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| Chiari - Fondazione Morcelli-Repossi mostra su "Cospiratori e patrioti clarensi" |
E’ molto probabile che a bruciare la bandiera italiana esposta a una delle finestre della Fondazione Morcelli-Repossi, sia stato un semplice idiota di passaggio. Se fosse solo questo non ci sarebbe da perdere un minuto di tempo per commentare “l’eroico” gesto e meglio sarebbe chiudere qui la faccenda. Ma non è solo questo e forse un commento è bene farlo.
Per la Presidente della Fondazione Ione Belotti questo atto configura “un reato di vilipendio allo Stato che si commenta da sè”. Invece per il nostro Sindaco, Senatore Sandro Mazzatorta, si “tratta di un atto vandalico che non possiamo far altro che stigmatizzare con fermezza. Nulla di pubblico o privato va danneggiato”.
Queste due dichiarazioni servono da sole a capire dove sta l’essenza del problema. Per la Presidente Belotti quella esposta è la bandiera italiana che rappresenta la nostra nazione e averla bruciata configura un reato di vilipendio nei confronti dello Stato, per il Sindaco Mazzatorta, il gesto è semplicemente un atto vandalico nei confronti di una cosa pubblica. Insomma un atto di valore non diverso da quello di imbrattare i muri o danneggiare un cestino dei rifiuti. L’emblema, lo Stato, la sua rappresentazione attraverso la bandiera, qui non sono presenti.
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| Chiari - Festa Unità d'Italia 2011 |
E come potrebbero esserlo se ancora oggi, nel suo profilo di Facebook, il nostro Sindaco, Senatore della Repubblica Italiana, professa di appartenere al fantomatico Stato della Padania? E come potrebbero esserlo se in passato il capo del partito di appartenenza del nostro Sindaco ha proclamato che con quella bandiera si sarebbe pulito il c..o ? E come potrebbero esserlo se il giorno della Festa dell’Unità d’Italia, non solo il Sindaco Senatore non era presente, ma ha impedito alle Associazioni d’Arma di percorrere le vie cittadine in corteo, magari con la banda in testa e i suoi “servi sciocchi” hanno nascosto la fascia tricolore, simbolo dello Stato, perchè a quella festa fosse inferto un ulteriore e definitivo sfregio? E che dire delle impellenti urgenze di prendere un caffè al bar tutte le volte che viene intonato il nostro inno nazionale?
Pochi esempi dei molti comportamenti di insulto e oltraggio alla dignità dell’Italia e ai suoi simboli, da parte di chi quotidianamente dichiara di non voler far parte di questo Stato, ma ne accetta senza problemi le laute prebende e gli onori. Comportamenti che possono aver eccitato delinquentelli di poco cervello ad agire nei confronti di quella Fondazione che unica, nel panorama desolante di Chiari, ha voluto realizzare una bella mostra sull’Unità d’Italia, mostra che abbiamo in vari modi documentato su questo blog, mostra che ha avuto un buon riscontro di pubblico e pertanto si è deciso di prorogarla sino a giugno.
Nonostante il reato di vilipendio alla bandiera sia stato declassato dalla legge n. 85/2006, voluta fortissimamente dalla Lega, esiste ancora la norma che stabilisce che “Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato e' punito con la reclusione fino a due anni”. Due anni. Non sono mica bruscolini!

