In un post indirizzato ai cittadini di Chiari (Cari Clarensi…), il nostro Sindaco ha dipinto se stesso come persona non solo empatica, ma anche sensibile e attenta alla gestione del rischio che ogni scelta amministrativa comporta.
La sua “gestione” (modestia a parte) è guidata dalla visione chiara del buon padre di famiglia, in linea con i principi di una sana e responsabile amministrazione.
Leggendo un fatto di cronaca riportato dal BresciaOggi - un ragazzo morto annegato nel laghetto delle cave di Brescia - il Sindaco afferma che tale fatto, come altri simili, “sono talmente forti che influenzano e rafforzano le scelte fatte”. E quali sono queste scelte? Ma quella di riempire di inerti l’ex Cava FinBeton.
Quello accaduto negli ultimi mesi, continua il Sindaco (persone morte annegate), a certi “fenomenti” (sic!) non basta e continuano a “fomentare” la popolazione al solo scopo di “disturbare” l’Amministrazione Comunale. Il Sindaco prova vergogna per loro. Se fossimo in Giappone, pur di salvare l’onore si sarebbero sottoposti a un harakiri. Ma qui siamo a Chiari.
Eh sì, caro Sindaco, qui siamo a Chiari, dove guarda caso, non sono molto in voga i suicidi rituali, ma è consentito, anzi auspicato, il normale dibattito democratico. Se l’opposizione consiliare non è d’accordo su una scelta amministrativa fatta dalla maggioranza, è normale che vi si opponga con i normali strumenti democratici: dichiarazioni, interpellanze, ordini del giorno e via dicendo.
È strano che a lei dia fastidio il confronto democratico, tenuto conto che lo praticava quando era all’opposizione, in termini che definire sguaiati è dire poco. Questo video ne è un piccolo esempio (clicca qui)
Nel caso specifico poi, l’opposizione, o almeno una parte di essa, aveva proposto altra cosa, cioè realizzare un parco della biodiversità e un invaso idrico da utilizzare sia in caso di siccità (purtroppo sempre più frequente dalle nostre parti), sia come luogo di svago. Lei e la sua Giunta avete scelto altro. Padroni di farlo perché oggi governate la città. Padroni però anche quelli dell’opposizione di supportare con i normali mezzi di comunicazione la loro proposta. Considerare questo un “disturbo” significa tenere in poca considerazione il confronto democratico.
D’altra parte, più di una volta lei ha reagito in modo infastidito, minacciando denunce, a critiche del suo operato fatte tramite post del tutto civili o vignette ironiche.
Una volta l’ho paragonata allo sceriffo di Nottingham per il vezzo di attaccare agli alberi dei parchi cittadini le sue famose Ordinanze. Ecco, ai tempi di quel famigerato sceriffo esisteva il “reato di lesa maestà”, ma come insegna la letteratura, neppure allora la tracotanza di un sovrano crudele ha avuto la meglio sull’umano desiderio di esprimere il proprio dissenso. Figuriamoci oggi, dove la satira è una componente essenziale e imprescindibile del dibattito pubblico.
Le suggerisco pertanto di accettare di buon grado le critiche, sapendo che la vera leadership si riconosce sia dalla capacità di fare proposte utili alla comunità che si governa, sia dall’attitudine a sopportare le critiche degli avversari.
Con la stessa determinazione di sempre, un saluto cordiale, Enzo.
P.S.
Ma lo sa il Sindaco quante persone muoiono ogni anno annegate nelle acque interne del Paese (fiumi e laghi)? Tra 150 e 200. Cosa dovremmo fare per evitare queste morti, prosciugare i laghi e recintare tutti i fiumi?