista dietro a Guido Galperti, politico di lungo corso, già Senatore, Deputato, Consigliere Regionale, Provinciale e Comunale, e a Veronica Lanzoni responsabile della sezione Turismo di Azione. La tornata elettorale si presentava tra le più difficili da affrontare da parte del centrosinistra e il risultato finale ne è stata la conferma.

- Il consenso acquisito da Vizzardi nella nostra città (1080 preferenze), viene quasi triplicato a livello di Circoscrizione Brescia (3014 preferenze), segno che è stato fatto un grande e faticoso lavoro in tutta la provincia.




- A Chiari, la lista Calenda -Azione-Italia Viva si attesta al 20,88%, risultando seconda solo alla lista Fratelli d’Italia che ha conseguito il 24,63%. La Lega sprofonda al 16,32%, il PD si attesta al 12,45%. Naturalmente bisogna aggiungere che molti dei voti confluiti nella lista Calenda provengono dalla lista civica per una Chiari Virtuosa che ancora dimostra una forte vitalità e compattezza. Cosa buona in vista delle prossime Elezioni Comunali.

- Massimo Vizzardi porta in Regione Lombardia la sua esperienza di Sindaco e, naturalmente, le istanze del nostro territorio sempre ai margini della Provincia di Brescia e, assieme a Brescia, ai margini della politica regionale inevitabilmente Milano centrica. Non sarà un compito facile, ma può rappresentare per lui un’esperienza esaltante. Si trova a lavorare con un piccolo gruppo di consiglieri delle liste Moratti e Calenda che ha tra gli altri una Lisa Noja molto preparata e tosta. Sarà suo compito fare da tramite con la componente del PD bresciana che annovera persone a lui ben note (Del Bono - Cominelli). Non solo. I legami che si creeranno con altri consiglieri provenienti da altre realtà, allargheranno i suoi orizzonti e questo non può che essere un bene naturalmente per lui e di riflesso per noi. Naturalmente ci aspettiamo che mantenga forte il rapporto con il suo territorio e la sua città.

Certi che saprà farsi valere, non ci rimane che augurargli un buon lavoro e un grande in bocca al lupo. 

giovedì 9 febbraio 2023

CINEMA TEATRO S. ORSOLA

Nel gennaio 2018, mentre veniva su il Polo delle Primarie tra velenose polemiche alimentate da una Lega ancora indispettita dalla sconfitta elettorale del 2014, realizzai la slide " C'è chi costruisce scuole, c'è chi abbatte teatri", per ribadire che quelle polemiche venivano portate avanti da un partito che in modo del tutto avventato aveva distrutto il Cinema Teatro Comunale della nostra Città per realizzare il più clamoroso fallimento della Giunta Mazzatorta. 
Oggi, alla luce del progetto definitivo presentato dall'AmministrazioneVizzardi per la ristrutturazione del Cinema Teatro S. Orsola, quella frase potrebbe essere aggiornata nella seguente:
C’È CHI ABBATTE TEATRI, C’È CHI LI RISTRUTTURA.



martedì 7 giugno 2022

AIRPOL: MONUMENTO ALLA CATTIVA AMMINISTRAZIONE

Nel settembre del 2014 scrivevo che prima di prendere qualsiasi decisione sullo strepitoso Airpol, l’aeroplanino poliziotto regalatoci bontà sua dall’ ex ministro Maroni, e costato al contribuente italiano la bella cifra di 360mila euro, occorreva avere una relazione dettagliata del lavoro svolto da questo mezzo: ore di volo, interventi, obiettivi, risultati.(leggi eBay)

La relazione non è mai stata fatta per il semplice motivo che non c’era niente da relazionare. Il simpatico Airpol era servito solo alla grancassa pubblicitaria della Lega per accreditarsi come il partito dell’ordine. L’ex sindaco Mazzatorta, sempre pronto a rivestire di eccezionalità ogni suo intervento, approfittò della situazione per organizzare una campagna di stampa memorabile.  

I giornali scrissero tonnellate di articoli, preparando così il terreno per il giorno della presentazione alla città del prestigioso velivolo. Alla manifestazione era presente tutto il gotha della Lega regionale, oltre alcuni rappresentanti nazionali, il Prefetto di Brescia e una folla di leghisti plaudenti.




Bene, tagliato il nastro, l’aereo in divisa prese il volo e mise a segno due operazioni definite straordinarie dal solito Mazzatorta. Si trattava in verità di una misera piantagione di marijuana e di un piccolo deposito abusivo di materiali inerti. Nulla di che. Dopo di allora il niente. Ogni tanto veniva tirato fuori dall’hangar per una trasvolata sui cieli di Chiari, ma di attività rilevanti tali da giustificare la spesa di 360mila euro, nessuna.

Finiti i soldi del carburante, il povero aeroplanino rimase chiuso in un triste hangar aspettando tempi migliori.

Passato il tempo e cambiata l’Amministrazione Comunale, proposi provocatoriamente di venderlo su eBay. Forse avremmo ricavato qualcosa.

Oggi, arrivato il nulla osta ministeriale, l’aereo poliziotto si può vendere. Ma cosa ne ricaveremo? Poco o niente. Forse dovremo pagare per smaltirlo in qualche discarica di rifiuti speciali. Se non troviamo acquirenti propongo di metterlo su un alto piedistallo nell’area dove avrebbe dovuto sorgere il fantastico Polo della Cultura, giusto dietro l’avveniristico Muro del Pianto. Potrebbe diventare il superbo "monumento alla Cattiva Amministrazione“. 





lunedì 20 settembre 2021

CHIARI : L'ERA DEI PARCHEGGI

Vi ricordate delle rotonde “in prezioso materiale lapideo”? Erano state l’emblema dell’era Mazzatorta. Una valanga di soldi spesi per fare un numero impressionante di rotonde tutte in costoso porfido e tutte invariabilmente dissestate dal traffico cittadino. Una delle ultime rimaste, quella in fondo a via Cavalli, ha bisogno di un urgente restyling e forse sarebbe meglio una buona passata di vile asfalto e buonanotte al secchio.





Quella stagione è miseramente tramontata e anche i suoi protagonisti, hanno dovuto riconoscere a denti stretti che sì, qualche rotonda era pur necessaria, ma averne fatte tante e con quel sistema, non è stata una bella pensata.





Cambiano le Amministrazioni, ma non cambia il nostro pallino di fare i fenomeni. Siccome vogliamo essere sempre quelli dei primati, stiamo facendo di tutto per far diventare Chiari oltre che la città delle quadre e delle rotonde anche la città dei PARCHEGGI. Stanno venendo su come i funghi dopo una bella pioggia di fine estate.

Le new entry sono: l’area di parcheggio che il Comune ha intenzione di creare nell’area della scuola Turla e quella del Centro Giovanile 2000 che diventerà ad utilizzo pubblico dopo l’accordo sottoscritto tra l’Amministrazione Comunale e la Parrocchia.





Già ora, le aree parcheggio situate nel Centro storico o nelle sue immediate vicinanze sono circa una ventina, considerando come unica area sia quelli della circonvallazione esterna che interna. Si superano abbondantemente i mille stalli a fronte di una città che conta 5500 famiglie. Sono dati approssimativi, ma abbastanza vicini alla realtà.

Mi chiedo quale sia la necessità di avere tanti parcheggi. Lo capirei se nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale ci fosse il progetto della pedonalizzazione del Centro Storico. Ma così non è. L’idea è quella di “disporre di aree di parcheggio idonee ad assicurare ai cittadini un agevole accesso pedonale al centro storico”. Un giro di parole che vuol semplicemente dire: Noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Sta ai singoli cittadini la libertà di decidere se lasciare la macchina nei vari parcheggi e raggiungere a piedi il centro o venire in centro in macchina. Un modo come un altro per lavarsi le mani.

Il problema è che la creazione di nuovi parcheggi non agevola assolutamente l’accesso pedonale al centro storico. Da fonti Comunali sappiamo che ogni anno in Centro Storico entrano più di 100mila autoveicoli. Un numero impressionante che forse dovrebbe far riflettere.



Si parla tanto di transizione ecologica e di comportamenti virtuosi che ognuno di noi dovrebbe tenere per rendere più vivibile l’ambiente in cui viviamo. La pandemia ha reso di drammatica evidenza questo problema, specie nelle nostre zone dove la qualità dell’aria non si può definire certo salubre. Eppure, quando dobbiamo rinunciare alle nostre comodità e alle nostre abitudini facciamo fatica ad accettare i cambiamenti. “Comincino gli altri” pensiamo.

Forse ora è venuto il tempo di ripensare il nostro modello di città. È venuto il tempo delle scelte coraggiose.



Elenco (non completo) dei parcheggi a Chiari:

  1. Parcheggio di Piazza Rocca.
  2. Parcheggio dello Stenditoio
  3. Parcheggio di via Antonio Marchetti di fronte alla Biblioteca Comunale.
  4. Parcheggio di Piazza S.Marco. 
  5. Parcheggio di Vicolo Pace.
  6. Parcheggi lungo la circonvallazione interna. 
  7. Parcheggi lungo la Circonvallazione esterna. 
  8. Parcheggio ex Cinema Comunale. 
  9. Parcheggio dell’Ospedale.
  10. Parcheggio situato dietro la Sede Amministrativa della ASST Franciacorta (ex Scuola Media Morcelli).
  11. Parcheggio di via Lancini vicino il Nuovo Polo Scolastico delle Primarie. Sotto la scuola c’è un altro parcheggio con circa 80 stalli.
  12. In via Battaglia c’è un piccolo parcheggio con circa 20 stalli.
  13. Parcheggio di Piazza Aldo Moro. 
  14. In una traversa di viale Mellini vicino la sede della Banca Valsabbina c’è un parcheggio con circa 40 stalli.
  15. Parcheggio vicino l’Ufficio Postale.
  16. Parcheggio di Viale Mellini/Via della Battaglia.
  17. Parcheggio in via Marco Polo di fronte all’Agenzia delle Entrate. 
  18. Parcheggio di via G.B.Rota. 
  19. Parcheggio di Piazza XXVIII Maggio - coperto e a raso.
  20. Area parcheggio di via Kennedy dietro il Parbleu Cafè. 
  21. Parcheggio di via Consorzio Agrario - coperto e a raso. Sempre sulla stessa via c’è un altro piccolo parcheggio. Utilizzata solo la parte a raso. La parte coperta, nonostante sia stata inaugurata nel 2019 non è stata mai aperta per motivi mia chiariti. Poco più avanti c’è un altro parcheggio.
  22. Piccolo parcheggio in via S.Rocco nella parte antistante la chiesa.

Questi parcheggi sono o nel Centro della Città o nelle sue immediate vicinanze, cioè a una distanza tra i 50 e i 100 metri.


In posizione più defilata possiamo inserire: 

i parcheggi del Conad, del Cimitero, del Polo Sportivo di via SS.Trinità, dell’Istituto Luigi Einaudi, del CTS, dell’Italmark, LDL, MD, di via Pedersoli, via Madre Teresa di Calcutta, via Girelli ed altro ancora.

mercoledì 11 agosto 2021

ANCORA SOLDI PER LE SCUOLE DI CHIARI

Quando la politica è concretezza e non parole gettate al vento. 
Grazie all'impegno della ministra #ElenaBonetti (#ItaliaViva) e al suo #FamilyAct sono stati finanziati 453 progetti per la messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione, riconversione e costruzione di edifici per #asilinido, e #scuoleinfanzia. Si tratta della prima tranche di 700milioni dei 2.5 miliardi stanziati con legge di bilancio 2020.



Grazie a questo provvedimento il #ComunediChiari ha ricevuto un finanziamento di 1milione e 700mila € che permettera di riqualificare il nostro asilo nido e la scuola per l'infanzia Pedersoli.



Ancora una volta, l'ennesima, il Comune di Chiari beneficia di finanziamenti nati in quel laboratorio di idee che si chiama #Leopolda, idee tradotte in atti di governo grazie all'impegno e alle capacità di donne e uomini di Italia Viva. Forse sarebbe il caso di ricordarlo a quegli amministratori locali che non più di qualche mese fa definivano il leader di Italia Viva "un piccolo uomo".

sabato 24 aprile 2021

FORNO CREMATORIO - OVVERO RISPETTO E RESPONSABILITÀ

Il Sindaco Vizzardi, in un commento a un post sul Forno Crematorio, ha scritto che bisogna vincere la cultura della paura. Io penso invece che bisogna affermare la cultura della responsabilità e del rispetto. Responsabilità degli Amministratori e rispetto dei cittadini.

A meno che sia stato del tutto distratto, non mi pare di aver letto da alcuna parte che il Forno Crematorio fosse un punto programmatico di questa Giunta. Se ho ragione, responsabilità avrebbe voluto che la questione venisse sottoposta al vaglio dei cittadini o con una approfondita analisi conoscitiva o, meglio, con un referendum consultivo. E questo perché si tratta di scelta che impatterà sulla vita della Città per i prossimi decenni. Quindi cosa giusta sarebbe stato far decidere i cittadini. 
Questo non è stato e nonostante le forti perplessità per non dire contrarietà delle associazioni ambientali, l’Amministrazione ha tirato dritto, presentando alla Regione Lombardia il suo progetto. 
L’altro ieri notte, con un comunicato incredibilmente entusiasta, i nostri Amministratori ci hanno comunicato che l’unica proposta accettata su 19 candidature era la nostra. Forse si aspettavano applausi, ma c’è poco da festeggiare. Questo progetto avrà una valenza sovra comunale in quanto, non solo prenderemo in carico i morti dell’Ovest e della Bassa Bresciana, ma anche quelli che arriveranno dalla Franciacorta e dal Lago d’Iseo. A regine saranno 2400 salme che praticamente terranno in funzione l’impianto per tutto l’anno. E siccome quando si comincia non si sa mai come va a finire, c’è da scommettere che col tempo le salme arriveranno anche da fuori provincia. In Italia c’è sempre qualche emergenza a cui far fronte. 
Rimane assolutamente poco chiaro il perché. Perché proporsi per un progetto del genere sapendo che la qualità dell’aria a Chiari è già pessima. A parte i normali inquinanti derivanti da riscaldamento domestico e combustione di autoveicoli, a Chiari abbiamo una grossa fabbrica incastonata nel tessuto urbano della città, che da sempre crea gravi problemi di inquinamento, nonostante i numerosi interventi fatti per mitigarne l’impatto. Ognuno di noi può constatare, magari la sera quando chiude le imposte, che odore acre di fonderia si avverte, odore che mescolato a quello delle porcilaie e del letame e altri prodotti chimici sparsi sui terreni, rende la nostra aria quasi irrespirabile. Per non parlare poi delle polveri sottili quasi mai sotto la norma. 
E in questo contesto, gravemente compromesso ci andiamo ad accollare, non si sa per quale motivo, un ulteriore peso di pericolosi inquinanti, quali il mercurio? Nelle settimane scorse era affisso sui muri di Chiari un manifesto che indicava la nostra Città come esempio virtuoso di territorio ecosostenibile. “Chiari sempre più verde” diceva. 



Perché non renderla allora sempre più azzurra? Che senso ha avuto aver speso un mucchio di soldi per fare piste ciclo pedonali per invogliare le persone a utilizzare la bicicletta o fare una passeggiata, allo scopo anche di togliere dalla strada un certo numero di macchine, oppure piantare degli alberi, o fare la centrale fotovoltaica sulle scuole, se poi, in modo del tutto contraddittorio, mettiamo su un Forno Crematorio che crea inquinamento al di là di ogni possibile rispetto delle norme? 
Ultima cosa. L’attuale pandemia dovrebbe averci insegnato che i danni più gravi il virus li ha creati dove l’ambiente era maggiormente compromesso. La nostra Regione e la nostra Provincia sono quelle che stanno pagando il più grande tributo di morti. Vi sembra ragionevole caricare su questo martoriato territorio un ulteriore apporto di inquinamento?