A febbraio l'aula del Senato ha accolto 250 studenti italiani per ricordare il 60mo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. In quella occasione, i senatori si sono impegnati " a compiere ogni sforzo possibile per la conoscenza e l'attuazione dei principi della Dichiarazione, facendosene attivi e convinti artefici della loro diffusione e realizzazione". Tra i vari relatori e firmatari della risoluzione, votata all'unanimità, c'era anche il nostro sindaco/senatore Sandro Mazzatorta.
Un preambolo della Dichiarazione così recita:
"... il disconoscimento e il disprezzo dei diritti dell'uomo hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell'umanità... l'avvento di un mondo in cui gli esseri umani godono della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell'uomo."
Purtroppo molti dei fatti accaduti a Chiari e in Italia negli ultimi tempi, ci inducono a dire che c'è qualcosa che non quadra con quanto sostenuto nella Dichiarazione, tanto che si rischia di ricadere " in atti di barbarie che offendono la coscienza...".
Una curiosità. Ma a questo proposito cosa dice la Chiesa?
- Cardinale Crescenzio Sepe: "Noi cattolici dobbiamo essere in grado di ricostruire un tessuto di "passione civile".. e pronti a riempire un vuoto che rischia di aggiungere ai guasti del degrado una cappa di pessimismo senza ritorno... dobbiamo guidare una possibile riscossa contro un generico giustizialismo, partendo dall'affermazione dell'insegnamento evangelico per ricostruire un tessuto civile a partire dalla coscienza religiosa".
- Mons. Agostino Superbo: " l'illegalità, la strumentalizzazione delle leggi e il clientelismo rappresentano un ostacolo alla forza dell'Eucarestia".
- Cardinale Bagnasco, presidente della CEI: "occorre neutralizzare gli estremismi, che non possono dettare legge a nessuno e non vanno considerati come la realtà totale di un popolo. Occorre, in positivo, creare condizioni di accoglienza per tutti quelli che rispettano le regole della convivenza e si impegnano per una reale integrazione".
- Mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas: "il giro di vite sugli immigrati non può che preoccupare chi è impegnato sul fronte della solidarietà. L'immigrazione clandestina è un problema che non può essere ignorato ma non si risolve solo con interventi polizieschi".
Qualche domanda sorge spontanea:
- A che punto è la realizzazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani?
- Sono ascoltate e messe in pratica le sollecitazioni che ci vengono dalla Chiesa?
- Siamo sicuri che questo Sindaco ci rappresenti e ci possa amministrare ancore per 5 anni?
E' giunto il momento di far capire al nostro Sindaco che è inutile parlare in Senato di diritti umani e chiedere ai giovani di attuarli, quando lui poi vota o sottoscrive leggi vessatorie nei confronti degli immigrati, dichiarando loro guerra in televisione.
Alla sicurezza e alla legalità ci teniamo tutti, ma questo si fa dando più risorse alle forze dell'ordine (aumentando a Chiari il numero dei vigili urbani che è sottostimato); si fa favorendo l'integrazione degli immigrati non creando paura e sfiducia nei loro confronti; si fa dandogli la possibilità di abitare in luoghi sani, perseguendo chi li fa vivere ammucchiati in piccoli appartamenti. E' ora che il sindaco la smetta di attaccare associazioni come la Caritas, definendola come un associazione con un grosso giro di soldi e di affari.
Questo suo comportamento e di chi lo sostiene, non porta da nessuna parte se non il creare odio e divisione, due sentimenti/atteggiamenti che non appartengono a noi cristiani. L'essere cristiano è uno stile di vita che coinvolge anche scelte difficili ma sempre proiettate verso la pace e la fraternità. Dobbiamo diffondere quel senso di speranza che ci appartiene e che ci aiuta ad avere più fiducia, nell'integrazione, nella solidarietà e nel vivere civile.
Questo è il compito che la Chiesa oggi con più forza ci chiama a riscoprire ed a rivestire all'interno della società per ricostruire la "passione civile".
Come diceva Giovanni Paolo II: "coraggio... non abbiate paura"
I Cattolici del Partito Democratico
lunedì 30 marzo 2009
domenica 29 marzo 2009
Ma l'opposizione dov'era?

Nel gioco democratico bisogna essere sempre disponibili ad accettare le critiche. Ultimamente però nei confronti del Partito Democratico si è superata la misura, arrivando a criticare le sue posizioni in modo del tutto aprioristico e immotivato. Anzi di più. Ci sono persone che ancora prima di informarsi sullo stato dell’arte avvertono l’impellente necessità di dire “Ma il Partito Democratico dov’era?” Ora, per carità, tutti siamo perfettibili e si può fare di più sempre. Ma relativamente alla questione “Polo della Cultura”
affermare “ma l’opposizione che ha fatto di concreto?” significa o essere in mala fede (e non lo crediamo) o essere del tutto disinformati. Per colmare questa lacuna ci siamo presi la briga di mettere a disposizione dei cittadini l’esposto (leggi qui) presentato alla Corte dei Conti della Lombardia dai consiglieri di minoranza nel lontano 27 dicembre 2007. In quell’occasione, venne allegata una relazione che altro non è che una cronistoria della vicenda, dove ognuno può vedere, se ne ha voglia, cosa è stato o non è stato fatto.
Se ciò non bastasse allora si può fare riferimento alle pubblicazioni de l’InformaChiari. Nel dicembre 2007 fu pubblicato un numero speciale tutto dedicato alla questione “Polo della Cultura”. A seguire vennero poi pubblicati vari articoli: uno nel marzo 2008, due nel febbraio 2009, due in marzo. L’ultimo numero ha dedicato due pagine all’argomento.
Naturalmente nelle varie sedi istituzionali e non, il PD ha avversato sempre la sciagurata scelta della Giunta Mazzatorta, riuscendo a portare dalla sua parte esponenti della maggioranza. Sono state presentate in Consiglio Comunale almeno due mozioni, fatte decine di interpellanze, rilasciate ai giornali locali innumerevoli interviste. Della questione inoltre si è polemizzato sia sul Sito che sul Blog del partito ed infine ci si è adoperati fattivamente per la raccolta delle firme contro l’ecomostro.
Quanto al ricorso al Tar, gli unici legittimati a presentarlo sono solo le persone che hanno un interesse diretto. E infatti è di questi giorni la presentazione al Tribumnale Amministrativo Regionale di un ricorso da parte dei residenti nella zona.
Forse fra qualche mese, qualcuno si sveglierà e scoprendo che i posti macchina sulla circonvallazione sono diventati a pagamento proferirà la fatidica frase “ma il Partito Democratico… ecc.ecc.” Ditegli per favore che il PD l’aveva detto e che ha fatto di tutto per impedirlo.
affermare “ma l’opposizione che ha fatto di concreto?” significa o essere in mala fede (e non lo crediamo) o essere del tutto disinformati. Per colmare questa lacuna ci siamo presi la briga di mettere a disposizione dei cittadini l’esposto (leggi qui) presentato alla Corte dei Conti della Lombardia dai consiglieri di minoranza nel lontano 27 dicembre 2007. In quell’occasione, venne allegata una relazione che altro non è che una cronistoria della vicenda, dove ognuno può vedere, se ne ha voglia, cosa è stato o non è stato fatto.Se ciò non bastasse allora si può fare riferimento alle pubblicazioni de l’InformaChiari. Nel dicembre 2007 fu pubblicato un numero speciale tutto dedicato alla questione “Polo della Cultura”. A seguire vennero poi pubblicati vari articoli: uno nel marzo 2008, due nel febbraio 2009, due in marzo. L’ultimo numero ha dedicato due pagine all’argomento.
Naturalmente nelle varie sedi istituzionali e non, il PD ha avversato sempre la sciagurata scelta della Giunta Mazzatorta, riuscendo a portare dalla sua parte esponenti della maggioranza. Sono state presentate in Consiglio Comunale almeno due mozioni, fatte decine di interpellanze, rilasciate ai giornali locali innumerevoli interviste. Della questione inoltre si è polemizzato sia sul Sito che sul Blog del partito ed infine ci si è adoperati fattivamente per la raccolta delle firme contro l’ecomostro.
Quanto al ricorso al Tar, gli unici legittimati a presentarlo sono solo le persone che hanno un interesse diretto. E infatti è di questi giorni la presentazione al Tribumnale Amministrativo Regionale di un ricorso da parte dei residenti nella zona.
Forse fra qualche mese, qualcuno si sveglierà e scoprendo che i posti macchina sulla circonvallazione sono diventati a pagamento proferirà la fatidica frase “ma il Partito Democratico… ecc.ecc.” Ditegli per favore che il PD l’aveva detto e che ha fatto di tutto per impedirlo.
Federico - Enzo
sabato 28 marzo 2009
venerdì 27 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Traffico a Chiari: è caos

Da qualche giorno a questa parte, in viale Mazzini, è stato istituito un senso unico alternato per agevolare i lavori per il cosiddetto Polo della Cultura. Non c’è che dire, cominciamo bene. L’altro giorno per arrivare in paese, provenendo da Brescia, ho impiegato la bellezza di 25 minuti per coprire la strada fra il cavalcavia e l’ospedale. Se, come si dice, i lavori dureranno 3 anni, c’è da stare freschi. La circolazione a Chiari diventerà un vero inferno e quella strozzatura creerà problem
i al traffico sia su viale Mazzini, che su viale Mellini e viale Battisti. Ho come l’impressione che il fatto non farà molto piacere ai clarensi. La situazione attuale poi prefigura quello che succederà a lavori ultimati. Quel punto diventerà una zona di vero caos, specie nelle ore di punta e nelle ore di entrata in ospedale. Questo è un altro motivo per essere contrari a questo progetto voluto fermamente dall’amministrazione di centro destra e osteggiato da moltissimi cittadini. Sembra infatti che le firme raccolte contro il mega progetto siano ormai a quota 3.000, con l’obiettivo di raggiungere quota 5.000.
Domenica, in Piazza Zanardelli, distribuiremo il nuovo numero dell’InformaChiari. Le due pagine interne saranno dedicate a questo problema.
Domenica, in Piazza Zanardelli, distribuiremo il nuovo numero dell’InformaChiari. Le due pagine interne saranno dedicate a questo problema.
mercoledì 25 marzo 2009
Polo della Cultura: un ecomostro
Le planimetrie del Polo della Cultura che fanno bella mostra sul sito del Comune e sui vari cartelloni esplicativi, si riferiscono sempre al progetto originario, che è il progetto dello Studio Caputo PartnerShip di Milano, vincitore del Concorso indetto dal Comune. Il problema è che il progetto definitivo è quello della Eleca che, come si vede nel prospetto riportato in basso, è tutt'altra cosa. Diminuiscono drasticamente i parcheggi pubblici, aumenta la superficie occupata e l'altezza dell'edificio così da creare seri problemi di vivibilità ai residenti nella zona, spariscono gli spazi di interesse culturale(bookshop, galleria espositiva, mediateca, emeroteca), si moltiplicano a dismisura gli spazi commerciali e infine aumentano enormemente
i volumi
che passano da 15.000 mc a ben 42.000 mc
Un vero ecomostro
Federico - Enzo
giovedì 19 marzo 2009
Sequestrati in casa propria

“Signori e signore qui non si tratta di politica, si tratta del sentirsi o meno parte della realtà in cui viviamo, e cercarne di esserne parte attiva e non delle croci sulle schede elettorali.” Questo è il ragionamento fatto non dal “solito rivoluzionario sinistroide, anti-lega e super attivo nel sociale… ma dal classico cittadino clarense” che una mattina si vede svegliato da un amic
o che gli grida nella cornetta “ Sono qui al cinema con mio padre e altre venti persone. Siamo qui in venti perché siamo quelli a cui chiuderanno il cancello di casa, il garage, le vie con dei paletti, famiglie a cui il nuovo progetto (del Polo della Cultura) toglierà la luce del sole dalle proprie finestre, siamo qui perché ci stanno prendendo in giro, perché stanno facendo cose che non possono fare…ma siamo in pochi. Dove sono gli altri cittadini???
Era il dieci marzo, poco più di una settimana fa. Quei venti cittadini “incazzati” non sono rimasti con le mani in mano. Si sono attivati per cercare di fermare un progetto insensato, che dietro l’altisonante nome – Polo della Cultura – nasconde una bella speculazione commerciale e costringe i cittadini di Chiari a versare per i prossimi 30 anni il corrispettivo dei parcheggi pubblici della città nelle tasche di un’azienda di Cantù, la Eleca.
I cittadini che abitano nelle vie Vittorio Veneto, Zamara, Tortelli, non vogliono sentir parlare di espropri ritenuti illegittimi, non vogliono saperne di zanche lunghe v
enti metri ficcate sotto i muri delle loro abitazioni, non vogliono assolutamente pensare a un mostro di vetro e cemento che oscurerà le loro case. Ma in particolare non vogliono saperne di rimanere sequestrati in casa propria per oltre 3 anni. Perché questo sta avvenendo. Per attivare il cantiere si è provveduto alla chiusura al traffico di un pezzo di via Vittorio Veneto, è stato istituito sulla stessa via un senso unico in uscita, sono stati inseriti dei dissuasori stradali con la triplice funzione di evitare il parcheggio, delimitare l’area ciclabile e l’area riservata ai pedoni. Per i residenti in questa zona si prevede un lungo periodo di forte disagio.
Per impedire questo scempio ed evitare di cedere a privati l’introito di gran parte dei parcheggi a pagamento della città, questi cittadini hanno lanciato un appello che fino ad oggi è stato sottoscritto da oltre 1.700 persone, a testimonianza che il problema è reale e che
l’Amministrazione Comunale ha fatto male a sottovalutarlo. Forzare le cose per presentarsi alle elezioni con qualche cantiere aperto, alla fine può non giovare alla Giunta Mazzatorta.
Enzo
Era il dieci marzo, poco più di una settimana fa. Quei venti cittadini “incazzati” non sono rimasti con le mani in mano. Si sono attivati per cercare di fermare un progetto insensato, che dietro l’altisonante nome – Polo della Cultura – nasconde una bella speculazione commerciale e costringe i cittadini di Chiari a versare per i prossimi 30 anni il corrispettivo dei parcheggi pubblici della città nelle tasche di un’azienda di Cantù, la Eleca.
I cittadini che abitano nelle vie Vittorio Veneto, Zamara, Tortelli, non vogliono sentir parlare di espropri ritenuti illegittimi, non vogliono saperne di zanche lunghe v
Per impedire questo scempio ed evitare di cedere a privati l’introito di gran parte dei parcheggi a pagamento della città, questi cittadini hanno lanciato un appello che fino ad oggi è stato sottoscritto da oltre 1.700 persone, a testimonianza che il problema è reale e che
l’Amministrazione Comunale ha fatto male a sottovalutarlo. Forzare le cose per presentarsi alle elezioni con qualche cantiere aperto, alla fine può non giovare alla Giunta Mazzatorta.Enzo
lunedì 16 marzo 2009
A Chiari il prestigioso "premio Attila"

Nel sito del Comune di Chiari fa bella mostra di sé un link dal titolo “Chiari – la città per il verde”. In un breve articolo a firma di Rosanna Agostini sta scritto “L’edizione 2008 de “La Città per il Verde” ha premiato il Comune di Brescia nella 4^ categoria (Enti con oltre 100mila abitanti) mentre il Comune di Chiari è stato segnalato per la 3^ categoria riferita agli Enti Locali tra i 15mila e i 100mila abitanti.” Ora se è vero che il Comune di Brescia della Giunta Corsini è stato premiato nella 4^ categoria, non è invece vero che il Comune di Chiari sia stato segnalato per la 3^ categoria. Infatti i premi della categoria sono stati assegnati a: Settimo Milanese (Comune vincitore) e poi Mantova, Selargius e Vignola (Comuni segnalati), Cardito (Comune menzionato). Di Chiari neppure l’ombra. Più s
emplicemente il Comune di Chiari ha partecipato alla rassegna assieme ad altri 111 Enti locali, senza però ricevere alcun premio o segnalazione.
Eppure la signora Agostini in un impeto di encomiabile campanilismo parla di “ progetti che hanno permesso al Comune di Chiari di ottenere la prestigiosa segnalazione del Premio “La Città per il Verde”… La segnalazione per Chiari è un riconoscimento prestigioso che premia la valorizzazione e gestione del verde pubblico ad opera dell’Amministrazione Comunale con l’introduzione di strumenti e metodi d’intervento innovativi in grado di migliorare sensibilmente la qualità di vita dei cittadini.” Se tanta foga fosse suffragata da dati di fatto veri, andrebbe premiata. Poiché si basa su dati falsi (o a essere benevoli, su una maliziosa confusione fra i termini “selezionato” e “segnalato”), va invece redarguita.
Ora, dopo aver accertato che il Comune di Chiari non ha ricevuto alcuna segnalazione o menzione o premio e che ha solo partecipato a una rassegna, resta da vedere quali sono i presunti meriti che si attribuisce la nostra Giunta, tanto da definire Chiari “Città del verde”. Tra i
progetti degni di menzione vi è “il delicato intervento di ricollocazione dei tigli antichi trasferiti da Viale Mazzini nell’area verde del Parco Urbano delle Rogge.” Bene, di 19 tigli spostati ne sono rimasti in piedi (non si sa ancora se morti o vivi) solo 8. Costo, occorre ribadirlo 85 mila euro. Tutto questo nonostante una “Indagine fitostatica su alberature”(qui) disposta dallo stesso Comune ed eseguita da Agro Service Srl avesse evidenziato che gli alberi non fossero “trapiantabili”. Gli altri 12 tigli rimasti nel sito dell’ex Cinema, sono stati tagliati inesorabilmente. Problema risolto alla radice.
Visto il successo dell’operazione propongo di assegnare al nostro primo cittadino “honoris causa” il prestigioso “premio Attila” mentre alla signora Agostini un altrettanto prestigioso premio: il “bugiardino d’oro”.
emplicemente il Comune di Chiari ha partecipato alla rassegna assieme ad altri 111 Enti locali, senza però ricevere alcun premio o segnalazione.Eppure la signora Agostini in un impeto di encomiabile campanilismo parla di “ progetti che hanno permesso al Comune di Chiari di ottenere la prestigiosa segnalazione del Premio “La Città per il Verde”… La segnalazione per Chiari è un riconoscimento prestigioso che premia la valorizzazione e gestione del verde pubblico ad opera dell’Amministrazione Comunale con l’introduzione di strumenti e metodi d’intervento innovativi in grado di migliorare sensibilmente la qualità di vita dei cittadini.” Se tanta foga fosse suffragata da dati di fatto veri, andrebbe premiata. Poiché si basa su dati falsi (o a essere benevoli, su una maliziosa confusione fra i termini “selezionato” e “segnalato”), va invece redarguita.
Ora, dopo aver accertato che il Comune di Chiari non ha ricevuto alcuna segnalazione o menzione o premio e che ha solo partecipato a una rassegna, resta da vedere quali sono i presunti meriti che si attribuisce la nostra Giunta, tanto da definire Chiari “Città del verde”. Tra i
progetti degni di menzione vi è “il delicato intervento di ricollocazione dei tigli antichi trasferiti da Viale Mazzini nell’area verde del Parco Urbano delle Rogge.” Bene, di 19 tigli spostati ne sono rimasti in piedi (non si sa ancora se morti o vivi) solo 8. Costo, occorre ribadirlo 85 mila euro. Tutto questo nonostante una “Indagine fitostatica su alberature”(qui) disposta dallo stesso Comune ed eseguita da Agro Service Srl avesse evidenziato che gli alberi non fossero “trapiantabili”. Gli altri 12 tigli rimasti nel sito dell’ex Cinema, sono stati tagliati inesorabilmente. Problema risolto alla radice.Visto il successo dell’operazione propongo di assegnare al nostro primo cittadino “honoris causa” il prestigioso “premio Attila” mentre alla signora Agostini un altrettanto prestigioso premio: il “bugiardino d’oro”.
Enzo
sabato 14 marzo 2009
Tigli: risoluzione radicale del problema
Difendiamo la terra dei nostri padri...
ma anche le piante.
giovedì 12 marzo 2009
Cementificatori a casa nostra

Riporto un post del giugno 2007 pubblicato su Varese News da Varese Social Forum. Sembrerebbe scritto a Chiari ai giorni nostri:
"Capita sempre più spesso che le perentorie promesse elettorali risultino offensive rispetto alla realtà quotidiana in cui viviamo.
E’ questo il caso di un manifesto elettorale della Lega Nord, che compare sui tabelloni elettorali di Varese e di molti comuni limitrofi, in cui si afferma: “BASTA CEMENTO. Difendiamo la terra dei nostri padri. Padroni a casa nostra”.
Ma come, solo 2 settimane fa è stata approvata dalla maggioranza del consiglio comunale (promotrice proprio la Lega Nord) la variante al piano regolatore, che prevede la cementificazione dell’ultima e unica area verde significativa della città per costruirci un carcere di 150 mila mq. e poi si vuol fare la campagna elettorale scrivendo simili assurdità?
Tra progetti di tangenziali, raddoppi di centri commerciali, costruzioni di case, alberghi, antenne… non sembra proprio che la difesa del territorio e dell’ambiente sia andata al di là della cura delle aiuole.
Forse l’essere “padroni a casa nostra” vuole più semplicemente significare che il patrimonio ambientale si può sfruttare liberamente senza regole o meglio con l’unica regola che tanto si condona tutto in questo paese?
Non resta che un commento: siete delle vere facce di…bronzo."
E’ questo il caso di un manifesto elettorale della Lega Nord, che compare sui tabelloni elettorali di Varese e di molti comuni limitrofi, in cui si afferma: “BASTA CEMENTO. Difendiamo la terra dei nostri padri. Padroni a casa nostra”.
Ma come, solo 2 settimane fa è stata approvata dalla maggioranza del consiglio comunale (promotrice proprio la Lega Nord) la variante al piano regolatore, che prevede la cementificazione dell’ultima e unica area verde significativa della città per costruirci un carcere di 150 mila mq. e poi si vuol fare la campagna elettorale scrivendo simili assurdità?
Tra progetti di tangenziali, raddoppi di centri commerciali, costruzioni di case, alberghi, antenne… non sembra proprio che la difesa del territorio e dell’ambiente sia andata al di là della cura delle aiuole.
Forse l’essere “padroni a casa nostra” vuole più semplicemente significare che il patrimonio ambientale si può sfruttare liberamente senza regole o meglio con l’unica regola che tanto si condona tutto in questo paese?
Non resta che un commento: siete delle vere facce di…bronzo."
Su una cosa non sono d'accordo. Più che facce di bronzo direi facce di cemento. Cemento Armato.
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