sabato 15 ottobre 2011

Il giornalismo che ci piace

Oggi ho seguito  i “fatti” di Roma attraverso la cronaca che ne ha fatto Rai News 24.
Ore e ore di trasmissione su un fatto importantissimo sia per il numero dei partecipanti, sia per il tragico evolversi degli avvenimenti.
Una bella pagina di giornalismo fatto in presa diretta lì dove avvenivano i fatti.
Chiunque ha avuto la possibilità di seguire la cronaca, si è potuto rendere perfettamente conto di come siano andate le cose. Quanti erano quelli che erano lì a manifestare pacificamente le loro ragioni e a esprimere civilmente la loro protesta e quanti (pochi) erano invece lì a spaccare e distruggere.
I giornalisti, scesi in piazza con il loro microfono e la loro telecamera hanno raccontato i fatti con patos e lucidità, non sottacendo niente di quanto da loro documentato.
Ebbene questo modo di fare giornalismo non è assolutamente piaciuto ad Alessio Butti, capogruppo Pdl nella Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai. "La diretta di Rainews - denuncia Butti - è inaccettabile e offende la storia della Rai. Mentre scorrono le immagini di devastazioni, di scontri e di guerriglia urbana si fa di tutto per minimizzare". Ora chi ha visto la trasmissione sa benissimo che questa affermazione è falsa e ingiusta.
Evidentemente all’on. Butti piace il giornalismo che scodinzola dietro ai poco onorevoli signori che occupano i palazzi della politica, ma ha in odio quel giornalismo di cronaca che racconta  fatti e storie di persone normali.

martedì 11 ottobre 2011

Chiari-Morrumbene

Con riferimento all’incontro di giovedì 6 ottobre scorso con don Piero Marchetti presso il CG 2000, ricevo e volentieri pubblico questo contributo del Prof. Mario Angeli:


“Due intensi occhi di un bimbo nero guardano da sopra un alto muro; noi di là vediamo un cielo azzurro e le cime di alberi maestosi, lui di qua non so che cosa vede; di là c’è il suo mondo, di qua il nostro.
Questa è stata la slide conclusiva di una intensa rassegna di immagini, con le quali don Piero  giovedì 6 ottobre ha mostrato che cosa c’è al di là di quel muro, che il suo impegno missionario e sociale si sforza di capire, valorizzare, orientare, sollevare dalla povertà e dall’ignoranza; il pubblico presente era folto, accorso anche da fuori Chiari, a testimoniargli non solo generica simpatia, ma soprattutto apprezzamento e sostegno per la sua opera in Mozambico.
E così scendendo dal cielo luminoso e dalle cime degli alberi, don Piero ha condotto gli ascoltatori al di là del muro sul piano della concretezza, che significa bambini abbandonati, vecchie cacciate di casa a morire di stenti perché sospettate di malocchio, giovani e ragazze che non possono recarsi a scuola perché impossibilitati a sostenere le spese di trasporto o le tasse di frequenza, aule scolastiche senza alcun arredo e con gli studenti seduti per terra perché non ci sono i banchi, pozzi d’acqua lontani chilometri dai villaggi, malattie per noi banali ma laggiù mortali; però anche la gioia di vivere, la condivisione ospitale, la fiduciosa riconoscenza, la frugalità appagata.
Don Piero è riuscito a creare qui una rete di solidarietà e di sostegno, sia affettivo che finanziario, che gli consente di affrontare laggiù con efficacia sia il suo primario ministero di prete sia i vari progetti sociali che ha avviato; sono una prova concreta di tale sostegno anche i frequenti soggiorni a Morrumbene di volontari, che trascorrono con lui periodi più o meno lunghi, condividendo fatiche e speranze: si sa che è in partenza per tre mesi una ragazza e poi sarà la volta di un giovane per sei mesi.
Uscendo dall’incontro con don Piero non riuscivo a togliermi dalla mente gli occhi del bimbo nero da sopra quel muro e mi domandavo se riuscisse a scorgere che cosa c’è al di qua o se don Piero gli abbia detto qualcosa del grado di decomposizione che sta attraversando il nostro mondo evoluto e mi è venuta spontanea una raccomandazione da fare a don Piero: - Di’ a quel bambino di scendere dal muro, perché al di qua c’è poco di bello da vedere.

Mario Angeli”

venerdì 7 ottobre 2011

Varcare il muro

Varcare il muro. Almeno una volta nella vita forse occorrerebbe farlo. Il muro del nostro mondo, delle nostre certezze, delle nostre convinzioni. Non tutti ne sono capaci, non tutti possono farlo. Al di là del muro, le nostre certezze possono vacillare, le nostre convinzioni possono essere fragili, perchè al di là del muro c’è un mondo difficile da capire e da vivere.
Varcano il muro quelli che Mario Angeli definisce visionari. Visionari non vuol dire pazzi, vuol dire capaci di avere una visione del mondo, capaci nello stesso tempo di mettersi in discussione e di avere la forza di credere all’incontro con altri esseri, per capirli e capirti.
Don Piero Marchetti, lui, quel muro l’ha varcato. Con indosso la sua fede (che parola difficile da usare per un laico!) e la sua disponibilità. La disponibilità a mettersi al servizio degli ultimi, secondo il più radicale dei precetti evangelici. Qui come  in Monzambico.
Nell’incontro che si è tenuto ieri sera al Centro Giovanile 2000, è stato proiettato un filmato dove veniva raccontata per immagini la vita e le attività della parrocchia di Morrumbene.
Abbiamo visto bambini sorridenti all’interno della loro scuola, donne anziane nelle loro capanne e giovani nei laboratori di falegnameria e sartoria. Abbiamo visto la Chiesa e le case, gli orti e gli animali, il laghetto e la campagna coltivata. In definitiva un’oasi di pace all’interno di un paese difficile.
Forse il quadretto era troppo idilliaco per essere completo. Forse quelle immagini, certo belle e suggestive, non davano testimonianza della fatica che don Piero e i suoi collaboratori devono sopportare per togliere 240 bambini dalla strada e portarli all’interno di un percorso educativo definito. O delle difficoltà che essi devono affrontare per salvare da una fine atroce le nonne rimaste sole o per realizzare dei pozzi per l’acqua o organizzare i laboratori.
Non tutto scende dal cielo e quello che non scende bisogna cercarlo, con la forza di volontà, col duro lavoro, con il coinvolgimento di tanti volontari. Perchè Morrumbene è sì una parrocchia, ma i suoi parrocchiani molto spesso sono privi anche del necessario per vivere.
E allora don Piero ritorna a varcare il muro e viene a parlare a noi dei suoi bambini e delle sue nonne. Non perchè possiamo sentirci edificati da tanta bontà, ma perchè egli vuole farci partecipi di quel mondo, che non è un mondo alieno, ma il nostro mondo. Se riusciamo a capire il messaggio e non ci limitiamo a un atteggiamento pietoso, forse in quel muro si può aprire un varco, ossia una possibilità di dialogo e di aiuto reciproco.

martedì 4 ottobre 2011

In-Sicurezza

Un altro degli obiettivi clamorosamente  mancati dalla giunta Mazzatorta è quello relativo alla Sicurezza.
Più sicuri a casa nostra” recitavano i programmi elettorali della Lega, “La sicurezza al primo posto” ribadiva il Bilancio di fine mandato dell’Amministrazione di centro-destra.  
Al primo posto? Certo, al primo posto sicuramente per la spesa.  Infatti i soldi buttati dalla finestra da questa “Giunta del fare chiacchiere” sono inversamente proporzionali ai risultati ottenuti. Per averne conferma basta andare a rileggersi i giornali di questi giorni.
Venerdì scorso, Chiari Week  dedicava ben due pagine a quanto successo nei giorni precedenti sul territorio di Chiari relativamente alla questione “furti con scasso”. Gli altri giornali a diffusione provinciale (Il Giornale di Brescia e Brescia Oggi) non sono stati da meno. Perfino il Giornale di Chiari riportava in prima pagina la lettera di una ragazza che lamentava l’insicurezza che si respira nelle nostre strade, segno che si sta assistendo a un degrado della convivenza civile difficilmente esorcizzabile con proclami ormai privi di significato.
Chiari è stato uno dei Comuni capofila nel portare avanti la tanto decantata “tolleranza zero”. Una strategia fatta di grandi proclami, grande dispendio di soldi,  scarsi risultati.
Perfino quelle cose che all’inizio di questa mediocre stagione politica sono state strombazzate ai quattro venti come risultati “straordinari”, si sono rivelati alla fine dei semplici bluff. Parliamo delle ronde padane, dello smantellamento del campo nomadi, della chiusura dello sportello immigrati, del distaccamento di polizia. Valanghe di inchiostro e fiumi di parole  per il niente.
La sicurezza è una cosa troppo seria per giocarsela con la propaganda. Gli annunci a effetto ci possono fare guadagnare qualche voto, ma alla lunga si ritorcono contro se non si riesce a portare avanti con costanza una seria politica di contrasto alla criminalità, fatta con mezzi adeguati e buone professionalità.
Chiari - Un'immagine della stazione
di qualche tempo fa
Che la delinquenza, anche quella piccola,  non si conbatta  con la teatralità l’abbiamo visto in modo lampante a Chiari, presso la stazione. Il Sindaco e la sua Giunta pensavano che bastasse mettere lì  un distaccamento della Polizia locale per risolvere ogni problema. L’aver aperto quel presidio ed averlo abbandonato quasi subito ha permesso che le cose andassero peggio di prima, come abbiamo avuto modo di documentare ripetute volte su questo blog.
Anche le ronde dovevano costituire un forte deterrente alla microcriminalità. Si sono rivelate invece un fiasco completo. Non solo perchè ne sono state costituite pochissime, ma soprattutto perchè quelle esistenti fanno tutt’altro, come risulta evidente a Chiari, dove l’Acsu si è ridotta, pur di portare a casa un misero contributo comunale, ad accompagnare i morti al cimitero.
Chiari - volontari Acsu
E che dire del mirabolante Air-pol? Mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse che, effettivamente, l’ha visto volare sui cieli di Chiari. Mi piacerebbe che qualcuno mi descrivesse una qualche significativa operazione di contrasto alla criminalità operata con questo mezzo. Eppure la grancassa propagandistica ha scomodato molti pezzi grossi della Lega il giorno dell’inaugurazione dell’aereo poliziotto, come è stato definito. Il Patto locale di sicurezza ci è stato presentato come qualcosa di straordinario e decisivo per sconfiggere la criminalità. I fatti di questi giorni si sono incaricati di dimostrarci che non basta un “brain storming” in Comune per risolvere problemi complessi.
Chiari - Air-pol
I soldi però non sono mancati. Ai Carabinieri e alla Polizia sì,  ma ai nostri politici per fare le loro sceneggiate, i soldi non sono  mancati. Quanto è costato il distaccamento di Polizia presso la stazione ferroviaria? Assieme all’inutile Infopoint ben 50 mila euro, più affitti vari. Col risultato che ora il distaccamento è una biglietteria e l’Infopoint continua a essere desolatamente vuoto. E la centrale per i falsi documentali? E’ costata ben 300 mila euro. E il mirabolante Air-pol? Ben 360 mila euro. Col risultato che adesso è portato come la madonna pellegrina da una fiera all’altra per fare un po’ di propaganda alla ditta che ce l’ha ri...venduto. Dimenticavamo di aggiungere i 370 mila euro per il Comando della Polizia Locale, il famoso “binocolo per controllare la criminalità”.
Come si vede, un mare di soldi. Ma a che sono serviti se oggi un giornale esce con due pagine piene di notizie di furti con scasso perpetrati ai danni di aziende e cittadini di Chiari?

lunedì 3 ottobre 2011

Le contraddizioni del PD

Il Segretario del PD
Pierluigi Bersani
Si ha come l'impressione che al PD manchi la capacità di fare tattica. In almeno tre occasioni si è ritratto dall'assumere precise posizioni su alcuni temi importanti che hanno visto l'impegno di centinaia di migliaia di persone. E' capitato con i referendum sull'acqua, sul nucleare e sul legittimo impedimento e oggi sulla legge elettorale. Un altro caso è quello sull’abolizione delle province.  Il motivo è sempre lo stesso: “una forza che si dice di governo non può fare politica a botte di referendum”. Oppure: “noi abbiamo presentato le nostre proposte in Parlamento”.
Eppure gli iscritti e gli elettori di quel partito firmano per i referendum, organizzano banchetti per raccogliere firme, magari alle feste democratiche. Allora perchè quello che possono fare gli iscritti non lo può fare il partito nel suo insieme? Non può continuare a lungo questa contraddizione, questo scarto fra partito e corpo elettorale.
Per una nuova stagione politica che ci porti fuori da questo pantano e faccia rinascere il nostro Paese, c’è bisogno di un PD più coraggioso e meno bloccato dai veti incrociati delle sue varie anime.
Forse è venuta l’ora che i dirigenti di partito, invece di rimanere chiusi all’interno dei loro ufficetti, vadano sul territorio ad ascoltare cosa hanno da dire i cittadini, gli elettori e gli iscritti. Forse si capirebbero tante cose e si eviterebbero errori imperdonabili.

domenica 2 ottobre 2011

Tener fermo l'aratro davanti a sè

In occasione dell’incontro con don Piero Marchetti che si terrà giovedì 6 ottobre a partire dalle ore 20,00 presso il CG2000 di Chiari, ho chiesto al Prof. Mario Angeli che ci spiegasse chi è don Piero Marchetti. Ecco il testo che mi ha inviato:

don Piero Marchetti Brevi
“Incontrare don Piero e sostenere le attività che progetta ed anima nella comunità mozambicana di Morrumbene va molto oltre l'incontro con un prete e con la sua missione cattolica; non perchè don Piero sottaccia la sua identità o perchè le sue opere non siano un'applicazione dei precetti evangelici, anche di quelli più difficili da capire o da praticare, soprattutto per chi è in debito di fede.
Don Piero è prete fino in fondo, che vive sereno e sicuro le parole di Cristo: "il vostro dire sia sì sì, no no; ...ciò che farete ad uno di questi piccoli l'avrete fatto a me; ...nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio", disse Gesù ad un tale che gli diceva: "Signore, ti seguirò dovunque, ma prima lascia che mi congedi da quelli di casa".
Questo ho visto a Morrumbene.
In una capanna sbrecciata in mezzo alla savana don Piero celebra la Messa e commenta il vangelo ad un folto gruppo di donne, uomini e bambini, felici per la visita, purtroppo rara, del loro padre Pedro, che ad un certo punto si rivolge ad un suo catechista del posto, convivente con una giovane donna da cui ha avuto due figli, e gli dice sorridendo ma fermo, davanti a tutti: "Tu non puoi fare il catechista e stare con la tua donna senza sposarla".
la missione di Morrumbene
Una vecchia mendicante gli si fa incontro, gli biascica qualcosa, lo trattiene; don Piero ha fretta, ha un impegno urgente, come tutto è a Morrumbene, ma si ferma paziente, la ascolta, le mette una mano sulla testa; non comprendo una sola parola di quello che si dicono, ma vedo che il volto rugoso della vecchia si trasfigura in uno smisurato sorriso; quella "piccola" era per me una mendicante fastidiosa, don Piero invece aveva capito che era Cristo travestito da vecchia.
Per don Piero "quelli di casa" sono rimasti a casa; lui li ama, li sente o li vede quando può, ma resta dov'è e tiene fermo l'aratro davanti a sè, volgendosi indietro solo per vedere se il solco è dritto e se qualcuno lo segue per aiutarlo.
Quindi don Piero è un prete fino in fondo.
Ma a Morrumbene padre Pedro sa anche di non poter "dare al figlio un sasso al posto del pane o una serpe invece del pesce": un pozzo, qualche spicciolo, i banchi per la scuola, una macchina per cucire, un passaggio sul fuoristrada, qualche medicina, un bom dia o boa noite anche agli sconosciuti, un aiuto per sbrigare una pratica complicata: questi sono alcuni dei pani e dei pesci che lui mette a disposizione di tutti, fin che ce n'è.
Don Piero ha imparato bene dal suo Maestro come si fa a moltiplicare i pani ed i pesci: Quello lo sapeva fare per conto suo, don Piero si fa aiutare da chi ne ha voglia.
E' per questo che tanta gente, che magari neppur conosce, si offre di dargli una mano dietro l'aratro.

Mario Angeli"

sabato 1 ottobre 2011

Omaggio a Franco Cheli

In occasione della mostra "Segni e Simboli" omaggio a Franco Cheli
presso la Fondazione Morcelli-Repossi
dal 17 settembre al 16 ottobre 2011
abbiamo intervistato la
Prof.ssa Ione Belotti Presidente della Fondazione
Per avviare il video clicca qui

venerdì 30 settembre 2011

La Giunta del fare garbugli

Uno degli obiettivi posti dalla Giunta Mazzatorta all’atto del suo insediamento è stato quello di ridurre drasticamente il contenzioso in essere, obiettivo che, come ognuno può constatare, è stato clamorosamente mancato. Il contenzioso giudiziario è aumentato vertiginosamente, costringendo il Comune a pagare fior di soldi per spese e onorari di avvocati e periti.
Il Sindaco di Chiari
Sen. Sandro Mazzatorta
La questione più eclatante è quella relativa al fantomatico Polo della Cultura.
Il Sindaco e la sua Giunta, dopo aver versato un milione di euro ad Eleca in base a una convenzione sciagurata e dopo aver speso montagne di soldi per tutte quelle opere propedeutiche all’iniziativa (abbattimento Cinema-Teatro, spostamento piante, asfaltatura del piazzale ecc.), avevano detto ai cittadini di Chiari di stare tranquilli perchè i soldi sarebbero stati recuperati “a breve” con l’escussione della famosa fidejussione di 1 milione e mezzo di euro.
A breve!  Dopo più di un anno i cittadini di Chiari sono ancora lì che aspettano. Nel frattempo, le varie cause vanno avanti con ulteriori danni per le casse comunali.
Ma il Polo della Cultura non  è il solo buco in cui si è ficcata questa “Giunta del fare garbugli”.
No, c’è anche la questione delle rotonde più belle del mondo. Erano tanto belle che hanno dovuto togliere alla svelta il porfido “ammalorato”, per evitare che in qualche voragine che si era aperta vi finisse magari un incolpevole ciclista con conseguenze immaginabili. Per evitare di pagare dazio, in Comune hanno inscenato la storia delle denuncie alle ditte che avevano fatto i lavori. Anche per queste cause aspettiamo speranzosi il ritorno dei soldi spesi. Tuttavia in Comune  non devono essere granchè certi di vincere, se, come risulta evidente, hanno proposto una definizione bonaria del contenzioso. Vedremo come andrà, ma anche qui parcelle e spese a profusione.
Poichè questi contenziosi non erano sufficienti, il Sindaco, per una questione di principio meramente ideologica, si è ficcato in altre cause giudiziarie da cui sino ad oggi è uscito sempre e comunque perdente.  Ci riferiamo ai contenziosi per l’assegnazione delle Case Popolari e a quello per i “Premi all’eccellenza scolastica”, la cui motivazione è stata sempre la stessa: il requisito della “cittadinanza italiana”. Cause perse, soldi pure. Tanto, paga Pantalone.
Non contento di questi bei risultati il Sindaco torna alla carica e pretende che i rilevatori previsti dalla procedura del 15° Censimento Istat abbiano anch’essi il requisito della cittadinanza italiana. La cosa che più dà fastidio in tutta questa storia è che il Sindaco-Senatore-Avvocato Mazzatorta sa benissimo che la sua è una battaglia persa in partenza. Eppure testardamente continua a portare  avanti le sue ossessioni che potrebbero anche non interessarci se a pagare le parcelle degli avvocati non fossero  i cittadini di Chiari.
Come abbiamo avuto modo di dire in altra occasione (leggi qui) “Sindaco, vuole fare la sua bella battaglia contro i mulini a vento, vuole continuare a sbattere la testa contro il muro, bene lo faccia pure, ma per favore  le parcelle degli avvocati se le paghi con i suoi soldini!”.  

giovedì 29 settembre 2011

Work in progress

Ogni tanto vale la pena di scorrere i vari canali informativi del Comune di Chiari. Sono una fonte inesauribile di notizie da cui trarre spunto per alcune riflessioni. Guardate per esempio la serie di uscite sui lavori al Cimitero Comunale:




• Bando di gara per nuovi loculi al Cimitero Comunale
(ChiariNewsletter n. 33 del 26 luglio 2010
•Work in progress al Cimitero Comunale
(ChiariNewsletter  n. 49 del 15 novembre 2010)
•Work in progress al Cimitero
procedono i lavori al Cimitero Comunale.
(ChiariNewsletter n. 52 del 6 dicembre 2010)
•Work in progress al Cimitero Comunale
Sono in pieno svolgimento i lavori per la realizzazione dei loculi interrati del Cimitero Comunale.
(ChiariNewsletter n.53 del 13 dicembre 2010)
•Lavori al Cimitero Comunale
Sono in pieno svolgimento i lavori per la realizzazione dei loculi interrati del Cimitero Comunale. (ChiariNewsletter n. 55 del 27 dicembre 2010)
•Work in progress al Cimitero Comunale
Proseguono a ritmo incessante i lavori per la realizzazione dei loculi del Cimitero Comunale.
(ChiariNewsletter n.66 del 14 marzo 2011)
• Lavori in corso al Cimitero Comunale
Proseguono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione di nuovi loculi al Cimitero Comunale.
(ChiariNewsletter  n.73  del 2 maggio 2011)
• Lavori in corso al Cimitero Comunale
Continuano i lavori di ampliamento e messa in sicurezza di un settore del Cimitero Comunale.
( ChiariNewsletter n. 75 del 16 maggio 2011)
•Procedono a ritmo serrato i lavori per la realizzazione di nuovi loculi interrati del Cimitero Comunale. I lavori sono a pieno regime ed in linea con il crono-programma.
(ChiariNewsletter n.77 del 30 maggio 2011)



Dopo questa data il work in progress si arresta. I lavori non proseguono più a ritmo serrato e incessante. Anzi dal pieno svolgimento, i lavori gradualmente rallentano sino a fermarsi. Motivo? Il Comune non paga e i responsabili della ditta incrociano le braccia. Dopo ferragosto arrivano i soldi e  i lavori riprendono. Riprendono anche i resoconti dell’impagabile Rosanna Agostini, ma con toni meno baldanzosi. Forse perchè quando è troppo è troppo o forse perchè i lavori dovevano essere conclusi entro il maggio 2011, secondo uno dei precisi e stringenti cronoprogrammi che hanno reso famoso il nostro Comune.  Speriamo solo che ora i lavori procedano veramente a ritmo “serrato e incessante”, perchè il rischio è quello di trovarci i catafalchi per le strade.

lunedì 26 settembre 2011

Malumori

Simpatizzante leghista
In questo inizio d’autunno il sostantivo  più usato per definire lo stato d’animo della Lega è “malumore”.
Il malumore ormai serpeggia nel seno del popolo leghista, dilaga nelle vaste praterie del web, straripa dai verdi siti padani, trabocca dagli inattaccabili cerchi magici, rigurgita dalle bocche di colonnelli e luogotenenti. Non c’è telegiornale che non ci informi quotidianamente sulle insoddisfazioni, le insofferenze, i “malumori” di Bossi e compagni. E come potrebbe essere diversamente?
Il movimento nato per rivoltare questo Paese come un calzino, oggi si è ridotto a svolgere un triste compito. Sì, la Lega ormai non riesce a fare altro che reggere il moccolo a un Presidente del Consiglio che con la sua condotta e il suo stile di vita ogni giorno getta discredito  e disonore su un intero Paese.  
Ormai siamo arrivati al punto che non puoi mettere il piede fuori dall’Italia senza che un qualche ostrogoto non ti rida dietro, additandoti come quello che arriva dal paese del “bunga-bunga”. Perfino la Marcegaglia dice che “siamo stufi di essere lo zimbello internazionale, stufi di vederci accolti con il sorrisino sulle labbra”.
Fosse solo una questione di stile, forse ce la potremmo cavare. Oggi però l’Italia viene additata come uno dei “pigs” (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) , anzi il capintesta di quei paesi che con il loro disordine contabile stanno mettendo a repentaglio la stessa sorte dell’euro. Una cancrena che partendo dalla periferia sta divorando l’intero corpo dell’Europa.
A questo non si è arrivati per colpa di un destino cinico e baro, ma per precise responsabilità politiche che vanno ricercate nella finanza allegra di Berlusconi e del suo fido Tremonti.. A partire dall’abolizione dell’Ici e giù scendendo con l’operazione Alitalia e la montagna di soldi spesi alla Maddalena, il Bilancio Statale è stato saccheggiato da un’orda di lestofanti (la famosa cricca) e dai loro amici politicanti. L’aumento vertiginoso della spesa è stata nascosta nel corpo molle del debito pubblico che come un mostruoso “blob” si è sviluppato a dismisura sino a diventare una massa incontrollata.
Il liguaggio dei segni
Oggi l’Europa ci dice “basta!”. Ci obbliga a prendere quelle misure necessarie a mettere sotto controllo la spesa. Siamo costretti a digerire una manova “lacrime e sangue” che pesa in particolare su chi ha di meno, mentre sono esentati dal pagare il conto i famosi furbetti che non pagano le tasse e la casta dei politici che non sente neppure il dovere morale di dare un taglio ai suoi privilegi.
E in tutto questo la Lega che fa? Certo, si lamenta, brontola, è di malumore, ma all’atto di votare alza diligentemente la manina. Quando l’affanno diventa insostenibile, allora ci si rifugia nei sogni improbabili di una fantomatica secessione. Ma sono ormai “trappole, prologhi infidi con profezie da ubriachi”.
“L’inverno del nostro scontento” non è diventato “un’estate gloriosa” sotto il sole d’Italia.  No, il malumore, come nuovo “mood” dei rappresentanti leghisti, ormai fa presa nel vasto territorio padano,  nell’allegra e ricca Langobardia fertilis. 

Guardate Chiari. Il Sindaco ultimamente non interviene se non per esprimere il proprio disappunto.
Il Sindaco di Chiari
Sen. Sandro Mazzatorta
Per esempio se la prende con quelli di San Rocco che hanno avuto l’ardire di organizzare delle collette per restaurare la chiesa senza dirgli niente. E che caspita! Era così contrariato che ha rifiutato un invito a cena, definendola “una cena delle beffe, dai contorni surreali”. Quelli di San Rocco smentiscono categoricamente. “I nostri contorni, erano per nulla surreali. Si trattava di  patate e cipolle al forno da leccarsi i baffi”. Comunque il Sindaco, per non rimanere indisgesto, ha declinato l’invito.
Altro malumore è stato espresso nei confronti dei rappresentanti delle Fiamme Gialle che, nonostante le interpellanze parlamentari del nostro Senatore, stanno già facendo i bagagli per trasferirsi a Rovato. “Ah è così?” fa il Sindaco “Allora togliete il disturbo il più velocemente possibile. Comunque non oltre fine anno” . Quelli son rimasti di sasso. Anche perchè la caserma della Guardia di Finanza a Rovato difficilmente verrà pronta per Natale e il panettone rischiano di mangiarlo sotto il ponte della Castrina.  “Non mi interessa, diavolo!  La caserma mi occorre per la Polizia Autostradale che mi è stata promessa da Bre.Be.Mi dopo ‘un pressing istituzionale asfissiante’ ”. Caspita, non sapevamo che la Polizia Autostradale dipendesse da una società privata come Bre.Be.Mi.! A questo mondo, se fai attenzione,  si imparano tante cose.
Poichè gli era rimasto un rigurgito di bile, il nostro Sindaco ha fatto anche in tempo a mandare a quel paese la collega Murachelli, Sindaco di Roccafranca, che ha avuto l’ardire di uscire dal Piano Strategico d’Area Vasta per farsi in proprio un piano di insediamenti produttivi proprio al confine col territorio di Chiari. Il nostro Sindaco è contrarissimo a questa iniziativa e ha espresso il proprio “malumore” nei confronti della giovane collega appartenente allo stesso partito. Vedremo come andrà a finire. Certo è che l’invincibile armata è ormai un lontano e sbiadito ricordo e i giovani rampolli cresciuti alla corte di re Bossi si stanno facendo una guerra senza quartiere dagli esiti imprevedibili.