giovedì 14 marzo 2024

LA POLITICA È LA CONTINUAZIONE DELLA GUERRA CON ALTRI MEZZI

Rovesciando l’affermazione di Clausewitz, si potrebbe dire che la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi. E poiché la guerra peggiore è quella civile, c’è da scommettere che a Chiari nelle prossime settimane assisteremo a un innalzamento notevole delle polemiche tra le forze dei rispettivi schieramenti.

La presentazione di sei, forse sette candidati alla carica di sindaco, porta inevitabilmente a una scomposizione degli schieramenti e a una lotta furibonda fino all’ultimo voto.


I principali candidati alla carica di Sindaco a Chiari


La cosa non mi meraviglia. Avrei preferito che tra le forze progressiste, viste le buone cose fatte per la Città, ci fosse stato un accordo per arrivare all’appuntamento elettorale in modo unitario, ma tant’è, quando il vaso si rompe mettere assieme i cocci è terribilmente complicato.

Mi pare di capire che da parte di tutti ci sia la consapevolezza che l’importante sia passare il primo turno e che la contesa in questa prima parte, debba avvenire nell’ambito dei rispettivi schieramenti. I candidati che dovrebbero avere maggiori chance sono Codoni e Salogni, in campo progressista, Zotti e Campodonico, in campo conservatore.

Al momento, l’unico candidato che sta facendo vera campagna elettorale è Domenico Codoni. Non solo per i manifesti che abbiamo visto affissi alle plance della Città, ma anche per l’idea che sta dando di sé e della squadra che lavora per costruire un programma di governo. Infatti è l’unico che sta elaborando proposte concrete su temi specifici e facilmente individuabili, non dimenticando il lavoro importantissimo fatto nei dieci anni precedenti.

Per quanto riguarda Marco Salogni, sta cercando anche lui di costruire un’immagine di sé, affrontando temi sociali, in coerenza con l’attuale linea della Segretaria Schlein. Rischia però di essere abbastanza generico e un po’ avulso dalla situazione della Città. Gli manca forse l’apporto di una squadra che lo sappia consigliare per il meglio e gli eviti scivoloni rovinosi che lo mettono in cattiva luce. Proporre le identiche cose contenute nel programma di mandato della Sindaca di Brescia Laura Castelletti (stesse parole, stessi punti e stesse virgole) non solo l’ha esposto all’accusa di plagio, ma fornisce l’immagine di una persona incapace di una sua linea autonoma.

Nel campo avverso, i due principali candidati stanno ancora sistemando i mobili delle rispettiva sedi. Forse, prima delle elezioni, ci faranno sapere che idea hanno del futuro di Chiari, quali siano le loro idee e le loro proposte. 

I problemi veri ci saranno dopo il primo turno. Ma questo sarà l’oggetto di un altro post.

mercoledì 13 marzo 2024

COM’ERA BELLA LA CHIARI DI UNA VOLTA!

Nei gruppi social che parlano della nostra città, spesso viene evidenziato un concetto che trova molto consenso: Chiari di una volta era più bella. 

C’è un effetto nostalgia che ci fa dimenticare quale fosse la situazione effettiva della città e quanto sia stato fatto in questi anni per renderla più bella e fruibile. 

Eppure basterebbe prendersi la briga di consultare su YouTube foto e filmati di 30/40 anni fa, per rendersi conto che le cose non erano proprio come le immaginiamo. C’è un effetto distorsivo sicuramente dato dal tempo trascorso, ma anche dal fatto che allora eravamo più giovani e quindi tutto ci appariva bello, pulito, genuino e schietto.

Senza voler togliere a nessuno i ricordi della propria giovinezza o infanzia, pubblico alcune immagini per dire che 40 anni fa il nostro bellissimo Centro storico era afflitto da problemi di degrado che grazie all’intervento restaurativo dei privati e di alcuni significativi interventi delle Amministrazioni Comunali che si sono succedute nel tempo, sono stati risolti.

Chi ha un po’ di anni come il sottoscritto si ricorda come fosse ridotta Chiari dalle parti della rata. Con la ex Caserma ancora da restaurare, lo Stenditoio quasi un rudere e la case retrostanti piazza Mellino Mellini ridotte a un cumulo di macerie. Anche altre parti del Centro Storico era ridotte malissimo, ma come detto, a partire dalla fine degli anni ’80 moltissime parti sono state restaurate.


Il degrado di Chiari degli anni '80


La stessa cosa riguarda il traffico cittadino. A guardare questo filmato (vedi) si rimane impressionati dal numero di macchine che giornalmente si riversavano in centro, quasi sempre alla ricerca di un posto macchina inesistente. Le auto venivano posteggiate dappertutto e l’aria era irrespirabile. I viali, ancora in terra battuta, erano ridotti ad area di parcheggio selvaggio.


Il traffico a Chiari negli anni '80


Nel tempo qualcosa è stato fatto e oggi, a differenza di allora, viviamo una situazione meno drammatica, forse grazie ai parcheggi realizzati negli ultimi anni.

Abbiamo perso qualcosa? Certo. Abbiamo perso il Teatrino Comunale di Piazza Rocca a causa di una decisione scellerata degli Amministratori Comunali di allora e il Cinema Teatro Comunale, raso al suolo dalla passata Amministrazione per rincorrere il sogno irrealizzato di un fantomatico Polo della Cultura. 

Molte cose però sono state fatte e posso tranquillamente dire che la Chiari di oggi è sicuramente più bella di quanto lo fosse quella di 40 anni fa.


domenica 10 marzo 2024

DISCONTINUITÀ?

La parola d’ordine della destra clarense per la campagna elettorale in corso è “discontinuità”. Par di capire che le realizzazioni degli ultimi 10 anni della Giunta Vizzardi siano viste dai rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia come insufficienti, per non dire negative.

Analizziamo allora quali sono queste realizzazioni e vediamo se esse hanno apportato benefici alla Città oppure danni e svantaggi.

La prima cosa realizzata è stata la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Oggi abbiamo una raccolta differenziata che si avvicina alla soglia del 90%. Il rappresentante della Lega, Campodonico, dice che Chiari si trasforma periodicamente in una discarica. Forse confonde la Chiari di oggi con la Chiari di quando egli governava assieme a Mazzatorta, come evidenziato da queste immagini che sono solo un piccolo esempio di cosa volesse dire “città pattumiera”. 


Chiari al tempo dei cassonetti


Poi son venute le scuole. Non scuole “loculo” come volevano realizzare ai loro tempi, ma scuole moderne, ampie e funzionali. Ne sono state realizzate due, senza gravare sul bilancio comunale o dismettere superfici di pregio dove erigere casermoni di 6/7 piani a ridosso del centro cittadino.  Aggiungo che oltre ai 10 milioni messi a disposizione dai governi Renzi e Gentiloni, sono arrivati dalla Provincia altri 2 milioni e mezzo per l’ampliamento dell’Istituto Luigi Einaudi, 650 mila euro per il laboratorio di scienze per le Primarie e, dulcis in fundo, 1 milione e 700 mila euro per la risistemazione della scuola materna.


Polo Scolastico Primarie


Dalle parti di vicolo Pace è in corso di costruzione il Cinema Teatro S. Orsola che darà a Chiari un vero luogo di cultura, contribuendo così a rivitalizzare il Centro Storico. Loro volevano realizzare “il più importante e suggestivo contenitore culturale degli ultimi 50 anni”, sono solo riusciti a tumulare “un cadavere”.


Progetto in fase di realizzazione del Cinema Teatro S. Orsola


Della Caserma dei Carabinieri la destra ne parla da quasi 20 anni. Tante parole zero fatti. Il progetto sarà messo in cantiere a breve e realizzato entro il 2026. 

Vogliamo parlare di impianti sportivi per i nostri ragazzi? Due grandi palestre all’interno dei due istituti scolastici, una palestra al posto del vecchio geodetico, un nuovo stadio da costruire dalle parti di Via Roccafranca.

Per i più piccoli, nuovi parchi giochi e risistemazione dei vecchi.

Potrei ancora parlare di limitato consumo di suolo, di numerosi eventi culturali e ricreativi, di aumento della spesa sociale, quasi triplicata in questi 10 anni. Si avrà comunque tempo per fare un rendiconto dettagliato di quanto realizzato. Per ora, coloro che parlano di discontinuità, non hanno presentato per la Città una proposta che sia una. Sulla base di cosa vorrebbero i voti dei clarensi? 

Chiari ha bisogno di CONTINUITÀ. Di un governo della Città indirizzato al bene comune, perché la buona politica non si cambia, come non si cambiano le persone che hanno dimostrato di saper ben governare.

lunedì 4 marzo 2024

DISINNESCATE LE MINE!

Era logico (oggi pare abbastanza evidente), che presentare più candidati da parte della coalizione che ha governato Chiari per dieci anni, avrebbe innescato inevitabilmente un meccanismo di competizione difficilmente controllabile.




La convivenza in una coalizione è sempre difficile da gestire. Per portare a termine un programma di mandato occorrono nervi saldi e persone convinte della giustezza del cammino intrapreso. In ogni caso, pur avendo persone capaci, i problemi possono sempre nascere dall’attuazione del programma e costituire i classici granelli di sabbia che inceppano il meccanismo. A questo si aggiungano, le invidie e le gelosie che sono patrimonio inevitabile dell’umana natura.

La coalizione uscente non fa eccezione e nonostante abbia fatto cose molto buone per la nostra Città, si è presentata all’appuntamento elettorale abbastanza sfilacciata.

Creare un clima di competizione esasperata tra le forze della maggioranza uscente è, in ogni caso, un atteggiamento irresponsabile e autolesionista. 

Togliamo dal tavolo la polemica su liste civiche e partiti. Nessuno penso possa arrogarsi l’idea che la lista civica sia migliore di una lista di partito e viceversa. Si parte sempre dal presupposto che tutti lavorino per il bene comune e che la differenza la fanno le persone e le idee. Ci si confronti su queste e si disinneschino le mine vaganti che seguono la corrente senza alcun autocontrollo.




Se non ci si ferma adesso, sarà poi difficile mettere assieme i cocci per realizzare una futura coalizione di governo della Città. A meno  che non si abbiano dei retro pensieri e allora sarebbe bene esplicitarli.

C’è un programma da completare (Cinema Teatro, Caserma dei Carabinieri), in questo sta la continuità. Ma c’è anche un programma per definire l’idea della Chiari di domani. Il confronto sulle idee è sempre proficuo; le polemiche pretestuose, da qualsiasi parte vengano, non portano a niente.

Da questa parte ci sono persone di valore, portatrici di idee e programmi utili per la città. Dall’altra parte abbiamo candidati improbabili e il deserto programmatico. Spero almeno che questa volta ci venga risparmiata la solfa sulla Chiari insicura e sulla moschea in procinto di essere aperta. Sarebbe troppo anche per loro.

domenica 25 febbraio 2024

ZOTTI e la COMUNITÀ ALBANESE

C’è un passo della conferenza di Gabriele Zotti tenuta presso la Sala Repossi sabato 24 febbraio che merita un discorso a parte. 


Gabriele Zotti


Egli dice: “Io lavorerò perché non esista una comunità nella comunità e faccio un appello a tutti quei cittadini ALBANESI che a Chiari in questi anni hanno contribuito a formare, a cambiare e a modificare anche le persone che si incontrano in città, a non diventare una comunità nella comunità, ma di accettare la sfida di rivedere, anche di appoggiare quelle coalizioni che in passato hanno avuto diffidenza a incontrarsi e confrontarsi”.

A parte le contorsioni verbali, sembra di capire che le forze di centrodestra che per anni hanno cercato in tutti modi possibili e immaginabili di creare problemi a una vera e sana integrazione dei cittadini di origine albanese, ora vorrebbero che i suddetti cittadini “accettino la sfida di rivedere, anche di appoggiare quelle coalizioni che in passato hanno avuto diffidenza nei loro confronti”.

Diffidenza? Ma ci vuole una bella faccia tosta per parlare di diffidenza. I cittadini di origine albanese durante le consiliature Mazzatorta sono stati osteggiati, vessati e ostracizzati, in modo indegno. Oggi dovrebbero, in un moto di “volemose bene”, votare quelle coalizioni?

Ma ci ricordiamo o no le polemiche su “Piazza Tirana occupata da torme di albanesi che ti guardano di traverso e che se non stai attento ti rubano il portafogli, ti ammazzano e ti stuprano la moglie”? E i comunicati aberranti delle Ronde Padane?  “Piazza Tirana - Domenica 1 febbraio 2009 contate 141 presenze fra albanesi, rumeni e magrebini”.

Come dimenticare le panchine eliminate dalle piazze e le famose ordinanze discriminatorie dell’ex Sindaco Mazzatorta riguardo “l’assegnazione delle case popolari”, i “premi all’eccellenza scolastica”, e la scelta dei “rilevatori del Censimento Istat”?

Tutto questo ha portato da una parte paura e diffidenza, dall’altra difficoltà di integrazione e sofferenza. 

Eppure, nonostante tutte le nefandezze messe in atto da leghisti e soci, la comunità albanese, che in massima parte è composta da persone per bene e laboriose, si è integrata nella nostra città senza grossi problemi. 

Oggi, invece di dire che bisogna continuare e insistere in questa opera di  integrazione, il signor Zotti parla di voti. Voti che sarebbe giusto che arrivassero anche a quelle formazioni di centrodestra che “in passato hanno avuto diffidenza a incontrarsi e confrontarsi”. Insomma quei voti li vuole, li pretende. Lui che facendo il “raccattapalle, il guardalinee o il dirigente di una squadra di calcio è a contatto con il futuro”, cioè con tutti quei ragazzi, compresi gli albanesi, che fanno sport.

Penso che il miglior modo di rispondere al signor Zotti sia quello di creare una lista civica in cui siano presenti cittadini clarensi di origine albanese. Una lista che alle prossime elezioni comunali non solo miri a rappresentare la comunità di provenienza,  ma anche lavori in collaborazione con le altre liste democratiche e progressiste per fare della nostra Chiari una città ancora più bella, accogliente e dialogante.

Zotti, se vuole, stia a bordo campo a fare tessere e raccattare palle. Di quelle ha ampia esperienza.


sabato 24 febbraio 2024

ZOTTI il signore delle tessere

Dopo settimane di febbrile attesa, il partito che si presume di maggioranza relativa ha presentato il proprio candidato Sindaco per le prossime Elezioni comunali. È Gabriele Zotti, l’eterno presente, il Sol Invictus della politica clarense. “Aspettavamo il sole e il sole è arrivato”. Queste le parole pronunciate stamattina alla presentazione del candidato. 



Claudio Prandelli, segretario del circolo clarense di FdI si è dichiarato “orgoglioso” di offrire questa candidatura alla cittadinanza, perché Zotti è figura di grande valenza politica, “profondo conoscitore del tessuto sociale clarense, la cui azione è ispirata ai valori e ai principi del partito, principi ineludibili che si concretizzano nel fare il bene della popolazione. L’auspicio è che tutte le forze del centrodestra contribuiscano con una propria lista a sostegno del candidato di Fratelli d’Italia che può rappresentare tutta la coalizione, certamente sulla base di  un programma condiviso”. 

Peccato che non molto tempo fa si è cercato in tutti i modi di impedire all’attuale candidato di salire sul carro del vincitore. Tentativo vano perché Zotti, da navigato politico qual è, si è preso tutto il partito portando in dote un centinaio di tessere. Fa strano però sentire Prandelli tessere le lodi del neo candidato, quando fino a poche settimane fa lo si considerava un personaggio da tenere a debita distanza. Si potrebbe dire: “È la politica bellezza!”. Quando si è all’apice del successo si può anche ingoiare qualche rospo e non fare tanto gli schizzinosi. Però, quante belle parole gettate al vento!

Ora, il signore delle tessere, di fronte a questa assunzione di responsabilità, si sente emozionato. Lui, che ha sempre avuto la scorza dura come quella di un elefante e non ha mai indietreggiato di fronte a battaglie difficili e avversari potenti, oggi si sente emozionato. Qualcosa sicuramente è cambiato. Gli anni che l’hanno visto lontano dalla politica, “sono stati anni di riflessione e di ricerca interiore” allo scopo di trovare le “energie necessarie” per fare il bene della comunità. E per il bene della comunità si può anche cambiare pelle. Si può diventare moderati quando in passato si è stati smisurati, sempre sopra le righe, sempre al di là del politicamente corretto. 

Ora bisogna assumere l’aplomb dell’uomo di governo, un po’ come sta facendo Giorgia Meloni, che si è tramutata d’incanto in un personaggio che ha dismesso i panni della posseduta de la Garbatella per indossare quelli della Lady di Ferro, dura e caparbia sì, ma anche moderata e gentile.

E gli altri partiti della coalizione? Roberto Campodonico stamattina ha aperto la sua pagina Facebook con un post che è tutto un programma. “Meglio un sabato mattina spensierato…senza politica”. Meglio un giro in bici che sentire un sermone e fare finta che tutto vada bene madama la marchesa, mentre risulta evidente a tutti che tra Lega e Fratelli d’Italia non c’è feeling, non c’è accordo. 

E il partito di Forza Italia. Per il momento è dato per disperso, ma in qualche anfratto della memoria dei suoi rappresentanti risuonano ancora gli accenti di quel manifesto (leggi) fatto affiggere sui muri di Chiari da Gabriele Zotti per inchiodare alle loro responsabilità quei bellimbusti di forzisti diventati dei “ciuchi imbizzarriti”, pronti a scalciare ogni giorno contro il Senatore e definiti dal nostro candidato: Capo Stazione, Cancelliere di Frazione, Presidente dell’Accademia del Piffero. Cosa si può volere di più? 

Parafrasando Churchill si potrebbe dire: “Potevate scegliere di perdere mantenendo l’onore. Rischiate di subire una cocente sconfitta perdendo oltre al rispetto anche l’onore”.


lunedì 22 gennaio 2024

IL CANDIDATO INESISTENTE

Il termine “candidato” deriva dal latino candidatus, vale a dire "colui che indossa una toga candida”. Ai tempi della Roma antica, infatti, coloro i quali si presentavano alle elezioni dovevano indossare una toga bianca per distinguersi.

A Chiari siamo andati oltre. Il candidato della destra deve aver indossato una veste che rende invisibili. Infatti, a poco più di quattro mesi dalle elezioni, ancora non è possibile sapere chi sarà il vero candidato del destra-centro.




La Lega, rompendo gli indugi  “ha messo sul tavolo delle contrattazioni” la candidatura di Roberto Campodonico, in virtù della lunga militanza nel partito e dei ruoli da sempre assunti “a tutela e difesa dei cittadini di Chiari”. Campodonico ha dato il suo consenso, ma sembra di capire che questa sia una proposta di bandiera, in attesa di conoscere cosa farà il partito di maggioranza relativa, ossia Fratelli d’Italia.

Come si ricorderà, già dall’autunno scorso, il partito della Meloni aveva espresso “l’ambizione di avanzare” un candidato in “grado di generare entusiasmo tra gli elettori clarensi”. Candidato definito “serio, coerente, determinato, disinteressato, aperto al dialogo…” ecc. ecc. D’altra parte uno dei cardini della politica della coalizione  è stata sempre quella che a esprimere il candidato debba essere il partito di maggioranza relativa. Ora, a distanza di mesi, non è ancora possibile conoscere il nome di questo candidato e ancora di più non si capisce se la compagine di centrodestra si presenterà unita alle prossime elezioni. Certo, tutti affermano che si correrà uniti, ma la candidatura di Campodonico sembra tradire una difficoltà di interlocuzione, per cui la Lega, per non sapere né leggere e né scrivere, ha gettato il classico sasso nello stagno per smuovere le acque che sembrano appunto stagnanti.

Gennaio sta finendo e se non si fa in fretta a uscire da questo “impasse”, si dovrà ricorrere a San Faustino perché faccia un miracolo. 

Miracolo o non miracolo, i cittadini  hanno tutto il diritto di conoscere il nome di chi tra pochi mesi potrebbe guidare la compagine amministrativa di Chiari, conoscere la sua visione di città, le sue ambizioni, il suo programma. Continuare con questa melina non è né serio né corretto.

lunedì 15 gennaio 2024

SONO PRONTI A TORNARE

Vi racconto una bella favola. Si intitola:


IL SINDACO DEL FARE E LA DITTA CHE VENNE DA FUORI


La nostra storia comincia in una calda giornata d’agosto quando i cittadini vengono svegliati da un frastuono tremendo. E pim e pum e pam. 

“Cos’è, cosa sta avvenendo” fanno in tanti. 

“Venite, accorrete buttano giù il nostro Cinema!”. 

“Come sarebbe a dire?” 

“Certo stanno abbattendo il Cinema”. 

“Come, il nostro Cinema, quello dove abbiamo riso e pianto, quello dove ci siamo innamorati, dove abbiamo sognato altre vite, altri noi…perché?”.

“Lo vuole il Sindaco, dice che è vecchio”.

“Ma come, se ha solo 55 anni. In Italia una costruzione di 50 anni è come nuova”.

“Niente paura!” fa il sindaco “Niente paura! Vedrete che faremo una costruzione più grande e più superba che pria”.

Detto fatto il Sindaco “del fare” organizza un concorso. Un grande concorso  a cui partecipano fior di architetti, i migliori del paese. 

Dopo aver letto ed esaminato tutto, viene proclamato il vincitore. 

“Bravo, bravo!” fa il Sindaco.

“Bravo, bravo!” ripete la Giunta.




Tutti sono felici e un grande disegno del nuovo cinema viene messo in mezzo alla piazza perché tutti ammirino la meraviglia.

Passano i mesi, passano gli anni, ma del cinema neanche l’ombra.

La gente incomincia a mormorare.

“Calmi, calmi!” fa il Sindaco “Quel progetto era troppo modesto per le nostre ambizioni. Non siamo forse una grande città? Ci meritiamo altro”.

“Bene, giusto” fanno in molti.

“Ho in mente un progetto che vi sbalordirà. Non solo cinema, ma anche ristoranti, bar, negozi e tante altre cose ancora. E quello che più conta, è che non spenderemo neppure un ghello. S’incaricherà di fare tutto una ditta di fuori che è specializzata in queste cose. Vedrete, rimarrete a bocca aperta”.

Tutti approvarono e tornarono a casa contenti. 

Tutti? Non tutti. 

Alcuni incominciarono a guardare le carte e a ragionare, cercando di capire come facesse la ditta che veniva da fuori a metterci i soldi per far guadagnare i cittadini della città. Letta ed esaminata ogni cosa, andarono fra la gente a dire: “Qui ci vogliono prendere per il naso. Ci vogliono far credere che una ditta che viene da fuori mette i soldi per la nostra bella faccia”.

“Così ha detto il Sindaco. Che è una ditta specializzata in queste cose”.

“Ah sì, e chi è che paga quel milione di euro?”.

“Quale milione” fa uno.

“Quel milione di euro che dobbiamo versare entro un anno a questi signori?”.

“Eh, ma questo non era stato detto!”.

“E i proventi dei parcheggi? Sapete chi incasserà i proventi dei parcheggi? Li incasserà la simpatica ditta che viene da fuori”.

“Ma è inaudito” fanno in molti.

“E sapete per quanti anni li incasserà? Per 30 anni li incasserà”.

“Eh!” fanno tutti “Ma è un imbroglio”.

“Sì, avete ragione, è proprio un imbroglio. Ma noi non siamo gonzi che ci facciamo infinocchiare. Bisogna fermarli, prima che ci mangino la città”.

“Sì” fanno tutti in coro “bisogna fermarli”.  

E così i cittadini si misero insieme per fermare il Sindaco “del fare” e la ditta che venne da fuori. 


Morale:

Il Sindaco del “fare disastri” e i suoi uomini sono stati fermati per 10 anni e tante cose buone sono state fatte per la città. 

Ora però sono pronti a tornare. Per fare che? Ma per fare ancora disastri. 

È la loro specialità, il loro marchio di fabbrica. 

 

domenica 3 dicembre 2023

DOMENICO CODONI CANDIDATO SINDACO

Energia e positività. Queste sono le sensazioni che si sono provate alla presentazione della candidatura a Sindaco di Chiari di Domenico Codoni. 




La sala del Museo della Città ieri sera traboccava di persone. L’eccitazione era palpabile e i sorrisi e le strette di mano si sprecavano. Ma non era solo apparenza. Tutti avvertivano l’importanza di questo avvenimento che può aprire la strada a una nuova avventura, in grado di incidere positivamente sul futuro di Chiari.

L’aspettativa non è andata delusa. Sul palco si sono alternati gli assessori e consiglieri comunali che si sono distinti nell’amministrazione della città negli ultimi dieci anni. Tutti giovani, tutti preparati, tutti animati dalla voglia di continuare un percorso che ha fatto bene alla nostra città. A loro si è aggiunto Claudio Kulla, un giovane laureando che sicuramente impareremo a conoscere meglio nei prossimi anni.

L’intervento di Massimo Vizzardi è stato breve e incisivo. Avrebbe potuto approfittare dell’occasione per parlare di sé, di questi dieci anni, delle cose importanti realizzate, degli obiettivi raggiunti. Si è limitato a spiegare perché Domenico Codoni può essere il sindaco giusto per la nostra Città. Ha usato aggettivi e sostantivi importanti: autorevole, corretto, capace, ma anche generoso, sincero, civico. Ha parlato di una città che deve ancora crescere e che per tale motivo ha bisogno di competenza e coraggio, doti di cui devono essere portatori candidati responsabili e onesti. Il rischio è sempre dietro l’angolo ed è quello di ritornare al 2014 quando Chiari era una città distrutta e divisa, ma anche ai primi anni 2000, quando la città era immobile e letargica.




Poi è stata la volta di Domenico Codoni. Ci saremmo aspettati una persona timida e schiacciata dal peso della responsabilità. Invece ha saputo gestire la serata come un politico navigato, esponendo la sua visione di città in modo semplice e convincente. L’orizzonte è quello del 2034, dieci anni durante i quali Chiari dovrà crescere, innanzitutto portando a termine i progetti messi in campo dall’attuale Amministrazione (Cinema-teatro S. Orsola - Caserma dei Carabinieri) e poi avviando politiche di sviluppo in vari campi. Il filo conduttore del discorso è la frase: Per una Chiari sempre + (Casa, Città, Ricca, Grande). Dietro ogni frase ci sono delle indicazioni programmatiche, certo adesso solo accennate, ma che in seguito costituiranno l’ossatura di un programma elettorale che sarà presentato alla Città e discusso con tutte le sue rappresentanze.

Ieri si è fatto il primo passo. La cosa più incoraggiante è che dietro Codoni c’è un gruppo di persone che si è costituito in lista civica esattamente dieci anni fa. Il miracolo è che questo gruppo sia ancora presente e vivo e che rappresenti nel panorama politico clarense il fatto più significativo. Non solo ha espresso il Sindaco, ma ha creato e fatto crescere un gruppo di giovani amministratori che rappresentano il futuro politico della nostra città. 

La scommessa di oggi è quella di vincere la partita contro una coalizione che sulla carta appare temibile e vincente. Vedremo se il Natale ci porterà assieme ai regali il candidato o i candidati del centrodestra.

Da questa parte le carte sono ormai scoperte. Si spera che si possa rimanere nell’ambito di una corretta competizione e che si eviti di bruciare i ponti, visto che all’esito di un ballottaggio si dovrà pervenire a un accordo come già avvenuto in passato. Il bello della politica è il suo continuo divenire.