Ho accolto volentieri nel mio blog il contributo di Luca Gorlani, perchè anch’io penso sia venuta l’ora di iniziare a ragionare non tanto sulle prossime elezioni amministrative, quanto sulla nostra città. Secondo il mio punto di vista, quello che deve essere messo al centro di ogni ragionamento deve essere la città, intesa come comunità organizzata con i suoi problemi, i suoi bisogni, i suoi interessi.
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| Chiari - il centro storico |
Qualsiasi riflessione però si voglia fare, non può non partire da una valutazione approfondita delll’esperienza della Giunta Mazzatorta. Questo blog ha seguito passo passo e con voce critica, il dipanarsi di questa esperienza. Oggi però occorre un lavoro di analisi più approfondito che serva a leggere complessivamente questa vicenda.
Non è un lavoro che parte da zero. In questi anni, pur in mezzo a molte difficoltà, i partiti dell’opposizione presenti in Consiglio Comunale, hanno continuato a svolgere il loro lavoro di critica a quanto veniva fatto dall’Amministrazione, cercando di suggerire possibili alternative. Se la parola “politica” a Chiari ha ancora un senso, lo si deve in particolar modo all’attività svolta dai partiti dell’opposizione che hanno sollecitato con il loro impegno e magari non sempre riuscendoci, l’affermarsi di una cittadinanza attiva. Da questo punto di vista, la Giunta Mazzatorta, ha cercato in tutti i modi di ridurre gli spazi di democrazia, sia all’interno del Consiglio Comunale sia fuori. I luoghi deputati all’incontro sono ormai inaccessibili per i comuni mortali e sciagurate scelte amministrative hanno privato la città dei luoghi di discussione e intrattenimento.
Mi sembra pertanto del tutto incomprensibile pretendere dai partiti che meglio hanno rappresentato le istanze di partecipazione e democrazia nella nostra città, un abbassamento del “tono della loro identità politica”. Cos’è questo, il necessario tributo da versare sull’altare dell’antipolica, tanto di moda in questo momento o un riposizionamento tattico per non dare all’avversario punti di riferimento?
Se i partiti hanno ancora una loro dignità, forse è giunto il momento che esprimano pienamente quanto la nostra Costituzione stabilisce all’art. 49: “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere "con metodo democratico" a determinare la politica nazionale”.
Il Partito Democratico, pur con tutte le carenze di questo mondo, vuole avere l’ambizione, di concorrere con metodo democratico a determinare la politica, sia essa locale che nazionale. E poichè concorrere vuol dire correre insieme per raggiungere un obiettivo, va da sè che il PD vuole partecipare assieme ad altri soggetti per determinare le scelte di politica nazionale e locale. E questi soggetti sono gli altri partiti facenti parte di una coalizione, sono soggetti non iscritti a partiti in grado di concorrere con il loro bagaglio di conoscenze alla composizione di un programma, sono le varie associazioni presenti sul territorio e disponibili a un dialogo aperto e franco.
Parlare di “cucinerie dei partiti” significa avere un concetto del tutto negativo della politica che mal si concilia con un impegno alto e disinteressato. Nel PD, specie in quello di Chiari, non esistono “cucinerie”, ma esistono persone che si confrontano liberamente sui problemi della città.
Aggiungo una considerazione del tutto personale. Secondo il mio punto di vista, il candidato sindaco del centrosinistra deve essere espresso dai partiti presenti in quest’area. Il motivo è semplice ed è la conseguenza del discorso fatto sin qui. Questi partiti sono quelli che in questi anni hanno fatto politica, conoscono i problemi, sanno offrire soluzioni, hanno il personale all’altezza della sfida.
Condivido pienamente la considerazione che non basta avere un buon candidato e un buon programma per vincere. Occorre che attorno ci sia la passione, il coinvolgimento di larghi strati della popolazione o come dice Luca Gorlani “un moto popolare”.
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| manifestazione elettorale a Chiari |
Quanto al “programma realmente alternativo” voglio aggiungere queste brevi considerazioni. Appare del tutto evidente che la battaglia politica dei prossimi anni si giocherà per buona parte sulla grande questione dell’utilizzo del territorio. Il passaggio delle due grandi infrastrutture con tutti gli sventramenti connessi, possono rappresentare solo l’inizio di un processo di massiccia urbanizzazione del territorio. Se nel 2014 rivincerà una coalizione di centrodestra è certo che questo avverrà. Noi dobbiamo mettere in campo una proposta condivisa che cerchi di salvaguardare il territorio da ulteriori scempi. E’ il discorso che come PD stiamo portando avanti ormai da qualche anno. Non si tratta solo di “tecnicismi”, si tratta di proposte che sono perfettamente in antitesi che le proposte e le realizzazioni della Giunta Mazzatorta.
























